{"id":1351,"date":"2017-06-09T11:45:43","date_gmt":"2017-06-09T09:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=1351"},"modified":"2017-06-09T18:41:00","modified_gmt":"2017-06-09T16:41:00","slug":"la-rinascita-di-salina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/","title":{"rendered":"La rinascita di Salina"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1351 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/4-signum-panoramagallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/4-Signum.-PanoramaGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/1-ristorante-signumgallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/1-Ristorante-SignumGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/martina-caruso-signumgallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/Martina-Caruso-SignumGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-1368\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1368'>\n\t\t\t\tLa chef Martina Caruso\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/capperi-salinagallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/Capperi-SalinaGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/scario-salina\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/SCARIO-Salina-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/3-ristorante-signumgallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/3-Ristorante-SignumGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/pollaragallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/POLLARAGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/06\/09\/la-rinascita-di-salina\/2-ristorante-signumgallery\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/06\/2-Ristorante-SignumGALLERY-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Quando vuole rilassarsi <strong>la chef Martina Caruso scende alla spiaggia dello Scario<\/strong>. Una piccola baia con grandi ciottoli grigi, materassoni gonfiabili in affitto, per prendere il sole comodamente sdraiati, e una acqua cristallina dalle sfumature turchesi, dove tuffarsi \u00e8 un dovere. E\u2019 proprio quello che fa Martina, una nuotata e poi un piatto di gustose bruschette eoliane alla crema di capperi, nel bar di pochi tavoli, addossato alla parete di roccia, tutto intorno la macchia mediterranea. Poi torna al suo ristorante, <a href=\"http:\/\/www.hotelsignum.it\/it\/\"><strong>nell\u2019hotel Signum di Salina<\/strong><\/a>, distante solo qualche minuto a piedi, su per la scalinata che corre per un tratto lungo la linea di costa dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 qualcuno che sta portando il nome di Salina nel mondo, \u00e8 proprio lei: <strong>giovane chef di talento, a 28 anni, con una stella Michelin \u00e8 diventata in pochi anni la migliore ambasciatrice dell\u2019isola verde e oro,<\/strong> come da sempre \u00e8 conosciuto questo angolo delle Eolie. Abbastanza lontana dalla Sicilia per non essere di passaggio, Salina ha i suoi estimatori e amanti, tra loro anche <strong>Massimo Troisi che qui gir\u00f2 il suo ultimo film, Il Postino,<\/strong> rendendo immortale la baia di Pollara, un semicerchio scolpito nella pietra chiara, a picco sul mare, risplendente di infinite sfumature di blu e verde e perfetta al tramonto. <strong>Tra i frequentatori di Salina anche i reali del Belgio che hanno finanziato il restauro della Chiesa di Santa Marina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Salina ritrovata<\/strong><br \/>\nMa Salina \u00e8 rimasta fedele a se stessa. Orgogliosa, resiste alle lusinghe della fama e del turismo. Lo stesso carattere di Martina, che nonostante sia ormai nota e richiesta, continua con semplicit\u00e0 il suo lavoro e racconta la passione per la sua terra e i suoi ingredienti, quasi con timidezza, seduta sulla terrazza <strong>del bell\u2019hotel di famiglia a Malfa<\/strong>: 4 antiche case trasformate in 30 curate stanze e suite, e una spa, gestite con attenzione dal fratello Luca, ottimo padrone di casa, alla guida di un team accogliente e professionale. \u201c<em>Non lascio quest\u2019isola, posso girare il mondo, esserne ispirata ma sono legata alla mia terra e ai suoi prodotti che cerco di rispettare ed esaltare al meglio<\/em>\u201d. E il suo men\u00f9 degustazione tutto nuovo ne \u00e8 la dimostrazione: un vero viaggio alla scoperta di questa parte di Sicilia, come nel suo <em>Gambero rosso di Salina con panna acida e caviale di lumaca<\/em> o nella deliziosa <em>Triglia cotta al vapore<\/em>, riempita con pat\u00e8 di fegato della triglia e servita con un ristretto di triglia e crostacei. A dare croccantezza le squame fritte del pesce e la salvia, appena poggiate sopra. Accanto ci sono gli asparagi di mare o salicornia. Reinterpreta le sicilianissime sarde a beccafico, il suo <em>Sgombro marinato con pomodoro<\/em>, uvetta, pane canditi e spuma ai pinoli. Tutto il pesce \u00e8 locale e quasi tutta la verdura, se non addirittura dall\u2019orto della propriet\u00e0. Si pu\u00f2 dire che ormai \u00e8 il mondo a venire a trovarla. E\u2019 successo solo poche settimane fa quando proprio Salina \u00e8 stata al centro della scena gastronomica, protagonista della <strong>edizione estiva di Care\u2019s The Etichal Chef Days<\/strong> l\u2019evento dedicato al cibo sostenibile, tra show cooking e dibattiti, <strong>promosso dallo chef altoatesino Norbert Niederkofler,<\/strong> del ristorante St. Hubertus all&#8217;Hotel Rosa Alpina, tre stelle Michelin. Per la prima volta la manifestazione \u00e8 sbarcata dall\u2019altra parte d\u2019Italia: \u201cSono stati giorni molto intensi, divertenti e per noi molto importanti, direi per tutte le Eolie, si \u00e8 creata una bella squadra di lavoro qui sull\u2019isola e una maggiore unit\u00e0 che sono certa continuer\u00e0 nel futuro\u201d, ha raccontato Martina, il cui Signum era una delle sedi degli eventi (<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caldara\/2017\/05\/30\/dalle-dolomiti-alla-sicilia-la-cucina-e-allinsegna-della-sostenibilita\/\">vedi qui il racconto<\/a>). Proprio lo scorso inverno durante l\u2019edizione invernale in Alta Badia, <strong>Martina aveva vinto uno stage a Lima al ristorante Malabar<\/strong> con lo chef Pedro Miguel Schiaffino. Da quella esperienza ha tratto ispirazione per uno dei piatti ora in men\u00f9. Una incursione originale e ben ideata. Da questo nasce il suo <em>Dentice crudo e cotto<\/em>, inserito nel men\u00f9 degustazione: al dentice cotto al forno con bieta croccante si affianca un involtino di dentice crudo con un ripieno di quinoa fresca, servito con un piccante leche de tigre. Al posto del coriandolo c\u2019\u00e8 il finocchietto selvatico che cresce ovunque sull\u2019isola e il peperoncino per il leche de tigre \u00e8 uno di quelli che ha portato dal Per\u00f9 la chef e che ora coltiva nel suo orto. Ingrediente lontano ma ormai a km zero.<\/p>\n<p><strong>La stagione dei capperi in fiore<\/strong><\/p>\n<p>Gli abitanti di Salina le chiamano con affetto \u201cle nostre orchidee\u201d. <strong>I fiori di capperi con i petali bianchi e i lunghi pistilli violetti, sono una splendida macchia di colore in questa stagione a Salina.<\/strong> <strong>Da maggio, inizia la raccolta che dura tutta l\u2019estate ed \u00e8 ancora fatta a mano.<\/strong> Di tutte le Eolie il cappero di Salina \u00e8 il pi\u00f9 pregiato e allora vale la pena andarlo a scoprire da chi da generazioni lo produce e lo lavora. Appena fuori il bel centro di Malfa, <strong>Maurizia De Lorenzo con l\u2019azienda <a href=\"http:\/\/www.saporieolianisalina.it\/\">Sapori Eoliani<\/a><\/strong> cura con attenzione la lavorazione dei suoi capperi. Non solo nella classica versione sotto sale. E\u2019 stato suo figlio Roberto, a sperimentare un uso dolce di questo piccolo tesoro e a creare <strong>una composta di capperi e malvasia, assolutamente perfetta da abbinare ai formaggi.<\/strong>\u00a0Lo scorso Natale \u00e8 stato realizzato persino un panettone con i capperi canditi dell&#8217;azienda. Ai visitatori spiega come avviene tutta la lavorazione, mostra una vera prelibatezza il <strong>cucuncio<\/strong>, che \u00e8 poi il frutto vero e proprio della pianta di cappero, lasciato crescere sulla pianta. Una bella idea per lo shopping di prodotti locali \u00e8 anche acquistare il suo speziato <strong>Antipasto Eoliano<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un giro in motorino<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019isola si gira benissimo in motorino e le distanze sono minime (per affittarlo sono circa 20 euro al giorno). Per raggiungere l\u2019altro lato, <strong>quello di Rinella<\/strong>,<strong> con la sua spiaggia di sabbia nera<\/strong>, basta appena mezz\u2019ora. Per arrivarci si passa in mezzo alle due montagne dell\u2019isola il Monte Fossa delle Felci, che con i suoi 962 metri \u00e8 il punto pi\u00f9 alto dell\u2019arcipelago e il Monte dei Porri (860 m), sono i resti dell\u2019antico vulcano che ha dato origine all\u2019isola. Ora <strong>la zona \u00e8 Riserva Naturale e meta di tanti appassionati del trekking.<\/strong> Sulla strada, tappa obbligata \u00e8 il<br \/>\nSantuario della Madonna del Terzito, circondato da bassi bagli e da filari di Malvasia. La Malvasia \u00e8 onnipresente sull\u2019isola, una sorta di dolce compagnia di cui non si pu\u00f2 fare a meno, anche a tavola. Sono una quindicina i produttori sull\u2019isola. Tra di loro <strong>Francesco Fenech<\/strong>, \u00e8 tra i pi\u00f9 storici ( l&#8217;azienda \u00e8 sempre a Malfa): ben 3 generazioni di produzione in famiglia e una personalit\u00e0 piuttosto forte. Si capisce subito quando si varca la soglia della sua azienda: fa tutto lui, a modo suo, come un artigiano d&#8217;altri tempi. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e i premi e i riconoscimenti (anche per la certificazione biologica) non mancano mai. La sua Malvasia non \u00e8\u00a0solo dolce, come \u00e8 pi\u00f9 conosciuta, ma \u00e8\u00a0vinificata anche a secco. Ottima e da provare. \u00a0Ha un negozio dove si possono acquistare le bottiglie\u00a0e organizzare eventuali spedizioni. Prima di ripartire, se la stagione non le rende affollatissime, \u00e8 d&#8217;obbligo un giro tra i negozi di Malfa e Santa Marina, dove partono e arrivano i traghetti. <strong>A Malfa il laboratorio di ceramiche artistiche Elsalina<\/strong>\u00a0realizza bellissimi piatti \u00a0di ceramica con il motivo dei fiori di cappero e le classiche geometrie blu e bianche. Un bel saluto all&#8217;isola.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Gesuelli @alegesuelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando vuole rilassarsi la chef Martina Caruso scende alla spiaggia dello Scario. Una piccola baia con grandi ciottoli grigi, materassoni gonfiabili in affitto, per prendere il sole comodamente sdraiati, e una acqua cristallina dalle sfumature turchesi, dove tuffarsi \u00e8 un dovere. E\u2019 proprio quello che fa Martina, una nuotata e poi un piatto di gustose bruschette eoliane alla crema di capperi, nel bar di pochi tavoli, addossato alla parete di roccia, tutto intorno la macchia mediterranea. 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