{"id":1523,"date":"2017-12-19T10:14:46","date_gmt":"2017-12-19T09:14:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=1523"},"modified":"2017-12-19T10:14:46","modified_gmt":"2017-12-19T09:14:46","slug":"un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/","title":{"rendered":"Scopri un altro Sudafrica"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1523 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/granderochehotel\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/granderochehotel-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/capetowndeff\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/CapetownDEFF-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/manor_house_00def1\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Manor_House_00DEF1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/wolfgatterrazza\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/WolfgatTerrazza-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/wolfgatinterno\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Wolfgatinterno-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/wolfgatpiatto\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Wolfgatpiatto-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/12\/19\/un-altro-sudafrica-costa-ovest-winelands\/westcoast\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/westcoast-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p class=\"western\">Un ex silos per il grano diventa il nuovo hub dell\u2019arte contemporanea africana. Un vecchio biscottificio nel quartiere industriale \u00e8 da anni il polo della nuova gastronomia del Continente. E\u2019 questa la magia e il fascino di Cape Town che continua a rimanere in cima alle classifiche delle mete pi\u00f9 visitate dagli italiani in Sudafrica. Sar\u00e0 per il suo carattere europeo, sar\u00e0 per quello spirito creativo che pi\u00f9 volte l\u2019ha fatta eleggere capitale del design nel paese, Citt\u00e0 del Capo va vista per capire dove va il Sudafrica di oggi. Ma la citt\u00e0 pu\u00f2 essere anche la base per <strong>un itinerario diverso alla scoperta della costa Ovest,<\/strong> meno battuta dal turismo internazionale e delle \u201caltre\u201d Winelands: <strong>Paarl e Montagu<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"western\"><b>Volo su Cape Town<\/b><\/p>\n<p class=\"western\">Se avete gi\u00e0 visitato la bellissima <strong>costa est del paese con la Garden Route<\/strong> e avete gi\u00e0 vissuto l\u2019esperienza del safari in uno dei grandi parchi nazionali, in un secondo viaggio in Sudafrica, atterrate direttamente a Cape Town. Ci sono ormai diverse compagnie che con uno stop over in Europa o negli Emirati, offrono un comodo collegamento. Questo vi permetter\u00e0 di visitare meglio<strong> la meno conosciuta ma altrettanto splendida costa ovest del paese<\/strong>, oppure, se avete tanto tempo, inoltrarvi verso gli spazi maestosi del <strong>Grande Karoo<\/strong> ed esplorare le sabbie color fuoco del <strong>Kalahari<\/strong> sudafricano e il sud della Namibia. All\u2019ombra della Table Mountain, Citt\u00e0 del Capo non smette di riservare novit\u00e0 interessanti, e non a caso da anni \u00e8 considerata capitale del design e della creativit\u00e0 nel paese e in tutta l\u2019Africa. Ultima aggiunta \u00e8 stata il nuovo <strong>Cape Town\u2019s Zeitz Museum of Contemporary Art Africa o <a href=\"http:\/\/zeitzmocaa.museum\">Zeitz-Mocaa<\/a><\/strong>, aperto da qualche mese sul lungomare del Victoria &amp; Albert Waterfront. Il progetto, molto atteso, sorge in un\u2019area della citt\u00e0 vocata allo shopping e alle passeggiate all\u2019aria aperta e ha visto il recupero di un ex silos per il grano trasformato in un hub per mostre di artisti contemporanei da tutta l\u2019Africa e dalla diaspora. Il Zeitz-Mocaa vuole essere anche un centro di produzione e un laboratorio di nuovi linguaggi, grazie a progetti commissionati e attivit\u00e0 di scouting di giovani talenti. Nel centro della citt\u00e0, Long Street resta l\u2019arteria principale per negozi e ristoranti, mentre il proseguimento <strong>Kloof Street \u00e8 il regno dei caff\u00e8 rilassati<\/strong> e delle gallerie d\u2019arte private. La strada dove andare adesso \u00e8 <strong>Bree Street<\/strong>, dove ha aperto da un anno <strong>The Shortmarket Club<\/strong>, bistrot di alta cucina sudafricana firmato dallo chef pi\u00f9 in vista del paese <strong>Luke Dale-Roberts.<\/strong> Alla guida del locale, il suo giovane protetto <strong>Wesley Randles<\/strong>. Dale-Roberts \u00e8 lo chef del premiatissimoThe Test Kitchen e del vicino bistrot The Pot Luck Club, entrambi nell\u2019ex area industriale di <strong>Woodstock<\/strong>. In quello che un tempo era un biscottificio, sorgono questi due indirizzi che negli ultimi anni hanno riunito i gourmand di mezzo mondo alla ricerca della nuova cucina sudafricana, che riscopre ingredienti locali e ma li tratta con le pi\u00f9 raffinate tecniche europee.<\/p>\n<p class=\"western\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Manor_House_00DEF1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1529\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Manor_House_00DEF1-300x200.jpg\" alt=\"Manor_House_00DEF1\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Manor_House_00DEF1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/Manor_House_00DEF1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\"><b>Le altre Winelands<\/b><\/p>\n<p class=\"western\">A 40 minuti da Cape Town ci si immerge nelle Winelands, dove nasce il grande vino sudafricano che sta conquistando le tavole globali con una qualit\u00e0 sempre pi\u00f9 distintiva. <strong>Stellenbosch e Franschhoek<\/strong> sono i centri pi\u00f9 conosciuti ma se siete al vostro secondo viaggio nel paese, vale la pena esplorare la <strong>piccola emergente Montagu e la citt\u00e0 di Paarl<\/strong>, con le sue basse case bianche di origine olandese che incorniciano la via principale. In uno di questi edifici, appena dietro la quinta di abitazioni della Main Street, appoggiato con grazia ai piedi della formazione rocciosa Paarl Rock, nella riserva naturale protetta di Paarl Mountain, si trova il <a href=\"http:\/\/granderoche.com\/\"><strong>Grande Roche Hotel<\/strong><\/a>. Un resort elegante, con un tocco retr\u00f2 e tanto fascino europeo d\u2019antan. Ha 28 suite in stile olandese circondate dai vigneti di propriet\u00e0. Parte degli <strong>Small Luxury Hotels of the World<\/strong>, il cinque stelle ha una lunga storia che risale agli inizi del Settecento e che la sua architettura fatta di spessi muri intonacati di bianco, racconta molto bene. Le suite hanno ciascuna un proprio stile e una personalit\u00e0 ben definita. La piccola chiesina viene usata nella stagione primaverile per celebrare o benedire matrimoni. Ad attirare lo sguardo, appena si entra nella propriet\u00e0 dalla casa padronale, \u00e8 la sala in stile classico dove si trova il ristorante Bosman\u2019s, da anni in cima alle classifiche in Sudafrica. A guidarlo lo chef <strong>Roland Gorgosilich<\/strong>, austriaco di origini, che in men\u00f9 alterna piatti di carne locale, come l\u2019agnello e lo springbok, a proposte di ispirazione orientale. La carta dei vini \u00e8 tra le pi\u00f9 ampie del paese con migliaia di etichette, ci si trovano molte piccole produzioni dal Sudafrica, e con il sommelier si possono concordare degustazioni private e visite alle cantine pi\u00f9 interessanti nei dintorni. In stagione, godetevi le terrazze private nelle suite e le due piscine esterne che guardano la montagna e i filari di vite. La piccola <strong>Montagu \u00e8 180 km da Cape Town e si trova sulla Route 62<\/strong>, un bella strada nazionale da percorrere in macchina che taglia il paese in due, da Citt\u00e0 del Capo a Port Elizabeth, toccando splendide localit\u00e0 e paesaggi maestosi. Alcuni la paragonano alle Route 66 americana, certamente \u00e8 altrettanto affascinante. Montagu si snoda in modo ordinato intorno alla candida chiesa protestante olandese. Questa quieta e benestante cittadina vive di agricoltura e turismo, posizionata come \u00e8 vicino alle cantine della <strong>Robertson Wine Valley che riunisce 50 produttori di eccellenza<\/strong>. Fate un giro tra i negozi della Main Street e fermatevi per pranzo nel locanda The Mystic Tin, proprio a due passi dalla chiesa. Carne spettacolare in men\u00f9, ottima scelta di vini che introducono alle successive degustazioni e per chi preferisce c\u2019\u00e8 la birra, dalla locale produzione Karoo Craft Brewery.<\/p>\n<p class=\"western\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/WolfgatTerrazza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1530\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/WolfgatTerrazza-300x168.jpg\" alt=\"WolfgatTerrazza\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/WolfgatTerrazza-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/12\/WolfgatTerrazza.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\"><b>La terrazza sull\u2019Oceano di chef Kobus<\/b><\/p>\n<p class=\"western\">A un\u2019ora da Cape Town, la zona di Western Cape \u00e8 punteggiata da piccoli paesini dalle basse casine candide. Uno di loro, <strong>Paternoster, \u00e8 meta di buongustai curiosi, grazie allo chef Kobus Van Der Merwe e al suo <a href=\"wolfgat.co.za\">Wolfgat<\/a><\/strong>: 20 coperti e una bella terrazza affacciata sul mare all\u2019interno di una ex casina di pescatori, acquistata e ristrutturata dallo chef. Da fuori l\u2019aspetto \u00e8 semplice, quasi invisibile la scritta del ristorante sul muro, ma appena si entra dalla porticina, si viene investiti dalla luce e dalla brezza dell\u2019oceano che entra nel locale. Pochi tavoli all\u2019interno dell\u2019unica sala in stile rustico chic, un piccolo camino acceso nella stagione fredda e in fondo, dietro a una lunga tavola in legno chiaro, c\u2019\u00e8 la cucina a vista, come si fosse a casa di qualcuno. Dietro al \u201cbancone\u201d si muovono con maestria e quasi in silenzio lo chef e la sua brigata, tutti giovanissimi ma molto professionali. La saletta si apre su una terrazza affacciata su un piccolo sperone di roccia, che guarda dall\u2019alto la spiaggia e l\u2019oceano. Due gradini e si \u00e8 sul terreno trasformato dallo chef in un orto-giardino. Kobus con il suo talento sta rivoluzionando la cucina del paese, grazie al concetto di foraging. Dalla lezione di Ren\u00e8 Redzepi e gli chef scandinavi ha appreso la curiosit\u00e0 di ricercare la storia del suo paese attraverso la natura che lo circonda. Nel men\u00f9 degustazione usa le erbe raccolte nel fynbos, la bassa brughiera sudafricana, alla riscoperta di antichi ingredienti e sapori. Alghe, frutti di mare, arbusti un tempo parte dell\u2019alimentazione dei San, gli antichi abitanti della costa, entrano cos\u00ec (o dovremmo dire tornano) in men\u00f9, in piatti minimalisti ma con una grande storia dietro, che lo chef al tavolo racconta ai suoi ospiti. Come quella, bellissima del\u00a0 Kasteelberg,\u00a0filetto di springbok, accompagnato da erbe del fynbos (klipmossel e klipkombers) e polvere di\u00a0 biltong (carne secca)\u00a0sempre di gazzella.\u00a0 Nella composizione, come negli ingredienti ricorda i graffiti San nelle grotte dei dintorni e si ispira alla grotta Wolfgat, appunto, da cui prende il nome il ristorante, il cui accesso \u00e8 proprio a pochi passi.<\/p>\n<p class=\"western\"><b>Un cottage bianco sulla laguna<\/b><\/p>\n<p class=\"western\">Il <strong>West Coast National Park<\/strong> completa il viaggio in questo angolo del paese. Bassa brughiera, la grande laguna di Langebaan dalle acque calme e cristalline, perfetta d\u2019estate, mandrie di grandi eland e grysbok, e piccoli roditori e volpi osservabili a piedi, grazie alla fitta rete di percorsi trekking e per le bici sportive, disponibili nel parco. Prenotate in tempo il soggiorno all\u2019interno del parco in uno degli <strong>intimi cottage bianchi, gestiti dall\u2019ente SanParks<\/strong>. Al prezzo di un b&amp;b avrete il vostro angolo romantico con affaccio sulla baia, cucina e super accessoriato.<\/p>\n<p class=\"western\">Info: <span style=\"color: #000080\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.southafrica.net\/\">www.southafrica.net<\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Alessandra Gesuelli @alegesuelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un ex silos per il grano diventa il nuovo hub dell\u2019arte contemporanea africana. Un vecchio biscottificio nel quartiere industriale \u00e8 da anni il polo della nuova gastronomia del Continente. E\u2019 questa la magia e il fascino di Cape Town che continua a rimanere in cima alle classifiche delle mete pi\u00f9 visitate dagli italiani in Sudafrica. 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