{"id":1701,"date":"2018-10-16T12:59:19","date_gmt":"2018-10-16T10:59:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=1701"},"modified":"2018-10-16T13:05:45","modified_gmt":"2018-10-16T11:05:45","slug":"autunno-tempo-di-torggelen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2018\/10\/16\/autunno-tempo-di-torggelen\/","title":{"rendered":"Autunno, tempo di T\u00f6rggelen"},"content":{"rendered":"<p>Cinquanta sfumature di rosso e di giallo. Sono quelle che incendiano le montagne dell\u2019Alto Adige in autunno, quando gli alberi cambiano colore e <b>il vino e le castagne diventano i protagonisti della stagione celebrata con la tradizione contadina del T\u00f6rggelen<\/b>. La parola (che deriva dal nome delle presse da vino, Torggl, dal latino <i>torquere<\/i>, pressare) definisce l\u2019antica abitudine di recarsi dai produttori per assaggiare il vino della nuova annata, passeggiando tra le vigne e i boschi di castagne. Prima di fare ritorno a casa, i visitatori si sedevano intorno a un tavolo dell\u2019osteria o del maso e gustavano insieme i frutti del raccolto.<\/p>\n<p>L\u2019usanza del T\u00f6rggelen, nata nei masi intorno a Chiusa e Bressanone, nel tempo si \u00e8 trasformata diventando un\u2019occasione per fare festa tutti insieme in mezzo alla natura. Da ottobre fino all\u2019inizio dell\u2019Avvento, <b>dalla Valle Isarco fino allo Sciliar<\/b>, si possono degustare i piatti tipici della gastronomia altoatesina nelle fattorie (chiamate Hofschank) e nelle osterie contadine (Buschensch\u00e4nke). Queste ultime erano gi\u00e0 conosciuta nel Medioevo ed erano riconoscibili da una frasca verde, detta \u201cbuschen\u201d, che veniva appesa sulla porta d\u2019ingresso come simbolo di riconoscimento. Cos\u00ec veniva segnalato al viandante che la porta era aperta per l\u2019ospite. E anche oggi, chi compie il circuito dei masi che ospitano gli appuntamenti del T\u00f6rggelen Originale trova appeso all\u2019ingresso <b>un bel bouquet colorato fatto con rametti di pino, castagne e bacche e legato da un nastro rosso<\/b>.<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1701 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2018\/10\/16\/autunno-tempo-di-torggelen\/caldarroste\/'><img width=\"199\" 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mezzaluna con gli spinaci) o i canederli. Accompagnati da Speck, costine di maiale, sanguinaccio o salsicce con crauti. Naturalmente non mancano i dolci: dai <b>Kirchtagkrapfen<\/b> al papavero o al mirtillo rosso agli <b>Strauben<\/b> (tipiche frittelle sudtirolesi ripiene di marmellata e coperte di zucchero a velo). E per finire non mancano mai le <b>Keschtn<\/b> (caldarroste).<\/p>\n<p>In questo autunno dorato i masi sono raggiungibili anche a piedi seguendo meravigliosi e facili percorsi, come il <b>Sentiero dei Masi<\/b> (\u201cOachner H\u00f6feweg\u201d) <b>di Aica di Fi\u00e8, che da Castel Presule conduce alla chiesetta di Santa Caterina<\/b> attraversando l\u2019intero versante soleggiato della media montagna di Fi\u00e8. Lungo il cammino, segnalato da appositi cartelli, \u00e8 possibile sostare nel cosiddetto \u201cWirtskeller\u201d (la cantina dell\u2019oste) che veniva usata come dispensa dall\u2019ex Gasthof Rose per stivare e conservare vino, speck e formaggio grazie a un ingegnoso sistema di raffreddamento naturale. Da segnalare anche il <b>Maso Prackfol (<\/b><a href=\"http:\/\/www.prackfolerhof.it\">www.prackfolerhof.it<\/a>)<b> <\/b>ad Aica di Fi\u00e8, dove Patrick Planer produce vini da primo premio coltivando i vigneti di famiglia, e l\u2019antichissimo <b>Maso Front<\/b> (<a href=\"http:\/\/www.fronthof.com\">www.fronthof.com<\/a>) di Fi\u00e8 che risale al 1379. Unico maso dell\u2019Alto Adige costruito in pietra su terreno ripido, questa fattoria ha conservato tutto il fascino di un tempo grazie a Markus ed Elisabeth Kompatscher che accolgono i turisti in una suggestiva e originale vecchia stube offrendo prodotti, tutti fatti in casa, di eccellente qualit\u00e0. A cominciare dai vini e dall\u2019ottimo speck.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Info: <a href=\"http:\/\/www.suedtirol.info\">www.suedtirol.info<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2018\/10\/Colori-dellautunno-in-Alto-Adige.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-1703\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2018\/10\/Colori-dellautunno-in-Alto-Adige-300x199.jpg\" alt=\"Colori dell'autunno in Alto Adige\" width=\"1022\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2018\/10\/Colori-dellautunno-in-Alto-Adige-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2018\/10\/Colori-dellautunno-in-Alto-Adige.jpg 1029w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Marina Moioli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cinquanta sfumature di rosso e di giallo. 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