{"id":2118,"date":"2021-08-02T15:11:46","date_gmt":"2021-08-02T13:11:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=2118"},"modified":"2021-08-02T15:11:46","modified_gmt":"2021-08-02T13:11:46","slug":"vacanze-a-milano-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2021\/08\/02\/vacanze-a-milano-3\/","title":{"rendered":"VACANZE A MILANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019Abbazia di Chiaravalle<\/strong><\/p>\n<p><strong>La culla del Grano Padano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di Stefano Passaquindici e Chiara Valcepina<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2121 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-300x240.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-768x614.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2021\/08\/Copia-di-8410_\u00a9Mattia-Pistoia-2048x1638.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Milano, confine Sud Est, a cinque minuti (in automobile) da piazzale Corvetto sorge l\u2019Abbazia di Chiaravalle<\/strong> (fondata da San Bernardo di Clairvaux nel 1135), che nei nostri tempi \u00e8 ancora popolata dalla Comunit\u00e0 monastica cistercense tradizionale. Il nome vero \u00e8: Monastero di Santa Maria di Chiaravalle.<\/p>\n<p><strong>Il 10 ottobre del 1134 giunsero in Lombardia i primi monaci cistercensi provenienti dalla localit\u00e0 di Moiremont,<\/strong> vicino a Digione (da cui prende il nome un\u2019altra abbazia, quella di Morimondo), che si stabilirono a Coronate presso Pieve di Abbiategrasso.<br \/>\nUn altro gruppo di cistercensi, provenienti invece da C\u00eeteaux, giunse all\u2019inizio del 1135 a Milano, ospiti dei benedettini di sant\u2019Ambrogio, in sostegno di papa Innocenzo II contro l\u2019antipapa Anacleto II.<br \/>\n<strong>La disputa papale venne risolta a favore di Innocenzo II<\/strong> grazie all\u2019intervento di\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerchemedievali.wordpress.com\/2010\/05\/18\/bernardo-di-chiaravalle\/\">Bernardo di Chiaravalle<\/a>, che decise inoltre di bonificare la zona paludosa a sud della citt\u00e0 (chiamata Roveniano o Rovegnano) e di fondarvi una nuova abbazia; lasci\u00f2 quindi sul posto un gruppo di frati con lo scopo di raccogliere fondi utili alla costruzione della chiesa.<br \/>\n<strong>Il 2 maggio 1221 il vescovo di Milano Enrico I da Settala consacr\u00f2 la chiesa a santa Maria; nell\u2019angolo nord-ovest del chiostro si pu\u00f2 trovare, scritta in caratteri semigotici, la lapide posta in quest\u2019occasione che riporta:<\/strong><br \/>\n\u00ab Nell\u2019anno di grazia 1135 add\u00ec 22.1, fu costruito questo monastero dal beato\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerchemedievali.wordpress.com\/2010\/05\/18\/bernardo-di-chiaravalle\/\">Bernardo abbate di Chiaravalle<\/a>: nel 1221 fu consacrata questa Chiesa dal Signor Enrico Arcivescovo milanese, il 2 maggio, in onore di S. Maria di Chiaravalle. \u00bb<\/p>\n<p><strong>La storia dell\u2019abbazia prosegu\u00ec tranquilla nei secoli fino alla cacciata dei monaci da parte della Repubblica Cisalpina nell\u2019anno 1798;<\/strong> \u00e8 in quell\u2019anno infatti che la chiesa divent\u00f2 parrocchia del paese vicino e i beni dell\u2019abbazia vennero venduti, dando cos\u00ec il via alla demolizione del monastero. Rimasero intatti soltanto la chiesa, una parte del chiostro piccolo, il refettorio e gli edifici dell\u2019ingresso.<br \/>\nNel 1861, per far spazio alla linea ferroviaria Milano \u2013 Pavia \u2013 Genova, il Chiostro Grande del Bramante (ma pi\u00f9 verosilmilmente dell\u2019Amadeo)[senza fonte], pur costruito sul solo lato adiacente all\u2019abbazia come visibile da stampe d\u2019epoca, venne distrutto.<br \/>\n<strong>\u00c8 solo nel 1894 che l\u2019Ufficio per la Conservazione dei Monumenti compr\u00f2 l\u2019abbazia dai privati che l\u2019abitavano e inizi\u00f2 il restauro del complesso,<\/strong> prima affidandolo a Luca Beltrami, poi nel 1905 a Getano Moretti, a cu si deve il restauro della torre nolare, nel 1926 con il ripristino della facciata originaria eliminando le superfetazioni barocche, nel 1945 (e seguenti, fino al 1954) con ulteriori restauri e la ricollocazione del Coro Ligneo nella navata centrale, che era stato spostato nella Certosa di Pavia per precauzione.<br \/>\nNel 1952 tornarono i cistercensi nell\u2019abbazia, grazie all\u2019intervento del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, riprendendo il possesso del monastero a patto di riuscire a terminare i restauri entro 9 anni e, in questo modo, ottenendo l\u2019uso dell\u2019abbazia e delle terre a essa adiacenti per i successivi 29 anni, rinnovabili.<br \/>\n<strong>Tra il 1970 ed il 1972 si effettuarono i restauri degli affreschi del tiburio e, dal 2004, sono in corso i restauri degli affreschi della torre nolare e degli edifici dell\u2019ingresso<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un luogo mistico e misterioso<\/strong> (dove convivono Arte e spiritualit\u00e0), meta non solo di credenti, ma di tutte quelle persone che amano il silenzio e la pace interiore. Qui, se hai un taccuino nello zainetto, scrivere una poesia ti viene spontaneo. Qui, se stai leggendo un libro, le pagine scorrono a decine, sia che lo si legga rispettosamente all\u2019interno della chiesa, sia che lo si legga nel verde alle spalle della struttura, posta all\u2019ingesso del primo cortile, che ospita il negozietto che vende oggetti religiosi e prodotti naturali.<\/p>\n<p><strong>A tal proposito facciamo attenzione, perch\u00e9 sia il negozietto, sia il punto di ristoro, chiudono dal 9 al 27 agosto.<\/strong><\/p>\n<p>Chi visita l\u2019abbazia per la prima volta, per caso, ci torna; ci porta la famiglia, gli amici e ci torner\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p><strong>L\u2019abbazia \u00e8 un classico esempio del primo stile Gotico;<\/strong> permangono alcune parti romaniche. L\u2019area in cui fu fondato il monastero era in origine paludosa, assolutamente senza colture, fuori dalle mura di Milano. Di quella struttura non rimane nulla, e i lavori dell\u2019attuale edificio iniziarono nel 1150.<\/p>\n<p>Seduti in raccoglimento all\u2019interno dell\u2019abbazia, durante un giorno qualunque della settimana, lo sguardo talvolta sfugge sul fondo della chiesa, sulla lunga fune collegata alla campana.<\/p>\n<p><strong>Il campanile \u00e8 chiamato affettuosamente \u201cCiribiciaccola\u201d<\/strong>. Questo nome viene da uno scioglilingua popolare milanese:<\/p>\n<p>\u201cSora del campanin de Ciaravall gh\u2019\u00e8 una ciribiciaccola con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolit\u201d\u2026 E con questo termine (in Italiano: \u201cciribiciaccolini\u201d s\u2019intendevano forse i frati dell\u2019abbazia o, forse, i piccoli della cicogna che l\u00ec nidificava e i suoi piccoli, sbattendo il becco, facevano il verso: \u201cCiri, ciri, ciri\u201d.<br \/>\nA volte, quando ci si trova in controluce, la vista della fune \u00e8 quasi impercettibile.<\/p>\n<p><strong>Oggi, purtroppo, il campanile \u00e8 avvolto da ponteggi. Ma una volta restaurato sar\u00e0 ancora pi\u00f9 bello da ammirare in armonia con il corpo dell&#8217;Abbazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;Abbazia va visitata tutta perch\u00e9 \u00e8 davvero piena di sorprese e di gioielli da scoprire.\u00a0 Ma un&#8217;attenzione particolare merita il coro ligneo<\/strong><br \/>\nStupendo esempio di arte lignea \u00e8 il coro, appoggiato ai muri della navata centrale, intagliato da Carlo Garavaglia (autore di opere pregevoli a Milano, ma pressoch\u00e9 sconosciuto) a cavallo degli anni 1640-1645.<br \/>\n<strong>Interamente in noce \u00e8 composto da due file disposte parallelamente su due livelli: il primo composto da 22 stalli per i monaci, il secondo livello, pi\u00f9 in basso, da 17 posti. I pannelli intagliati rappresentano episodi della vita di san Bernardo, accompagnati da puttini, lesene e incastonati in piccoli scompartimenti.<\/strong><br \/>\nOgni figura \u00e8 diversa dalle altre, caratterizzata in modo mirabile e rifinita in ogni pi\u00f9 piccolo particolare, sia per quanto riguarda le persone sia per i dettagli dei paesaggi e dei pi\u00f9 semplici elementi di sostegno: ad esempio sono degni di nota i puttini che sorreggono i capitelli ai lati del coro o l\u2019angioletto che sorregge un timpano intagliato con le figure dei Santi.<\/p>\n<p><strong>Le due tradizioni legate all\u2019ottima bonifica dei terreni e al lavoro dei monaci narrano di un\u2019acqua \u201cche non gela mai\u201d<\/strong>; di quelle paludi che divennero talmente fertili da produrre una crescita <strong>del 30% in pi\u00f9 di foraggio se paragonato alla media precedente<\/strong>. Questo aspetto contribuir\u00e0 a dare gloria alle vicende militari dei Visconti, perch\u00e9 sar\u00e0 possibile andare in guerra con due mesi di anticipo.<\/p>\n<p><strong>Sul sito ufficiale dell\u2019abbazia potrete trovare tutta la storia del \u201cCaseus vetus\u201d<\/strong>, il \u201cformaggio vecchio o invecchiato\u201d: il Grana Padano. Citiamo: \u201c\u2026con l\u2019opera di bonifica compiuta dai monaci cistercensi e il conseguente diffondersi dell\u2019allevamento del bestiame, divenne prioritario trovare una soluzione per non sprecare la ricca disponibilit\u00e0 di latte fresco, alimento cruciale nella dieta medievale.\u201d<\/p>\n<p><strong>Non trascurate di fare anche un giretto tra le case del centro della localit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Per maggiori informazioni:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.monasterochiaravalle.it\/\">https:\/\/www.monasterochiaravalle.it\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019Abbazia di Chiaravalle La culla del Grano Padano Di Stefano Passaquindici e Chiara Valcepina &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Milano, confine Sud Est, a cinque minuti (in automobile) da piazzale Corvetto sorge l\u2019Abbazia di Chiaravalle (fondata da San Bernardo di Clairvaux nel 1135), che nei nostri tempi \u00e8 ancora popolata dalla Comunit\u00e0 monastica cistercense tradizionale. 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Il 10 ottobre del 1134 giunsero in Lombardia i primi monaci cistercensi provenienti dalla localit\u00e0 di Moiremont, vicino a Digione (da cui prende il nome un\u2019altra abbazia, quella di Morimondo), che si [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2021\/08\/02\/vacanze-a-milano-3\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1088,"featured_media":2121,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[342423,9894,87,26],"tags":[31446,342424],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2118"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1088"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2118"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2118\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2125,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2118\/revisions\/2125"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2121"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}