{"id":312,"date":"2016-10-14T10:46:49","date_gmt":"2016-10-14T08:46:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=312"},"modified":"2016-11-11T11:57:46","modified_gmt":"2016-11-11T10:57:46","slug":"sotto-le-stelle-di-singapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2016\/10\/14\/sotto-le-stelle-di-singapore\/","title":{"rendered":"Sotto le stelle di Singapore"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1rsz_1marina_bay_sands_pool-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-313\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1rsz_1marina_bay_sands_pool-1-300x200.jpg\" alt=\"rsz_1rsz_1marina_bay_sands_pool (1)\" width=\"593\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1rsz_1marina_bay_sands_pool-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1rsz_1marina_bay_sands_pool-1-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Scosto la pesante tenda nera di velluto e mi investe la musica e la confusione. Il locale \u00e8 stracolmo di gente. Mentre attraverso la sala per catturare un angolo del bar mi arrivano alle orecchie frammenti di Singlish, il tipico inglese parlato a Singapore. Sono nella <strong>Citt\u00e0 del Leone<\/strong>, tra i vertiginosi grattacieli, alle spalle del canale di Clarke Quay e dell\u2019iconica baia e sto ordinando un cocktail in uno dei migliori speakeasy d\u2019Asia, tra i top del mondo secondo l\u2019ultima classifica del <strong>World\u2019s 50 Best Bars 2016<\/strong>: <strong>28 Hong Kong Street<\/strong>. Il nome \u00e8 anche l\u2019indirizzo, quello di una stradina laterale, nascosta tra i palazzi, e da cinque anni \u00e8 entrato nelle mappe degli intenditori, grazie all\u2019abilit\u00e0 dei suoi bartender, guidati dall\u2019americano <strong>Logan Demmy<\/strong>. Cambiano il men\u00f9 tre volte all\u2019anno con 25 nuovi cocktail. Io sto provando il <em>Prescription Julep<\/em> a base di due tipi di rum e cognac. Con ben 3 bar nella classifica mondiale, Singapore sta diventando una vera mecca per gli appassionati del buon bere. Oltre a 28 Hong Kong Street, molto premiati sono anche il <strong>bar Manhattan<\/strong>, nell\u2019hotel Regent, e <strong>Operation Dagger<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ristoranti stellati<\/strong><\/p>\n<p>La scena dei bar non \u00e8 l\u2019unica ad aver inserito Singapore tra le mete favorite dai buongustai di mezzo mondo. Ci sono i ristoranti, aperti da chef locali e stranieri che qui hanno trovato negli ultimi anni il terreno ideale per sviluppare le proprie idee: \u201c<em>Ho aperto qui perch\u00e8 ho tutta la libert\u00e0 di sperimentare la mia cucina, trovo gli ingredienti che mi servono e la gente \u00e8 pi\u00f9 disponibile a provare cose nuove<\/em>\u201d mi ha raccontato lo chef \u00a0britannico\u00a0<strong>Ryan Clift.<\/strong> appoggiato al bancone del suo <strong>Tippling Club<\/strong>. I piatti in carta si abbinano ai cocktail e usano gli stessi ingredienti. Anche lui \u00e8 entrato nella <strong>prima edizione della<\/strong> <strong>Guida Michelin di Singapore presentata a luglio 2016<\/strong>. All&#8217;interno ci sono ben 200 indirizzi di 35 diverse cucine e 29 stellati, a dimostrazione della diversit\u00e0 della citt\u00e0 stato dove convivono tante anime diverse. Non a caso l&#8217;unico tre stelle \u00e8 quello del francese <strong>Joel Robuchon<\/strong> sull\u2019 isola di Sentosa . Tra i due stelle spicca, il <strong>Restaurant Andr\u00e9<\/strong> dell\u2019innovativo proprietario <strong>Andr\u00e9 Chiang<\/strong> e il ristorante francese Les Amis, di cui ho incontrato la pastry chef , la bravissima <strong>Cheryl Koh<\/strong>: \u201c<em>Amo Singapore, \u00e8 la mia citt\u00e0, dopo tanti giri intorno al mondo sono voluta tornare qui: nelle mie tarte unisco la grande pasticceria francese con il delicato tocco dei sapori e degli aromi asiatici<\/em>&#8220;, mi ha detto seduta a uno dei tavoli del suo <a href=\"http:\/\/www.tarte.com.sg\/\"><strong>Le Tarte by Cheryl Koh<\/strong><\/a>, side project accanto al ristorante.<\/p>\n<p><strong>Street food<\/strong><\/p>\n<p>Nella guida anche due banchetti di strada conosciutissimi e amati: per 2 dollari Singaporeani ho mangiato un delizioso Chicken Rice da <strong>Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice &amp; Noodle<\/strong> all\u2019interno del <strong>Chinatown Complex Market and Food Centre<\/strong> (l\u2019altro nella Michelin \u00e8 Hill Street Tai Hwa Prok Noodle). Il cibo di strada da queste parti \u00e8 eccezionale e non c\u2019e\u2019 solo Chinatown. Nel quartiere di <strong>Little India<\/strong>, per pochi dollari, ho assaggiato un profumatissimo e cremoso curry di verdure, seduta ai banchi del mercato <strong>Tekka Centre<\/strong>, dove fanno la spesa anche gli chef pi\u00f9 famosi della citt\u00e0. Poi sono andata nella zona musulmana di <strong>Kampong Glam<\/strong>, a maggioranza di origine malese e indonesiana. Qui tra le boutique hipster e modaiole, spunta il notissimo <strong>Zam Zam<\/strong>. Faccio la fila fuori e mi guadagno un tavolo tra la folla, per assaggiare il loro famoso murtabak, una sorta di pizza ripiena e speziata.<\/p>\n<p class=\"western\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1img_20160507_064230.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-317\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1img_20160507_064230-300x168.jpg\" alt=\"dav\" width=\"600\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1img_20160507_064230-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2016\/10\/rsz_1img_20160507_064230-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La cucina Peranakan<\/strong><\/p>\n<p>Tra le nuove stelle Michelin anche <a href=\"http:\/\/www.candlenut.com.sg\/\"><strong>Candlenut<\/strong><\/a>. Qui ai fornelli c\u2019e il giovane 29enne <strong>Malcom Lee<\/strong>. La sua cucina rinnova la <strong>tradizione Peranakan, la particolare cultura dello Stretto che unisce elementi cinesi e malesi<\/strong>. \u201d<em>Non \u00e8 stato facile all\u2019inizio farmi capire, nessuno aveva mai toccato questa cucina antica e familiare e provato a usare in modo innovativo gli ingredienti pi\u00f9 noti<\/em>\u201d mi ha detto quando sono stata a cena da lui. Ora questo riconoscimento mette la Peranakan accanto alle pi\u00f9 importanti cucine asiatiche e internazionali. Un esempio della sua creativit\u00e0? Il dessert a base di <em>Buah Keluak<\/em>. Sembra cioccolato ma \u00e8 in realt\u00e0 una crema fatta con la tipica noce nera indonesiana, usata per diversi piatti, in tutta questa parte dell&#8217;Asia, ma mai in versione dolce. Per scoprire di pi\u00f9 della cultura Peranakan, tra le pi\u00f9 autentiche espressioni della storia di Singapore, il posto giusto \u00e8 il quartiere di <strong>Joo Chat<\/strong>. Tra le sue basse casine colorate c&#8217;\u00e8\u00a0il <strong>Peranakan Museum<\/strong>. Ma l&#8217;esperienza pi\u00f9 interessante \u00e8 fare visita (su appuntamento) alla piccola casa- museo<strong> The Intan<\/strong>, gestita da <strong>Alvin Yapp<\/strong>. E\u2019 un centro culturale, dove Alvin colleziona e raccoglie da\u00a0anni pezzi di arredo, oggetti, tessuti della sua cultura d\u2019origine. E&#8217; anche un luogo di incontro dove puoi prendere un t\u00e8, come ho fatto io, o prenotare un pranzo. Dopo essere uscita da qui ho fatto tappa nella <strong>pasticceria familiare Chin Mee Chin<\/strong>, dagli arredi e l\u2019atmosfera anni Cinquanta. Ordinate un <strong>Kopi<\/strong>, cio\u00e8 un caff\u00e8, da accompagnare con un toast imburrato di <strong>Kaya<\/strong>, la tipicissima marmellata di cocco. Perch\u00e8 la profonda\u00a0identit\u00e0 di Singapore si scopre in questi piccoli luoghi familiari e autentici.<\/p>\n<p class=\"western\">Info: www.yoursingapore.com<\/p>\n<p class=\"western\">Per volare a Singapore:\u00a0www.singaporeair.com<\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Alessandra Gesuelli @alegesuelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Scosto la pesante tenda nera di velluto e mi investe la musica e la confusione. Il locale \u00e8 stracolmo di gente. Mentre attraverso la sala per catturare un angolo del bar mi arrivano alle orecchie frammenti di Singlish, il tipico inglese parlato a Singapore. Sono nella Citt\u00e0 del Leone, tra i vertiginosi grattacieli, alle spalle del canale di Clarke Quay e dell\u2019iconica baia e sto ordinando un cocktail in uno dei migliori speakeasy d\u2019Asia, tra i top del mondo secondo l\u2019ultima classifica del World\u2019s 50 Best Bars 2016: 28 Hong Kong Street. 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