{"id":3427,"date":"2023-07-04T10:51:21","date_gmt":"2023-07-04T08:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=3427"},"modified":"2023-07-04T10:51:21","modified_gmt":"2023-07-04T08:51:21","slug":"ponza-da-godere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2023\/07\/04\/ponza-da-godere\/","title":{"rendered":"Ponza da godere"},"content":{"rendered":"<h3><strong>PONZA DA GODERE<br \/>\n<\/strong><strong>Sull&#8217;isola della maga Circe alla scoperta delle calette pi\u00f9 belle<\/strong><\/h3>\n<p>di <strong>Camilla Rocca<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3440\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/20.jpg 1664w\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un&#8217;isola al tempo stesso tanto inospitale quanto di cuore. <strong>Ponza \u00e8 stata disabitata per 1700 anni,<\/strong> dall&#8217;epoca dei Romani fino ai Borboni, colonia carceraria per secoli, oggi l&#8217;isola splende di un fascino selvaggio, che ammalia chi la visita. Forse che Ulisse fu attirato dal luogo, pi\u00f9 che da Circe? Questo tesoro alle porte di Roma, raggiungibile con <strong>traghetto o aliscafo dai porti del Circeo, Terracina e Formia<\/strong>, \u00e8 stato per secoli dimenticato. E proprio per questo la sua acqua \u00e8 cristallina, e la roccia stupisce ancora con bolle vulcaniche, i tagli della lava, le curve scolpite dal vento. Potete ammirare le stesse linee sinuose che osservavano gli Antichi Romani. E le calette dove, secondo la leggenda, amava riposare la maga. I suoi abitanti, avvezzi alle fatiche isolane, accolgono i vacanzieri con i sorrisi puri e sinceri di chi, dopo un lungo inverno, si prepara ad accogliere il resto del mondo sulla propria isola. Fieri di mostrarla per la sua selvaggia bellezza. <strong>E li irretiscono a base di piatti di pesce fresco, tielle di polpo, cianfotte e casatielli ponzesi (che sono per\u00f2 dolci, rispetto ai cugini napoletani).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/25.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3444\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/25-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"656\" height=\"874\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/25-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/25.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le calette imperdibili<\/strong><\/p>\n<p><strong>Faraglioni e siti archeologici, disseminati in questa perla del Mediterraneo il cui fascino \u00e8 intriso di leggenda.<\/strong> <strong>Il modo migliore per visitare Ponza \u00e8 in barca.<\/strong> Si pu\u00f2 facilmente affittare per una giornata un gommone da <strong>Odissey Diving, accompagnati da Andrea Musella,<\/strong> giovane milanese trasferitosi nell&#8217;isola post pandemia o organizzare una gita che abbraccia anche l&#8217;isola di Palmarola, con la <strong>Cooperativa Ponzese<\/strong>, con tanto di spaghettata in barca con vista sulle scogliere punteggiate di palme nane, che danno il nome all&#8217;isola. Appena fuori il porto principale di Ponza si incontrano subito le grotte di Pilato, scavate per ricreare un allevamento di murene ai tempi dei Romani, su cui si innalza la torre borbonica, l&#8217;antico carcere in funzione fino ai giorni del Fascio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3430\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"873\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/3.jpg 1512w\" sizes=\"(max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non meno affascinante della cugina caprese, <strong>la grotta Azzurra o di Polifemo<\/strong>, si illumina della luce del sole all&#8217;alba, grazie a un doppio pertugio sottomarino, che tinge naturalmente l&#8217;acqua di azzurro. E all&#8217;apice della scogliera, a strapiombo sul mare,<a href=\"\/www.hotelbellavistaponza.it\"> l&#8217;hotel Bellavista<\/a>, a conduzione familiare: da segnalare anche per terrazza con vista mare e una proposta di cucina mediterranea. Si giunge quindi ai<strong> Bagni Vecchi o i cosiddetti Bagni Penali<\/strong>, cave di tufo dove lavoravano i condannati al confino, dato che per secoli Ponza fu usata come colonia penale dai Borboni. Si arriva all&#8217;estremit\u00e0 meridionale dell&#8217;isola, <strong>punta della Guardia<\/strong>, dove si trova uno dei fari pi\u00f9 importanti del Mediterraneo, allora per le navi, oggi preso come riferimento anche per le tratte aeree. Ed ecco l&#8217;approdo alla spiaggia pi\u00f9 importante dell&#8217;isola, <strong>Chiaia di Luna, da cui svetta, sulla sommit\u00e0 della scogliere,<a href=\"http:\/\/www.hotelchiaiadiluna.com\"> l&#8217;omonimo hotel,<\/a><\/strong> tra i pi\u00f9 affascinanti dell&#8217;isola: si accedeva alla spiaggia da gallerie scavate dai romani, ma oggi \u00e8 impraticabile per il rischio cadute dalle falesie. Alla fine della baia,<strong> Capo Bianco<\/strong> svetta con il suo profilo algido, <strong>Scala dei turchi pontina<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3433\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"656\" height=\"492\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/6.jpg 2016w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed ecco avvistare <strong>i faraglioni,<\/strong> dove si consuma il suicidio della giovane Lucia Rosa, nobile locale a cui viene impedito il matrimonio con un pescatore di cui si era follemente innamorata. Cos\u00ec follemente da togliersi la vita. <strong>Cala Feola<\/strong> merita la sosta, sia per la caletta sabbiosa, sia per provare la peculiare parmigiana di pale di fico d&#8217;india al ristorante La Marina. La punta nord dell&#8217;isola, detta dell&#8217;Incenso, \u00e8 il paradiso per chi ama il trekking con vista <strong>sull&#8217;isola di Palmarola, Gavi e Zannone<\/strong> e per scoprire le diverse specie di ginestra, tra cui una rara variet\u00e0 autoctona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"880\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/12.jpg 1512w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui lo sguardo spazia sulle vigne caratteristiche dell&#8217;isola, a terrazzamento, con raccolta rigorosamente a mano e con le uve spesso portate a dorso di mulo. Sono solo quattro i produttori locali che si sono avventurati in questa missione per salvare la Biancolella, vitigno autoctono in via di estinzione: Casale del Giglio, Antiche Cantine Migliaccio, Marisa Taffuri e l&#8217;ultima nata, cantina Tre Venti. Infine, sulla via di ritorno per il porto, \u00e8 imperdibile la sosta a cala Core, dove al di sopra delle acque cristalline, sulla scogliera candida, sembra sanguinare una macchia scura, il cuore della regina dei Giganti, che secondo la leggenda abitavano Ponza. Pugnalata a morte dal marito e re dell&#8217;isola, perch\u00e9 si era innamorata, ricambiata, del dio Nettuno.<\/p>\n<p><strong>I ristoranti pi\u00f9 chic di Ponza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Unico ristorante stellato dell&#8217;isola,<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.acquapazza.it\">l&#8217;Acqua Pazza<\/a> si \u00e8 trasferita da poco nel proscenio del Porto di Ponza, con una location romantica e tavoli che guardano il blu pi\u00f9 intenso dell&#8217;isola. In cucina l<strong>o chef Gino Pesce<\/strong> e nei piatti una forte territorialit\u00e0 che si combina con la schiettezza e semplicit\u00e0 della cucina ponzese. Un menu dove \u00e8 il pesce fresco a farla da padrone, con la garanzia della tracciabilit\u00e0 certificata della Cooperativa di Pescatori Ponzesi. Da non perdere i suoi spaghetti alla granseola, da gustare nell&#8217;iconica testa di granchio. Altro nome di spicco dell&#8217;isola \u00e8 <strong>Oreste<\/strong>, volto televisivo e proprietario dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.oresteria.it\">Oresteria,<\/a> sulla camminata che collega il porto al centro storico e del ristorante gourmet Orerock nella localit\u00e0 Santa Maria. I ristoranti sono caratterizzati da un design detto \u201cstracquo\u201d ovvero caratterizzato dal riutilizzo di tutto ci\u00f2 che il mare porta a terra. Tra i piatti iconici, la calamarata di seppie, apprezzata da tanti vip\u00a0 e celebrit\u00e0 come Pierfrancesco Savino, Paolo Sorrentino, Bruno Vespa, Gigi Proietti, Naomi Campbell, Beyonc\u00e9, Paola del Belfio e Carolina di Monaco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3441\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/21-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/21-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/21.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/> <\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/24.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3443\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/24-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/24-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/24.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/23.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-3442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/23-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"707\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/23-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2023\/07\/23.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 707px) 100vw, 707px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le antiche cisterne, da visitare anche con il maltempo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Negozi all&#8217;ultima moda nel corso principale, che abbraccia il porto e gli attracchi, localini di souvenir non scontati e che inneggiano al mare.<\/strong> Ma se dovesse esserci una giornata nuvolosa, ci sono dei nuovi percorsi per conoscere la <strong>Ponza sotterranea<\/strong>. Il percorso attraversa l&#8217;antica rete idrica costruita dai Romani, che la rendevano un&#8217;isola ricca, tanto da esportare sulle navi verso la terraferma l&#8217;oro di allora, l&#8217;acqua. Infatti i romani consumavano circa 550 litri al giorno, rispetto ai 300 dei giorni nostri, e per questo sull&#8217;isola si contano <strong>22 cisterne di cui oggi solo due visitabili<\/strong>, ma con il progetto di riaprire la Grotta del Serpente nella localit\u00e0 Santa Maria, il prossimo anno. La cisterna romana di via Parata e quella della Dragonara sono state riaperte sette anni fa dopo un bel piano di recupero. Entrambe caratterizzate dalla tipica cupola ponzese, con il classico arco romano con chiave di volta e con uno strato di calce, solo quella della Dragonara \u00e8 ricoperta di uno strato cocciopesto che garantiva l&#8217;impermeabilit\u00e0. Dopo lontano dalla cisterna della Dragonara, merita una cena al ristorante Gamberi e Capperi, specializzato in crudit\u00e0, all&#8217;interno del<a href=\"http:\/\/www.piccolohoteluisa.it\"> Piccolo Hotel Luisa<\/a>.<\/p>\n<p><strong>San Silverio e Santa Domitilla<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il 20 giugno si festeggia San Silverio, il patrono dell&#8217;isola.<\/strong> La leggenda vuole che il Papa Silvestro, divenuto poi Santo, fosse confinato proprio prima a Ponza, a Punta Papa, nella parte occidentale dell&#8217;isola, e poi a Palmiria, oggi Palmarola. Tacciato di tradimento dall&#8217;imperatrice bizantina Teodora, con l&#8217;accusa di aver complottato con il re ostrogoto Vitige, che nel 537 d.C. mise Roma sotto Assedio. Oggi a Palmarola, sullo sommit\u00e0 di uno scoglio che porta il nome del Papa si trova una piccola cappella, costruita con i resti della prigione del Santo. Ma Ponza \u00e8 anche teatro del martirio di Flavia Domitilla, che fece voto di castit\u00e0 per donarsi al Signore e rifiut\u00f2 il matrimonio con il figlio del console, motivo dell&#8217;inizio del supplizio. Un culto che ancor oggi \u00e8 molto sentito sull&#8217;isola, tanto da dedicare alla Santa il nome di uno degli hotel pi\u00f9 rinomati del centro, il<a href=\"https:\/\/www.santadomitilla.com\/\"> Grand Hotel Santa Domitilla.<\/a><\/p>\n<p>Per tutte le informazioni: <a href=\"http:\/\/www.prolocoponza.it\/\">www.prolocoponza.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>PONZA DA GODERE Sull&#8217;isola della maga Circe alla scoperta delle calette pi\u00f9 belle di Camilla Rocca &nbsp; &nbsp; &nbsp; Un&#8217;isola al tempo stesso tanto inospitale quanto di cuore. Ponza \u00e8 stata disabitata per 1700 anni, dall&#8217;epoca dei Romani fino ai Borboni, colonia carceraria per secoli, oggi l&#8217;isola splende di un fascino selvaggio, che ammalia chi la visita. Forse che Ulisse fu attirato dal luogo, pi\u00f9 che da Circe? Questo tesoro alle porte di Roma, raggiungibile con traghetto o aliscafo dai porti del Circeo, Terracina e Formia, \u00e8 stato per secoli dimenticato. 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