{"id":5045,"date":"2024-03-26T17:21:03","date_gmt":"2024-03-26T16:21:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=5045"},"modified":"2024-03-26T17:21:03","modified_gmt":"2024-03-26T16:21:03","slug":"lecce-sempre-magica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2024\/03\/26\/lecce-sempre-magica\/","title":{"rendered":"Lecce sempre magica"},"content":{"rendered":"<h2>Citt\u00e0-capolavoro della Puglia<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>A Lecce la primavera guizza<br \/>\ntra i \u201cricami\u201d del Barocco<br \/>\ned \u00e8 magia<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Dora Ravanelli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5055\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE-1024x717.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE-768x538.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/TRAMONTO-PIAZZA-DUOMO-LECCE.jpg 1063w\" sizes=\"(max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dalla pietra lavorata magistralmente nascono pigne, mele, melagrane, viti, angioletti, tralci, festoni, putti , nastri, ghirlande, mascheroni, tripudi <em>animalier<\/em>\u2026<\/strong> Simboli, figure metaforiche che vanno oltre l\u2019apparenza, che significano altro, evocando molteplici concetti, stimolando la fantasia e l\u2019immaginazione. E\u2019 il Barocco che per due secoli, dal XVI e fino alla prima met\u00e0 del XVIII, ha inondato le facciate di chiese e palazzi. Ma c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 speciale, perch\u00e9 la pietra estratta qui \u00e8 unica al mondo, dorata, luminosa, morbida: Lecce. <strong>Lo stile: il Barocco leccese.<\/strong><\/p>\n<p>Nulla \u00e8 mai banale in questa citt\u00e0 pugliese a misura d\u2019uomo che, fissato il perno di un ideale compasso in piazza S. Oronzo, si fa scoprire, passeggiando a naso in su, in circa due ore. Secoli d\u2019oro &#8211; dopo greci, messapici, romani, bizantini, normanni\u2026 &#8211; quelli sotto gli Asburgo di Spagna in \u201ccongiunzione astrale\u201d storica favorevole con ordini religiosi, Controriforma, ricchi mercanti. L\u2019imperatore Carlo V ne fa nel 1539 il capoluogo della Puglia (Regno di Napoli). E, nella Roma papalina, lavorano artisti come Bernini e Borromini. Lecce risponde con grandi scultori e architetti come gli Zimbalo, Cino, Penna, Riccardi\u2026\u00a0 Un crogiuolo di talenti. In pi\u00f9, \u201cl\u2019oro\u201d della pietra calcarea. La perfezione. E, sotto questo segno, nascono palazzi e chiese, le stesse di oggi.<\/p>\n<p><strong>Largo al Barocco<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5054\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce-300x275.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"522\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce-300x275.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce-1024x940.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce-768x705.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/SANTA-CROCE-ESTERNO-Lecce.jpg 1494w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I<strong>l trionfo dello stile leccese \u00e8 la chiesa di Santa Croce<\/strong> col suo rosone centrale (il pi\u00f9 grande del Sud Italia), sulla facciata bianca, luminosa, simbolo del Cristo-Sole. (C\u2019era anche il colore, ma il tempo l\u2019ha cancellato o reso quasi invisibile). Intorno, cherubini, gigli, melagrane, altri 4 rosoni minori (perch\u00e9 Lecce \u00e8 proprio citt\u00e0 del sole). E poi le due statue delle virt\u00f9 teologali e le 13 dei telamoni (i partecipanti alla Lega Santa che sconfisse i turchi-musulmani a Lepanto), angeli, globi, teste leonine\u2026 Un intreccio di significati teologici che prosegue all\u2019interno: i gigli sulla volta del transetto e sui capitelli come purezza della fede cristiana per cui lott\u00f2 Celestino V. Esperienza superlativa (nella bella stagione) al calar del sole, \u201cI misteri di Santa Croce\u201d, una drammaturgia fatta di musica, parole, silenzi, alternanza di buio e sapiente luce, che scolpisce, sottolinea, ne esalta la bellezza (prenotazioni: <a href=\"http:\/\/www.artworkcultura.it\">www.artworkcultura.it<\/a>, coop. sociale che, con la diocesi locale, LeccEcclesiae, promuove, tra molto altro, l\u2019arte leccese in un circuito di visite con guide eccellenti).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un soggiorno aristocratico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5052\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Patria_Ambienti_Hall_-Lecceph.-Dario-Borruto-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 affascinante colpo d\u2019occhio sulla facciata di Santa Croce si ha dalla terrazza del ristorante Atenze del<strong> Patria Palace Hotel<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.patriapalace.com\">www.patriapalace.com<\/a>, doppia con prima colazione da 350 euro),<strong> il primo 5 stelle di Puglia<\/strong> dal 1997, anche Luxury Hotel. Il palazzo aristocratico, storico, di fine \u2018700, nastro ininterrotto tra passato e presente, riaprir\u00e0 a Pasqua (con offerte di soggiorno speciali), \u00a0dopo una colta, attenta e \u00a0filologicamente ristrutturazione, che ha tenuto intatta ogni espressione architettonica <em>d\u2019antan<\/em>, ampliando gli spazi comuni d\u2019accoglienza. \u201cZampate\u201d d\u2019arte contemporanea sparse con maestria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5053\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/PatriaPalace_-Lecce-2023-43-Ph-Dario-Borruto-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il<strong> \u201cBarba\u2019s Caff\u00e8\u201d<\/strong> \u00e8 un delizioso ambiente, anche con dehors, per un aperitivo o per un t\u00e8 con pasticcini in chiave salentina. Il Patria Palace \u00e8, insomma, un virtuoso nastro ininterrotto tra passato e presente della citt\u00e0. <em>Coup-de-coeur<\/em>, la cena sulla terrazza, bella sempre, struggente la sera. Cucina di tradizione venata con riuscitissime influenze esterne. La carta degli olii fa ricordare che siamo in Puglia, sinonimo di prodotti superlativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La cultura ebraica<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019Hotel Patria Palace, in piazzetta Riccardi, tutta la citt\u00e0 entro le mura (poche le testimonianze rimaste) \u00e8 raggiungibile in una passeggiata piacevole. Fa corpo unico con Santa Croce, l\u2019ex Convento dei Celestini con facciata barocca a lesene, loggette, scudi araldici, opera dei due grandi architetti barocchi, Giuseppe Zimbalo (detto\u201d lo Zingarello\u201d) e Giuseppe Cini. Il Museo ebraico, via Umberto 9, risponde al mondo cristiano col suo palazzo settecentesco, ex sinagoga, \u201cavvolto\u201d da tre vie contrassegnate ancora oggi da targhe a caratteri ebraici. Si scende una breve scalinata, ci si ritrova in un bar (ingresso curioso per un museo, seppur privato). Plurisecolare, la presenza degli ebrei a Lecce e nel Salento: la lavorazione di pellame, tessuti e sapone di Aleppo erano le professioni d\u2019eccellenza esercitate. Oltre agli antichi oggetti esposti, inusuali gli ambienti: pietra scavata al vivo per trarne vasche olearie o usate come silos o per le abluzioni. Si sbuca in un cortile del \u2018400 con case un tempo abitate dalla comunit\u00e0: colonne, capitelli, volte, la <em>mezuzah<\/em>, nicchia muraria dove s\u2019inseriva una pergamena con versetti.<\/p>\n<p>Per una pausa prandiale o per cena, immergendosi nei migliori sapori tradizionali, ecco \u201cDall\u2019Antiquario\u201d, via L. Maremonti 3. In un ambiente colorato e straripante di oggetti <em>vintage<\/em> stravaganti, si sceglie tra piatti locali come <em>ciciri-e-tria, turcinieddri, pulpo a pignata, cisticchia al cioccolato<\/em>\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Roma \u201ccaput mundi\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nuova immersione nella Lecce storica nella centralissima <strong>piazza S. Oronzo<\/strong>, \u00a0planimetria asimmetrica, \u201csumma\u201d di testimonianze artistiche lontane tra loro nel tempo. Maestoso l\u2019anfiteatro romano (102 x 83 m) e la colonna della via Appia che convivono con il Sedile, voluto dal Doge Mocenigo, e con la <strong>chiesetta di S. Marco<\/strong> (oggi sede istituzionale), che testimoniano la vicinanza, culturale e commerciale, con Venezia. Tutti si specchiano sulla pavimentazione della piazza con lo stemma della citt\u00e0, che comprende il leccio sradicato, il sole messapica, la lupa (simbolo di trattamento privilegiato da parte di Roma)\u2026 \u00a0Piccola e preziosa in p.zza V Emanuele la chiesa di S. Chiara, a pianta ottagonale, che vanta un monumentale altare maggiore e una spettacolare serie di scenografiche cappelle laterali. Ma, e ci\u00f2 la fa unica, dispiega il primo controsoffitto in cartapesta (di cui i leccesi sono maestri) della storia &#8211; perfetta imitazione del legno, ma pi\u00f9 leggero. Grazie alla lungimiranza delle suore clarisse, si super\u00f2 lo stigma secondo cui la carta avrebbe potuto avere origini impure. E, allora subito vicino alla chiesa, percorrendo via Arte della cartapesta, si sbuca davanti al teatro d\u2019epoca augustea, omaggio degli imperatori a una citt\u00e0 a loro profondamente fedele. Con i suoi 700 posti, un sipario con argani di 4 m, \u00e8 vivissimo d\u2019estate con un fitto calendario di spettacoli.<\/p>\n<p>Si passeggia in un dedalo di vie di grande eleganza, <strong>via Palazzo dei Conti di Lecce,<\/strong> per esempio: basta alzare il naso leggermente in su e il Barocco ti guarda. In via Perroni 29, ispirata al Borromini con l\u2019esterno \u201ca squame\u201d, che alterna concavo a convesso, la chiesa di S. Matteo. Anticamente era dedicata a S. Maria della Luce, di cui resta un affresco: la Vergine che, mentre allatta il Bambino (un corallo al collo), tiene nell\u2019altra mano una rondine. Sotto una volta blu stellata, domina l\u2019altare maggiore dipinto con effetti a illusione prospettica. Su quelli minori laterali, tele alternate a statue. Di grande impatto. In un solo colpo d\u2019occhio sull\u2019interno si coglie tutto il pantone dello stile barocco: oro, argento, avorio, rosa, naturale\u2026 E\u2019 la chiesa prediletta dagli sposi leccesi per celebrare i matrimoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nobili palazzi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5051\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce-768x576.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce-1536x1153.jpeg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/Esterno-Palazzo-Vernazza-Lecce.jpeg 1599w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla stessa strada, sfilano <strong>Palazzo Perrone<\/strong>, il cui portone\u00a0 \u00e8 dominato da un angelo a testa in gi\u00f9, simbolo di S. Francesco questuante; Palazzo Lubelli con un suggestivo balcone-loggiato; Palazzo Giustiniani, portale ad arco a tutto sesto e stemma quadrangolare. Ad angolo con via Federico d\u2019Aragona, \u201c<strong>Ship in Arte\u201d<\/strong>, galleria antiquaria (come un museo, ma privato) con opere barocche e non solo. In vico Vernazza, d\u2019impronta rinascimentale, ma compendio di epoche diverse, si visita Palazzo Castromediano-Vernazza, che dispiega \u2013 in un percorso a dedalo e con immersione interattiva \u2013 un\u2019area ipogea e una cava messapiche, un edificio termale e un asse stradale romani, selciati stratificati dal IV sec. a.C. al IV d.C., cisterne olearie cinque-ottocentesche\u2026<\/p>\n<p>Rivelatrice dello spirito concreto, ma allegro e scanzonato insieme, dei leccesi, in via M. Basseo 14, il palazzo privato con giardino sulla cui cancellata, in alto, \u00e8 scolpita \u201cla pernacchia\u201d, una maschera antrotopaica che allontana e si prende gioco degli invidiosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Omaggio alla devozione<\/strong><\/p>\n<p>Cartina di tornasole, invece, della devozione e della fede \u00e8 piazza Duomo &#8211; uno spazio ampio, ma semi-chiuso, di forma sghemba &#8211; con tutto quanto si affaccia su di essa. Ed \u00e8 davvero tanto. A cominciare dalla cattedrale (ingresso laterale da vico dei Sotterranei; quello centrale \u00e8 aperto solo in occasioni speciali), che occupa lo spazio dell\u2019 ex Foro romano, ed \u00e8 dedicata alla Vergine Assunta. D\u2019origine normanna, fu riedificata dallo \u201cZingarello\u201d, che dovette anche scolpire personalmente uno degli altari laterali, quello di S. Antonio, per non finire in prigione, avendo sbagliato alcuni calcoli di progettazione! Tre navate; molti altari laterali barocchi in pietra leccese e marmi, come quello per S. Andrea che guarda a est invitando i fedeli \u00a0ortodossi; sotto una colonna si crede sia sepolto il corpo di S. Oronzo; nella cripta a croce greca, 93 colonne con capitelli tutti differenti , i cui soggetti \u201cpescano\u201d nel bestiario medievale. Svetta a fianco il campanile secentesco di 70 m circa (20 anni per concluderlo) che permette una visione panoramica della citt\u00e0, del mare e dell\u2019Albania. Il nuovo ascensore sale fino a 45 m senza mai sfiorare la pietra antica. A destra del Duomo, il Palazzo Arcivescovile con la loggia quattrocentesca; quello dell\u2019Antico seminario col chiostro e, al centro, il pozzo (un piccolo capolavoro barocco, naturalmente); il Museo d\u2019arte sacra e la Biblioteca con rari volumi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un graffio luminoso d\u2019arte contemporanea<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019arte del Novecento si prende una grande rivincita su quella dei secoli passati con le opere raccolte in una vita dalla coppia Luigi Biscozzi &#8211; Dominique Rimbaud, titolari dell\u2019omonima Fondazione, dal 2021 Museo d\u2019arte moderna e contemporanea di Lecce (www.fondazionebiscozzirimbaud.it). Si \u00a0ammirano, in un percorso didattico permanente, 70 opere su 200 di propriet\u00e0 della fondazione. Sede, la tipica casa salentina \u201ca infilata\u201d di piazzetta G. Baglivi 4. Il percorso si articola &#8211; cronologicamente e per tipologie stilistiche &#8211; su 7 sale al piano superiore (tutto \u00e8 demotico): dipinti, sculture, opere grafiche da De Pisis e Prampolini a Burri, Licini e fino a Schifano&#8230; A pianoterra, la biblioteca con oltre duemila volumi e una sala per mostre temporanee.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cartapesta, tut\u00f9, pasticciotti\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Acquisti d\u2019eccellenza in citt\u00e0, specie lungo le arterie V. Emanuele, Libertini e traverse. Al n. 27 di V. Emanuele, <strong>la bottega di Claudio Riso, \u201cLa Cartapesta\u201d<\/strong>, evoca, gi\u00e0 dal nome, un materiale di cui i leccesi sono maestri e dove arte e artigianato si fondono. Cinque secoli fa le confraternite religiose, la ricchezza del Regno di Napoli, la devozione popolare portano alla fioritura della lavorazione magistrale della carta, leggera, duttile, che si presta a imitare materiali pi\u00f9 nobili come marmi, argenti, bronzi. E costa meno. Nasce prima come statuaria religiosa, specie nelle processioni coi santi in spalla: tanta fatica risparmiata per via del suo \u201cpeso piuma\u201d. Poi eccola per le statuette del presepio, ma assume anche le sembianze di elementi \u00a0d\u2019arredo compresa la statua del santo cui la famiglia era devota, da esporre in casa. Ma la cartapesta immortala pure figure della vita contadina e popolare, perch\u00e9 un bravo cartapestaio sa fare tutto \u201cdivinamente\u201d. Mica uno scherzo! Si arriva a un\u2019opera compiuta, partendo da un\u2019anima in filo di ferro attorniata da paglia, spago, cui si \u201caggraffano\u201d testa, mani e piedi modellati in terracotta. Si riveste poi il manichino con carta bigia, cio\u00e8 ricavata da stracci, imbevuta in colla di farina. Si asciuga pi\u00f9 volte, si colora pi\u00f9 volte\u2026in tutto circa 25 passaggi e tantissimo tempo.<\/p>\n<p>In via Libertini 70, invece,<strong> \u201cSalentum Profumi\u201d<\/strong> avvolge chi entra in una nuvola di esclusive essenze e profumi sia per la persona sia per l\u2019ambiente, derivati da un <em>brand<\/em> medico-farmaceutico: rosa e vigna salentina, fico e arancio, Negramaro con uva fragolina, tabacco, melagrano\u2026 Confezioni eleganti.<\/p>\n<p>Ancora cultura in via Arte della cartapesta n. 15, dove si apre l\u2019atelier-laboratorio di Pier Paolo Gaballo, eclettico autore, tra molte altre espressioni creative, di piatti in ceramica: il suo segno distintivo \u00e8 l\u2019uso del bianco e nero, ricerca universale di equilibrio tra positivo e negativo.<\/p>\n<p>Di eleganza straripa anche <strong>Elena Cret\u00ec, \u201csignora della danza classica\u201d, con la sua sartoria e show-room di via F.A. D\u2019Amelio 2\/A<\/strong>. In una citt\u00e0 sensibile per tradizione alla musica e al teatro, il balletto vive qui in ogni sua forma: dai tut\u00f9 agli oltre 40 modelli di scarpette e agli accessori, tutti in tessuti italiani, su misura, a partire dal bozzetto, che Cret\u00ec, gi\u00e0 insegnante di ballo, crea anche per coreografi. Realt\u00e0 unica in Italia.<\/p>\n<p><strong>I piaceri del palato si soddisfano, sempre in centro citt\u00e0, in via S. Principe, alla Pasticceria Natale,<\/strong> dal 1978, che va orgogliosa dei suoi prodotti, tra cui il pasticciotto (cui \u00e8 dedicata perfino una immaginetta laica con preghiera): pastafrolla, crema pasticciera, limone grattugiato\u2026 E il fruttone con marmellata di pera e mela cotogna; al banco, caff\u00e8 alla leccese, ma anche granita alla salentina.<\/p>\n<p><strong>In un palazzo del Settecento, via F. Rubichi 35, il \u201cCittadino\u201d \u00e8 tante realt\u00e0 in una: bar, liquorificio,<\/strong> negozio di specialit\u00e0 alimentari a filiera controllata, tutto con etichette e confezioni raffinate e prodotto in proprio sotto il segno della naturalit\u00e0. Il miele \u00e8 quello delle arnie del proprietario, Marco Greco; gli amari e i liquori sono estratti, macerati a freddo secondo tradizione conventuale. E cos\u00ec le specialit\u00e0, dolci o salate. Al 1\u00b0 piano, il caff\u00e8-salotto \u201cThe Library\u201d o \u201cCaff\u00e8 dei Nobili\u201d (dal 1799), dove si respira un\u2019atmosfera illuministica.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un gioiello appena fuori citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5048\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4236.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A 20 minuti d\u2019auto, un luogo artistico-storico-spirituale da non mancare, affidato dalla Regione Puglia al Fai:<strong> l\u2019Abbazia di S. Maria di Cerrate<\/strong>, complesso monastico edificato nel XII sec. e nel tempo adibito a funzioni differenti: ospedale, masseria con stalle, granai, frantoi ipogei con macine in pietra, stoccaggio di olive, il mulino con macchina molitoria azionata da muli, la stanza del forno per il pane\u2026 E poi la chiesa del XII sec. e il porticato laterale a 24 colonne o la rara decorazione scultorea sulla facciata; l\u2019interno, un tripudio di affreschi-capolavoro. E capolavoro \u00e8 stata la lunga opera di ristrutturazione a cura del Fai. E\u2019 una visita che non si pu\u00f2 mancare (<a href=\"http:\/\/www.fondoambiente.it).\">www.fondoambiente.it).<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5047\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"647\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/03\/abbazia-cerrate-filippo-poli-C-FAI_FPO4137.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due <em>plus<\/em> che Lecce regala ai suoi visitatori: il meteo, tepore, cieli azzurri e sole in quasi ogni periodo dell\u2019anno; l\u2019accoglienza genuina e sorridente, quella mediterranea,\u00a0 quella antichissima dell\u2019\u201dOdissea\u201d (Polifemo e Maga Circe a parte).<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.comune.lecce.it\/vivi-lecce\">www.comune.lecce.it\/vivi-lecce<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viaggiareinpuglia.it\">www.viaggiareinpuglia.it<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Citt\u00e0-capolavoro della Puglia &nbsp; A Lecce la primavera guizza tra i \u201cricami\u201d del Barocco ed \u00e8 magia &nbsp; di Dora Ravanelli &nbsp; &nbsp; Dalla pietra lavorata magistralmente nascono pigne, mele, melagrane, viti, angioletti, tralci, festoni, putti , nastri, ghirlande, mascheroni, tripudi animalier\u2026 Simboli, figure metaforiche che vanno oltre l\u2019apparenza, che significano altro, evocando molteplici concetti, stimolando la fantasia e l\u2019immaginazione. E\u2019 il Barocco che per due secoli, dal XVI e fino alla prima met\u00e0 del XVIII, ha inondato le facciate di chiese e palazzi. Ma c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 speciale, perch\u00e9 la pietra estratta qui \u00e8 unica al mondo, dorata, luminosa, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2024\/03\/26\/lecce-sempre-magica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1088,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1088"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5045"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5058,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045\/revisions\/5058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}