{"id":5558,"date":"2024-05-29T12:19:06","date_gmt":"2024-05-29T10:19:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=5558"},"modified":"2024-05-29T12:19:06","modified_gmt":"2024-05-29T10:19:06","slug":"provato-per-voi-kazakhstan-da-scoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2024\/05\/29\/provato-per-voi-kazakhstan-da-scoprire\/","title":{"rendered":"Provato per voi:  Kazakhstan da scoprire"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Una nuova meta ideale per i nuovi esploratori<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PROVATO PER VOI\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Kazakhstan da scoprire<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sulla via della seta tra popoli nomadi e una rinascita post sovietica<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di <strong>Camilla Rocca<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per un \u201cti amo\u201d il popolo kazako dice \u201csei la mia anima\u201d<\/strong>. E si riferisce indifferentemente al proprio figlio, alla moglie, alla nonna. Perch\u00e9 questi signori della steppa hanno una spiritualit\u00e0 endemica, che \u00e8 rimasta nella grande accoglienza, nonostante anni di ateismo sovietico. <strong>Un esempio dell\u2019anima kazaka sono i kurt<\/strong>, il piatto pi\u00f9 rappresentativo di questo popolo: agglomerati di formaggio di cavalla fermentato che una volta i nomadi masticavano per fuggire ai morsi della fame, prima di trovare un rifugio sicuro. E che poi ai tempi dei pogrom sono diventati un simbolo di libert\u00e0 e di solidariet\u00e0: perch\u00e9, scambiati per sassi, venivano lanciati ai prigionieri dei sovietici, sotto gli sguardi compiaciuti degli aguzzini comunisti. Ma questo era il modo per aiutarli di nascosto, proprio sotto gli occhi delle guardie. E senza rischiare di essere puniti. Un modo di dire \u201cmi piaci\u201d \u00e8 <strong>&#8220;\u043c\u0435\u043d \u0441\u0435\u043d\u0456 \u0436\u0430\u049b\u0441\u044b \u043a\u04e9\u0440\u0435\u043c\u0456\u043d&#8221;<\/strong>, che significa ti vedo nel profondo, pienamente. Perch\u00e9 questi popoli nomadi sono abituati a viaggiare con il vento, sui loro cavalli veloci, ma quando ti guardano sembrano proprio trapassarti, e in un qual senso capire ogni cosa di te. Compassione, nel senso latino del termine. Che chiss\u00e0, magari questa parola romana \u00e8 stata tramandata qui dall\u2019est, lungo la via della seta, insieme a spezie e ori. Insieme alla comprensione della fatica, della paura, del coraggio di un viaggio che durava anni, spesso senza punti di riferimento, senza certezze, in un\u2019avventura che era meno epica di quello che pensiamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/kazakstan-generale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5561\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/kazakstan-generale-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/kazakstan-generale-300x174.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/kazakstan-generale-768x445.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/kazakstan-generale.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La storia del Kazakhstan<\/strong><\/p>\n<p>In questo paese sconfinato, tra i pi\u00f9 grandi del mondo e senza sbocchi sul mare, kazaki dagli occhi ghiaccio raccontano di steppe e di catene rocciose che sono il lato B dell\u2019Himalaya. E sembra di essere davvero in un luogo senza tempo. Sterminate steppe dove l\u2019occhio si perde, maestosi silenzi che dominano i sensi, alte montagne sullo sfondo che chiudono l\u2019orizzonte e cieli azzurro cobalto. Questo \u00e8 il Kazakistan. Un Paese poco conosciuto, disperso ma centralissimo. <strong>Anche per il nuovo volo Neos, compagnia aerea di Alpitour World diretto, che traccia il primo collegamento da Milano Malpensa ad Almaty, nel sud del Paese<\/strong>. Operato da un Boeing 787-9 Dreamliner da 355 posti con due frequenze settimanali (il venerd\u00ec e la domenica dallo scalo milanese e il sabato e il luned\u00ec dall\u2019aeroporto kazako, con una percorrenza di 7 ore), si \u00e8 rivelato, infatti, una grande opportunit\u00e0 di interscambio business e leisure tra i due Paesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/1-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5565\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/1-10-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/1-10-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/1-10.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui passavano le carovane lungo la via della seta, per pi\u00f9 di 2.000 anni i deserti e le steppe fra il Mar Caspio e la Cina sono stati attraversati da popoli nomadi e da mercanti in viaggio, passando per l&#8217;Asia centrale e il Medio Oriente, collegando Cina con l&#8217;Europa. Nel XII secolo si abbatt\u00e9 l&#8217;invasione mongola di Gengis Khan che distrusse i regni formatisi in precedenza dando per\u00f2 stabilit\u00e0 alla zona (la cosiddetta pax mongola) e favorendo il fiorire delle citt\u00e0 commerciali. Passato successivamente sotto il controllo della Russia, il Kazakhstan fu inglobato come Repubblica Socialista nell\u2019URSS nel XX secolo, da cui si rese indipendente nel 1991.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5562\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-300x197.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-1024x671.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-768x503.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-1536x1007.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/steppa-kazhstan-2048x1342.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa vedere ad Almaty e Astana le due citt\u00e0 pi\u00f9 importanti<\/strong><\/p>\n<p>Perso nell\u2019immensit\u00e0 della steppa, il Paese \u00e8 anche terra di fiorenti citt\u00e0, come la vecchia capitale Almaty o Alma Ata che \u00e8 sede della Moschea Centrale, costruita sul sito dell\u2019antica Moschea Tartara: la struttura \u00e8 decorata con piastrelle e marmi con i tipici colori kazaki. Agli angoli della moschea si trovano le caratteristiche torri con cupole ricoperte da foglie d\u2019oro. Merita la visita la cattedrale di Zebkov, una delle cattedrali di legno pi\u00f9 alte del mondo e riccamente decorata secondo lo stile ortodosso. Il nome della citt\u00e0 deriva dal russo Verni, che significa \u201cfedele\u201d, forse a causa della punteggiata architettura brutalista che si trova ogni dove. Proprio nel cuore di Almaty si trova l&#8217;istituto italiano di Cultura di Almaty, e poco sotto i negozi Neos e del tour operator locale, Tomiris, in partnership con Francorosso, che evidenzia il forte legame con il Paese. Dopo il giro della citt\u00e0 si parte per Medeu, sede della pista di pattinaggio dove sono stati stabiliti centinaia di record mondiali e per i pi\u00f9 intrepidi si consiglia la salita a piedi (oltre 800 gradini) o in funivia per raggiungere la stazione sciistica di Shymbulak, per ammirare lo scenario naturale.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/5-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5568\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/5-3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/5-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/5-3.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La nuova capitale \u00e8 Astana, la \u201cDubai delle steppe\u201d, citt\u00e0 moderna con i suoi edifici progettati da archistar di fama internazionale, come il palazzo Ak Orda (in kazako, &#8220;la legione bianca&#8221;), luogo di lavoro ufficiale del Presidente, edificio di cinque piani costruito nel 2004 in cemento monolitico; oppure il Palazzo della Pace e della Riconciliazione (detto anche &#8220;Piramide della Pace&#8221;) che contiene luoghi di culto per diverse religioni: ebraismo, islam, cristianesimo, buddismo, induismo, taoismo e altre fedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5560\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/foto-almaty.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Symkent e il Turkistan<\/strong><\/p>\n<p>Terza citt\u00e0 per popolazione \u00e8 Symkent, nella regione del Turkistan, fondata nel XII secolo come caravanserraglio per proteggere la vicina citt\u00e0 commerciale della Via della Seta, Sayram, \u00e8 stata crocevia di merci e di popoli. E distrutta pi\u00f9 volte da Gengis Khan e dai vicini Khanati meridionali. Citt\u00e0 natale di Ahmed Yasawi poeta e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sufismo\">m<\/a>istico, uno dei primi a esercitare una grande influenza nel mondo turcofono, primo poeta a comporre le sue opere in un dialetto turco. Merita una visita veloce le rovine di Otrar, che oggi \u00e8 una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sito_archeologico\">c<\/a>itt\u00e0 fantasma: si tramanda che <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gengis_Khan\">l<\/a>a citt\u00e0 resistette mesi alla furia di Gengis Khan ma venne poi rasa al suolo. Successivamente la citt\u00e0 venne ricostruita da Tamerlano che mor\u00ec proprio qui, nel 1405, nel trecentesco Palazzo di Berdibek, centro operativo della citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/4-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5567\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/4-3-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/4-3-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/4-3.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non perdete la visita del mausoleo Khoja Ahmed Yassawi, commissionato nel 1389 da Tamerlano e famoso per la sua doppia cupola decorata con tegole colorate, si tratta del primo sito kazako inserito nel Patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 UNESCO. Secondo la leggenda il grande conquistatore vedendo vanificati tutti i progetti di costruzione del mausoleo per Yasawi, fu avvertito in sogno che per veder coronati i propri sforzi avrebbe dovuto prima edificare un monumento nel luogo dove mor\u00ec il mistico Aristan Baba. Il monumento presenta un grande arco centrale e un&#8217;ampia <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Facciata\">facciata<\/a> frontale con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Minareto\">minareti<\/a> alle estremit\u00e0 e due grandi cupole a sinistra dell&#8217;arco principale. Il Mausoleo Aisha Bibi (XI o XII secolo) \u00e8 stato eretto per una donna <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nobilt\u00e0\">nobile<\/a> e situato nel villaggio di Aisha Bibi, sulla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Via_della_seta\">via della seta<\/a>, secondo la leggenda per volere del sovrano per la sua bella fidanzata Aisha-Bibi, figlia del poeta <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sufismo\">sufi<\/a> Khakim-Ata. E anche questo luogo di peregrinaggio \u00e8 particolare: \u00e8 difficile che si veneri una \u201csanta\u201d nel mondo islamico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/turkistan.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-5563\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/turkistan-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/turkistan-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/turkistan.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 547px) 100vw, 547px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I paesaggi del Charyn Canyon<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/6-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5569\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/6-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/6-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/6-1.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Rocce scolpite in forme bizzarre, a circa 3 ore di pullman da Almaty, questo parco, situato al confine con Cina e Kirghizistan ha un nome evocativo: Charyn significa precipizio, 154 chilometri di lunghezza con un&#8217;altezza fino a 300 metri sopra il livello del mare, numeri che ne fanno il secondo canyon pi\u00f9 grande del mondo dopo quello americano. Il parco \u00e8 stato habitat dei lupi rossi, pi\u00f9 forti dei classici lupi, ma che ormai non si vedono da 40 anni, ma oggi sono presenti pi\u00f9 di 70 specie animali, dai falchi reali alle aquile e ai gatti selvatici. Il punto pi\u00f9 scenografico \u00e8 la Valle dei Castelli di Airakty Mangystau: gruppo di montagne con discese affilate e dirupi,\u00a0 risultato dell\u2019innalzamento degli antichi fondali oceanici preistorici e del lavoro successivo di modellamento dell&#8217;acqua, del vento e del tempo e del fiume Charyn. Ogni montagna appare come una fortezza imponente, i loro bordi assomigliano a torri, guadagnandosi il soprannome di \u201cValle dei Castelli\u201d. Il nome fu coniato da Taras Shevchenko, scrittore e poeta ucraino, che si trov\u00f2 in esilio a Mangystau durante la met\u00e0 del XIX secolo e cre\u00f2 anche i primi disegni di queste cime. Si dice che verso sera, il vento che sfiora queste montagne, faccia sentire le risate delle streghe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/charyn-canyon.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5559\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/charyn-canyon-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/charyn-canyon-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/05\/charyn-canyon.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PER MAGGIORI INFORMAZIONI<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.kazakhstan.travel\/\">Www.kazakhstan.travel<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.neosair.it\/\">www.neosair.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.alpitour.it\/francorosso\">www.alpitour.it\/francorosso<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una nuova meta ideale per i nuovi esploratori &nbsp; PROVATO PER VOI\u00a0 &nbsp; Kazakhstan da scoprire &nbsp; Sulla via della seta tra popoli nomadi e una rinascita post sovietica &nbsp; Di Camilla Rocca &nbsp; Per un \u201cti amo\u201d il popolo kazako dice \u201csei la mia anima\u201d. 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