{"id":5787,"date":"2024-06-24T18:01:34","date_gmt":"2024-06-24T16:01:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=5787"},"modified":"2024-06-24T18:01:34","modified_gmt":"2024-06-24T16:01:34","slug":"viaggio-in-galizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2024\/06\/24\/viaggio-in-galizia\/","title":{"rendered":"Viaggio in Galizia"},"content":{"rendered":"<h2>Nell\u2019estremo lembo d\u2019Europa<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Tra gli antichi fari<br \/>\ndella Galizia<br \/>\nNord\u00e9s \u00e8 il vento<br \/>\nche anticipa il sole<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Testo e foto di Anna Maria Catano<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5794\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2483.jpg 1210w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Il Faro di Finisterre \u00e8 uno dei siti pi\u00f9 visitati della Galizia spagnola.<\/strong> Segnava la fine del mondo antico, quando la conoscenza umana si fermava alle colonne d\u2019Ercole. Per i Romani l\u2019ultimo pezzo di terra prima di un oceano sterminato. Costruito nell\u2019estremo lembo dell\u2019Europa occidentale (finis terrae), sul promontorio omonimo, \u00e8 ancora oggi punto di riferimento per le navi di passaggio e per i pellegrini che vi si recano, rigorosamente a piedi, da Santiago de Compostela al termine di un lunghissimo cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5788\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2439.jpg 1210w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ma il faro di Finisterre<\/strong>, costruito nel 1853, ha soprattutto illuminato la rotta delle tante imbarcazioni che s\u2019avventuravano nell\u2019Atlantico. Un tratto di mare difficile, quello della costa atlantica, soprannominato Costa da Morte proprio per il gran numero di naufragi succedutesi nei secoli.\u00a0 Tuttora su quei fondali giacciono gli scheletri di migliaia di navi. Tra le prime che la storia ricordi ben venticinque velieri che facevano parte della flotta di Filippo II il Bello, l\u2019Invincibile Armata: andarono a picco il 28 ottobre 1596.<\/p>\n<p>Il Faro di Finisterre \u00e8 dotato di due trombe, oggi in disuso, che in caso di nebbia emettevano due suoni acutissimi al minuto che potevano essere uditi a 25 miglia marine di distanza, cio\u00e8 a circa 46 chilometri. Mentre pochi metri pi\u00f9 in alto un\u2019altra struttura militare, trasformata in albergo rurale, regala una vista impagabile ai suoi visitatori (sette stanze).<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5789\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2461.jpg 1210w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nord\u00e9s<\/strong> \u00e8 il nome del vento che anticipa il bel tempo. Arriva dall\u2019Atlantico e soffia sulle coste della Galizia dissolvendo la nebbia mattutina. Spazza via il grigiore lunare che caratterizza questo tratto di scogliera e d\u00e0 luce all\u2019azzurro profondo dell\u2019oceano e al chiarore della spuma che continuamente s\u2019infrange sugli scogli.<\/p>\n<p>Bianco e blu: i colori della bandiera galiziana rivestono anche la bottiglia del gin Nord\u00e9s che ispira subito allegria.<\/p>\n<p>Una storia di successo e ingegnosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tre amici seduti al tavolino di un bar, una quindicina di anni fa, nel 2012<\/strong>, decidono di provare a macerare un liquore dai sentori morbidi e dall\u2019inebriante profumo di ginepro. Il risultato? Cinquemila bottiglie da distribuire agli amici. Ma il successo arriva presto: oggi il gin Nord\u00e9s &#8211; nel frattempo acquistato dal gruppo spagnolo Osborne &#8211; distribuisce un milione 600 mila bottiglie in 40 Paesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5793\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/IMG_2487-2.jpg 1210w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A Casa Nord\u00e9s,<\/strong> a una ventina di chilometri da Santiago di Compostela, si entra subito nel mondo di un gin che racchiude la personalit\u00e0 aspra del territorio e la forza delle sue brezze marine.<\/p>\n<p><strong>Le vigne dell\u2019Albari\u00f1o<\/strong>, uva bianca, da cui nasce il distillato, sono tutt\u2019intorno.<\/p>\n<p>Poco distante c\u2019\u00e8 l\u2019orto dove vengono coltivate le indispensabili erbe aromatiche. Nord\u00e9s \u00e8 infatti caratterizzato dalla\u00a0macerazione separata di ben undici botaniche.\u00a0 Sono sei in particolare le piante selvatiche della Galizia che legano indissolubilmente questo gin alla sua terra e che gli regalano un inconfondibile aroma: la salvia, l\u2019alloro, la verbena odorosa, l\u2019eucalipto, la menta piperita e la salicornia, una pianta che cresce su suolo salmastro. Le altre cinque arrivano d\u2019oltremare: sono il ginepro, lo zenzero, il cardamomo, i fiori di ibisco e il t\u00e8 nero.<\/p>\n<p>La visita continua poi davanti all\u2019area della macerazione e della distillazione. Infine \u2013 poteva mancare? \u2013 l\u2019atteso momento della degustazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/PHOTO-2024-06-19-22-40-05.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/PHOTO-2024-06-19-22-40-05-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/PHOTO-2024-06-19-22-40-05-169x300.jpg 169w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/PHOTO-2024-06-19-22-40-05-576x1024.jpg 576w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/06\/PHOTO-2024-06-19-22-40-05.jpg 681w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ultima novit\u00e0? Nord\u00e9s \u201cillumina\u201d il mercato con una edizione limitata ispirata ai fari galiziani. L\u2019iconica bottiglia che gi\u00e0 disegna un mondo blu ad ali di gabbiano sul bianco del contenitore avr\u00e0 un design luminescente: \u00e8 l\u2019Atlantic Magic Collection, gin premium omaggio all\u2019oceano Atlantico e alla Galizia.<\/p>\n<p>I fari che si susseguono lungo i 1500 chilometri di costa galiziana e che per secoli hanno segnato rotta e \u00a0approdi ai naviganti sono diversi. A Coru\u00f1a spicca il pi\u00f9 antico funzionante al mondo, mentre Finisterre \u00e8 il luogo che ogni anno accoglie il maggior numero di visitatori.<\/p>\n<p>La limited edition di Nord\u00e9s gin, per\u00f2, s\u2019ispira al Faro de Punta Nariga, esempio di integrazione tra architettura e paesaggio. Alto cinquanta metri ricorda la prua di una nave ed \u00e8 noto per essere il pi\u00f9 moderno e all&#8217;avanguardia di quel tratto di costa spagnola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/www.spain.info\">www.spain.info<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.turismo.gal\">www.turismo.gal<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nell\u2019estremo lembo d\u2019Europa &nbsp; &nbsp; Tra gli antichi fari della Galizia Nord\u00e9s \u00e8 il vento che anticipa il sole &nbsp; &nbsp; Testo e foto di Anna Maria Catano &nbsp; &nbsp; \u00a0 \u00a0 Il Faro di Finisterre \u00e8 uno dei siti pi\u00f9 visitati della Galizia spagnola. Segnava la fine del mondo antico, quando la conoscenza umana si fermava alle colonne d\u2019Ercole. Per i Romani l\u2019ultimo pezzo di terra prima di un oceano sterminato. 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