{"id":6438,"date":"2024-11-08T16:31:38","date_gmt":"2024-11-08T15:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=6438"},"modified":"2024-11-08T16:31:38","modified_gmt":"2024-11-08T15:31:38","slug":"il-villaggio-operaio-di-villa-crespi-omaggio-al-genio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2024\/11\/08\/il-villaggio-operaio-di-villa-crespi-omaggio-al-genio-italiano\/","title":{"rendered":"Il Villaggio operaio di Villa Crespi, omaggio al genio italiano \u00a0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il Villaggio operaio di Villa Crespi,<br \/>\nomaggio al genio italiano<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Sogno ottocentesco<br \/>\ndi un imprenditore<br \/>\n\u201cilluminato\u201d<br \/>\nche vive nel presente<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di <strong>Dora Ravanelli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_06.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_06-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_06-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_06-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_06.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cTempi moderni\u201d. Tempi con gli occhi e la mente proiettati sul futuro<\/strong>. Forse megalomani anche un po\u2019, ma generosi sugli altri, aperti sul mondo. Correva l\u2019anno 1876 sul territorio bergamasco costeggiato dal fiume Adda, oggi l\u2019uscita dell\u2019autostrada Serenissima di Capriate San Gervasio (a mezza strada tra Milano e Bergamo). La rivoluzione industriale inglese, che aveva stravolto i metodi di produzione utilizzando nuove forze motrici e, di conseguenza, inediti macchinari, invadeva l\u2019Europa. Soprattutto su certi settori, come la filatura, la modernit\u00e0 si affacciava prepotente. Prenderla al volo o no determinava il successo o meno di un\u2019impresa. E la famiglia Crespi, cotonieri in Busto Arsizio, se lo prese tutto, questo successo. Di pi\u00f9. And\u00f2 oltre con \u201cpensieri e parole\u201d, parole che nel mondo concretissimo di quello che oggi (non a caso con un termine anglosassone) chiamiamo \u201cbusiness\u201d, si traducono nei fatti. E qui entra il genio affabulatorio, immaginifico e concreto (questi aggettivi sono contraddittori, ma, in questo caso, rimano tra loro) di<strong> Cristoforo Benigno Crespi, il creatore e fondatore del Villaggio operaio Crespi d\u2019Adda, esempio assoluto di imprenditoria \u201cilluminata\u201d, oggi visibile e visitabile nella sua integrit\u00e0 e vitalit\u00e0<\/strong>, l\u00e0 dove era nell\u2019Ottocento, affacciato sull\u2019Adda. E anche nella sua bellezza, perch\u00e9 \u201cle cose utili possono e devono essere anche belle\u201d, suggeriva il pensiero pi\u00f9 raffinato della borghesia ottocentesca.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea su cui ruota tutto \u00e8: io, imprenditore, mi prendo cura di voi &#8211; che lavorate per me e determinate il mio successo o il mio fallimento &#8211; dalla \u201cculla alla bara\u201d<\/strong>. Vi regalo benessere, privilegi come la casa, la scuola per i vostri figli, l\u2019ospedale con apparecchi diagnostici all\u2019avanguardia, un medico dedicato solo a voi dipendenti (dall\u2019operaio al dirigente), i bagni pubblici con acqua calda, i lavatoi per i panni (ad alleviare la fatica delle donne), piscina e trampolino per i tuffi (nel 1878!), lo spaccio alimentare, il cinema e il teatro, la banda musicale, il dopolavoro per il tempo libero (solo per i dipendenti maschi, s\u2019intende, e vietato bere oltre il secondo bicchiere di vino), la pineta, la chiesa, il cimitero (spese funerarie a carico della propriet\u00e0)\u2026 tutto, ma proprio tutto, per agevolarvi la vita (vita durissima di contadini, prima). Il corrispettivo? Voi diventate \u201cfamiglia\u201d, date tutto, dalla fedelt\u00e0 ai muscoli. \u201c<em>Do ut des<\/em>\u201d, ma, nell\u2019800, che idea, che impegno, che realt\u00e0 straordinarie!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6441\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_cotton_mill_00.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eccolo, il Villaggio operaio di Crespi d\u2019Adda<\/strong> &#8211; il cui cotonificio fu inaugurato due anni dopo, nel 1878 &#8211; , e che dal 1995 \u00e8 Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 Unesco. Oggi \u00e8 al secondo posto tra i siti industriali pi\u00f9 visitati in Italia. Nulla di \u201ctaroccato\u201d. Tutto vive quotidianamente non a uso dei visitatori, ma perch\u00e9 il borgo \u00a0\u00e8 vivissimo. Non \u00e8 un caso, ma il frutto dell\u2019impegno dell\u2019Associazione Crespi d\u2019Adda\u00a0 (<a href=\"http:\/\/www.crespidadda.it\">www.crespidadda.it<\/a>) che raggruppa uomini di passione e cultura (moltissimi i giovani), impegnati da anni nella \u201cresurrezione\u201d del villaggio e nella sua inesauribile fonte d\u2019insegnamento e nuove idee, capaci di generare valore e attrattivit\u00e0 per tutto il territorio. Tra le iniziative culturali in corso legate all\u2019universo del lavoro (per tutto novembre e fino al 19 dicembre) e nell\u2019ambito del Festival \u00a0Produzioni Ininterrotte (<a href=\"http:\/\/www.produzioniininterrotte.it\">www.produzioniininterrotte.it<\/a>): i Tour Letterari, che coniugano letteratura e visite guidate \u2013 anche in collaborazione con altre realt\u00e0 pubbliche e private &#8211; per scoprire luoghi di archeologia industriale raccontati in romanzi e saggi, e spesso inaccessibili al pubblico (<a href=\"http:\/\/www.tourletterari.it\">www.tourletterari.it<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Centrale_Crespi_Walter_Carrera_19.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6439\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Centrale_Crespi_Walter_Carrera_19-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Centrale_Crespi_Walter_Carrera_19-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Centrale_Crespi_Walter_Carrera_19-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Centrale_Crespi_Walter_Carrera_19.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si entra nel villaggio con naturalezza (il passato \u00e8 presente vivissimo in 2 km di passeggiata), <strong>meglio se accompagnati da una guida<\/strong> (tel. 02.90939988) per gustare appieno il concentrato di eccellenze qui espresse. \u00a0La strada principale \u00e8 l\u2019asse viario che separa il nucleo abitato dal lato fiume e dal canale con la centrale idroelettrica del 1909 (perfettamente in attivit\u00e0) e con l\u2019originario ingresso in fabbrica, a due rampe di scale. Alla vista s\u2019impongono tre strutture che formano un rettangolo, un tempo alloggio provvisorio per gli operai, tutti ex-contadini, tranne i dirigenti. Oggi sono appartamenti privati con esercizi pubblici a livello strada. Sul lato opposto della via, scorre la vita quotidiana. Di qualit\u00e0 e bene arredato con charme, ricreando l\u2019atmosfera di un tempo,<strong> \u201cAl Dopolavoro\u201d<\/strong> (tel. 348.1152700), bar, pizzeria, ma soprattutto ristorante che nel menu stagionale presenta sempre almeno un piatto di tradizione locale come i casoncelli con pancetta croccante e scaglie di grana tra i primi, la polenta con manzo all\u2019olio tra i secondi, una squisita torta di mele (prezzo medio: 45 euro). A fianco, un pregevole lavatoio in mattoni rossi e archi, lasciato volutamente ai capricci del tempo. Alzando lo sguardo, un poggio nel verde con due villette: del sacerdote e del medico, in posizione dominante a guardia e protezione dell\u2019anima e del corpo degli abitanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/cooperativa-di-consumo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6444\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/cooperativa-di-consumo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/cooperativa-di-consumo-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/cooperativa-di-consumo.jpg 519w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si snodano, poi, fianco a fianco, la chiesa quadrata con cupola ottagonale (su modello di quella di Busto Arsizio, citt\u00e0 natale di Crespi) e l\u2019ex scuola per i figli dei dipendenti (istruzione obbligatoria, qui, fino agli 11 anni contro i 9 stabiliti per legge!), ora museo partecipato: due ambienti nel buio, piccoli, curati, una vetrina illuminata con oggetti di un tempo ancora vivo. Due anche gli schermi, su cui scorrono video differenti. Curioso il secondo, in cui si recita e si d\u00e0 vita in poche battute ai personaggi-chiave del passato: il medico, il cappellano, l\u2019operaio, la maestra, il piccolo tessitore\u2026 Il museo \u00e8 anche sede di incontri a tema, da discutere e realizzare. Contigui, gli ambienti-laboratorio destinati alle scolaresche. All\u2019ingresso dell\u2019edificio, una cardatrice ottocentesca in legno e ghisa dell\u2019azienda inglese Platt Brothers. Per i visitatori \u00e8 il benvenuto e una specie di promemoria dei primati del villaggio: la prima produzione cotoniera mossa da centrale idroelettrica, il primo trenino interurbano con locomotiva a vapore a trazione meccanica (1878) chiamato \u201cEl Gamba de Legn\u201d, nel 1891 i mai visti abbattitori di sostanze dannose alla salute in fabbrica, l\u2019inedita linea telefonica che collegava il borgo alla casa milanese di Crespi (poi trasferitosi qui), lo sfavillante sistema d\u2019illuminazione che dava luce a tutto il borgo in contemporanea premendo un unico pulsante (a Milano non era stato ancora applicato), gli unici telai che negli Anni Venti tessevano il tessuto Jacquard, un quarto dei clienti di provenienza internazionale &#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6440\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/Crespi-d_Adda-Esterno-dell_UNESCO-Visitor-Centre-\u00a9Marlin-Dedaj-Associazione-Crespi-d_Adda-1.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Alle spalle si snoda il villaggio, su pianta rigorosamente geometrica con 55 case per gli opera<\/strong>i rigorosamente identiche tra loro (due piani con finestre, giardino-orto su 4 lati, quadrate, intonacate di bianco oggi), con nomi di strade che evocano<strong> i \u201cgrandi\u201d italiani in pi\u00f9 prospettive: Manzoni, Mazzini, Garibaldi, Donizetti \u2026 ma anche luoghi di gloria nazionale come Fiume.<\/strong> In pi\u00f9,<strong> 4 le ville per gli impiegati cui si aggiungono le 9 per i dirigenti &#8211;<\/strong> con alberi, tra il verde privato, ad alto fusto &#8211; e pi\u00f9 articolate, pi\u00f9 belle, pi\u00f9 alte, con fregi, a indicare \u2013 che piaccia o no \u2013 una separazione di mansioni e di classe. Nel mezzo secolo di vita del Villaggio Crespi, cos\u00ec come concepito dal suo fondatore e poi proseguito dal figlio Silvio, i numeri, come gi\u00e0 visto, sono importanti: 80.000 mq coperti solo per l\u2019area su cui sorge il cotonificio &#8211; delimitato da muri in mattoncini con decorazioni in cotto a 8 punte; 70.000 fusi per tessere; <strong>4.000 operai<\/strong> tra reparti di tessitura, di cardatura e tintura; la ciminiera, alta 70 m, anch\u2019essa in mattoni rossi, che esibiva &#8211; ed esibisce \u2013 un orologio a scandire il prezioso tempo del lavoro e quello della vita. Fin\u00ec di indicare le ore nel 2003, quando la fabbrica chiuse per sempre i suoi regali cancelli, guardati a vista da due eleganti palazzine con gli uffici dirigenziali. I periodi storici pi\u00f9 difficili furono quelli del Ventennio e del Dopoguerra. Anche allora, per\u00f2, il Cotonificio Crespi si fregi\u00f2 di un primato: la prima fabbrica tessile italiana a lavorare il denim, il tessuto jeans. E poi anni di depredazioni e di abbandono fino a diventare, per precisa volont\u00e0 di alcuni \u201cilluminati\u201d (il termine che si rincorre \u00e8 sempre il medesimo), Patrimonio Unesco. Ora con la sua nuova vita (300 circa i residenti-proprietari, molti i discendenti degli operai di un tempo), si riprende la gloria passata, rendendo omaggio agli uomini \u201cche furono\u201d nell\u2019ordinato cimitero cittadino, tombe-steli equidistanti su prati verdi. Domina un capolavoro in stile neogotico: il mausoleo della &#8211; e per &#8211; la famiglia Crespi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_managers_villas_04.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6443\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_managers_villas_04-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_managers_villas_04-300x240.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2024\/11\/crespidadda_village_managers_villas_04.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli risponde dall\u2019altra parte del villaggio &#8211; quella lambita dal fiume Adda, fiume canterino, sponde verdi, alberi fronzuti, l\u2019attiguo Canale artificiale Crespi \u2013 la torre mossa e ardita della residenza Crespi (in vendita): un castello in stile neogotico austero e fantastico insieme (dentro, un immenso atrio centrale e 44 ambienti), che sembra uscire da un film disneyano, ma senza connotazioni arcigne o paurose. Fuori, un parco, silenzio, nessun rumore a esclusione di quello provocato dalla caduta dell\u2019acqua sfruttata dalla pluricentenaria centrale idroelettrica. Una potenza di cui si usufruisce ancora oggi, a seconda della portata d\u2019acqua del fiume, cio\u00e8 \u00a0mediamente 6 mesi su 12).E\u2019 visitabile all\u2019interno: grandi macchinari-marchingegni in ghisa, ruote giganti che ricordano quelle del film \u201cTempi moderni\u201d con Charlot, scale per la manutenzione e controllo degli ingranaggi, pulpito rialzato per il comando dell\u2019impianto in \u201cboiserie\u201d e vetro smerigliato. Sembra il perfetto <em>setting<\/em> per un giallo di Agata Christie, ma anche per un\u2019odierna pubblicit\u00e0 di successo. E\u2019 sempre il passato possente che non invecchia, si ricicla, diventa presente. La facciata? Quella di una cattedrale che, al posto dei rosoni laterali, ha due ventilatori incassati in nicchie. E poi il materiale utilizzato: il \u201cceppo\u201d dell\u2019Adda, un miscuglio di sabbia, ghiaia e altre materiali pressati dall\u2019acqua, quella del fiume e basta. Ottimo per costruzioni che durano ni secoli.<\/p>\n<p>Immergetevi in questa realt\u00e0 immaginifica e concreta insieme. E\u2019 vivere un momento di orgoglio italiano, che non ha alcuna colorazione politica. Semplicemente \u201c\u00e8\u201d. Ed \u201c\u00e8\u201d ancora. Andate, se possibile, in un giorno col cielo azzurro. Il resto (tanto) non ve lo raccontiamo. Scopritelo voi. Sar\u00e0, comunque, una \u201cgiornata particolare\u201d, di quelle che restano. (Per informazioni ulteriori: <a href=\"http:\/\/www.crespidadda.it\">www.crespidadda.it<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Il Villaggio operaio di Villa Crespi, omaggio al genio italiano &nbsp; Sogno ottocentesco di un imprenditore \u201cilluminato\u201d che vive nel presente &nbsp; Di Dora Ravanelli &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u201cTempi moderni\u201d. Tempi con gli occhi e la mente proiettati sul futuro. Forse megalomani anche un po\u2019, ma generosi sugli altri, aperti sul mondo. Correva l\u2019anno 1876 sul territorio bergamasco costeggiato dal fiume Adda, oggi l\u2019uscita dell\u2019autostrada Serenissima di Capriate San Gervasio (a mezza strada tra Milano e Bergamo). La rivoluzione industriale inglese, che aveva stravolto i metodi di produzione utilizzando nuove forze motrici e, di conseguenza, inediti macchinari, invadeva l\u2019Europa. 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