{"id":856,"date":"2017-02-18T10:25:53","date_gmt":"2017-02-18T09:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/?p=856"},"modified":"2017-02-18T11:36:09","modified_gmt":"2017-02-18T10:36:09","slug":"israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/","title":{"rendered":"Israele: Acri e Nazareth mete gourmet"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-856 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/acridef-1-2\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/AcriDEF-11-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-863\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-863'>\n\t\t\t\tSulle mura di Acri, a Nord di Tel Aviv\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/acridef-2-2\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/AcriDEF-21-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-864\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-864'>\n\t\t\t\tI bastioni della citt\u00e0 di Acri in Israele\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/efendiacridef-3\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/EfendiAcriDEF-3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-860\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-860'>\n\t\t\t\tAcri: una delle sale dell&#8217;Efendi Hotel dello chef e imprenditore Uri Jeremias\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/nazareth-def-2\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/Nazareth-DEF-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-862\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-862'>\n\t\t\t\tI tetti di Nazareth dal balcone della suite di Michel House\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/2017\/02\/18\/israele-acri-e-nazareth-mete-gourmet\/nazareth-def-1\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/Nazareth-DEF-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-861\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-861'>\n\t\t\t\tLa Chiesa dell&#8217;Annunciazione a Nazareth\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Non solo <strong>Tel Aviv e Gerusalemme<\/strong>. Chi pensa che i ristoranti pi\u00f9 interessanti e buoni in Israele siano concentrati solo nelle citt\u00e0 principali\u00a0potrebbe restare sorpreso <strong>dalla Galilea<\/strong> e da due mete, relegate troppo spesso a gite giornaliere: <strong>Acri e Nazareth<\/strong>. Ad appena due ore di macchina dalla capitale, sono una piccola rivelazione per chi ama la cucina israeliana e\u00a0mediorientale.<\/p>\n<p><strong>Acri<\/strong><\/p>\n<p>Il nome sfiora quasi la leggenda. Da qui sono passati davvero tutti: <strong>Marco Polo<\/strong> all\u2019inizio del suo viaggio, <strong>Riccardo Cuor di Leone e Saladino<\/strong>, quando la citt\u00e0 era contesa ai tempi dei crociati. E non si fatica a ritrovarsi emozionati tra le stradine della Citt\u00e0 Vecchia, Patrimonio Unesco, dove il ciottolato della strada \u00e8 rimasto quasi lo stesso e, tra gli edifici in pietra chiara, si aprono gli stessi caravanserragli che hanno accolto i viaggiatori occidentali del Medioevo, oggi trasformati in luoghi di ritrovo con negozi e ristorantini. Il cuore di Acri \u00e8 rimasto a maggioranza musulmana e a testimonianza della sua storia, tra i vicoli si incastrano alla perfezione, chiesette, moschee ( c\u2019\u00e8 la grande moschea di Al Jazzar) e piccole sinagoghe. Difficile pensare al suo passato glorioso, oggi che \u00e8 una citt\u00e0 medio piccola di poco pi\u00f9 di 50.000 abitanti. Spesso tagliata fuori dai soliti circuiti di viaggio, vale una sosta con almeno una notte, anche solo per passeggiare nella parte vecchia. Arrivate nel tardo pomeriggio e salite sui bastioni a godervi il tramonto in riva al mare, quando anche le famiglie escono per prendere fresco e i bambini giocano a pallone nelle piazzette, animate dai gatti.<\/p>\n<p><strong>A cena da Uri<\/strong><br \/>\nL\u2019esperienza da fare ad Acri, se amate la cucina, \u00e8 una sola: <strong>Uri Buri Restaurant<\/strong>. Una vera istituzione, aperta da oltre 20 anni. Lo chef e patron <strong>Uri Jeremias<\/strong>, uomo accogliente e gioviale, dalla riconoscibilissima lunga barba bianca, \u00e8 una vera autorit\u00e0 ad Acri e il guru riconosciuto della cucina di mare in Israele (anche il look aiuta). Chiedete di lui e se non c\u2019\u00e8 fatevi assistere dal team, bravo e professionale. Il ristorante, nonostante la fama e il pienone, resta semplice, sedie e tavoli in legno ma con vista sul porticciolo. Il men\u00f9 non cede alle mode ma ancora le detta, scegliendo il meglio in fatto di pesce fresco locale e mediterraneo: provate i gamberetti ai carciofi insaporiti da burro e curcuma oppure il granchio in crema con alghe.<strong> La lista dei vini include alcune delle pi\u00f9 buone produzioni kosher israeliane e persino nel dopo cena riserva delle sorprese: si scopre per esempio dell\u2019esistenza di Jullius Craft Distillery<\/strong>, un brand di gin prodotto proprio in Galilea, che ora sta acquistando attenzione internazionale. Ma Uri non \u00e8 solo un pioniere del gusto in Israele \u00e8 anche un imprenditore che sta cambiando il volto di Acri. Infatti meno di cinque anni fa ha acquistato e recuperato due edifici, appartenuti all\u2019allora governatore ottomano, e ha aperto il primo boutique hotel di Acri, l\u2019<a href=\"http:\/\/www.efendi-hotel.com\/\"><strong>Efendi<\/strong><\/a>. Interni eleganti, bel recupero degli affreschi, anche grazie alla collaborazione con un gruppo di giovani restauratrici italiane da Venezia, l\u2019Efendi ha una terrazza davvero notevole dove prendere un buon calice di rosso locale, ammirando il mare e i tetti della Citt\u00e0 Vecchia dall\u2019alto. L\u2019esempio di Uri \u00e8 stato seguito, nell\u2019autunno del 2016, dal piccolo e accogliente <strong>Arabesque<\/strong>, dello <strong>scrittore Evan Fallenberg<\/strong>, gestito dal giovane figlio Micha. Dal recupero di una antica\u00a0casa del centro, ha tre stanze curate, dalle volte in pietra e ben disposte. Nella suite il bagno \u00e8 stato ricavato da un antico passaggio crociato.<\/p>\n<div id=\"attachment_867\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/EFENDIDEF.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-867\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-867 \" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/EFENDIDEF-300x169.jpg\" alt=\"EFENDIDEF\" width=\"502\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/EFENDIDEF-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/viaggiopervoi\/files\/2017\/02\/EFENDIDEF.jpg 645w\" sizes=\"(max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-867\" class=\"wp-caption-text\">La splendida terrazza dell&#8217;Efendi Hotel ad Acri<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nazareth<\/strong><\/p>\n<p>La citt\u00e0 natale di Maria, \u00e8 la classica meta mordi e fuggi. La <strong>Chiesa dell\u2019Annunciazione<\/strong> attira ogni anno migliaia di pellegrini ma i pi\u00f9 si fermano appena qualche ora. L\u2019edificio non \u00e8 bello, va detto, e mette un po\u2019 in ombra il resto della citt\u00e0, relegata dai turisti di passaggio a una rapida passeggiata. <strong>Ma Nazareth \u00e8 in realt\u00e0 una delle mete gourmet pi\u00f9 interessanti del paese.<\/strong> La citt\u00e0 \u00e8 a maggioranza musulmana ma ci vive anche una delle pi\u00f9 ampie comunit\u00e0 arabo-cristiane di Israele.<\/p>\n<p><strong>Street food e case ottomane<\/strong><\/p>\n<p>Un giro foodie di Nazareth non pu\u00f2 non iniziare dalla piazza della bella<strong> Chiesa greco-ortodossa dell\u2019Annunciazione<\/strong>, in pietra chiara, piccola e raccolta. Proprio di fronte, per degli <strong>autentici falafel, andate da Abu Haani Jabali<\/strong>: minuscolo negozietto che offre da 50 anni deliziosi falafel fritti al momento e serviti dentro pite calde e croccanti. Dopo un giro al mercato andate per uno speziato th\u00e8 o anche per <strong>un pranzo da Diwan El Saria<\/strong>. Tutti lo conoscono a Nazareth. Caff\u00e8, ristorante, pezzo di storia della citt\u00e0, fu aperto a fine Settecento. Le pareti sono tappezzate di oggetti d&#8217;antiquariato: lampade, caffettiere, piatti, teiere. Al centro del lungo bancone in muratura c\u2019\u00e8 il titolare, <strong>Abu Ashraf<\/strong> che accoglie tutti con un sorriso divertito. La sua specialit\u00e0 sono da sempre i katayef: fagottini dolci ripieni di formaggio di capra o di noci e cannella e imbevuti di sciroppo di zucchero. Sono il tipico snack di fine giornata durante il Ramadan ma lui li serve tutto l&#8217;anno. Alla sera sedetevi per cena al tavolo di uno degli ottimi ristoranti nel centro di Nazareth. Negli ultimi cinque anni l\u2019apertura di numerosi locali\u00a0ha cambiato i ritmi della citt\u00e0: ora nelle tranquille e silenziose stradine si vedono giovani e famiglie passeggiare fino a tardi. <strong>Alreda<\/strong> \u00e8 uno dei pi\u00f9 suggestivi e conosciuti indirizzi, in attivit\u00e0 dal 2003. E&#8217;\u00a0in una antica residenza ottomana in pietra, proprio di fronte al complesso dell\u2019Annunciazione. Alla luce delle candele, mentre ascoltate la musica della grande cantante egiziana Umm Kalthoum, di cui il proprietario \u00e8 un ammiratore, potrete assaggiare piatti a base di ocra e le safiha, tipiche pizze ripiene di carne. Oppure mettere al centro del tavolo un bel piatto di taboul\u00e8 e condividerlo con chi vi accompagna, sorseggiando del vino locale o della birra, come fanno gli altri ospiti, ai tavoli accanto. Per il dopocena, affacciatevi da\u00a0<strong>SimSim<\/strong>, <strong>\u00e8 un ostello ma ha anche un culture caf\u00e8, il Liwan, dove la sera suonano dal vivo<\/strong>. Qui si organizzano anche dei walking tour con guide locali che vi raccontano un volto inedito di Nazareth. A pochi passi,\u00a0<strong>vi sentirete a casa da Michel House<\/strong>. Il signor Michel, amabile\u00a0e istrionico patriarca di una numerosa famiglia, vi accoglie in questa bella struttura di una decina di stanze. Chiedete la piccola suite con <strong>splendido balconcino affacciato verso la Chiesa dell\u2019Annunciazione<\/strong> e sui tetti di Nazareth. La colazione \u00e8 una festa per gli occhi e per il palato, con oltre una ventina di piattini, alcuni \u00a0preparati al momento da Michel, che adora trascorrere il tempo con gli ospiti. Chiedetegli il segreto del suo\u00a0caff\u00e8 al cardamomo, vi dar\u00e0 la giusta carica\u00a0per una\u00a0giornata di visite.<\/p>\n<p><strong>Info: www.goisrael.it<\/strong><\/p>\n<p>Alessandra Gesuelli @alegesuelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Non solo Tel Aviv e Gerusalemme. Chi pensa che i ristoranti pi\u00f9 interessanti e buoni in Israele siano concentrati solo nelle citt\u00e0 principali\u00a0potrebbe restare sorpreso dalla Galilea e da due mete, relegate troppo spesso a gite giornaliere: Acri e Nazareth. Ad appena due ore di macchina dalla capitale, sono una piccola rivelazione per chi ama la cucina israeliana e\u00a0mediorientale. Acri Il nome sfiora quasi la leggenda. Da qui sono passati davvero tutti: Marco Polo all\u2019inizio del suo viaggio, Riccardo Cuor di Leone e Saladino, quando la citt\u00e0 era contesa ai tempi dei crociati. 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