Un amico di vecchia data, nonchè collega siciliano, mi segnala la curiosa impasse che sta vivendo l’Assemblea regionale per colpa del golf. In verità, a causare difficoltà , disorientamento e divisione politica non è tanto il golf, ma i termini anglosassoni che, da tempo, essendo nato da quelle parti, accompagnano lo sport vedere per eccellenza. Per farla breve ai deputati regionali non va giù che in un disegno di legge, trasversalmente partorito per favorire lo sviluppo del golf nell’isola, compaiono parole come green, tee e bunker. Bene. Sappiate che per queste tre innocue parole tutto si è fermato e il disegno di legge è stato momentaneamente congelato. Verrà scongelato, giurano i deputati-linguisti, quando sarà trovata l’adeguata traduzione in italiano dei tre termini in questione. Ma allora, mi domando , coerenza per coerenza, intraducibilità per intraducibilità, perchè non traduciamo addirittura in siculo bunker, green e tee. Altrimenti a che gioco giochiamo signori deputati?