E’ scientificamente provato che il figlio di un grande chirurgo non sempre è un grande chirurgo. Stesso discorso vale per il figlio o la figlia di un principe del foro, di uno straordinario giornalista o di un campione dello sport. Mi vado ad infilare in questo tormentato percorso perchè ho appena ricevuto una sconfortante e-mail di un lettore che lamenta l’assoluta svogliatezza con la quale il suo giovane insegnante di golf, figlio di un noto e stimato maestro di golf impartisce le lezioni. Il nostro lettore parla, cito testualmente “di un modello obsoleto di insegnante da campo pratica che non fa altro che ripetere meccanicamente la trita frase: tieni la testa bassa. Per il resto non aggiunge consigli, non aggiunge tecniche di ripresa nè di registrazione, non adotta l’ausilio di mezzi e strumenti efficaci per meglio far comprendere la dinamica di un colpo”. Niente di niente. Insomma, secondo il nostro lettore, trattasi di un maestro negato sia sul fronte della didattica sia sul fronte della capacità di trasmettere quell’entusiasmo che dovrebbe animare un neofita. Che, con tutte le perplessità del neofita si avvicina ad un nuovo sport. Se così fosse realmente, e non ho ragione di dubitare delle sue parole, mi schiero decisamente dalla sua parte. Ma nel contempo vorrei offrirgli una via d’uscita onorevole e sacrosanta. Cambi, se ne vada. Lo molli lì, quel maestro per modo di dire , sotto la tettoia del campo pratica. A far la fame come è giusto che sia per un individuo così. Vedrà che farà bene anche al vero falso maestro stare per un po’con la testa bassa.