Chiedo scusa ai lettori ma, come vi sarete senz’altro accorti, gli avvenimenti di queste settimane, in particolare la vicenda di Federica Squarise, che ho seguito a Llloret de Mar per il Giornale, mi hanno tenuto lontano dal blog, relegando il golf, forzatamente, in fondo alla scala delle priorità. In compenso questo rientro online, con il relativo guardarmi attorno sui campi d’Italia e del mondo, mi costringe a pormi alcune domande provocatorie: qualcuno si è accorto che, sul tracciato dell’Argentario, Italia, si sta sta disputando l’Open femminile? E ancora, qualcuno sta dando quel rilievo e quell’attenzione che un Open professionale, di pari dignità a quello maschile, si meriteebbe? Sarò distratto o ancora fastornato dal clima da sballo della Costa Brava, ma non mi pare proprio. Mi pare invece vero l’esatto contrario: che ancora una volta il golf in Italia è solo e soltanto un sostantivo maschile e delle proettes non si deve, non si può parlare nè scrivere, perchè non frega niente a nessuno. Persino se, ancora una volta, una ragazza, anzi una donna in gamba, [photopress:Stefania.jpg,thumb,pp_image]come Stefania Croce stringe i denti per dimostrare quanto vale e per tenersi saldamente aggrappata alle prime posizioni. Riconosciamolo: da noi il golf in rosa è soltanto un alibi . Per imbucare soltanto “qualche pallina delle pari opportunità”