Lo faccio rararamente, come sapete, ma oggi vorrei girarvi uno stralcio del mio articolo  sulla pagina del golf. [photopress:006791185.jpg,thumb,pp_image]Giusto per proporvi un nuovo tema di dibattito. Più importante e delicato di quanto si possa pensare. Leggete queste poche righe e poi, se volte leggete l’intero articolo e ancora, se credete, intervenite. Mi farà e ci farà piacere come al solito: “………….  Scusate , ma vedere Robert Karlsson[photopress:Robert_Karlsson_d1Abu_623504.jpg,thumb,pp_image]  concludere la sua straordinaria stagione agonistica in vetta all’European Order of  Merit, ci fa ridere. Sì, ridere. Perché, quando in un passato non troppo passato, a menar fendenti vittoriosi sui courses del mondo era un tappetto come il gallese Ian Woosnam, i soliti osservatori specializzati in expertise sui golfisti, sentenziarono, scomodando a sostegno delle loro teorie, persino la mela di Newton, che era tutto merito del baricentro. In altre parole, che sì, per l’amor del Cielo, Ian l’ex minatore dal carratterino spigoloso, era certamente un buon giocatore ma che, buona parte del suo score, la doveva al baricentro basso. Pensate un po’: il baricentro basso come anticamera del successo. E adesso come la mettiamo con quello spilungone di Robert Karlsson, unmetroenovantesei centimetri entrocontenuti in 95 chili ? Come la mettiamo con la storia del baricentro basso? Perché bastasse essere alti o bassi nel golf, come in mille altre attività più o meno ludiche, allora il mondo avrebbe i contorni del successo molto meglio delineati. Ecco perché viene da ridere.………”