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Daniel Vancsik. Praticamente sempre e solo lui. Un uomo solo al comando, (68-65-69-65 per uno score totale di 267 colpi) fin dalle prime battute del torneo, questo trentaduenne argentino di Posadas, ma il cui cognome rivela origini ungaro-tedesche, che ieri ha concluso la sua prova come se sfilasse sulla passerella. Un giro trionfale in cui ha inanellato otto birdies, gli ha permesso di fare il vuoto pneumatico dietro di sé , e di neutralizzare anche il più timido, disperato tentativo di allungo, abbozzato dall’inglese Rock (273) dal francese Jacquelin(273) e dal sudafricano Aiken (274) che hanno movimentato un po’la conclusiva giornata di gara. Aveva provato, da ragazzo a fare anche qualche tiro in porta (“chi che non gioca a pallone in Argentina?”),  poi ha preso seriamente il basket. Poi, dodici anni fa ha deciso di prendere ancora più seriamente il golf. E ha fatto bene. Perché trovarsi in tasca un assegno di  216 mila e 660 euro fa sempre comodo, specie di questi tempi. Così, viene incoronato ufficialmente re dell’Open nella più sabauda delle dimore, il Royal Park di Torino.   E gli italiani? Sono andati benino. Il terzetto composto da Francesco ed Edoardo Molinari con l’altro beniamino di casa, Marco Soffietti, che era poi il terzetto su cui si poteva puntare alla vigilia, non ha sostanzialmente tradito le attese. Francesco Molinari, il testimonial che giganteggiava sui tabelloni che pubblicizzavano quest’Open, approdato per la prima volta in casa Agnelli, ha concluso al sesto posto (68-69-73-65 per un totale di 275). Un giro fantastico il suo, ieri. Certo se non avesse deragliato nelle penultima giornata per colpa di un soprassalto di nervosismo che gli è costato troppi colpi, chissà. Il fratello Edoardo ha chiuso invece al diciassettesimo con 278(70-69-69-79) in compagnia di Marco Soffietti(72-69-67-70). Il premio popolarità e simpatia lo merita senza dubbio alcuno, grazie al suo irriverente folclore con cui, puntualmente, si presenta anche sui più paludati percorsi di golf, “Big” John Daly. Unico, fra le star convocate per l’Open d’Italia, a fare il proprio dovere fino in fondo. Ha chiuso anch’egli con uno score di 273 conquistando un meritatissimo secondo posto sia pure condiviso con gli altri due atleti di cui sopra. Ci prendiamo la libertà di considerare Daly, che , pur giocando nella costrizione di un bendaggio gastrico, ha sfoggiato un paio di pantaloni di un motivo floreale, che avrebbe fatto impallidire  il più trasgressivo degli hawaiani, il vincitore morale. I 24 mila spettatori che hanno assistito complessivamente alle quattro giornate di gara lo avrebbero volentieri portato in trionfo. Se solo fossero riusciti ad alzarlo.