colombera10.pngCi sono golf course dove si lavora in silenzio e ci sono presidenti, greenkeepers, segretari che lavorano in silenzio per il bene del golf. Anzi, del socio e del golf. Come avrete da tempo intuito, io non sono per gli schiamazzi e non amo chi fa schiamazzi pur di fasi notare. Per  far vedere che c’è e che fa. E’un po’il difetto della nostra Italia, riconosciamolo, che si riflette anche nel nostro golf: apparire, piuttosto che essere. Per questo motivo diciamo che da tempo io mi sono preso lo sfizio di tenere sotto osservazione alcuni circoli e alcuni uomini o donne che in questi circoli lavorano e si prodigano. E’gente vera,come piace a me. Che sta in campo più che in club house a sorseggiare aperitivi. E’gente che ragiona con la praticità e la solidità di chi è abituato a far quadrare i conti ma anche a raggiungere traguardi e obbiettivi. E’gente che lavora. Uno di questi, e so che se la prenderà un po’, perché gli punto i riflettori addosso è Roberto Tomasoni, imprenditore, presidente del Golf Club La Torre di Riolo Terme ma anche vice presidente e grande artefice del, sempre più lanciatissimo Golf Resort La Colombera di Castrezzato, nel Bresciano, immerso nel verde in una strategica posizione. Bene, Tomasoni è uno che lavora. Nel senso che, quando c’è bisogno prende l’iniziativa ma prende in mano, se servono, anche il rastrello e la pala. E’un presidente come quelli che piacciono a me, come quelli che ho conosciuto in passato quando il golf era un certo golf. Dinamici, impossibili da seguire, carichi di adrenalina e di idee. Ce ne fossero di più, forse anche in certi circoli, che campano di rendita e galleggiano in un vuoto pneumautico di idee, ci si darebbe una mossa