Impresa storica quella dell’australiano Jason Day che ha vinto con 268 colpi (68 67 66 67) il 97° US PGA Championship e con “meno 20” ha realizzato il punteggio più basso in assoluto in relazione a tutti e quattro i major. Sul percorso del Whistling Straits (par 72), a Sheboygan nel Wisconsin, Jordan Spieth si è classificato secondo con 271 (71 67 65 68, -17) divenendo il nuovo numero uno mondiale ai danni del nordirlandese Rory McIlroy, 17° con 279 (-9), che non ha potuto adeguatamente difendersi essendo reduce da un infortunio alla caviglia. In bassa classifica Francesco Molinari, 54° con 288 /71 73 69 75, par), retrocesso di diciotto posizioni con un 75 (+3).
Al terzo posto con 273 (-15) il sudafricano Branden Grace, al quarto con 274 (-14) l’inglese Justin Rose e al quinto con 275 (-13) Brooks Koepka e l’indiano Anirban Lahiri.
La grande prestazione di Day, al primo major in carriera, al terzo titolo stagionale e al quinto sul circuito, è stata sottolineata da un assegno di 1.800.000 dollari, su un montepremi di dieci milioni di dollari, e dalla terza piazza nel world ranking. Sembrava soprattutto un buon regolarista, tanto che era giunto ai vertici mondiali con un solo successo (AT&T Byron Nelson, 2010) e una lunga serie di piazzamenti. La svolta lo scorso anno quando ha messo nel palmares un titolo WGC (Dell Match Play), poi il major preceduto dagli allori nel Farmers Insurance Open e nel RBC Canadian Open. Per la storia Day ha fatto incidere all’età di 27 anni, nove mesi e quattro giorni e al 167° evento giocato sul tour, il suo nome nel Wanamaker Trophy, l’enorme coppa che premia in vincitore del PGA Championship e che ha preso il nome da Rodman Wanamaker, il quale diede corpo al torneo per i pro americani nel 1916 (curiosamente vinto nelle prime due edizioni, 1916 e 1919, da un inglese, Jim Barnes).
Day è stato il quinto australiano a impossessarsi del titolo in questo major dopo Jim Ferrier (1947), David Graham (1979), Wayne Grady (1990) e Steve Elkington (1995)
“Arrivare sul green della buca 18 da vincitore – ha detto – è stata un’esperienza incredibile in una giornata altrettanto incredibile e che rimarrà indelebile dentro di me. Ancora non realizzo quando è successo. Si, durante l’ultimo giro ho avuto un paio di occasioni in cui mi sono trovato in difficoltà e in cui ho pensato che potesse svanire tutto, ma in quei momenti non mi sono tirato indietro e ho reagito con degli ottimi colpi. Ritengo fantastico aver terminato le ultime tre buche con la sequenza birdie-par-par. Il record con il “meno 20”? Non sapevo di averlo stabilito. E’ meraviglioso aver compiuto qualcosa di particolare mai riuscita ad altri grandissimi giocatori. Tale primato dimostra la bontà del lavoro che ho svolto e che ora sta pagando”.
Quando sull’ultima buca Day ha mandato la palla a mezzo metro dalla vittoria non ha potuto più trattenere le lacrime, un lungo pianto tra la gioia, la commozione e la fine di una intensa tensione. Dopo il putt decisivo ha preso in braccio la figlia Dash, ha continuato a piangere e la foto ha fatto il giro del mondo.