{"id":1039,"date":"2013-04-16T06:56:28","date_gmt":"2013-04-16T06:56:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1039"},"modified":"2013-06-08T19:56:53","modified_gmt":"2013-06-08T19:56:53","slug":"tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/16\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni\/","title":{"rendered":"Tutti i modi per trovare lavoro &#8211; Cosa fare a 18 anni"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:DISOCCUPATI_ANSA.jpg,full,centered]<\/p>\n<p><strong>\u00abL&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro\u00bb<\/strong>. \u00a0I principi della nostra Carta costituzionale stridono con la realt\u00e0 lasciata dalla crisi: \u00a0al Nord come nel Mezzogiorno si moltiplicano le famiglie dove perlomeno uno dei due coniugi ha perso l&#8217;impiego o che vedono i propri figli costretti alla completa inattivit\u00e0. N\u00e9 studio n\u00e9 lavoro per molti giovani italiani, che vanno cos\u00ec a ingrossare le fila di quelli che i Paesi anglosassoni hanno definito i \u00abNeet\u00bb (<em>Not in Education, Employment or Training<\/em>).<\/p>\n<p>Per questo motivo <em>Wall &amp; Street<\/em> ha pensato di proporre questa guida, \u00a0con tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 da sapere per ottenere un impiego nell&#8217;Italia di oggi. I consigli sono suddivisi in tre blocchi logici, mirati sull&#8217;et\u00e0 del potenziale aspirante lavoratore (18 anni, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/17\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-25-anni\/\">25 anni<\/a> e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/18\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-50-anni\/\">over 50<\/a>). Per farlo ci siano ispirati anche alla \u00a0traccia contenuta nel libro curato l&#8217;anno scorso dal presidente del <strong>Consiglio Nazionale dell&#8217;Ordine dei Consulenti del Lavoro<\/strong>, <strong>Marina Calderone\u00a0<\/strong>\u00a0(&#8220;10 idee per trovare lavoro dei nostri figli&#8221; &#8211; \u00a0Laurana Editore).<\/p>\n<p>Iniziamo quindi con \u00a0il problema forse pi\u00f9 grave, quello dei diciottenni che hanno terminato le scuole superiori ma non sanno se calcare le aule universitarie o infilarsi guanti e tuta da lavoro.<\/p>\n<p>[photopress:DISOCCUPAZIONE.png,full,centered]<\/p>\n<p>Il grafico qui sopra evidenzia la preoccupante crescita della <strong>disoccupazione giovanile<\/strong> dall&#8217;inizio del 2010. L&#8217;<strong>Istat<\/strong> ha certificato che <strong>a \u00a0febbraio si attestava al 37,8%<\/strong>. In sostanza <span style=\"color: #ff6600\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\"><em>quasi quattro giovani su dieci in et\u00e0 compresa fra i 15 e i 24 anni non hanno un posto di lavoro<\/em><\/span><\/strong><\/span>. \u00a0Certo, \u00e8 l&#8217;effetto della crisi che si riverbera sulla generazione pi\u00f9 debole e meno tutelata. Ma \u00e8 anche una questione di scelte di vita che vanno rimodulate rispetto a un mondo che sta cambiando e che non potr\u00e0 pi\u00f9 essere uguale a quello pieno di \u00abuscite di sicurezza\u00bb che caratterizzavano il percorso lavorativo dei genitori e nonni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;Universit\u00e0? Meglio trapano e chiave inglese<\/strong><\/h3>\n<p>Inseguire le proprie aspirazioni \u00e8 fondamentale per realizzarsi dal punto di vista professionale, cos\u00ec come ottenere un impiego il pi\u00f9 possibile prossimo alle proprie caratteristiche. Ma non si pu\u00f2 chiudere gli occhi sulla realt\u00e0: \u00a0una buona formazione tecnica oggi assicura maggiori sbocchi nel mondo del lavoro. In sostanza <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>non esistono studi o mansioni di \u00abserie A\u00bb e di \u00abserie B\u00bb, ma soltanto competenze pi\u00f9 o meno richieste sul mercato<\/strong><\/span>. Dove a scarseggiare sono soprattutto i tradizionali lavori artigianali e manuali in genere, oltre alle mansioni pi\u00f9 strettamente legate al mondo del web. In sostanza, sebbene sia naturale per un genitore disegnare per i propri figli un futuro da manager, avvocato o docente universitario, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>lo studio non rappresenta di certo la scelta migliore per tutti, una volta terminata la scuola dell&#8217;obbligo<\/strong><\/span>. Oggi <span style=\"text-decoration: underline\"><em>sul mercato continuano infatti a essere richiesti cuochi e baristi, magazzinieri e meccanici, muratori e idraulici, riparatori di serramenti ed elettricisti, cos\u00ec come addetti in grado di guidare macchine per movimento terra, mezzi pesanti e camion<\/em><\/span>. Cos\u00ec come sono sempre gettonati gli addetti per \u00a0i servizi alla famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Archimede batte Dante<\/strong><\/h3>\n<p>I giovani che decidono di accedere all&#8217;universit\u00e0, devono prima di tutto tenere presente che ci sono Corsi di laurea, e quindi Facolt\u00e0, seguite con grande interesse dal mondo della produzione o dei servizi. Altre, invece, che sono poco \u00abspendibili\u00bb, come ad esempio quelle umanistiche e quindi che rischiano di diventare una fabbrica di disoccupati. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La domanda resta per esempio superiore all&#8217;offerta sia per i laureati in chimica<\/strong><\/span> (oltre il 40% degli attuali iscritti all\u2019Albo ha pi\u00f9 di 50 anni), sia per professionalit\u00e0 in ambito economico quali il <span style=\"text-decoration: underline\"><em>consulente per il lavoro o l&#8217;attuario (anche per valutare il rischio di impresa) o il geologo<\/em><\/span> vista la rinnovata attenzione del nostro Paese al rischio sismico prima di ogni intervento edilizio. <span style=\"text-decoration: underline\"><em>In ambito sanitario rimane invece elevata la domanda di infermieri e tecnici di radiologia medica<\/em><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La carta delle lingue straniere<\/strong><\/h3>\n<p>Le competenze linguistiche sono fondamentali nella carta d\u2019identit\u00e0 di un giovane che si affaccia al mondo del lavoro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La societ\u00e0 \u00e8 globalizzata e parlare solo l\u2019idioma di casa propria, al giorno d\u2019oggi, pu\u00f2 considerarsi alla stregua di una &#8220;dialettofonia&#8221;. Anche la sola conoscenza scolastica dell\u2019inglese non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente.<\/strong><\/span> L\u2019Italia \u00e8 in letargo: le ore dedicate alle lingue straniere sono troppo poche e questo crea uno svantaggio cognitivo ai giovani rispetto ai loro colleghi europei. Partire un passo indietro agli altri nella corsa verso l\u2019occupazione non \u00e8 un buon affare. Ecco perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un periodo di studio all\u2019estero ha un valore sicuro<\/strong><\/span>: l\u2019apprendimento della lingua straniera si velocizza e, soprattutto, si cala nel concreto delle esperienze di vita. Attenzione!!! La solita \u00abvacanza-studio\u00bb, oltretutto costosa, non basta: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la permanenza all\u2019estero dovrebbe essere di un intero anno accademico o, meglio ancora, scolastico<\/strong><\/span>. Conoscere pi\u00f9 lingue \u00e8 fondamentale nel settore turistico, uno degli ultimi a risentire della recessione. Ma non si tratta solo di saper parlare inglese, francese e un po\u2019 di tedesco. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Servono \u00a0il cinese, il giapponese e anche il russo<\/strong><\/span>. Il discorso vale anche per l\u2019artigianato: esportare il \u00abMade in Italy\u00bb richiede una formazione linguistica e culturale specifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;orientamento inizia in famiglia<\/strong><\/h3>\n<p>Spetta alla famiglia creare una cultura del lavoro nei\u00a0propri figli e favorirne l&#8217;<strong>orientamento<\/strong>: ricordarsi, quando si avvicinano i 18 anni, che nella vita bisogna saper scegliere il percorso giusto, potrebbe infatti essere troppo tardi. A quel punto, molte importanti occasioni potrebbero essere gi\u00e0 alle spalle. <span style=\"text-decoration: underline\"><em>In primo luogo perch\u00e9, se non si \u00e8 portati per gli studi, aver frequentato un liceo non ha permesso di acquisire competenze subito spendibili nel mondo del lavoro. In seconda battuta perch\u00e9 un diploma di laurea qualsiasi, il famoso \u00abpezzo di carta\u00bb, preso con voti bassi e controvoglia, non avr\u00e0 nessun appeal per i direttori delle Risorse umane<\/em><\/span>. Ma anche una formazione tecnica, se non \u00e8 quella giusta, non consente di approdare all\u2019occupazione desiderata. L\u2019orientamento <strong>deve, invece, avvenire gi\u00e0 durante la frequenza alle scuole medie<\/strong>. E, soprattutto, non serve solo lo studio ma sono necessarie anche le esperienze: si tratti di lavori estivi o di stage durante l\u2019anno scolastico. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Formazione e lavoro devono andare sempre di pari passo, sin dall\u2019adolescenza.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le imprese vogliono &#8220;tecnici&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>Non \u00e8 una pubblicit\u00e0 per i &#8220;Professori&#8221; guidati da Mario Monti. Si tratta di un\u2019esigenza oggettiva dell\u2019offerta di lavoro in Italia e anche in Europa. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Rispetto agli altri Paesi dell\u2019Ocse, la Penisola ha meno diplomati negli istituti tecnici. Eppure per gli informatici la difficolt\u00e0 di reperimento accusata dalle aziende \u00e8 al 40%<\/strong><\/span>, per i venditori tecnici all\u2019 80%. Il primo consiglio \u00e8 pertanto di non escludere a priori un percorso di studi superiori tecnico. L\u2019eventuale accesso all\u2019universit\u00e0 non \u00e8 precluso, e in ogni caso si pu\u00f2 subito scegliere di \u00abmettersi in gioco\u00bb. Confrontarsi con chi gi\u00e0 vive il mondo del lavoro (aziende o professionisti) \u00e8 lo step pi\u00f9 importante di questa fase. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Bisogna ricordarsi che alcune professioni storiche &#8211; avvocati, architetti,veterinari e psicologi \u2013 sono ormai sature. <\/strong><span style=\"color: #ff6600;text-decoration: underline\"><span style=\"color: #000000;text-decoration: underline\">Altre invece offrono ancora molte opportunit\u00e0: \u00e8 il caso appunto di consulenti del lavoro, geometri, chimici e tecnici del settore agro-alimentare<\/span><span style=\"color: #000000;text-decoration: underline\">.<\/span><\/span><\/span> Per chi ha questo obiettivo, \u00e8 utile quindi rivolgersi agli ordini professionali sia su Internet che con altri mezzi. Le associazioni potranno indicare quali sono le facolt\u00e0 migliori e quali i percorsi migliori da seguire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il parere dell&#8217;esperto<\/h3>\n<p>I giovani laureati sempre pi\u00f9 di frequente, per lavorare, sono costretti a \u00absvendere il loro titolo di studio, accettando professioni sottopagate, poco qualificate e scarsamente coerenti con le competenze maturate soprattutto all\u2019universit\u00e0. La laurea non \u00e8 tuttavia \u00a0solo un pezzo di carta, rappresenta una chance importante che i ragazzi possono ancora giocarsi, anche in Italia\u00bb, ricorda\u00a0<strong>Cristina Pasqualini, docente di Metodologia delle scienze sociali all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano. <\/strong>\u00abSe analizziamo i dati della XV Indagine 2012 realizzata da <strong>Almalaurea<\/strong> sulla Condizione occupazionale dei laureati, ci rendiamo conto che studiare paga tardi, ma paga ancora\u00bb, prosegue la giovane docente della Cattolica. Nel medio-lungo periodo, infatti, \u00abavere o meno una laurea fa la differenza, rispetto ad un semplice diploma, non solo in merito alla possibilit\u00e0 di fare carriera e di avere uno stipendio gratificante, ma, molto pi\u00f9 banalmente, di essere occupato. Il fattore tempo svolge pertanto un ruolo fondamentale\u00bb. Quali sono allora le ricadute pi\u00f9 significative ad uno e cinque anni di un titolo di studio universitario? <strong>\u00ab<\/strong>Nell\u2019arco di tempo considerato, i laureati che lavorano \u2013 dove per lavorano si intende una attivit\u00e0 retribuita, cosa non scontata oggigiorno \u2013 passano dal 47,8% all\u201981,8%, i disoccupati dal 23,4% al 5,9%, coloro che svolgono un lavoro stabile (contratto a tempo indeterminato o autonomo) dal 32,5% al 69,6%. Non da ultimo, lo stesso guadagno mensile netto registra un incremento significativo: da 943 \u20ac a quasi 1.400 \u20ac. Complessivamente, il 62,8% degli occupati dichiara la propria laurea efficace per il proprio lavoro<strong>\u00bb<\/strong> , conclude Cristina Pasqualini.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><em>1 continua &#8211; Si ringrazia per la collaborazione Laura Verlicchi<\/em><\/p>\n<p>&#8211; Qui la \u00a0seconda puntata della guida:\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/17\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-25-anni\/\">Che cosa fare per trovare lavoro a 25 anni<\/a><\/p>\n<p>&#8211; Qui la terza\u00a0puntata della guida:<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/18\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-50-anni\/\">\u00a0Che cosa fare per trovare lavoro a 50 anni<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:DISOCCUPATI_ANSA.jpg,full,centered] \u00abL&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro\u00bb. \u00a0I principi della nostra Carta costituzionale stridono con la realt\u00e0 lasciata dalla crisi: \u00a0al Nord come nel Mezzogiorno si moltiplicano le famiglie dove perlomeno uno dei due coniugi ha perso l&#8217;impiego o che vedono i propri figli costretti alla completa inattivit\u00e0. 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