{"id":1077,"date":"2013-04-18T07:00:13","date_gmt":"2013-04-18T07:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1077"},"modified":"2013-08-28T06:07:04","modified_gmt":"2013-08-28T06:07:04","slug":"tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-50-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/18\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-50-anni\/","title":{"rendered":"Tutti i modi per trovare lavoro &#8211; Cosa fare a 50 anni"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:esodati.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>L&#8217;incapacit\u00e0 del nostro sistema produttivo di reagire a una crisi economica peggiore di quella del &#8217;29 &#8211; in termini di discesa del prodotto interno lordo e degli investimenti &#8211; sovrapposta alle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/19\/elsa-ci-fa-piangere-sul-lavoro\/\" target=\"_blank\">macerie lasciate dalla <strong>riforma Fornero<\/strong><\/a> ha lasciato <strong>senza prospettiva oltre<\/strong> <strong>750mila \u00abover 50\u00bb<\/strong>. \u00a0Giunti a pochi passi dalla <strong>pensione<\/strong>, hanno visto cancellarsi il proprio posto di lavoro, fino all&#8217;ossimoro degli <strong>esodati<\/strong>. Padri di famiglia, privati del salario e senza ancora assegno Inps, che devono gestire sia l&#8217;onere di fare fronte alle spese di tutti i giorni, del mutuo o dell&#8217;affitto sia quello necessario per sostenere figli che sembrano condannati al precariato a vita. La famiglia, che per anni ha rappresentato il primo ammortizzatore sociale, sta insomma smarrendo il proprio ruolo. Senza contare che perdere il lavoro a 50 anni \u00e8 un lusso che pochi possono permettersi, soprattutto in un sistema bloccato come quello italiano. Reinventarsi, riqualificarsi, proporsi sul mercato in proprio o nella veste di consulenti per\u00f2 \u00e8 sia un&#8217;opportunit\u00e0 sia un dovere. Ed \u00e8 da questo punto fermo che parte la terza puntata di questa guida sul lavoro dopo aver cercato nei due giorni trascorsi di offrire una bussola <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/16\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni\/\">ai diciottenni per scegliere al meglio tra universit\u00e0 e lavoro<\/a>\u00a0e\u00a0ai <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/17\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-25-anni\/\">venticinquenni per farsi scegliere dalle imprese nella corsa all&#8217; impiego<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>E ora cosa faccio?<\/h3>\n<p>La reazione pi\u00f9 comune \u00e8 rivolgersi a un\u2019altra azienda che opera nello stesso settore. Ma, prendendo il coraggio a due mani, e non \u00e8 facile, vale la pena ricominciare. \u00a0Ovviamente dipende dalle disponibilit\u00e0 economiche e dall&#8217;urgenza di trovare una nuova occupazione. In estrema sintesi si possono individuare tre percorsi pi\u00f9 o meno \u00abstandard\u00bb:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Insistere sul proprio ambito<\/strong> e, nonostante l&#8217;et\u00e0, affidarsi al proprio curriculum e cercare opportunit\u00e0 laddove siano disponibile e affrontare la possibilit\u00e0 di sostenere colloqui e interviste (le procedure sono le stesse che abbiamo visto nelle prime due puntate)<\/li>\n<li><strong>Affrontare un percorso formativo<\/strong>, di durata ovviamente pi\u00f9 breve, e cercare di sfruttare il canale dell&#8217;outplacement, ossia della ricollocazione in altri ambiti<\/li>\n<li><strong>Giocarsi il tutto per tutto<\/strong> e avviare una nuova attivit\u00e0 in proprio<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In breve, affronteremo queste due ultime opzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La carta dell&#8217;outplacement<\/h3>\n<p>Le Agenzie per il lavoro (Apl) sono un canale privilegiato per la riqualificazione professionale: si trovano sul portale del <a href=\"http:\/\/cliclavoro.gov.it\" target=\"_blank\">ministero del Lavoro<\/a>. Un altro canale utile \u00e8 quello delle <strong>Regioni<\/strong>. Il <strong>Fondo sociale europeo<\/strong> opera sul nostro territorio attraverso gli enti locali che organizzano corsi di formazione permanente. Non tutte le Regioni per\u00f2 sono attive allo stesso modo: alcune stentano a sfruttare i finanziamenti europei e magari li perdono.<\/p>\n<p>A volte, purtroppo, occorre anche un po&#8217; di fortuna. Alcuni contratti nazionali, infatti, prevedono gi\u00e0 al loro interno la possibilit\u00e0 di rivolgersi alle Apl nel caso di apertura di stati di crisi in modo da salvaguardare il personale. Ad esempio, Confapi \u00e8 stata una delle prime ad attivarsi in questo senso. Ecco perch\u00e9 <strong>Stefano Colli-Lanzi<\/strong>, amministratore delegato di Gi Group (la principale Apl in Italia) auspica un cambio di rotta. \u00abSperiamo che il prossimo governo renda obbligatori i servizi di ricollocazione professionale per le aziende che licenziano. Un tale provvedimento potrebbe portare a un risparmio per lo Stato di quasi un miliardo di euro l\u2019anno, grazie all\u2019abbassamento dei tempi di reinserimento lavorativo che, oggi, per l\u2019<strong>outplacement<\/strong> sono di circa 6-8 mesi\u00bb.<\/p>\n<p>Solo lo 0,3% del Pil, infatti, \u00e8 dedicato alle politiche attive per il lavoro. Ma come funziona l&#8217;outplacement? Si svolge, sostanzialmente, in tre fasi. Nella prima, si fornisce un \u00absupporto psicologico\u00bb che aiuti i candidati a superare il trauma della perdita del posto del lavoro. Nella seconda, si opera uno scouting per comprendere quali siano potenzialit\u00e0 e ambizioni dell&#8217;individuo. Nella terza si passa alla formazione vera e propria che avvicina a un nuovo percorso professionale. Il contributo dell&#8217;azienda che ha effettuato la riduzione del proprio personale \u00e8 fondamentale: se l&#8217;outplacement \u00e8 previsto dalla contrattazione, il costo del minor tempo di mobilit\u00e0 si traduce in un bonus aggiuntivo (oltre alla \u00abbuonuscita\u00bb) \u00a0da spendere per le attivit\u00e0 di reinserimento, oppure nella definizione di percorsi alternativi. Altre utili informazioni possono comunque essere reperite sul portale dell&#8217;<a href=\"http:\/\/ www.aiso-outplacement.it\" target=\"_blank\">Aiso<\/a> (l&#8217;associazione delle agenzie di outplacement) e su <a href=\"http:\/\/www.jobtel.it\" target=\"_blank\">Jobtel<\/a> di Unioncamere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Mettersi in proprio<\/h3>\n<p>Fare da s\u00e9 non \u00e8 un sogno. L&#8217;importante \u00e8 rispettare due regole semplici:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Avere le idee chiare<\/strong> sul settore nel quale investire<\/li>\n<li>Compiere una profonda analisi che consenta di <strong>effettuare un investimento adeguato a possibilit\u00e0 e competenze<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per quanto riguarda il primo punto, si tratta soprattutto di sovvertire alcuni luoghi comuni. Non bisogna avere paura di pensare in grande n\u00e9 andare al risparmio. L&#8217;ambizione \u00e8 uno stimolo in pi\u00f9, mentre partire con il freno a mano tirato potrebbe significare compromettere gi\u00e0 dall&#8217;inizio le possibilit\u00e0 di guadagno. Da questo punto di vista, quindi, confrontarsi con chi gi\u00e0 lavora nello stesso ambito, qualsiasi esso sia, \u00e8 fondamentale. Ascoltare il maggior numero di pareri \u00e8 quasi un obbligo per non rinchiudersi in eventuali false convinzioni. Analogamente importante sar\u00e0 abituarsi al gioco di squadra. Non \u00e8 vero che l&#8217;imprenditore \u00e8 un autocrate: se non si abitua a far lavorare al meglio il proprio team e se non si adegua alle esigenze dei clienti, \u00e8 destinato a non fare molta strada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il finanziamento: la benzina dell&#8217;impresa<\/h3>\n<p>Come detto, il calcolo dei costi per avviare la propria iniziativa deve essere effettuato con uno scrupolo certosino. Coloro che hanno a disposizione un o&#8217; di risorse in pi\u00f9 farebbero bene ad avvalersi di un consulente per stilare un vero e proprio <strong>business plan<\/strong>, cio\u00e8 un piano che considera lo stato del\u00a0mercato di riferimento ed esamina punto per punto, tutti gli investimenti che saranno necessari per iniziare il viaggio. Tanto pi\u00f9 preciso \u00e8 il business plan tanto maggiori sono le possibilit\u00e0 di \u00a0potersi presentare presso il responsabile Pmi di una banca e ottenere ascolto. Certo, non \u00e8 altrettanto automatico che un istituto possa scommettere su di voi visto che la crisi non lascia molti margini di manovra alle banche, gi\u00e0 alle prese con un pauroso aumento dei crediti in sofferenza.<\/p>\n<p>Fortunatamente, esistono anche i finanziamenti a fondo perduto concessi dalla Comunit\u00e0 Europea attraverso le Regioni. Utili informazioni si trovano sul sito del <strong><a href=\"http:\/\/www.sviluppoeconomico.gov.it\/\" target=\"_blank\">ministero dello Sviluppo<\/a><\/strong>\u00a0o su blog specializzati (come <a href=\"http:\/\/www.contributiregione.it\/blog\/\" target=\"_blank\">questo<\/a>) che si peritano di raccogliere tutte le normative regionali su finanziamenti a fondo perduto e credito agevolato per chi vuole avviare attivit\u00e0 artigianali, bed &amp; breakfast, aderire a un franchising o pi\u00f9 semplicemente aprire una pizzeria o una lavanderia self service. Ricordatevi comunque di informarvi presso le Camere di Commercio (o i loro siti Internet) sulle autorizzazioni da richiedere per avviare la vostra impresa. Ci vuol poco perch\u00e9 &#8211; per un mancato visto &#8211; la Asl locale vi faccia chiudere baracca prima ancora di aprirla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il parere dell&#8217;esperto<\/h3>\n<p>\u00abDalla loro, gli over 50 hanno una carta che possono giocarsi: quella delle competenze.\u00a0A differenza dei giovani, gli over 50 conoscono bene un mestiere perch\u00e9 ad esso si sono dedicati in maniera continuativa per anni. Su questo dovrebbero puntare, sul ruolo di trasmissione intergenerazionale, spendendosi, ad esempio, in attivit\u00e0 di consulenza e formazione\u00bb,\u00a0sottolinea\u00a0<strong>Cristina Pasqualini, docente di Metodologia delle scienze sociali all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano. <\/strong>\u00abBisogna sfatare alcuni falsi miti, nello specifico che i giovani sono pi\u00f9 produttivi, creativi e innovatori dei meno giovani e quindi risorse pi\u00f9 appetibili per le aziende. Questo \u00e8 vero solo in parte, perch\u00e9 in realt\u00e0 ben poco si crea dal niente, ma, molto pi\u00f9 spesso, il nuovo si genera dalla ricombinazione originale di elementi gi\u00e0 presenti in tavola: come il vecchio entra nel nuovo e lo riconfigura innovandolo, cos\u00ec i senior possono entrare nelle aziende, affiancare e supportare i pi\u00f9 giovani nei processi creativi e produttivi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p><em>Si ringrazia per la collaborazione Laura Verlicchi<\/em><\/p>\n<p>&#8211; Qui la prima puntata della guida:\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/16\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni\/\">Che cosa fare per trovare lavoro a 18 anni<\/a><\/p>\n<p>-Qui la seconda puntata della guida: <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/17\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-25-anni\/\">Che cosa fare per trovare lavoro a 25 anni<\/a><\/p>\n<p>&#8211; Qui il link al post su\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/05\/06\/%C2%ABecco-come-creare-unazienda-di-successo%C2%BB\/\">Come creare un&#8217;impresa di successo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:esodati.JPG,full,centered] L&#8217;incapacit\u00e0 del nostro sistema produttivo di reagire a una crisi economica peggiore di quella del &#8217;29 &#8211; in termini di discesa del prodotto interno lordo e degli investimenti &#8211; sovrapposta alle macerie lasciate dalla riforma Fornero ha lasciato senza prospettiva oltre 750mila \u00abover 50\u00bb. \u00a0Giunti a pochi passi dalla pensione, hanno visto cancellarsi il proprio posto di lavoro, fino all&#8217;ossimoro degli esodati. 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