{"id":1373,"date":"2013-03-11T17:38:50","date_gmt":"2013-03-11T17:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1373"},"modified":"2013-06-08T20:18:33","modified_gmt":"2013-06-08T20:18:33","slug":"grillo-costa-23-miliardi-alle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/11\/grillo-costa-23-miliardi-alle-banche\/","title":{"rendered":"Grillo costa 21 miliardi alle banche"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:grillo3.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Il modo migliore per porgere la bombola d\u2019ossigeno alle nostre imprese sull\u2019orlo dell\u2019arresto cardiaco a causa di 7 anni di crisi ininterrotta, \u00e8 liberare le banche di buona parte del fardello delle sofferenze. Come? Creando una <strong>bad bank<\/strong>, in pratica una &#8220;discarica&#8221; dove chiudere buona parte delle <strong>sofferenze<\/strong> e degli <strong>incagli<\/strong> provocati dalla difficolt\u00e0 di famiglie e imprese a restituire agli istituti di credito i mutui e i finanziamenti ricevuti negli anni scorsi. L\u2019idea \u00e8 di <strong>Mediobanca<\/strong> ed \u00e8 contenuta nella consueta <em>Wake up call<\/em> ma \u2013 ed \u00e8 questo il punto debole del progetto \u2013 le urne e l&#8217;affermazione del <strong>Movimento 5 stelle <\/strong>di<strong> Beppe Grillo, <\/strong>avvenuta soprattutto ai danni del<strong> Pd <\/strong>di<strong> Pier Luigi Bersani e di Sel <\/strong>di<strong> Niki Vendola,\u00a0<\/strong>hanno consegnato il Paese all\u2019ingovernabilit\u00e0. \u00a0L&#8217;Italia non ha pertanto un esecutivo in grado di andare a battere i pugni sui tavoli dell\u2019<strong>Unione Europea<\/strong><span style=\"text-decoration: underline\">.<\/span> Secondo i calcoli di Mediobanca, per rendere operativa la Bad bank e dare fiato alla nostra economia, occorrerebbe infatti un versamento da 18 miliardi da parte dell\u2019<strong>Esm<\/strong>. Non molto in valori assoluti, visto che la stessa Italia contribuisce con 125 miliardi al nuovo Fondo \u201csalva Stati\u201d europeo, ma a causa dell\u2019impasse politica non si sa che strada prendere<span style=\"text-decoration: underline\">. <\/span>In alternativa &#8211; i conti sono sempre degli esperti di Piazzetta Cuccia &#8211; alle banche italiane occorrono 21 miliardi per aumentare la copertura dei crediti dubbi, allineandole agli standard europei. Gli istituti della Penisola hanno infatti attualmente una copertura media del 39% dei crediti dubbi, decisamente inferiore alla media del Vecchio Continente (53%): si va dal 43% di <strong>Unicredit<\/strong> e <strong>Intesa Sanpaolo<\/strong> al 24% del <strong>Banco Popolare<\/strong>. La grande pulizia di bilancio potrebbe avvenire adesso nei bilanci del 2012 che i consigli di amministrazione si apprestano ad approvare, appesantendo il quarto trimestre, mantenendo adeguati indici patrimoniali e dividendi in linea con le attese. Per Unicredit e Intesa si tradurrebbe in uno \u00absforzo\u00bb da 8 miliardi ciascuna.<\/p>\n<p>[photopress:Copia_di_SILEONI_2.jpg,full,centered]<\/p>\n<p>Le sole \u201csofferenze\u201d (cio\u00e8 i crediti scaduti esplosi nelle mani delle banche con minusvalenze sicure) sono<strong> 126 miliardi<\/strong>, un problema che sta togliendo il sonno ai banchieri e pi\u00f9 volte affrontato anche dal consiglio dell\u2019<strong>Abi<\/strong>. Il dato, che si riferisce a gennaio, risulta in crescita del 17% rispetto a un anno prima, ma soltanto una parte di questo aggravio sarebbe da considerarsi &#8220;naturale&#8221; e quindi imputabile alla recessione. A fare i conti \u00e8 uno studio della <strong>\u00a0Fabi<\/strong>\u00a0guidata da\u00a0<strong>Lando Maria Sileoni,\u00a0<\/strong>il primo sindacato dei bancari con oltre 100mila iscritti, 97 sedi provinciali e 4.500 dirigenti (compresi gli attivisti). \u00abSoltanto il 10% dell\u2019incremento riscontrato nelle sofferenze \u2013 attacca il leader della Fabi \u2013 \u00e8 dovuta alla crisi, il restante 7% \u00e8 invece imputabile alla cattiva qualit\u00e0 del credito e alla cattiva gestione. In sostanza ai finanziamenti concessi ai soliti noti anzich\u00e9 alle famiglie e alle piccole e medie imprese del territorio\u00bb. Un modo chiaro, quello del leader sindacale, \u00a0per dire \u201cno\u201d ad altri piani di austerity e a ulteriori tagli al personale delle banche. Considerando gli esodati e i pre-pensionati con il Fondo esuberi, la crisi ha cancellato 55mila posti di lavoro tra filiali ed uffici di back office.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:grillo3.JPG,full,centered] Il modo migliore per porgere la bombola d\u2019ossigeno alle nostre imprese sull\u2019orlo dell\u2019arresto cardiaco a causa di 7 anni di crisi ininterrotta, \u00e8 liberare le banche di buona parte del fardello delle sofferenze. Come? Creando una bad bank, in pratica una &#8220;discarica&#8221; dove chiudere buona parte delle sofferenze e degli incagli provocati dalla difficolt\u00e0 di famiglie e imprese a restituire agli istituti di credito i mutui e i finanziamenti ricevuti negli anni scorsi. 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