{"id":1395,"date":"2013-03-13T16:00:47","date_gmt":"2013-03-13T16:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1395"},"modified":"2013-08-28T20:27:15","modified_gmt":"2013-08-28T20:27:15","slug":"la-notte-dei-%c2%abmonti%c2%bb-viventi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/13\/la-notte-dei-%c2%abmonti%c2%bb-viventi\/","title":{"rendered":"La notte dei \u00abMonti\u00bb viventi"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:MONTI_1.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Il <strong>New York Times<\/strong> oggi ha pubblicato un sapido editoriale del premio <strong>Nobel<\/strong> <strong>Paul Krugman<\/strong> intitolato \u00ab<strong><a href=\"http:\/\/krugman.blogs.nytimes.com\/2013\/03\/13\/night-of-the-living-alesina\/?smid=tw-NytimesKrugman&amp;seid=auto\" target=\"_blank\">Night of the living Alesina<\/a><\/strong>\u00bb, che suona pi\u00f9 o meno come <em>La notte degli Alesina viventi<\/em>. Sin dal titolo \u00e8 chiaro che il bersaglio della salace satira \u00e8 il collega <strong>Alberto Alesina<\/strong>, di formazione bocconiana e tra gli \u00abispiratori\u00bb assieme a <strong>Francesco Giavazzi<\/strong> (con cui firma numerosi editoriali sul <strong>Corriere<\/strong>) della linea di politica economica di <strong>Mario Monti<\/strong>. Che, se non fosse stato \u00abfrenato\u00bb dalla sua strana maggioranza, ne avrebbe recepito in tutto e per tutti i suggerimenti, per altro non dissimili &#8211; per quanto riguarda la politica\u00a0di bilancio\u00a0&#8211; dai desiderata di <strong>Angela Merkel<\/strong>.<\/p>\n<p>La citazione divertente del noto film horror nasconde un&#8217;amara verit\u00e0:\u00a0gli zombie in questione siamo noi. Perci\u00f2 cerchiamo di superare quella che in realt\u00e0 \u00e8 la diatriba tra due economisti accademici (Krugman insegna a <strong>Princeton<\/strong> e Alesina a <strong>Harvard<\/strong>, Krugman \u00e8 un <strong>neokeynesiano<\/strong> cio\u00e8 sostiene che lo Stato pu\u00f2 avere un ruolo nell&#8217;economia, Alesina \u00e8 un <strong>liberista<\/strong> \u00abeterodosso\u00bb) ed entriamo nel merito.<\/p>\n<p>[photopress:031313krugman1_blog480.png,full,centered]<\/p>\n<p>Il grafico elaborato da Krugman ci mostra che all&#8217;aumentare dell&#8217;<strong>austerity<\/strong> in percentuale del pil (tagli ai trasferimenti, tagli alla spesa, aumento della pressione fiscale) diminuisce il prodotto interno lordo. I singoli rombi di colore blu sono le nazioni europee. <em>Wall &amp; Street<\/em> vi invitano a divertirvi indovinando\u00a0quale sia l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Krugman \u00abprende in giro\u00bb il suo collega\u00a0sostenendo che \u00ab<strong><em>la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>teoria<\/strong> dell&#8217;espansione economica attraverso l&#8217;austerity era seriamente difettosa<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. Secondo il premio Nobel, misure di contenimento delle spese possono funzionare \u00absolo in un ambiente caratterizzato da <strong>svalutazione<\/strong>\u00a0del tasso di cambio e drastico <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>taglio dei tassi di interesse<\/strong><\/span>\u00bb. E questo non \u00e8 il caso di <strong>Eurolandia<\/strong> perch\u00e9 l&#8217;<strong>euro<\/strong> non \u00e8 una moneta \u00abflessibile\u00bb e la <strong>Bce<\/strong> ha come primo compito quello di limitare l&#8217;<strong>inflazione<\/strong> e dunque non pu\u00f2 abbassare a proprio piacimento il tasso di sconto perch\u00e9 diminuendo il <strong>costo del denaro<\/strong> si produce generalmente un aumento dei <strong>prezzi al consumo<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;editoriale si conclude con un monito al presidente della <strong>Commissione\u00a0Bilancio<\/strong> del <strong>Congresso Usa<\/strong>, il repubblicano <strong>Paul Ryan<\/strong>,\u00a0e al ministro dell&#8217;Economia della Gran Bretagna, il conservatore <strong>George Osborne<\/strong>: \u00abState attenti ai tagli fiscali: il cammino verso la <strong>prosperit\u00e0<\/strong> nel breve termine si rivela nel breve termine un sentiero verso la <strong>depressione<\/strong>!\u00bb.<\/p>\n<p>Certo, si potrebbe obiettare politicamente (come in un qualsiasi <strong>Bar dello Sport<\/strong>): \u00abKrugman\u00a0ha simpatie di <strong>sinistra<\/strong> e sta tirando acqua al suo mulino!\u00bb. \u00c8 probabile, ma non \u00e8 il caso di fare dietrologie. Anzi no! Buttiamola in politica ma solo per paradosso!!! <strong>Morgan Stanley<\/strong> (che alle ultime presidenziali ha finanziato pi\u00f9 <strong>Romney<\/strong> che <strong>Obama<\/strong>) ha tagliato le stime di crescita \u00a0del <strong>pil<\/strong> di <strong>Eurolandia<\/strong> perch\u00e9 vede prospettive fosche per <strong>Italia<\/strong> e <strong>Francia<\/strong>. In particolare, la banca americana\u00a0ritiene probabile un arretramento del pil italiano dell&#8217;1,7% nel 2013.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? \u00abSenza un <strong>governo<\/strong> stabile non si possono portare a termine <strong>riforme<\/strong> economiche. Nel frattempo la recessione ha rallentato ulteriormente il potenziale di crescita del Paese dello 0,5 per cento. Non avendo a disposizione alcuna <strong>leva macroeconomica<\/strong> (svalutazione, tassi di nteresse, ndr) e con una <strong>politica fiscale<\/strong> restrittiva ci sono poche armi a disposizione per sostenere una crescita di lungo termine\u00bb, sostiene la banca Usa.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, che due campane diverse come Krugman e Morgan Stanley suonano la stessa nota!!!<\/p>\n<p>Concludiamo infine con <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1997\/dicembre\/15\/QUATTRO_GRANDI_BLUFF_DELL_UNIONE_co_0_97121514176.shtml\" target=\"_blank\">un articolo scritto da Alesina per <em>Corriereconomia<\/em> nel 1997 <\/a>e recentemente rilanciato dal sito <a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\" target=\"_blank\">Dagospia<\/a>. In quel testo l&#8217;economista\u00a0confutava le tesi degli \u00abeuroentusiasti\u00bb basandosi su 4 punti:<\/p>\n<ol>\n<li>Una <strong>moneta unica<\/strong> non \u00e8 condizione necessaria per un <strong>mercato unico<\/strong><\/li>\n<li>La <strong>flessibilit\u00e0 dei cambi<\/strong> non nuoce al <strong>commercio internazionale<\/strong><\/li>\n<li>Una moneta unica non \u00e8 condizione necessaria per osservare una <strong>disciplina di bilancio<\/strong><\/li>\n<li>L&#8217;unione monetaria non \u00e8 un passo verso l&#8217;<strong>unione politica<\/strong> perch\u00e9 senza quest&#8217;ultima le divergenze sono destinate ad aumentare.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ah, se Alesina non avesse cambiato idea, magari anche Mario Monti non sarebbe stato lo stesso!!!<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:MONTI_1.JPG,full,centered] Il New York Times oggi ha pubblicato un sapido editoriale del premio Nobel Paul Krugman intitolato \u00abNight of the living Alesina\u00bb, che suona pi\u00f9 o meno come La notte degli Alesina viventi. 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