{"id":1423,"date":"2013-03-19T14:19:57","date_gmt":"2013-03-19T14:19:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1423"},"modified":"2013-06-08T20:14:13","modified_gmt":"2013-06-08T20:14:13","slug":"elsa-ci-fa-piangere-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/19\/elsa-ci-fa-piangere-sul-lavoro\/","title":{"rendered":"Elsa ci fa piangere sul lavoro"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:Fornero_ansa.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>La riforma Fornero \u00e8 un disastro: a sei mesi dall\u2019entrata in vigore uno dei pilastri portanti del governo Monti\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline\">NON ha aumentato l\u2019occupazione, NON ha diminuito il costo del lavoro, NON ha favorito la competitivit\u00e0 delle imprese, NON ha aiutato i giovani a trovare un impiego<\/span>. Difficile fare peggio, anche per un governo di Professori \u00a0avulso dalla realt\u00e0 come quello di <strong>Mario Monti.<\/strong><\/p>\n<p>A sancire il fallimento di <strong>Elsa Fornero<\/strong>\u00a0e dell&#8217;intero esecutivo uscente \u00e8 la ricerca curata da <strong>Gi Group Academy<\/strong>, la fondazione di Gi Group (la prima multinazionale italiana del lavoro) che fotografa gli effetti prodotti dalla nuova normativa raccogliendo le opinioni di capi del personale e imprenditori. Alla prima rilevazione online dell\u2019Osservatorio Permanente sulla Riforma del mercato del lavoro (met\u00e0 dicembre 2012-fine gennaio 2013) hanno partecipato oltre 500 imprese; il campione \u00e8 rappresentativo della realt\u00e0 italiana per i settori Industria, Commercio e Servizi su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>Ecco che cosa \u00e8 successo davvero dopo la riforma di Frau Elsa:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<ol>\n<li>L&#8217;unico obiettivo raggiunto dalla riforma \u00e8 stata la\u00a0<strong>riduzione degli abusi legati all\u2019utilizzo improprio di forme contrattuali flessibili\u00a0<\/strong>per il 54% delle aziende campione; a dare questo giudizio sono \u00a0soprattutto le imprese del settore Industria e quelle di grandi dimensioni.<\/li>\n<li>La riforma\u00a0<strong>non ha diminuito il costo del lavoro<\/strong>\u00a0per quasi tre imprese su quattro (73%) e\u00a0<strong>non ha aumentato l\u2019occupazione<\/strong>\u00a0per due terzi delle aziende (66%).<\/li>\n<li>Per il 59% del campione la riforma\u00a0<strong>non ha introdotto nuova competitivit\u00e0<\/strong>\u00a0nel sistema.<\/li>\n<li>Per un intervistato su due la riforma\u00a0<strong>non ha favorito<\/strong>\u00a0l&#8217;inizio di\u00a0<strong>rapporti di lavoro pi\u00f9 stabili e\u00a0<\/strong>al tempo stesso\u00a0<strong>non ha facilitato i licenziamenti<\/strong>\u00a0(52%).<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<div>Oltre la met\u00e0 delle aziende coinvolte (54%) ritiene comunque che l&#8217;impianto <strong>non abbia\u00a0<\/strong><strong>aumentato l\u2019inserimento nel mondo del lavoro n\u00e8 dei giovani n\u00e8 <\/strong><strong>delle donne, <\/strong>cos\u00ec come non ha creato opportunit\u00e0 di impiego per gli over 50.<strong>\u00a0Al contrario la riforma, <\/strong>per poco meno della met\u00e0 del campione (46%),\u00a0<strong>ha paralizzato\u00a0<\/strong><strong>\u00a0le scelte di assunzione delle imprese<\/strong>. Pi\u00f9 nel dettaglio non sembra che la riforma abbia modificato i livelli di utilizzo dei vari strumenti di gestione delle risorse umane, eccezione fatta per le associazioni in partecipazioni (diminuite nel 51% dei casi). Tuttavia, le imprese che hanno evidenziato come la riforma abbia impattato sulle proprie scelte, hanno registrato un minore ricorso ai contratti di collaborazione a progetto (51%), Partite Iva (45%), contratti di inserimento (45%) e a tempo determinato (42%); mentre, \u00e8 aumentato il ricorso all&#8217;apprendistato (per il 50%) e ai contratti di somministrazione a tempo determinato (per il 36%).<\/div>\n<p>[photopress:stefano_colli_lanzi.jpg,thumb,alignleft]<\/p>\n<p>\u201cLa riduzione delle forme improprie di flessibilit\u00e0 (come \u201cCocopro\u201d, \u201cpartite Iva\u201d <em>ndr<\/em>) \u00e8 il principale risultato della riforma\u201d, commenta l&#8217;amministratore delegato di Gi Group, \u00a0<strong>Stefano Colli-Lanzi. \u00a0<\/strong>L&#8217;altra faccia della medaglia \u00e8 per\u00f2 che questo impianto ha limitato il ricorso ad alcuni strumenti senza senza indicare le alternative. Un esempio su tutti \u00e8 il lavoro in \u00a0somministrazione, prosegue Colli-Lanzi che considera &#8220;incompiuta&#8221; la normativa anche per quanto concerne la flessibilit\u00e0 in uscita. Sarebbe stato infatti necessario scardinare &#8220;il concetto di inamovibilit\u00e0 del posto di lavoro che oggi, di fatto, crea un mercato duale in cui chi ha il posto \u00e8 intoccabile, mentre chi ne \u00e8 \u00a0al di fuori non ha quasi nessuna speranza di entrarvi\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia deve quindi \u00a0investire per far ripartire l\u2019occupazione, &#8220;spostare la tassazione dal lavoro ad altre fonti di reddito con la riduzione del cuneo fiscale, consentendo cos\u00ec di migliorare la retribuzione netta degli italiani&#8221;. Tre gli aspetti su cui agire, secondo Gi Group: incentivare l\u2019apprendistato come contratto di inserimento, rendere l\u2019outplacement obbligatorio per tutte le aziende che licenziano, e ridare centralit\u00e0 al contratto a tempo indeterminato, limitando solo a casi autentici il ricorso a forme di lavoro autonomo.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:Fornero_ansa.JPG,full,centered] La riforma Fornero \u00e8 un disastro: a sei mesi dall\u2019entrata in vigore uno dei pilastri portanti del governo Monti\u00a0 NON ha aumentato l\u2019occupazione, NON ha diminuito il costo del lavoro, NON ha favorito la competitivit\u00e0 delle imprese, NON ha aiutato i giovani a trovare un impiego. Difficile fare peggio, anche per un governo di Professori \u00a0avulso dalla realt\u00e0 come quello di Mario Monti. A sancire il fallimento di Elsa Fornero\u00a0e dell&#8217;intero esecutivo uscente \u00e8 la ricerca curata da Gi Group Academy, la fondazione di Gi Group (la prima multinazionale italiana del lavoro) che fotografa gli effetti prodotti dalla nuova [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/19\/elsa-ci-fa-piangere-sul-lavoro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[99],"tags":[23507,23508,23496,23509,7207,23497,23447,23500,23501,23499,23505,23495,21483,79,6767,10098,23493,22762,15898,23492,855,6797,6935,27424,23498,21511,23504,22763],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1423"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1423"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2935,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1423\/revisions\/2935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}