{"id":1756,"date":"2013-04-10T10:56:05","date_gmt":"2013-04-10T10:56:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1756"},"modified":"2013-06-12T18:37:38","modified_gmt":"2013-06-12T18:37:38","slug":"italia-anatomia-di-un-delitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/10\/italia-anatomia-di-un-delitto\/","title":{"rendered":"Italia, anatomia di un delitto"},"content":{"rendered":"<p><strong>[photopress:crimescene_1.jpg,full,centered]<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;Italia sta morendo<\/strong><\/span>. Lo dicono i numeri.\u00a0\u00c8 come la <strong>vittima<\/strong> di un <strong>delitto<\/strong>, abbandonata sul selciato in una strada secondaria e buia dove i passanti, gli altri Paesi di <strong>Eurolandia<\/strong> e del <strong>G8<\/strong>, fanno finta di non vedere. Ma tra loro si danno di gomito con aria nauseata.\u00a0\u00abMa guarda che roba! Non si pu\u00f2 pi\u00f9 andare in giro! Che tempi!\u00bb. Non c&#8217;\u00e8 nessun buon samaritano. Anzi, fra di loro si nasconde colui che l&#8217;ha prostrata. O comunque il mandante dell&#8217;agguato a base di <strong>austerity<\/strong> che l&#8217;ha lasciata tramortita.<\/p>\n<p>Come se fossimo in un giallo, facciamo finta di essere detective della <strong>Special Victims Unit<\/strong> e assieme ai medici legali (e agli psicologi) cerchiamo di capire dalle ferite chi pu\u00f2 averle causato tanta sofferenza senza provare il minimo rimorso.<\/p>\n<p>[photopress:pil.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il pil italiano degli ultimi 12 anni. Praticamente una parabola. Lasciate perdere il fatto che nel 2012 sia calato del 2,4%, \u00e8 solo l&#8217;ultima stilettata. Praticamente dall&#8217;inizio della crisi, cinque anni fa, siamo tornati al punto di partenza, cio\u00e8 al 2000. Casualmente, dal terzo trimestre 2011 &#8211; cio\u00e8 dall&#8217;avvento del <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>governo Monti<\/strong><\/span> &#8211; quel pur modesto recupero di salute che c&#8217;era stato nell&#8217;anno precedente, \u00e8 stato compromesso da un&#8217;overdose di <strong>tasse<\/strong>, <strong>licenziamenti<\/strong>, <strong>chiusure di aziende<\/strong>, <strong>spread<\/strong> e <strong>credit crunch<\/strong>.<\/p>\n<p>[photopress:output2.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Ma cosa ha ridotto la vittima in fin di vita? Che cosa ha compromesso il suo organismo? \u00c8 stato solo un fenomeno di violenza oppure le \u00e8 stato inoculato anche un virus, quello pi\u00f9 pericoloso, quello della decrescita? Osserviamo un&#8217;altra radiografia, quella della <strong>produzione industriale<\/strong>. In un solo anno \u00e8 stato registrato un crollo senza precedenti.\u00a0\u00a0Nel 2012 \u00e8 arretrata del 6,7% tornando ai livelli del 1990. Nei primi due mesi del 2013 \u00e8 stato perso un altro 3,7%. Dov&#8217;\u00e8 che l&#8217;emorragia sta devastando le funzioni vitali? Nel comparto dei mezzi di trasporto, della <strong>metallurgia<\/strong> e della lavorazione dei <strong>prodotti petroliferi<\/strong>. Ma anche la <strong>fabbricazione di macchinari<\/strong> <strong>e di beni strumentali<\/strong> \u00e8 in pericoloso arretramento. Da oltre un anno e mezzo ogni mese la produzione industriale italiana perde un pezzo. ecco, un po&#8217; alla volta si sta smontando il tessuto connettivo di un Paese, i suoi gangli vitali.<\/p>\n<p>E mentre sulla pelle senti il dolore dei pugni, gli squarci delle ferite, al tempo stesso il tuo cuore e i tuoi polmoni sembrano volersi fermare. Il sangue si coagula.<\/p>\n<p>Quindi non vi deve stupire che solo luned\u00ec abbiano portato i libri contabili in tribunale 58 aziende. I dati <strong>Cerved<\/strong> dicono che\u00a0\u00a0nel 2012 si sono arrese 12.442 imprese (pi\u00f9 di mille al mese, circa 34 ogni giorno). Un dato in aumento del 2,3% sul 2011 e addirittura del 32% rispetto al 2009, quando il pil italiano aveva subito un brusco arretramento a causa della crisi dei <strong>mutui subprime<\/strong> importata dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per\u00f2, \u00e8 troppo facile parlare di crisi. \u00abC&#8217;\u00e8 la crisi, tutti soffrono la crisi, non siamo solo noi a starci dentro\u00bb. A febbraio in Francia la produzione industriale \u00e8 cresciuta dello 0,7%, in Germania dello 0,5%. Non tutti i presenti sulla scena del crimine sono innocenti allo stesso modo.<\/p>\n<p>[photopress:chomage.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Ma un&#8217;indagine non sarebbe tale se lasciasse in sospeso anche i risvolti interiori, le motivazioni psicologiche che possono aver portato la vittima a infilarsi in quella situazione di pericolo. E, soprattutto, perch\u00e9 non sia riuscita, non abbia potuto (o voluto) tirarsene fuori.<\/p>\n<p>Quello che vedete \u00e8 il dato pi\u00f9 recente sulla <strong>disoccupazione<\/strong>. <strong><span style=\"text-decoration: underline\">L<\/span><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>&#8216;1<\/strong>1,6% della forza lavoro non ha un impiego. Sono 3 milioni di persone. In un anno sono aumentate di 400.000 mila unit\u00e0. \u00a0Sono un esercito espulso dal processo produttivo. Sono l&#8217;altra faccia del calo della produzione industriale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Ma tanto l&#8217;impiegato quanto l&#8217;imprenditore sono sulla stessa barca. Si pongono sempre le stesse domande. Che con la stessa sorda indifferenza non ricevono una risposta.\u00a0\u00abPerch\u00e9 son condannato a questa vita? Che cosa ho fatto di male per meritarlo? Quali colpe ho?\u00bb. Ecco che cosa ha portato la nostra vittima-Italia su quella strada buia della crisi dove \u00e8 stata aggredita con violenza. Quel senso di inadeguatezza e di nausea che rende pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>Nel 2012 i <strong>licenztiamenti<\/strong>\u00a0hanno superato quota un milione (1.027.462), con un aumento del\u00a013,9% rispetto al 2011 (quando sono stati 901.796). Il\u00a0ministero del Lavoro non mente: nel solo ultimo trimestre del&#8217;anno scorso sono state licenziate 329.259 persone, con un aumento del 15,1% sullo stesso periodo 2011.<\/p>\n<p>Ma quando sei pi\u00f9 debole, quando le tasche sono vuote, anche l&#8217;ultimo allibratore si rifiuta di piazzare quella che potrebbe essere la tua scommessa vincente.\u00a0E non lo pu\u00f2 fare perch\u00e9 il banco rischia di saltare. A febbraio i prestiti al settore privato hanno registrato un calo dell\u20191,3% su base annua. I dati della <strong>Banca d\u2019Italia<\/strong> non lasciano scampo: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,7%, mentre quelli alle societ\u00e0 non finanziarie sono diminuiti del 2,6%<\/strong><\/span>. Certo, le banche italiane sono sedute su oltre 125 miliardi di crediti andati in sofferenza perch\u00e9 l&#8217;imprenditore se non vende le propriet\u00e0 non ce la fa a onorare gli impegni, perch\u00e9 con un solo stipendio in famiglia pagare il mutuo \u00e8 pi\u00f9 difficile. Forse, se le banche non si fossero riempite con 351 miliardi di <strong>titoli di Stato italiani<\/strong> e avessero diversificato un po&#8217; di pi\u00f9, magari qualche altro finanziamento avrebbe potuto essere concesso. Ma se le nostre banche non avessero comprato i Btp in misura tripla all&#8217;intervento della Bce, che ne sarebbe stato dello <strong>spread<\/strong> con il <strong>Bund<\/strong> tedesco.<\/p>\n<p>\u00c8 come un cane che si morde la coda.\u00a0\u00c8 come la <strong>legge di Murphy<\/strong>: se le cose possono peggiorare, lo faranno. \u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il reddito disponibile per nucleo famigliare in valori correnti \u00e8 diminuito nel 2012 \u00a0del 2,1%.<\/strong><\/span> Tenendo conto \u00a0dell&#8217;inflazione,<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il potere di acquisto delle famiglie consumatrici \u00e8 calato del 4,8%.<\/strong><\/span> Nel solo quarto trimestre, quest&#8217;ultimo dato \u00e8 precipitato del 5,4% nei confronti dello stesso periodo del 2011. \u00a0Non si produce, non si lavora, non si guadagna, non si consuma E poi il circolo vizioso riprende e ogni volta sembra di essere scesi pi\u00f9 in fondo. Perch\u00e9 la fine di questo inferno non esiste. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La fine di questo inferno non \u00e8 la coppia di suicidi che decide di farla finita perch\u00e9 non riuscire a pagare l&#8217;affitto \u00e8 un disonore. La fine dell&#8217;inferno non sono gli imprenditori che staccano la spina perch\u00e9 lasciare altre famiglie oltre alla propria in mezzo a una strada \u00e8 un disonore.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La fine dell&#8217;inferno \u00e8 in quella strada secondaria buia nella quale l&#8217;Italia sta morendo. E dove quel mandante con uno strano accento teutonico sta cercando di confinarla&#8230;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:crimescene_1.jpg,full,centered] L&#8217;Italia sta morendo. 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