{"id":1946,"date":"2013-04-22T06:38:32","date_gmt":"2013-04-22T06:38:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=1946"},"modified":"2013-06-08T19:55:02","modified_gmt":"2013-06-08T19:55:02","slug":"%c2%abvia-le-tasse-volute-da-frau-merkel%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/22\/%c2%abvia-le-tasse-volute-da-frau-merkel%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abVia le tasse volute da Frau Merkel\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">[photopress:merkel.JPG,full,centered]<\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong>Le famiglie e le imprese italiane sono allo stremo delle forze<\/strong>, schiacciate dalle tasse introdotte dal <strong>governo Monti<\/strong> per tenere l&#8217;Italia agganciata all&#8217;euro, sottomettendola al \u00abgiogo\u00bb imposto dalla Germania di <strong>Angela Merkel<\/strong>.\u00a0Le rilevazioni dell<em>&#8216;<\/em>Istat offrono una plastica rappresentazione del disastro lasciato dai \u00abProfessori\u00bb: <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/10\/italia-anatomia-di-un-delitto\/\">le tasse sono cadute su un&#8217;economia gi\u00e0 distrutta dalla recessione, facendo grippare i consumi interni e deflagrare la disoccupazione<\/a>, mentre cresce il numero delle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/05\/%C2%ABitalia-hai-esiliato-le-nostre-imprese%C2%BB\/\">imprese che scappano all&#8217;estero<\/a>. Abbiamo raccolto la collera degli artigiani nei confronti dell&#8217;Europa a trazione tedesca dalla bocca del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/08\/ora-basta-la-germania-si-e-messa-fuori-dalleuro\/\">presidente di Cna Servizi, Stefano Mazzocchi,<\/a>\u00a0e riportato i severi giudizi degli economisti<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/12\/%C2%ABitalia-ecco-perche-devi-dire-addio-alleuro%C2%BB\/\"> Loretta Napoleoni<\/a> e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/25\/%C2%ABmerkel-e-leuro-ci-hanno-strozzato-ora-basta%C2%BB\/\">Claudio Borghi<\/a>, che hanno sostenuto l<strong>&#8216;opportunit\u00e0 per l&#8217;Italia di dire addio all&#8217;euro<\/strong>. Ora diamo spazio al mondo degli advisor con<strong> Sergio Carbone<\/strong>, che dopo aver guidato l&#8217;area Fondi interprofessionali e Certificazioni dell&#8217;Irsa (Istituto per la ricerca e lo sviluppo delle assicurazioni), si occupa di consulenza con la sua Projectland.<\/p>\n<p>[photopress:carbone.JPG,full,centered]<\/p>\n<p><strong>Come giudica l&#8217;Europa a guida tedesca?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi verrebbe da dire che si tratta di un ossimoro. L\u2019Europa non dovrebbe muoversi in base ad indirizzi e indicazioni unilaterali ma procedere seguendo progetti e linee guida che rappresentino la sintesi delle istanze di tutti i Paesi membri. Non \u00e8 escluso, poi, che mantenendo questa linea la Germania non finisca per isolarsi rispetto al resto dei partner europei, dai quali diventa sempre pi\u00f9 assurdo pretendere sacrifici fortemente penalizzanti per le rispettive economie e la relativa stabilit\u00e0 politica interna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le imprese e le famiglie italiane quanto possono ancora resistere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSu questo tema credo sia onesto premettere che la situazione di difficolt\u00e0 \u00e8 anche il frutto di 30 anni di immobilismo politico oltrech\u00e9 delle scelte di rigore adottate dal governo in carica, in sintonia con i <em>desiderata<\/em> tedeschi. Quanto si potr\u00e0 resistere? Auspico si risolva tutto in fretta perch\u00e9 non ci rendiamo conto del disastro che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Ogni impresa che chiude brucia valore economico e capitale umano preziosissimi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Concorda con quanti vorrebbero espellere la Germania dall&#8217;euro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo si debba avviare un processo di revisione profonda dei trattati che ponga al centro dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Unione Europea le sostanziali differenze economiche tra i vari Paesi membri quali driver di costruzione delle future collaborazioni. Ci\u00f2 che \u00e8 emerso chiaramente negli ultimi anni di esperienza europea, aldil\u00e0 del nodo principale costituito dal deficit politico e rappresentativo delle istituzioni comunitarie, \u00e8 che regole uniformi e rigide non possono garantire la coesione e lo sviluppo armonico di tutte le economie europee nello stesso modo. Questa \u00e8 diventata l\u2019Europa dei divari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ritiene lo spread un indicatore economico affidabile?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo spread, aldil\u00e0 degli aspetti tecnici che lo connotano, \u00e8 un indicatore di fiducia. Il suo andamento dimostra ci\u00f2 che la comunit\u00e0 finanziaria internazionale pensa di uno Stato in un determinato periodo storico. Se vogliamo stare nell\u2019economia globale non possiamo trascurarne i segnali anche in funzione del fatto che una quota significativa del nostro debito \u00e8 detenuta all\u2019estero. Oggi la priorit\u00e0, per\u00f2, si chiama economia reale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Germania\u00a0\u00e8 egemone anche perch\u00e9 pu\u00f2 contare sia su conti pubblici in ordine sia su un sistema industriale solido, l&#8217;Italia che cosa pu\u00f2 fare considerando che la produzione tiene grazie ai sacrifici delle piccole e medie imprese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSu questo ci sarebbe molto da discutere. Quando parliamo di solidit\u00e0 non dobbiamo mai trascurare che l\u2019Italia \u00e8 ancora oggi l\u2019ottava economia del pianeta. E&#8217; vero che in valore assoluto l\u2019andamento del nostro pil negli ultimi anni ha registrato andamenti decrescenti e che mai come in questo periodo abbiamo assistito a una decimazione cos\u00ec forte delle nostre imprese. E\u2019 altrettanto vero che una buona razione di riforme potrebbe riportare il nostro Paese in una condizione decisamente migliore ed in tempi brevi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come\u00a0valuta le misure di austerity?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolto pericolose per una ragione precisa: il rinvio delle riforme strutturali. Ragionare solo sul fronte degli aspetti contabili, oltre ad impoverire famiglie e imprese, determina la disaffezione dei cittadini verso le istituzioni, poich\u00e9 i problemi rimangono tutti sul tappeto, associati alle difficolt\u00e0 economiche.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; d&#8217;accordo con quanti\u00a0giudicano alla stregua di un \u00abgenocidio\u00bb i casi di suicidio che si stanno verificando tra gli imprenditori rimasti senza liquidit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe proprio dobbiamo utilizzare una metafora forte, parlerei di omicidio colposo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 uno studioso di Internet, come si pu\u00f2 sfruttare la Rete per rilanciare l&#8217;economia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOttimo quesito che mi permette di sottolineare ancora l\u2019urgenza del tema delle riforme. Nel resto del mondo, in quelli che di solito chiamiamo Paesi evoluti, le <em>dot com<\/em> producono fatturati maggiori al pil di intere nazioni, la banda larga copre territori enormi a prescindere dalla densit\u00e0 abitativa, nelle scuole si utilizzano i tablet e la pubblica amministrazione parla con i cittadini via web. A che serve discutere di cosa si pu\u00f2 fare con Internet se nel nostro Paese, avendo rinunciato al cambiamento, siamo in pieno digital divide?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:merkel.JPG,full,centered] Le famiglie e le imprese italiane sono allo stremo delle forze, schiacciate dalle tasse introdotte dal governo Monti per tenere l&#8217;Italia agganciata all&#8217;euro, sottomettendola al \u00abgiogo\u00bb imposto dalla Germania di Angela Merkel.\u00a0Le rilevazioni dell&#8216;Istat offrono una plastica rappresentazione del disastro lasciato dai \u00abProfessori\u00bb: le tasse sono cadute su un&#8217;economia gi\u00e0 distrutta dalla recessione, facendo grippare i consumi interni e deflagrare la disoccupazione, mentre cresce il numero delle imprese che scappano all&#8217;estero. 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