{"id":2064,"date":"2013-04-24T08:18:51","date_gmt":"2013-04-24T08:18:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=2064"},"modified":"2013-06-08T19:55:49","modified_gmt":"2013-06-08T19:55:49","slug":"%c2%ablarticolo-18-va-cambiato-e-alle-imprese-serve-piu-flessibilita%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/24\/%c2%ablarticolo-18-va-cambiato-e-alle-imprese-serve-piu-flessibilita%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abL&#8217;articolo 18 va cambiato. E alle imprese serve pi\u00f9 flessibilit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:Avv__Michele_Bignami.jpg,full,alignleft]La disoccupazione in Italia non \u00e8 mai stata cos\u00ec elevata da 20 anni, fino al paradosso che nel nostro Paese <strong>un giovane su tre \u00e8 senza un impiego e quasi un milione di famiglie non possono contare su alcun reddito mensile<\/strong>. A peggiorate il contesto, gi\u00e0 ridotto in macerie dalla crisi e dalla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/03\/19\/elsa-ci-fa-piangere-sul-lavoro\/\">Riforma Fornero<\/a>, \u00e8 stata\u00a0la cura di sole tasse somministrata al &#8220;paziente Italia&#8221; dal <strong>governo Monti<\/strong>. Wall &amp; Street ha quindi deciso di inaugurare una galleria di interviste, idealmente collegate alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/16\/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni\/\">Guida per trovare \u00a0lavoro a 18, 25 e 50 anni<\/a>\u00a0da poco proposta con un notevole riscontro tra i lettori, ad alcuni esperti. Ognuno di questi indicher\u00e0, in base al proprio ambito di specializzazione, quale potrebbe essere la soluzione per uscire dall&#8217;impasse. Iniziamo, quindi, con\u00a0<strong>Michele Bignami, socio dello studio legale Nctm\u00a0<\/strong>\u00a0<strong>e coordinatore del dipartimento Diritto del Lavoro.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Difficolt\u00e0 provocate dalla recessione a parte, che cosa c&#8217;\u00e8 che non va nel nostro ordinamento giuridico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mercato del lavoro \u00e8 considerato dagli operatori, soprattutto esteri, ancora troppo &#8220;ingessato&#8221;. Tutti i giorni mi capita di spiegare ad un&#8217;azienda o ad un avvocato straniero cosa \u00e8 la Riforma Fornero e che \u00e8 un passo in avanti rispetto al passato; mi guardano increduli! C&#8217;\u00e8 bisogno di maggior flessibilit\u00e0; la Riforma Fornero \u00e8 stata troppo timida. E&#8217; solo un primo passo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali correttivi apporterebbe a questa riforma rimasta incompiuta?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>\u00abRenderei meno cervellotico l&#8217;utilizzo di certe forme di lavoro flessibile; dall&#8217;apprendistato al cosiddetto &#8220;contratto di partita iva&#8221; (un obbrobrio terminologico a cui fatico ad abituarmi)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono necessarie nuove modifiche all&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori? Deve essere mantenuto oppure rimosso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente si: il concetto di &#8220;manifesta insussistenza&#8221; del motivo economico sembra fatto apposta per creare ampie aree di incertezza; ci\u00f2 si traduce in esiti imprevedibili e,quindi, iniqui delle cause. Poi abolirei in toto la riforma sul processo relativo ai licenziamenti; nessuno ne sentiva l&#8217;esigenza ed \u00e8 francamente piena di lacune. In tutti i convegni giudici e avvocati di tutti gli schieramenti sono concordi. Basti pensare che nessuno ne rivendica la paternit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che\u00a0cosa stanno chiedendo le imprese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che le imprese in questo momento stiano volgendo la loro attenzione\u00a0 pi\u00f9 verso gli economisti che non ai legislatori. Un costo del lavoro meno elevato in termini fiscali e contributivi li aiuterebbe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale ritiene sia il modo migliore per coniugare la necessit\u00e0 di \u201csicurezza\u201d di cui necessitano le famiglie con la \u201cflessibilit\u00e0\u201d richiesta dalle aziende per competere (Flexisecurity, Modello danese &#8230;)?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFlexisecurity \u00e8 uno dei concetti pi\u00f9 utilizzati negli ultimi anni, a riprova dell&#8217;importanza del tema; ma nessuno ha mai chiarito da chi dovrebbe essere finanziata. Le imprese ritengono dallo Stato e lo Stato dai privati. Ne l&#8217;uno negli altri stanno per\u00f2 molto bene, mi pare. Certo, gli ammortizzatori sociali oggi esistenti e l&#8217;utilizzo effettivo che se ne fa presenta aree di notevole miglioramento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la formazione in Italia \u00e8 gestita in modo cos\u00ec disarticolato? Le risorse europee si disperdono tra le Regioni e non c\u2019\u00e8 un coordinamento? Perch\u00e9, anzich\u00e9 coinvolgere il settore privato, gli si fa svolgere un ruolo di supplenza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che dietro la formazione si muovano dinamiche non sempre comprensibili ad un osservatore razionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Concorda sull\u2019opportunit\u00e0 di scommettere sull\u2019outplacement, defiscalizzando gli oneri della formazione continua, anzich\u00e9 alimentare sussidi passivi come Cigs e mobilit\u00e0? Quali sarebbero i vantaggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;outplacement \u00e8 senz&#8217;altro una grande opportunit\u00e0 per il mercato del lavoro; in altri Paesi \u00e8 sviluppatissimo. In Italia \u00e8 in forte crescita e ci sono ancora grandissimi spazi di miglioramento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La contrattazione aziendale dovrebbe essere reimpostata in modo da premiare il merito?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>\u00abAssolutamente si; il merito \u00e8 l&#8217;altra faccia della competitivit\u00e0. Vince chi riesce ad essere pi\u00f9 competitivo. Purtroppo parlare di merito nel nostro Paese \u00e8 difficilissimo. Sembra contrastare con le matrici culturali pi\u00f9 radicate della nostra societ\u00e0. Il merito si affermer\u00e0, quando saranno effettivamente rimossi gli ostacoli per una competizione alla pari. La realt\u00e0 \u00e8 che il sindacato (di tutti gli schieramenti) l&#8217;ha capito, ma non ha sempre la forza di ammetterlo davanti ai propri iscritti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa si pu\u00f2 fare per avvicinare l\u2019educazione scolastica\/universitaria e la formazione, che oggi continuano a viaggiare su binari separati?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE&#8217; un tema importantissimo. L&#8217;educazione scolastica \u00e8 sempre pi\u00f9 distante dal mondo del lavoro; sarebbe necessario che gli insegnanti per primi fossero messi in grado di aggiornarsi. Al contrario, continuano a lavorare su programmi vecchi. Gli studenti dovrebbero, poi, poter alternare allo studio momenti di inserimento nel mondo del lavoro; magari all&#8217;estero, cogliendo anche l&#8217;opportunit\u00e0 di imparare almeno una lingua straniera. Sono appena stato ad Amsterdam; i conduttori di tram parlano un ottimo inglese. In Italia ci sono, ad esempio, molti avvocati (tanto per fare un esempio) che non sono in grado di lavorare in alcuna lingua straniera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:Avv__Michele_Bignami.jpg,full,alignleft]La disoccupazione in Italia non \u00e8 mai stata cos\u00ec elevata da 20 anni, fino al paradosso che nel nostro Paese un giovane su tre \u00e8 senza un impiego e quasi un milione di famiglie non possono contare su alcun reddito mensile. A peggiorate il contesto, gi\u00e0 ridotto in macerie dalla crisi e dalla Riforma Fornero, \u00e8 stata\u00a0la cura di sole tasse somministrata al &#8220;paziente Italia&#8221; dal governo Monti. 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