{"id":2099,"date":"2013-04-26T05:36:08","date_gmt":"2013-04-26T05:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=2099"},"modified":"2013-08-28T06:12:07","modified_gmt":"2013-08-28T06:12:07","slug":"grillo-puo-%c2%absfrattare%c2%bb-il-pd-da-mps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/26\/grillo-puo-%c2%absfrattare%c2%bb-il-pd-da-mps\/","title":{"rendered":"Grillo pu\u00f2 \u00absfrattare\u00bb il Pd da Mps"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:Grillo_assemblea_mps.jpg,full,centered]<\/p>\n<p>No, <strong>Beppe Grillo<\/strong> non \u00e8 <strong>Piero Fassino<\/strong>. E sicuramente il presidente di <strong>Monte Paschi<\/strong>, <strong>Alessandro Profumo<\/strong>, ha uno standing differente (e meno \u00abpolitico\u00bb) di <strong>Giovanni Consorte<\/strong>. Ma ci\u00f2 non toglie che &#8211; nel caso di un non improbabile ballottaggio alle prossime <strong>elezioni comunali<\/strong> &#8211; il popolare comico possa anche lui pronunciare la celebre frase:\u00a0\u00abAbbiamo una banca?\u00bb.<\/p>\n<p>Uno scenario apocalittico? Gli apostoli dell&#8217;anticasta nei gangli della terza banca italiana? Pu\u00f2 accadere, ma spieghiamo perch\u00e9 questa ipotesi non \u00e8 campata per aria. <strong>Siena<\/strong> \u00e8 un Comune di oltre 50mila abitanti e il 26 e il 27 maggio prossimi si svolger\u00e0 il primo turno delle amministrative dopo che l&#8217;ex sindaco <strong>Franco Ceccuzzi<\/strong> ha rinunciato alla ricandidatura (si era dimesso dall&#8217;incarico dopo che la maggioranza di centrosinistra si \u00e8 spaccata sul bilancio; ndr) perch\u00e9 indagato nell&#8217;ambito del crac del <strong>pastificio Antonio Amato<\/strong>, una vicenda nella quale \u00e8 coinvolta anche la precedente gestione del Monte dei Paschi.<\/p>\n<h3>Primarie avvelenate<\/h3>\n<p>E cos\u00ec lo scorso fine settimana si sono svolte nuovamente le <strong>primarie<\/strong> del Pd, per individuare il nuovo candidato sindaco. Trattandosi di una citt\u00e0 toscana, la sindacatura \u00e8 da sempre una partita interna agli eredi dell&#8217;ex <strong>Pci<\/strong>, quindi chi vince le primarie \u00e8 sindaco in pectore, Va da s\u00e9. Ma questa volta \u00e8 accaduto un fatto singolare. In primo luogo: l&#8217;affluenza \u00e8 stata di gran lunga inferiore a quelle di dicembre che incoronarono Bersani contro <strong>Renzi<\/strong> (4.500 votanti contro 6.800). In seconda istanza, \u00e8 vero che il vincitore, il renziano <strong>Bruno Valentini<\/strong>, ha ottenuto il 55% delle preferenze, ma si tratta di uno scarto di soli 510 voti sul rivale, il \u00abceccuzziano\u00bb\u00a0<strong>Alessandro Mugnaioli<\/strong>.<\/p>\n<h3>Guerre di potere<\/h3>\n<p>Le primarie si sono svolte nel bel mezzo della tempesta che ha attraversato il Nazareno, con un partito completamente spaccato sull&#8217;elezione del capo dello stato che ha costretto il suo segretario <strong>Pier Luigi Bersani<\/strong> al passo indietro. La bassa affluenza \u00e8 sicuramente un termometro della situazione difficile che sta vivendo il Pd. Il problema \u00e8 che il rischio-spaccatura \u00e8 ben presente anche a Siena. E non \u00e8 un caso che la prima mossa del renziano Valentini sia stata quella \u00a0di volere nella propria squadra <strong>Mauro Marzucchi<\/strong>, assessore al bilancio di Ceccuzzi e vicesindaco all&#8217;epoca di <strong>Maurizio Cenni<\/strong>. Si tratta di un nome influente di quel &#8220;sistema Siena&#8221; che da <strong>Piazza del Campo<\/strong> governava anche <strong>Rocca Salimbeni<\/strong> e viceversa. I contradaioli, infatti, mormorano che i fratelli <strong>Monaci<\/strong> (<strong>Alberto<\/strong> e <strong>Alfredo<\/strong>, ex margheritini, potenza di fuoco dell&#8217;ala centrista del Pd e da sempre vicini alla Fondazione anche attraverso l&#8217;attuale presidente <strong>Gabriello Mancini<\/strong>) abbiano appoggiato Valentini in opposizione all&#8217;ex sindaco, che contribuirono a mettere in minoranza. Ecco perch\u00e9 il candidato renziano ha tutto l&#8217;interesse a coprirsi a sinistra.<br \/>\nInsomma, il rischio di una frattura \u00e8 sempre incombente perch\u00e9 la sinistra di \u00abrito senese\u00bb\u00a0non ha la disciplina tra le sue caratteristiche peculiari. Basti pensare che il segretario della <strong>Fisac-Cgil<\/strong>, <strong>Agostino Megale<\/strong>, giunto da Roma per sottoscrivere con i vertici di Mps l&#8217;accordo sugli esuberi e sul contratto si \u00e8 visto sconfessato dalla base locale del sindacato che gli ha mandato a monte l&#8217;accordo. E da una partita grossa come quella interna alla banca si capisce bene come Valentini non possa dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<h3>Un sindaco a misura di Siena<\/h3>\n<p>Ma chi \u00e8 Bruno Valentini? Da qualche giorno \u00e8 l&#8217;ex sindaco di <strong>Monteriggioni<\/strong>, la\u00abporta\u00bb\u00a0di Siena, il paese nel quale vive la sorella di Alessandro Profumo e dove il presidente ha preso la residenza perch\u00e9 lo statuto della banca impone al suo numero uno la dimora nella Val d&#8217;Elsa. Come numerosi sindaci di Siena, anche Valentini (57 anni) \u00e8 un dipendente Mps, \u00e8 responsabile settore Family nella Provincia, si \u00e8 iscritto al Pci da ragazzo ed \u00e8 un sindacalista della Fisac-Cgil, l&#8217;organizzazione leader nella banca. La carta d&#8217;identit\u00e0 non \u00e8 proprio quella del \u00abrottamatore\u00bb, piuttosto \u00e8 la fotografia dell&#8217;<em>apparatchik<\/em> in salsa senese.<br \/>\nMolte polemiche inoltre scaturiranno dall&#8217;inconsueto abbandono di Monteriggioni, come ha gi\u00e0 raccontato <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/elezioni-siena-candidato-pd-col-piede-due-comuni-911267.html\" target=\"_blank\">il Giornale<\/a>. Valentini non si \u00e8 dimesso per correre alle primarie, ma si \u00e8 fatto dichiarare decaduto dal suo consiglio comunale avendo assunto la presidenza della controllata <strong>Monteriggioni AD 1213<\/strong>, la srl che si occupa del turismo e del castello nella cittadina. Insomma, se dovesse andar male, Valentini un posto comunque ce l&#8217;ha&#8230;<\/p>\n<h3>La campagna grillina<\/h3>\n<p>I grillini senesi, che oggi presentano i loro candidati, hanno gi\u00e0 cominciato ad attaccare e luned\u00ec 29 manifesteranno all&#8217;<strong>assemblea<\/strong> del Monte dei Paschi che dovr\u00e0 decidere l&#8217;<strong>azione di responsabilit\u00e0<\/strong> contro i precedenti vertici (oltre a <strong>Giuseppe Mussari<\/strong>, l&#8217;ex dg <strong>Antonio Vigni<\/strong> e il capo della finanza <strong>Gianluca Baldassarri<\/strong>) per lo scandalo dei derivati\u00a0\u00ab<strong>Alexandria<\/strong>\u00bb,\u00a0\u00ab<strong>Santorini<\/strong>\u00bbe \u00ab<strong>Nota Italia<\/strong>\u00bb, che hanno comportato 730 milioni di perdite nel bilancio 2012 e obblighi di versamento di collaterale per 2,8 miliardi alla fine dello scorso marzo. Certo, le azioni risarcitorie contro <strong>Nomura<\/strong> e <strong>Deutsche Bank<\/strong> potrebbero portare qualche frutto, considerato anche il blocco di 1,8 miliardi disposti dalla Procura di Siena, ma \u00e8 ancora troppo presto per parlarne. L&#8217;unica cosa certa sono i 4 miliardi di <strong>Monti-bond<\/strong> con i quali il Tesoro ha evitato il collasso del Monte e che per\u00f2 impongono ogni anno interessi al 9%.<br \/>\nPer i grillini il \u00abbuco\u00bb\u00a0di Mps ammonterebbe a oltre 20 miliardi, perch\u00e9 il loro calcolo alla\u00a0\u00abcarlona\u00bb somma i 10 miliardi per l&#8217;acquisto di <strong>Antonveneta<\/strong>, i 6 miliardi di restituzione del finanziamento con cui <strong>Santander<\/strong> aveva fornito liquidit\u00e0 all&#8217;istituto padovano e i 4 miliardi dei Monti-bond, per l&#8217;appunto. Grillo ha messo insieme patate e cipolle, ma sul grande pubblico la sparata fa presa. Anche perch\u00e9 il Monte non \u00e8 l&#8217;unico problema di Siena, costretta a fronteggiare un disavanzo di 300 milioni a cui si aggiunge il\u00a0\u00abbuco\u00bb da 200 milioni dell&#8217;Universit\u00e0.<\/p>\n<h3>Le\u00a0\u00abmani\u00bb sulla Fondazione<\/h3>\n<p>Per verificare come il Movimento 5 Stelle di Grillo sia un serio concorrente anche alla poltrona di sindaco basta guardare ai risultati delle politiche dello scorso 24-25 febbraio a Siena. Il centrosinistra ha preso il 39% di cui il 34% del Pd, M5s il 21%, il centrodestra il 20,5% e i montiani il 12,7%. Le candidature a sindaco sono molto frastagliate con i soliti \u00abelementi di disturbo\u00bb della sinistra radicale e i moderati coagulati su Baricentro civico e Impegno per Siena. Se il Pd non dovesse tenere, se i moderati facessero flop e se i grillini continuassero sull&#8217;onda lunga di febbraio (circostanza non accaduta in Friuli), non \u00e8 peregrino ipotizzare un ballottaggio Pd contro Grillo, con il secondo avvantaggiato dall&#8217;essere avulso dal cosiddetto\u00a0\u00ab<strong>sistema-Siena<\/strong>\u00bb (ovvero una citt\u00e0 impiegata in una banca che sostiene la citt\u00e0, che a sua volta governa la banca).<br \/>\nAlessandro Profumo e l&#8217;ad Fabrizio Viola stanno cercando con successo di spezzare questo meccanismo perverso e poco trasparente. Ma la Fondazione Mps con il suo 35% \u00e8 ancora il primo azionista dell&#8217;istituto di credito anche se non ha pi\u00f9 la maggioranza assoluta ed \u00e8 destinata a diluirsi ovemai le cedole dei Monti-bond dovessero essere pagate in azioni e quando sar\u00e0 effettuato l&#8217;aumento destinato a ripagare l&#8217;aiuto di Stato.<br \/>\nLa Fondazione sta riformando il proprio <strong>statuto<\/strong>. Le modifiche prevedono che la sede della banca possa essere spostata da Siena e, soprattutto, un dimagrimento del suo cda, la <strong>deputazione generale<\/strong> che dovrebbe scendere da 16 a 12 componenti. Oggi il Comune di Siena nomina 8 consiglieri ed \u00e8 il vero socio forte della banca. Anche se la sua presenza dovrebbe essere ridotta, sarebbe comunque il primo ente ad avere voce in capitolo sulla gestione del Monte. E se i grillini, per caso, vincessero, Beppe potrebbe chiedere ai suoi amici senesi:\u00a0\u00abAbbiamo una banca?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:Grillo_assemblea_mps.jpg,full,centered] No, Beppe Grillo non \u00e8 Piero Fassino. E sicuramente il presidente di Monte Paschi, Alessandro Profumo, ha uno standing differente (e meno \u00abpolitico\u00bb) di Giovanni Consorte. Ma ci\u00f2 non toglie che &#8211; nel caso di un non improbabile ballottaggio alle prossime elezioni comunali &#8211; il popolare comico possa anche lui pronunciare la celebre frase:\u00a0\u00abAbbiamo una banca?\u00bb. Uno scenario apocalittico? Gli apostoli dell&#8217;anticasta nei gangli della terza banca italiana? Pu\u00f2 accadere, ma spieghiamo perch\u00e9 questa ipotesi non \u00e8 campata per aria. 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