{"id":2100,"date":"2013-04-29T06:56:43","date_gmt":"2013-04-29T06:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=2100"},"modified":"2013-05-24T10:20:54","modified_gmt":"2013-05-24T10:20:54","slug":"litalia-in-svendita-perde-la-borsetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/29\/litalia-in-svendita-perde-la-borsetta\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia in svendita perde la Borsetta"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:Borsa_olycom_da_archivio.JPG,full,centered]<\/p>\n<p>Prima una realt\u00e0 sull&#8217;orlo del fallimento come <strong>Richard Ginori<\/strong>, poi un&#8217;icona delle gioielleria giovanile come <strong>Pomellato<\/strong>: in poco pi\u00f9 di 24 ore i francesi di <strong>Pinault-Ppr\u00a0<\/strong>\u00a0hanno messo le mani su due realt\u00e0 del <em>made in Italy<\/em> di risonanza internazionale. E la maison &#8211; che gi\u00e0 controllava\u00a0<strong>Gucci <\/strong>e <strong>Bottega Veneta<\/strong>\u00a0&#8211; \u00e8 solo uno dei colossi internazionali che hanno preso posto alla tavolata delle pietanze d&#8217;eccezione apparecchiata dal <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/10\/italia-anatomia-di-un-delitto\/\">gran cuciniere della recessione <strong>Mario Monti<\/strong>, \u00a0con la cura di sole tasse che sta facendo morire il Paese<\/a>.<\/p>\n<p>Nei periodi di magra, \u00e8 noto, la <strong>Borsa<\/strong>\u00a0non \u00abpaga\u00bb e anche chi come <strong>Moleskine\u00a0<\/strong>sfida il mercato quotandosi, o al momento del collocamento accetta di concedere uno sconto sul prezzo di vendita ai grandi investitori o \u00e8 probabile che questi stessi gli voltino in breve tempo le spalle. Scappando con in tasca il guadagno accumulato al primo rimbalzo del titolo o, se le quotazioni sono in discesa, volando come condor sulla matricola nell&#8217;attesa che i prezzi divengano stracciati. La speculazione fa parte del mercato. \u00c8 probabile per\u00f2 che, dato il contesto, continuino a cadere nel vuoto gli appelli lanciati da Borsa Italiana e dal suo amministratore delegato\u00a0<strong>Raffaele Jerusalmi<\/strong> nel tentativo di attrarre le aziende del <em>made in Italy<\/em> sul listino.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La quotazione, sia chiaro, \u00e8 potenzialmente una valida alternativa di finanziamento per la corporate-Italia<\/strong><\/span>\u00a0soprattutto in periodi come l&#8217;attuale in cui il canale bancario non presta quasi pi\u00f9 un centesimo. \u00a0Le banche sono state \u00abschienate\u00bb dai 130 miliardi di sofferenze accumulate negli anni in cui hanno prestato denaro anche ad imprese decotte e famiglie scarsamente affidabili sotto il profilo del reddito. Una politica che si prefiggeva il raggiungimento di obiettivi sempre pi\u00f9 ambiziosi, fissati da piani industriali scritti quando ancora si sognava che la crescita dell&#8217;economia reale sarebbe stata quasi senza fine.<\/p>\n<p>La storia dopo il fallimento di <strong>Lehman Brothers<\/strong>, era il 15 settembre \u00a0del 2008, \u00e8 inutile ripercorrerla. La Borsa italiana si \u00e8 ormai ridotta a valere solo il 20% del pil, peraltro anch&#8217;esso in contrazione, ed \u00e8 piombata al ventesimo posto nella classifica mondiale, dopo i listini di molti Paesi cosiddetti \u00abin via di sviluppo\u00bb. Allo stesso modo si assiste da tempo alla caduta del numero delle societ\u00e0 quotate: non per nulla la stessa Pomellato era una di quelle su cui aveva riposto le speranze Jerusalmi. L&#8217;azienda che produce i ciondoli pi\u00f9 amati dalle ragazze era stata infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2012\/10\/11\/la-moda-in-passarella-in-borsa-tra-tacchi-spillo-e-orli-scuciti\/\">tra le modelle \u00a0che a met\u00e0 ottobre \u00a0avevano sfilato nell&#8217;ex salone delle Grida di Palazzo Mezzanotte<\/a>, accompagnate per l&#8217;occasione dagli ambasciatori di <strong>Mediobanca<\/strong>,\u00a0<strong>Bank of America Merrill Lynch<\/strong> e \u00a0<strong>Jp Morgan<\/strong>\u00a0tra i riflettori di\u00a0<em>Vogue.<\/em>\u00a0Di certo non aiutano le tossine, anche in questo caso ereditate dal passato, che stanno paralizzano i fondi di <strong>private equity<\/strong> n\u00e9 \u00a0il fatto di avere a che fare con un <strong>capitalismo familiare<\/strong> e senza capitali da sempre proprio dell&#8217;Italia. \u00a0<strong>Cucinelli<\/strong>\u00a0\u00e8 stata la sola \u00abvera\u00bb matricola del 2012, cos\u00ec come quest&#8217;anno Moleskine, cui si \u00e8 aggiunto qualche debutto sull&#8217;Aim, la porzione del listino dedicato alle piccole imprese che assicura costi e burocrazia ridotta, ma \u00e8 precluso ai piccoli investitori.<\/p>\n<p>Che cosa far\u00e0 il governo di Enrico Letta se risulter\u00e0 un insuccesso \u00a0anche il <strong>progetto &#8220;Pi\u00f9 Borsa&#8221;<\/strong> con cui <strong>\u00a0Consob<\/strong>, <strong>Abi<\/strong>, <strong>Confindustria<\/strong> e <strong>Assogestioni<\/strong> puntano ora a trascinare di forza le piccole e medie imprese italiane sul listino? Mentre l&#8217;Italia si accontenta di una Borsa sempre pi\u00f9 simile a una Borsetta, peraltro ceduta agli inglesi del <strong>London Stock Exchange<\/strong>\u00a0 (Lse) sotto le spoglie di un&#8217;integrazione da subito apparsa squilibrata e sbagliata rispetto al polo alternativo che si andava formando tra i gradi listini europei, i colossi stranieri fanno incetta con le banconote in mano. Comprano i pezzi migliori del made in Italy, incuranti dei mille lacci che Monti ha messo a imprese e famiglie ad esempio con la limitazione al prelievo del contante, e felici che dopo l&#8217;Imu su capannoni e prime case, a molti imprenditori restino solo cambiali.<\/p>\n<p>Non abiureremo, qui, ai principi dell&#8217;economia liberale: lo stesso gruppo Lse \u00e8 nelle mani degli emiri e \u00a0dei loro petroldollari, ma come un boxeur sul \u00a0ring l&#8217;Italia dovrebbe cercare di assestare pi\u00f9 cazzotti di quanti ne riceva. Altrimenti finir\u00e0 al tappeto e \u00a0non avr\u00e0 pi\u00f9 la forza nelle gambe per rialzarsi, nemmeno cercando con i guantoni le corde del ring di Piazza Affari.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:Borsa_olycom_da_archivio.JPG,full,centered] Prima una realt\u00e0 sull&#8217;orlo del fallimento come Richard Ginori, poi un&#8217;icona delle gioielleria giovanile come Pomellato: in poco pi\u00f9 di 24 ore i francesi di Pinault-Ppr\u00a0\u00a0hanno messo le mani su due realt\u00e0 del made in Italy di risonanza internazionale. E la maison &#8211; che gi\u00e0 controllava\u00a0Gucci e Bottega Veneta\u00a0&#8211; \u00e8 solo uno dei colossi internazionali che hanno preso posto alla tavolata delle pietanze d&#8217;eccezione apparecchiata dal gran cuciniere della recessione Mario Monti, \u00a0con la cura di sole tasse che sta facendo morire il Paese. Nei periodi di magra, \u00e8 noto, la Borsa\u00a0non \u00abpaga\u00bb e anche chi come Moleskine\u00a0sfida il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/04\/29\/litalia-in-svendita-perde-la-borsetta\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[27455,70,3138,395807,27454,15714,27453],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2100"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2701,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions\/2701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}