{"id":2457,"date":"2013-05-17T07:37:31","date_gmt":"2013-05-17T07:37:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=2457"},"modified":"2013-08-14T07:52:31","modified_gmt":"2013-08-14T07:52:31","slug":"niente-guadagni-con-twitter-e-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/05\/17\/niente-guadagni-con-twitter-e-facebook\/","title":{"rendered":"Niente guadagni con Twitter e Facebook"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/tweetblog.blogosfere.it\/2011\/12\/twitter-e-stato-piu-popolare-di-facebook-nel-2011.html\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2462\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/Facebook-Twitter.jpg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/Facebook-Twitter.jpg 712w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/Facebook-Twitter-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensate che <strong>Twitter<\/strong> e <strong>Facebook<\/strong> siano in grado di stravolgere il nostro futuro?\u00a0\u00a0Probabilmente vi state sbagliando! Strano ma vero. Ogni giorno i media ci parlano della casa del futuro i cui muri saranno in grado di intefacciarci con i nostri social network preferiti. Eppure la nostra quotidianit\u00e0 \u00e8 ancora legata a schemi decisionali decisamente\u00a0\u00abold economy\u00bb.<\/p>\n<p>Lo rivela una ricerca di <strong>Accenture<\/strong> condotta su un campione di 400 utenti italiani che quotidianamente\u00a0\u00abvivono\u00bb una relazione con un&#8217;azienda in quanto clienti. Ebbene il risultato pi\u00f9 strabiliante \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la presenza sui social network non influenza le decisioni di acquisto<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>In particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>Al\u00a0<strong>32%<\/strong>\u00a0piace che le compagnie siano sui social networks<\/li>\n<li>Il \u00a0<strong>24%<\/strong>\u00a0si fa influenzare dai commenti positivi sui social e \u00a0sempre per il\u00a0<strong>24%<\/strong>\u00a0\u00a0i commenti negativi influiscono sulla decisione di non comprare un prodotto<\/li>\n<li>Il\u00a0<strong>17%<\/strong>\u00a0si fida dei commenti su un prodotto postati da persone che non conosce<\/li>\n<li>Il\u00a0<strong>22%<\/strong>\u00a0si fida dei commenti delle persone che conosce<\/li>\n<li>Per il\u00a0<strong>19%<\/strong>\u00a0l\u2019 uso dei social media ha aumentato la consapevolezza su prodotti e servizi che non conosceva<\/li>\n<\/ul>\n<p>Insomma, circa un italiano su 5 sfrutta Twitter, Facebook o Google+ per migliorare la propria consapevolezza sulle offerte di un&#8217;azienda, sulla qulait\u00e0 dei suoi prodotti. Ma tutti gli altri considerano la presenza su questi canali pi\u00f9 o meno come\u00a0\u00abun proseguimento della pubblicit\u00e0 con altri mezzi.<\/p>\n<p>L&#8217;unica eccezione \u00e8 rappresentata da <strong>Trip Advisor<\/strong>, il social con il quale si giudica un ristorante, un hotel o un servizio turistico in generale. Con i giudizi degli utenti sono influenzate le prenotazioni. Per i beni di largo consumo \u00e8 tutta un&#8217;altra musica!<\/p>\n<p>Eppure gli italiani, nonostante la diffusione della banda larga sia inferiore al livello di altri Paesi industrializzati, sono tra i pi\u00f9 attivi su Internet:<\/p>\n<ul>\n<li>Solo il <strong>5%<\/strong> degli italiani contro l&#8217;8% dei paesi maturi\u00a0<strong>non<\/strong>\u00a0cerca informazioni sui social network sulle compagnie e sulle loro offerte. il 72% \u00a0del campione le cerca.<\/li>\n<li>Il 47%\u00a0<strong>non<\/strong>\u00a0scrive su blog e social network commenti sulle compagnie contro il\u00a0<strong>66%<\/strong>\u00a0della media dei paesi maturi.<\/li>\n<li>Il\u00a0<strong>35%<\/strong>\u00a0non interagisce (contro il\u00a0<strong>56%<\/strong>\u00a0dei paesi maturi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;italiano \u00e8 un \u00abmaniaco di Google\u00bb e dei siti di comparazione online, soprattutto quando si cercano informazioni sull&#8217;acquisto che si intende effettuare. Ma alla fine la decisione \u00e8 individuale, dipende da fattori totalmente personali (percettivi o sensoriali, come direbbero gli esperti).<\/p>\n<p>Accenture, essendo una societ\u00e0 di consulenza, lancia un caveat alle imprese clienti:\u00a0\u00abAttenzione! Questa particolare propensione all&#8217;utilizzo di Internet si rovescia se l&#8217;esperienza \u00e8 negativa\u00bb. Soprattutto se si parla di customer service (ossia il caro e vecchio call center). L\u201980% degli italiani utilizza il passaparola con parenti amici e colleghi di lavoro mentre \u00a0il 33% posta commenti\u00a0<strong>online<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel caso di cambio di provider di beni\/servizi:<\/p>\n<ul>\n<li>il customer service poteva \u201cfare qualcosa\u201d secondo l\u2019<strong>86%\u00a0<\/strong>degli intervistati.<\/li>\n<li>per il\u00a0<strong>57%<\/strong>\u00a0di loro il customer service doveva risolvere i problemi\u00a0 al primo contatto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un operatore gentile e preparato conta pi\u00f9 della freddezza di un computer. Anche nell&#8217;\u00ab<strong>era dell&#8217;accesso<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Pensate che Twitter e Facebook siano in grado di stravolgere il nostro futuro?\u00a0\u00a0Probabilmente vi state sbagliando! Strano ma vero. 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