{"id":262,"date":"2012-11-07T21:04:46","date_gmt":"2012-11-07T21:04:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=262"},"modified":"2013-06-09T19:15:08","modified_gmt":"2013-06-09T19:15:08","slug":"election-day-3-ora-il-lunedi-nero-non-fa-piu-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2012\/11\/07\/election-day-3-ora-il-lunedi-nero-non-fa-piu-paura\/","title":{"rendered":"Election Day #3 &#8211; Ora il luned\u00ec nero non fa pi\u00f9 paura"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Italia\u00a0siamo troppo spesso abituati a voltarci indietro per trovare una qualche sorta di indicazione (se non un oracolo che ci indichi la strada giusta per il futuro). Un anniversario, una celebrazione, un ricordo diventano quasi un obbligo anche per avvenimenti che italiani non sono. Nelle scorse settimane molte parole sono state spese per ricordare il venticinquesimo anniversario del <strong>Black Monday<\/strong>, ovvero del pi\u00f9 grande crollo di <strong>Wall Street<\/strong> in una sola seduta (-22,6% in un giorno, -30% considerando anche il venerd\u00ec precedente). Negli Stati Uniti l&#8217;anniversario \u00e8 stato abbastanza trascurato, ma vale la pena esaminare che cosa accadde per confrontarci con quello che potrebbe accadere.<\/p>\n<p>[photopress:BLACKMONDAY2.png,full,pp_image]<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il grafico del <strong>Dow Jones<\/strong> nel periodo precedente e successivo al Black Monday. A Wall Street la parte finale del 1987 segnava il conseguimento di un nuovo massimo storico per l&#8217;indice di Borsa intorno a quota 2.700 punti. Poi, l&#8217;apertura di un nuovo fronte di conflittualit\u00e0\u00a0nel <strong>Golfo Persico<\/strong>\u00a0indusse gli operatori a dare il via alle vendite, anche per prendere profitto sui guadagni appena realizzati. L&#8217;assenza di meccanismi di compensazione che instradassero le operazioni entro una \u00abfascia di sicurezza\u00bb produssero il crollo che evoc\u00f2 gli spettri della <strong>crisi del 1929<\/strong> (ben prima di quella che stiamo attraversando).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro dato da analizzare nel grafico: il fatto che le quotazioni si siano mantenute entro una fascia di oscillazione molto contenuta attorno ai 2.000 punti per circa due anni. Si \u00e8 trattato solo di una questione di paura?<\/p>\n<p>[photopress:fed_funds_rate.png,full,pp_image]<\/p>\n<p>Come si vede dall&#8217;immagine qui sopra la risposta \u00e8 negativa.\u00a0L&#8217;\u00abingorgo\u00bb delle quotazioni \u00e8 stato in parte determinato\u00a0dalla <strong>Fed<\/strong>. La banca centrale americana, infatti, mantenne i tassi di interesse su livelli elevati (tra l&#8217;8 e il 10%) nonostante l&#8217;economia americana fosse in una fase di assestamento. Insomma, <strong>Washington<\/strong> aveva\u00a0frenato la liquidit\u00e0 alzando i tassi di interesse nonostante l&#8217;inflazione gi\u00e0 a partire al 1986 non costituisse pi\u00f9 una minaccia per l&#8217;economia statunitense. \u00c8 chiaro che se tenere il denaro fermo in banca consente di\u00a0ottenere un guadagno sicuro (e anche protetto visto un incremento moderato dei prezzi), la tendenza generalizzata sar\u00e0 quella di prelevare i risparmi dalla Borsa e metterli sul proprio libretto di risparmio.<\/p>\n<p>La storia, per\u00f2, non si ferma.<\/p>\n<p>[photopress:INDU.png,full,pp_image]<\/p>\n<p>Wall Street in questi 25 anni \u00e8 andata avanti e oggi veleggia abbastanza costantemente sopra quota 13.000. Questi 25 anni non sono passati invano, ma &#8211; indipendentemente dal governo (si chiamasse <strong>Clinton<\/strong>, <strong>Bush<\/strong> oppure <strong>Obama<\/strong>)\u00a0&#8211; il mercato finanziario e le imprese sono sempre stati considerati un vero patrimonio da salvaguardare. L&#8217;11 settembre e anche la crisi dei subprime hanno rappresentato una pausa in un movimento comunque espansivo.<\/p>\n<p>Il\u00a0dubbio che continua a tormentare i risparmiatori resta per\u00f2 sempre lo stesso: pu\u00f2 ricapitare un altro Black Monday? Oggi i software di gestione degli scambi fermerebbero le contrattazioni in presenza di flessioni super come quelle registrate 25 anni fa.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; In Italia\u00a0siamo troppo spesso abituati a voltarci indietro per trovare una qualche sorta di indicazione (se non un oracolo che ci indichi la strada giusta per il futuro). 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