{"id":3219,"date":"2013-06-20T06:15:07","date_gmt":"2013-06-20T06:15:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=3219"},"modified":"2013-06-20T06:15:07","modified_gmt":"2013-06-20T06:15:07","slug":"finanziarie-alla-canna-del-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/06\/20\/finanziarie-alla-canna-del-gas\/","title":{"rendered":"Finanziarie alla canna del gas"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Euri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3248\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Euri.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Euri.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Euri-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u201980% delle <strong>societ\u00e0 finanziarie non bancarie<\/strong> attive in Italia rischia di uscire dal\u00a0mercato in seguito all\u2019andamento negativo dell\u2019economia e, soprattutto, in seguito alle novit\u00e0 introdotte dal\u00a0Decreto Legislativo 141\/2010. Si tratta della nuova disciplina del <strong>credito al consumo<\/strong> che da un lato estende i diritti dei consumatori (recesso, rimborso anticipato) e dall&#8217;altro lato amplia i doveri delle societ\u00e0 finanziarie che, sotto la vigilanza di <strong>Bankitalia<\/strong>, sono obbligate a una maggiore trasparenza, al rispetto dei requisiti di onorabilit\u00e0 e, soprattutto, al mantenimento di soglie determinate di solidit\u00e0 patrimoniale.<\/p>\n<p>Lo studio condotto da <strong>Sestante Culturae<\/strong>, associazione\u00a0culturale costituita per studiare le trasformazioni in atto nell\u2019intermediazione finanziaria, ha analizzato i bilanci 2011 di oltre 500 societ\u00e0 finanziarie che operano nel leasing, nel factoring, nel credito al consumo e\u00a0nell\u2019erogazione di finanziamenti.Le imprese oggetto dello studio hanno\u00a0servito nel 2011 500 mila clienti con un organico di 17.500 dipendenti.<\/p>\n<p>La normativa secondaria, in corso di elaborazione da Banca d\u2019Italia, introdurr\u00e0 <span style=\"text-decoration: underline\">requisiti\u00a0organizzativi, amministrativi e patrimoniali pi\u00f9 stringenti<\/span> che, tra l\u2019altro, si tradurranno in un\u00a0incremento medio dei costi a carico delle societ\u00e0. A seconda delle dimensioni e della struttura\u00a0organizzativa, l\u2019incremento potr\u00e0 variare da decine a centinaia di migliaia di euro all\u2019anno,\u00a0comprimendo i margini di imprese gi\u00e0 penalizzate dalle difficolt\u00e0 nel funding e dalla diminuzione\u00a0dell\u2019attivit\u00e0 creditizia.<\/p>\n<p>Nel 2011 le 547 societ\u00e0 analizzate hanno complessivamente conseguito ricavi per 13,8 miliardi di\u00a0euro in seguito all\u2019erogazione di finanziamenti per circa 200 miliardi di euro, per due terzi concessi\u00a0a imprese e per il restante terzo a privati.<br \/>\nDall\u2019analisi del conto economico \u00e8 emerso che:<\/p>\n<ul>\n<li>133 societ\u00e0 hanno un Ebitda negativo;<\/li>\n<li>220 hanno registrato un Ebitda inferiore al 30%;<\/li>\n<li>solo 194 aziende presentano un Ebitda superiore al 30%, ritenuto minimo per una gestione profittevole.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La prossima applicazione del decreto rischia di avere un effetto esiziale per molte societ\u00e0.\u00a0La normativa secondaria che Banca d\u2019Italia sta per emanare impone nuovi requisiti organizzativi,\u00a0amministrativi e patrimoniali secondo un principio di proporzionalit\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\">L\u2019accesso al mercato sar\u00e0\u00a0inoltre limitato dall\u2019introduzione di un <strong>capitale minimo<\/strong> di due milioni di euro (rispetto agli attuali 600\u00a0mila euro) per ottenere l\u2019autorizzazione all\u2019attivit\u00e0 di concessione di finanziamenti<\/span>.<\/p>\n<p>Simulando gli effetti della normativa sul conto economico delle oltre 500 societ\u00e0, la ricerca di\u00a0Sestante Culturae ha concluso che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>solo una su cinque avr\u00e0 i numeri per restare sul mercato<\/strong><\/span>.\u00a0I nuovi requisiti impongono a ogni azienda, di fatto, livelli di ricavo non inferiori a dieci milioni di\u00a0euro all\u2019anno. Al di sotto di questa soglia, le societ\u00e0 saranno costrette a sforzi straordinari (fusioni,\u00a0riduzione dei costi attraverso esternalizzazione dei servizi, forte incremento dell\u2019attivit\u00e0 creditizia)\u00a0per poter ottenere livelli di profittabilit\u00e0 sufficienti o, come ultima ratio, a definire una <em>exit strategy<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abI princ\u00ecpi che hanno ispirato ildecreto sono sostanzialmente condivisibili perch\u00e9\u00a0impongono obiettivi di trasparenza e stabilit\u00e0 a garanzia del mercato\u00bb, ha dichiarato Mario Basilico,\u00a0direttore di Sestante Culturae. \u00abD\u2019altra parte &#8211; aggiunge &#8211; il trend gi\u00e0 in atto evidenzia una naturale riduzione\u00a0del numero di operatori. Molti altri saranno indotti a valutare, in alternativa all\u2019uscita dal mercato,\u00a0ipotesi di aggregazione per raggiungere livelli dimensionali adeguati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u201980% delle societ\u00e0 finanziarie non bancarie attive in Italia rischia di uscire dal\u00a0mercato in seguito all\u2019andamento negativo dell\u2019economia e, soprattutto, in seguito alle novit\u00e0 introdotte dal\u00a0Decreto Legislativo 141\/2010. Si tratta della nuova disciplina del credito al consumo che da un lato estende i diritti dei consumatori (recesso, rimborso anticipato) e dall&#8217;altro lato amplia i doveri delle societ\u00e0 finanziarie che, sotto la vigilanza di Bankitalia, sono obbligate a una maggiore trasparenza, al rispetto dei requisiti di onorabilit\u00e0 e, soprattutto, al mantenimento di soglie determinate di solidit\u00e0 patrimoniale. 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