{"id":393,"date":"2012-11-19T21:00:01","date_gmt":"2012-11-19T21:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=393"},"modified":"2013-06-09T19:10:22","modified_gmt":"2013-06-09T19:10:22","slug":"il-credit-suisse-non-da-credito-allitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2012\/11\/19\/il-credit-suisse-non-da-credito-allitalia\/","title":{"rendered":"Il Credit Suisse non fa credito all&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il\u00a0<strong>Credit Suisse<\/strong>\u00a0non si lascia conquistare dai saldi di Piazza Affari e lascia appeso il cartello \u00abtrattare con cautela\u00bb sui bilanci delle grandi banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi e Ubi Banca<\/p>\n<p>Al palato della casa elvetica, che ieri hanno diffuso uno studio ad hoc, \u00a0la preferita resta\u00a0<strong>Intesa Sanpaolo<\/strong>\u00a0di <strong>Enrico Tomaso Cucchiani<\/strong>, cui gli analisti del Credit Suisse riconoscono una redditivit\u00e0 strutturale pi\u00f9 elevata del resto del settore: il giudizio resta\u00a0\u00a0\u00abneutrale\u00bb, con un target price per\u00f2 arrotondato da 1,35 a ,140 euro. Va un po&#8217; peggio alla\u00a0<strong>Unicredit<\/strong>\u00a0di <strong>Federico Ghizzoni<\/strong> che, a causa degli irrisolti nodi del sistema Italia, \u00a0si vede tagliare il prezzo obiettivo da 3,60 a 3,35 euro, sempre con pagella \u00abneutrale\u00bb. Non molto diversa la sentenza per\u00a0<strong>Ubi Banca<\/strong>\u00a0di <strong>Victor Massiah<\/strong>, cui il Credit Suisse conferma il prezzo obiettivo di 2,5 euro ma ritiene si\u00a0muover\u00e0 peggio del mercato (il giudizio \u00e8 <em>underperform<\/em>). \u00a0In fondo alla lista <strong>Monte dei Paschi<\/strong> che paga il prestito speciale ottenuto dal Tesoro, prima con i Tremonti-bond poi con i Monti-bond, e un terzo trimestre comunque debole sotto il profilo dei risultati: anche per l&#8217;istituto guidato da <strong>Fabrizio Viola<\/strong> il verdetto \u00e8 <em>underperform<\/em>, con target price appena limato da 16 a 15 centesimi.<\/p>\n<p>Il momento \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile per la <strong>Banca Popolare di Milano<\/strong> di <strong>Andrea Bonomi<\/strong> e <strong>Piero Montani<\/strong>, che ha deciso una reazione muscolare per tentare di fermare la scure lasciata intravedere lo scorso fine settimana da <strong>Moody&#8217;s<\/strong> (il rating di Bpm \u00e8 stato sotto osservazione minacciando la possibile riduzione). Piazza Meda\u00a0ha espresso \u00abdisappunto per il modo in cui tale decisione \u00e8 maturata\u00bb, dicendosi pronta a a tutto per tutelare la banca, i suoi azionisti e gli investitori visto che, malgrado pi\u00f9 volte invitati, \u00abnessun analista di Moody\u2019s ha ritenuto necessario incontrare il nuovo management\u00bb che con Bonomi sta cercando di risollevare le sorti dell\u2019istituto sotto gli occhi attenti di <strong>Bankitalia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0Credit Suisse\u00a0non si lascia conquistare dai saldi di Piazza Affari e lascia appeso il cartello \u00abtrattare con cautela\u00bb sui bilanci delle grandi banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi e Ubi Banca Al palato della casa elvetica, che ieri hanno diffuso uno studio ad hoc, \u00a0la preferita resta\u00a0Intesa Sanpaolo\u00a0di Enrico Tomaso Cucchiani, cui gli analisti del Credit Suisse riconoscono una redditivit\u00e0 strutturale pi\u00f9 elevata del resto del settore: il giudizio resta\u00a0\u00a0\u00abneutrale\u00bb, con un target price per\u00f2 arrotondato da 1,35 a ,140 euro. 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