{"id":4360,"date":"2013-10-17T19:31:05","date_gmt":"2013-10-17T19:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=4360"},"modified":"2013-10-20T15:38:58","modified_gmt":"2013-10-20T15:38:58","slug":"letta-fa-un-cadeau-alle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/10\/17\/letta-fa-un-cadeau-alle-banche\/","title":{"rendered":"Letta fa un cadeau da un miliardo alle banche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/letta-archivio2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-large wp-image-4374\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/letta-archivio2-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"340\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>Legge di Stabilit\u00e0 <\/strong>contiene <strong>un aiuto da almeno un miliardo<\/strong>\u00a0per le principali banche italiane, che nel 2014 dovrebbero cos\u00ec veder aumentare l&#8217;utile per azione di una media del 7% e l&#8217;anno successivo del 5%, con un risparmio sul carico fiscale rispettivamente di 560 e 502 milioni. A fare i conti sono gli analisti di <strong>Mediobanca Securities,<\/strong> analizzando l\u2019ultima bozza del provvedimento allo studio del <strong>governo Letta:<\/strong> la prospettiva \u00e8 che le banche e i gruppi assicurativi del nostro Paese possano dedurre le <strong>perdite sui crediti<\/strong> in cinque anni e non pi\u00f9 in 18 anni come adesso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/patuelli-archivio1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-4392\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/patuelli-archivio1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La misura \u00e8 da tempo nel cuore dell&#8217;<strong>Abi <\/strong>di <strong>Antonio Patuelli<\/strong>, l&#8217;associazione che cura le lobby dell&#8217;industria del credito, ed \u00e8 volta a ridurre il gap esistente anche in termini di concorrenza rispetto a quanto accade nel resto d\u2019Europa. Per avere un\u2019idea dell\u2019importanza del <em>cadeau<\/em> e della sua urgenza, basta per\u00f2 qui ricordare che il sistema bancario italiano \u00e8 schiacciato da 340 miliardi di crediti deteriorati, considerando la somma di sofferenze (140 miliardi) e \u00a0incagli. Come abbiamo gi\u00e0 scritto su questo blog si tratta di <a href=\"http:\/\/wp.me\/p3j6cp-C6\">una bomba inesplosa<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/sileoni1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-4393\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/10\/sileoni1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La concessione del governo ha offerto cos\u00ec spazio al fronte sindacale per lanciarsi in un&#8217;altra battaglia nell&#8217;ambito della guerra finale in corso contro l&#8217;associazione di Palazzo Altieri dopo la disdetta del contratto nazionale. A denunciare nuovamente la \u201cpolitica dei due forni\u201d del sistema bancario \u00e8 stata la <strong>Fabi<\/strong>, il primo sindacato del settore con 100mila iscritti. Il significato del dardo scagliato dal segretario <strong>Lando Maria Sileoni<\/strong> \u00e8 inequivocabile: le banche non possono pensare di ricevere con una mano dall&#8217;esecutivo, mentre con l\u2019altra rompono la cornice normativa che regola la vita dei 300mila addetti che lavorano nelle filiali e negli uffici di back office. Senza contare la prospettiva, messa per iscritto da Palazzo Altieri nella lettere di disdetta, che se i sindacati non accetteranno di tornare al tavolo e trovare un punto di incontro, la categoria potrebbe restare senza un accordo nazionale. A quel punto avrebbe campo libero la deregulation perch\u00e9, dopo decenni di concertazione, la contrattazione avverrebbe solo banca per banca. La Fabi, insiste Sileoni, ha \u00absostenuto la necessit\u00e0\u00bb di questo provvedimento fiscale e lo accoglie \u00abcon soddisfazione, nonostante l\u2019atteggiamento di qualche banchiere che lo ritiene insufficiente, quando in realt\u00e0 \u00e8 un passo avanti significativo per l\u2019allineamento del sistema bancario italiano\u00bb \u00a0alle concorrenti europee. Nelle parole di Sileoni, la premessa sistemica si trasforma per\u00f2 quasi subito in uno schiaffo sul viso dell\u2019Abi<strong>:<\/strong> l\u2019esecutivo Letta ha dimostrato una \u00abparticolare attenzione\u00bb per il sistema bancario, \u00abattenzione\u00bb\u00a0&#8211; attacca il sindacalista &#8211;\u00a0che invece Palazzo Altieri \u00abnon ha verso i lavoratori\u00bb del settore. Il riferimento \u00e8 alla decisione dell&#8217;Abi di rottamare il contratto con dieci mesi d\u2019anticipo rispetto alla sua scadenza naturale prevista a giugno 2014.<\/p>\n<p>Da qui lo sciopero nazionale, gi\u00e0 indetto per gioved\u00ec 31 ottobre da tutte le sigle del credito (oltre alla Fabi, Fiba, Fisac, Uilca, Ugl, Sinfub e Dircredito): \u00e8 la prima volta dal 2000. Pi\u00f9 nel dettaglio, nei progetti dell\u2019Abi il nuovo contratto dovrebbe essere riformulato su due livelli contributivi: uno per i lavoratori del commerciale e un altro per l\u2019\u00abimproduttivo\u00bb back office. Gli over 50 pi\u00f9 esperti sarebbero invece riconvertiti in figure consulenziali simili ai promotori finanziari, mentre alcuni degli addetti pi\u00f9 anziani sarebbero accompagnati alla pensione tramite una apposita revisione del Fondo Esuberi, che dovrebbero essere trasformarlo in un Ente bilaterale. La mossa mira a saltare i tempi oggi imposti dall\u2019Inps e ad allungare lo scivolo di uscita a 7 anni rispetto ai 5 attuali.<\/p>\n<p>I toni utilizzati dalle parti dimostrano che le posizioni ufficiali restano distanti ma, come anticipato da <em>il Giornale<\/em>, si sta gi\u00e0 cercando un filo di ferro abbastanza forte per saturare la ferita dopo lo sciopero di fine mese: l&#8217;idea \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/banche-crisi-si-preparano-vendere-sim-credito-disdetta-957728.html\">allargare l\u2019offerta commerciale delle banche<\/a>\u00a0a prodotti &#8220;collaterali&#8221; e non finanziari, cos\u00ec che le famiglie italiane possano entrare nella filiale sotto casa anche solo per comperare biglietti ferroviari, aerei, teatrali o sottoscrivere contratti telefonici, energetici e forse anche immobiliari; le piccole e medie imprese troverebbero invece servizi di assistenza, per esempio fiscali e per la compilazione del bilancio.<\/p>\n<p>Tornando allo studio di Mediobanca Securities, saranno nello specifico la Popolare dell\u2019Emilia Romagna e il Credito Valtellinese (quindi due coopertive) le banche che beneficeranno maggiormente del provvedimento contenuto nelle Legge di Stabilit\u00e0, con un aumento potenziale fino al 20% degli utili attesi nel 2014. Per\u00a0Unicredit si calcola invece un miglioramento del 5% dei profitti, per Intesa Sanpaolo del 6% e per il Credem del 3 per cento.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; La Legge di Stabilit\u00e0 contiene un aiuto da almeno un miliardo\u00a0per le principali banche italiane, che nel 2014 dovrebbero cos\u00ec veder aumentare l&#8217;utile per azione di una media del 7% e l&#8217;anno successivo del 5%, con un risparmio sul carico fiscale rispettivamente di 560 e 502 milioni. A fare i conti sono gli analisti di Mediobanca Securities, analizzando l\u2019ultima bozza del provvedimento allo studio del governo Letta: la prospettiva \u00e8 che le banche e i gruppi assicurativi del nostro Paese possano dedurre le perdite sui crediti in cinque anni e non pi\u00f9 in 18 anni come adesso. La misura [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/10\/17\/letta-fa-un-cadeau-alle-banche\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[15706],"tags":[15768,7663,36406,22703,22705,12997,23342],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4360"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4360"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4409,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4360\/revisions\/4409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}