{"id":4630,"date":"2013-12-03T16:14:25","date_gmt":"2013-12-03T16:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=4630"},"modified":"2013-12-03T16:24:15","modified_gmt":"2013-12-03T16:24:15","slug":"litalia-si-ipoteca-anche-lo-stipendio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/12\/03\/litalia-si-ipoteca-anche-lo-stipendio\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia si ipoteca anche lo stipendio"},"content":{"rendered":"<p>Sette anni di recessione e la cura di sole tasse imposta a famiglie e imprese dai palazzi del potere hanno spinto l\u2019Italia sul lastrico. Pi\u00f9 di un italiano su quattro, quando cerca di <strong><span style=\"text-decoration: underline\">ottenere un prestito personale, \u00e8 ormai costretto a ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio, <\/span><\/strong>vale a dire della riduzione del proprio salario in una quota massima del 20%: il reddito<strong> <\/strong>di chi\u00a0 tenta questa strada \u00e8 di norma di poco superiore a 1.600 euro.<\/p>\n<p>Il dato, che mal si sposa con il ritornello con cui il sistema bancario e la sua lobby sostiene che il flusso degli impieghi sono ormai in ripresa, emerge dall\u2019analisi condotta da <strong>Facile.it <\/strong>e <strong>Prestiti.it: <\/strong>per precisione tra maggio e ottobre 2013 il 25,9% delle richieste di finanziamento rientra in questa tipologia. Ma a dare la misura dell\u2019emergenza \u00e8 anche il fatto che la quota \u00e8 salita di quasi 10 punti percentuali in soli 18 mesi. (a maggio 2012 era il 16,4%).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/tabella11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4638\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/tabella11-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/tabella11-204x300.jpg 204w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/tabella11.jpg 334w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a>\u00abIl crescente ricorso alla cessione del quinto \u2013 chiarisce <strong>Lorenzo Bacca<\/strong> di<strong> <\/strong>Facile.it \u2013 si spiega anche con la particolare natura di questo finanziamento, l\u2019unico a cui possono accedere anche i protestati\u00bb. Le domande si concentrano tra i lavoratori dipendenti delle aziende (58,6%), ma quasi il 16% delle cessioni sono invece legate a una pensione. L\u2019importo medio finanziato ammonta a 17.000 euro<strong> <\/strong>(erano 20.000 euro nel maggio 2012) e la si formula a 44 anni<strong>: <\/strong>al vertice c\u2019\u00e8 la<strong> <\/strong>Sardegna (19.000 euro la richiesta media), ma sono nove le regioni oltre 17.000 euro.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; \u00a0Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sette anni di recessione e la cura di sole tasse imposta a famiglie e imprese dai palazzi del potere hanno spinto l\u2019Italia sul lastrico. Pi\u00f9 di un italiano su quattro, quando cerca di ottenere un prestito personale, \u00e8 ormai costretto a ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio, vale a dire della riduzione del proprio salario in una quota massima del 20%: il reddito di chi\u00a0 tenta questa strada \u00e8 di norma di poco superiore a 1.600 euro. 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