{"id":4749,"date":"2013-12-31T07:03:51","date_gmt":"2013-12-31T07:03:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=4749"},"modified":"2013-12-31T07:03:51","modified_gmt":"2013-12-31T07:03:51","slug":"coca-cola-batte-lady-gaga-mc-donalds-straccia-gli-one-direction","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/12\/31\/coca-cola-batte-lady-gaga-mc-donalds-straccia-gli-one-direction\/","title":{"rendered":"Coca Cola batte Lady Gaga. Mc Donald&#8217;s straccia gli One Direction"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/CokeGaga.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4763\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/CokeGaga.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/CokeGaga.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/CokeGaga-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Freddie Mercury, \u00a0Madonna <\/strong>e i<strong> Beatles<\/strong> appartengono al passato. Cantanti e gruppi musicali non hanno la forza di mercato per opporsi ai brand attorno cui stanno plasmando sempre pi\u00f9 consensi i \u00a0torni di <strong>Facebook, Twitter<\/strong> e degli altri social network. Dall\u2019abbigliamento alle auto, dall\u2019alta moda al caff\u00e8, i prodotti-icona stanno scaldando Internet, mettendo in rete le esperienze dei loro fan, e fornendo spunti di discussione sulla vita delle rockstar. Il primato spetta a Nescaf\u00e9, il brand che ha lanciato il fenomeno del brunch, ha superato i 13,6 milioni di seguaci, superando cos\u00ec quelli i 10 milioni circa che possono contare tutti insieme \u00a0Mika, Laura Pausini, Jim Morrison e Freddy Mercury. <strong>Coca Cola<\/strong>, con i suoi oltre 76 milioni di fan, batte <strong>Miley Cyrus<\/strong> \u00a0(quasi 34 milioni) e la somma dei fan di Madonna e dei Rolling Stones (31 milioni) \u00e8 inferiore a quelli della Red Bull ( 41 milioni). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Tabella-marchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4757\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Tabella-marchi.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"210\" \/><\/a><\/p>\n<p>A fare i calcoli \u00e8 uno studio promosso dall&#8217;<strong>agenzia di mood marketing Found!<\/strong>, che ha monitorato le pagine Facebook ufficiali dei piu\u2019 famosi brand appartenenti a diversi settori merceologici, allo scopo di verificare in che modo il social network pi\u00f9 famoso al mondo li ha elevati a icone pop amate da milioni di persone. <strong>Ferrari<\/strong> ed <strong>Harley Davidson<\/strong> vanno cos\u00ec piu\u2019 veloci di Vasco Rossi: Maranello conta oltre 12 milioni di fan contro i 3,5 milioni del rocker emiliano, mentre Gucci, capofila nel settore del lusso, fa prevalere i quasi 12 milioni di appassionati sui fans di Robbie Williams, fermi a 4,2 milioni. E se i 76 milioni di Coca Cola battono i quasi 61 di <strong>Lady Gaga<\/strong>, stupisce come i fan della Red Bull siano quasi 3 volte superiori rispetto a quelli dell\u2019intramontabile Madonna (41 milioni a 14).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Coke1D.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4764\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Coke1D.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Coke1D.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/12\/Coke1D-300x153.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Campanello d\u2019allarme anche per i sostenitori di <strong>Justin Bieber<\/strong> (oltre 57 milioni) e non se la passano bene nemmeno gli appassionati degli <strong>One Direction<\/strong> (oltre 22 milioni) battuti dagli amanti\u00a0 di <strong>McDonald\u2019s<\/strong>, quasi 30 milioni. I fan di <strong>Dolce &amp; Gabbana<\/strong> ( 7,5 milioni) riescono a tener bada a quelli di due icone della musica italiana, come Emma Marrone (2,2 milioni) ed Eros Ramazzotti (3). Il brand dell&#8217;abbigliamento Zara con oltre 19 milioni di iscritti batte Ligabue (2,6 milioni) e Bruce Springsteen conta meno seguaci (3,7 milioni) di Harley Davidson (5 milioni).<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Freddie Mercury, \u00a0Madonna e i Beatles appartengono al passato. Cantanti e gruppi musicali non hanno la forza di mercato per opporsi ai brand attorno cui stanno plasmando sempre pi\u00f9 consensi i \u00a0torni di Facebook, Twitter e degli altri social network. Dall\u2019abbigliamento alle auto, dall\u2019alta moda al caff\u00e8, i prodotti-icona stanno scaldando Internet, mettendo in rete le esperienze dei loro fan, e fornendo spunti di discussione sulla vita delle rockstar. Il primato spetta a Nescaf\u00e9, il brand che ha lanciato il fenomeno del brunch, ha superato i 13,6 milioni di seguaci, superando cos\u00ec quelli i 10 milioni circa che possono contare [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/12\/31\/coca-cola-batte-lady-gaga-mc-donalds-straccia-gli-one-direction\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[15726],"tags":[12973,773,4435,4319,15808,40108,40107,40105,1996],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4749"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4749"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4771,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4749\/revisions\/4771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}