{"id":4776,"date":"2014-01-07T08:49:02","date_gmt":"2014-01-07T08:49:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=4776"},"modified":"2014-01-07T08:49:02","modified_gmt":"2014-01-07T08:49:02","slug":"spread-un-imbroglio-lungo-53-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/01\/07\/spread-un-imbroglio-lungo-53-anni\/","title":{"rendered":"Spread, un imbroglio lungo 53 anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/01\/54annidispread.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4778\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/01\/54annidispread.png\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/01\/54annidispread.png 886w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/01\/54annidispread-300x232.png 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo bellissimo grafico lo abbiamo preso dal <strong><a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\" target=\"_blank\">blog del professor Alberto Bagnai<\/a><\/strong>, associato di Politica economica all&#8217;Universit\u00e0 di Chieti e teorico della necessit\u00e0 di abbandonare l&#8217;euro. Bagnai ha postato questo grafico senza alcun commento, lasciando ai suoi <em>follower<\/em> il compito di dedurne le conseguenze.<\/p>\n<p>Gli attenti lettori del <strong>Giornale<\/strong> e di <em>Wall &amp; Street<\/em> saprebbero sicuramente commentarlo come e meglio di noi. Basterebbe soltanto andare a riguardare, ad esempio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/fine-dellimbroglio-spread-e-i-falsi-meriti-monti-e-letta-980441.html\" target=\"_blank\">l&#8217;ultimo dossier dell&#8217;economista e capogruppo di <strong>Forza Italia<\/strong> alla Camera, <strong>Renato Brunetta<\/strong><\/a>, oppure <a href=\"http:\/\/wp.me\/p3j6cp-mQ\" target=\"_blank\">l&#8217;intervista al docente della Cattolica <\/a><strong><a href=\"http:\/\/wp.me\/p3j6cp-mQ\" target=\"_blank\">Claudio Borghi Aquilini<\/a>.<\/strong>\u00a0Eppure Bagnai, in realt\u00e0, ci dice anche qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ovviamente, la tesi di fondo \u00e8 smontare l&#8217;ottimismo di <strong>Enrico Letta<\/strong> e di <strong>Fabrizio Saccomanni<\/strong> sui meriti del governo. Bagnai \u00e8 soprattutto avverso all&#8217;europeismo del <strong>Pd<\/strong> che, come forza di governo, contribuisce a precipitare l&#8217;Italia verso un futuro carico di insidie a causa del Fiscal Compact. <a href=\"http:\/\/www.camilloblog.it\/archivio\/2013\/12\/29\/come-davide-serra-cambierebbe-litalia\/\" target=\"_blank\">Come ha fatto notare <\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.camilloblog.it\/archivio\/2013\/12\/29\/come-davide-serra-cambierebbe-litalia\/\" target=\"_blank\">Davide Serra<\/a><\/strong>, creatore del <strong>Fondo Algebris<\/strong> e sponsor di Matteo Renzi, \u00abdobbiamo trovare 50 miliardi di euro l\u2019anno per dieci anni, come dice il Fiscal Compact che abbiamo firmato. Del resto quando un\u2019azienda \u00e8 sovraindebitata, non devi far altro che aggiustare la struttura del debito\u00bb.<br \/>\nAndiamo, perci\u00f2, al dunque. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Lo spread non \u00e8 sceso perch\u00e9 il governo sia stato particolarmente bravo. Non \u00e8 nemmeno sceso perch\u00e9 i tassi della Germania sono ultimamente risaliti al 2% e noi siamo rimasti fermi al 4% sui decennali.<\/strong><\/span> Lo spread \u00e8 un <strong>benchmark<\/strong>, un parametro che tende a restare stabile nel medio periodo e misura il premio che un emittente deve offrire rispetto al titolo considerato pi\u00f9 sicuro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Se lo spread \u00e8 calato, ci ricorda Bagnai parafrasando Borghi Aquilini, \u00ab\u00e8 perch\u00e9 nei mercati c&#8217;\u00e8 la percezione che l&#8217;area euro non collasser\u00e0 nel breve termine e dunque si pu\u00f2 investire tanto sulla Germania quanto sull&#8217;Italia e sulla Spagna (che, detto tra noi, ha uno spread pi\u00f9 basso di quello italiano)\u00bb.<\/strong><\/span> Bagnai (ma questo lo dice anche Brunetta) ci ricorda che i mercati hanno un funzionamento oligopolistico (pochi intermediari sono in grado di decidere sulla sorte di un particolare titolo o di un intero Paese) e perci\u00f2, <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2013\/11\/22\/silvio-berlusconi-volevo-uscire-euro-sinn_n_4322353.html\" target=\"_blank\">come con una telefonata sono partite le vendite di Btp costringendo <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> al passo indietro<\/a> nel novembre del 2011, cos\u00ec una telefonata pu\u00f2 far ripartire gli acquisti se Mario Draghi e la Bce convincono lorsignori che l&#8217;euro non \u00e8 in pericolo.<\/p>\n<p>Bagnai, infine, ci regala con questo grafico un altro spunto di riflessione. Come vedete, lo spread fra il 1978 e il 1986 ha viaggiato su livelli pi\u00f9 alti di quelli attuali. Ma l&#8217;azione decisa della <strong>Banca d&#8217;Italia<\/strong> a sostegno della vecchia lira e le politiche riformiste (cos\u00ec devono definirsi) del governo <strong>Craxi<\/strong> (di cui Brunetta era consigliere) hanno tutto sommato convinto i mercati della sotenibilit\u00e0 dell&#8217;investimento italiano. Nel 1974 l&#8217;Italia ricorreva ai prestiti del Fondo monetario internazionale eppure lo spread era a vantaggio nostro e non del Bund. L&#8217;economista ci ricorda anche che lo spread si \u00e8 mosso per cause \u00abunilaterali\u00bb nel 1992 (l&#8217;Italia ha svalutato dopo l&#8217;uscita dallo Sme). Ma nel 1990 l&#8217;Italia\u00a0ma comunque dipendenti dal contesto politico-economico nel 1990 ha seguito la Germania che ha alzato i tassi per r<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/il-sud-europa-fara-la-fine-della-ddr\/?printpage=undefined\" target=\"_blank\">endere pi\u00f9 \u00abdigeribile\u00bb l&#8217;annessione dell&#8217;Est<\/a>.<\/p>\n<p>La postilla l&#8217;aggiungiamo noi: \u00abChi vuol esser lieto sia, del doman non v&#8217;\u00e8 certezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Questo bellissimo grafico lo abbiamo preso dal blog del professor Alberto Bagnai, associato di Politica economica all&#8217;Universit\u00e0 di Chieti e teorico della necessit\u00e0 di abbandonare l&#8217;euro. Bagnai ha postato questo grafico senza alcun commento, lasciando ai suoi follower il compito di dedurne le conseguenze. Gli attenti lettori del Giornale e di Wall &amp; Street saprebbero sicuramente commentarlo come e meglio di noi. Basterebbe soltanto andare a riguardare, ad esempio,\u00a0l&#8217;ultimo dossier dell&#8217;economista e capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, oppure l&#8217;intervista al docente della Cattolica Claudio Borghi Aquilini.\u00a0Eppure Bagnai, in realt\u00e0, ci dice anche qualcos&#8217;altro. 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