{"id":4940,"date":"2014-02-03T08:28:46","date_gmt":"2014-02-03T08:28:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=4940"},"modified":"2014-02-03T08:28:46","modified_gmt":"2014-02-03T08:28:46","slug":"berlusconi-e-renzi-lavano-piu-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/02\/03\/berlusconi-e-renzi-lavano-piu-bianco\/","title":{"rendered":"Berlusconi e Renzi lavano pi\u00f9 bianco"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/dixanberlusconidashrenzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4942\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/dixanberlusconidashrenzi.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/dixanberlusconidashrenzi.jpg 2310w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/dixanberlusconidashrenzi-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/dixanberlusconidashrenzi-1024x676.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/div>\n<div>C&#8217;\u00e8 poco da fare. L&#8217;<strong>opinione pubblica<\/strong> compara le offerte politiche nello stesso modo in cui si sceglie un detersivo sugli scaffali di un supermarket. Non \u00e8 qualunquismo n\u00e9, tanto meno, una forma diversa di demagogia. Anzi, la contemporaneit\u00e0 ha costretto le classi dirigenti a orientarsi secondo i desideri dell&#8217;opinione pubblica (le ricerche di mercato, i sondaggi sono esemplificativi di questo orientamento) per cui oggi \u00e8 impossibile fare <strong>politica<\/strong> seguendo schemi paternalistici in base ai quali far accettare alla gente soluzioni poco condivise. Anzi, il politico contemporaneo deve essere in grado di offrire una risposta ai problemi, di disegnare un mondo nuovo, di far sognare. Proprio come un qualsiasi prodotto scatena un mix di emozioni nei confronti del consumatore.<\/div>\n<div>Ecco quindi che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la forza di un marchio<\/strong><\/span>, di un brand, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la capacit\u00e0 di produrre leadership<\/strong><\/span> diventano tratti distintivi della politica stessa. Da quando <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>, vent&#8217;anni fa, \u00e8 sceso in campo, i parametri si sono ribaltati. E alla fine, anche la \u00abconcorrenza\u00bb ha sfornato un prodotto in grado di reggere il confronto. Per questo motivo ci \u00e8 sembrato opportuno consultare nuovamente <strong>Giampaolo Rossi<\/strong>,\u00a0direttore generale di <strong>Adexia<\/strong>, top trainer esperto di comunicazione e leadership. Con lui avevamo gi\u00e0 parlato tanto della <a href=\"http:\/\/wp.me\/p3j6cp-OE\" target=\"_blank\">leadership berlusconiana<\/a> quanto del <a href=\"http:\/\/wp.me\/p3j6cp-1a6\" target=\"_blank\">berlusconismo in salsa renziana<\/a>.<\/div>\n<div>Questa volta, per\u00f2, abbiamo affrontato il problema da un&#8217;angolazione un po&#8217; diversa. Abbiamo eliminato ogni schermo e abbiamo considerato la politica come un fenomeno di <strong>marketing<\/strong> puro. Anzi, siamo andati oltre guardando anche ad altri leader in campo economico e finanziario. Il dato principale \u00e8 che la leadership politica (qualunque leadership), cos\u00ec come un brand molto forte, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>crea un sistema valoriale<\/strong><\/span>: una scala di valori che aiutano a integrarsi meglio nella realt\u00e0, a interpretarla serenamente. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La leadership rassicura<\/strong><\/span> l&#8217;elettore, l&#8217;azionista, lo stakeholder.<\/div>\n<div>Quello che sorprende, per\u00f2, \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>questo universo difficilmente pu\u00f2 essere messo in crisi dall&#8217;interno<\/strong><\/span>. Per chi segue la cronaca politica non \u00e8 raro imbattersi nelle fronde intestine dei partiti (scontenti, malpancisti e cos\u00ec via) la cui rilevanza viene spesso ingigantita dai media a tal punto da farne dei veri e propri antagonisti dei leader. Ebbene, il fronte interno non pu\u00f2 demolire la leadership, tutt&#8217;al pi\u00f9 le fa perdere del tempo prezioso.<\/div>\n<div><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La leadership pu\u00f2, per\u00f2, essere messa in crisi dall&#8217;esterno<\/strong><\/span> attraverso la produzione di un nuovo sistema di valori che si contrapponga a quello originario e che ne mini le basi. Gli \u00abeco-fanatici\u00bb, che si battono contro i tensioattivi e che utilizzano detersivi biologici \u00aba ricarica\u00bb (in modo da non inquinare con flaconi e fustini), alla fine hanno fatto dei proseliti. Anche la furia nichilista di <strong>Beppe Grillo<\/strong> ha convinto un quarto degli italiani a votare per il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong>.<\/div>\n<div>Restano, per\u00f2, sempre gli affezionati ai brand tradizionali, convinti dalla leadership del loro prodotto (tensioattivo o no) e su questa consumer base si gioca la sfida. E un primo responso c&#8217;\u00e8 gi\u00e0: Berlusconi e <strong>Renzi<\/strong> lavano pi\u00f9 bianco. <strong>Alfano<\/strong> e <strong>Letta<\/strong>, invece, no.<\/div>\n<div>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/09\/rossi11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-4304 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/09\/rossi11-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Dottor Rossi, la leadership \u00e8 come la brand awareness? Cio\u00e8 il riformismo renziano lava pi\u00f9 bianco di quello berlusconiano?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abPossiamo affermare che gli elettori si riconoscono pi\u00f9 nei leader politici che nei partiti e nella loro ideologia.\u00a0Questa personificazione della politica porta quindi a considerare il leader come un &#8220;brand&#8221; che rappresenta il prodotto da valorizzare per far convergere il consenso\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>I 90 milioni di voti che il Cav ha preso in 20 anni quanto misurano la leadership se poi questa viene messa in discussione da alleati rissosi?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abBerlusconi fonda la propria leaderhip sul <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Carisma<\/strong><\/span>. Gli attacchi alla sua persona rischiano di indebolire la leadership molto di pi\u00f9 che la litigiosit\u00e0 all&#8217;interno del movimento di cui \u00e8 a capo\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>Non vale lo stesso per Renzi?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abPer Renzi vale lo stesso principio. La consapevolezza di Renzi di essere un brand \u00e8 evidente dal fatto che rappresenta il suo cognome con un logo. Per la prima volta nella storia della politica italiana un leader di partito si rappresenta con un marchio come se fosse un prodotto in vendita al supermercato\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>E Grillo cos&#8217;\u00e8? Una private label nel supermarket della politica?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abGrillo vuole essere percepito come un brand diverso e ben distinto dagli altri. La sua comunicazione forte e il fatto di non voler partecipare alle trasmissioni politiche sono coerenti con questa volont\u00e0\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>In tutti i sondaggi (e non solo) la gente ha il lavoro come chiodo fisso. Come si potranno vendere prodotti come Alfano e Letta che hanno fatto della stabilit\u00e0 l&#8217;unico claim?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abAlfano e Letta comunicano stabilit\u00e0 e buon senso che non bastano per essere definiti dei leader\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>In tutte queste domande la leadership forse \u00e8 interpretata come funzione della capacit\u00e0 di marketing del personaggio pubblico? Ma un leader cosa deve fare oltre a sapersi vendere?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00abUn leader \u00e8 un riferimento, una guida a cui le persone si affidano per essere condotte in un futuro migliore. Deve avere capacit\u00e0 di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Vision<\/strong><\/span> facendo vedere e toccare come sar\u00e0 il Paese tra 5 o 10 anni, deve avere dei Valori nei quali si riconosce ed \u00e8 integro. Deve avere delle capacit\u00e0 realizzative straordinarie per trasformare la Vision in realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><strong>E quanto la leadership \u00e8 funzione di una rottura, di un salto, di una cesura: perch\u00e9 ci si ricorda di Berlusconi, Renzi e Marchionne? Perch\u00e9 Diego Della Valle? Perch\u00e9 Lapo Elkann? Perch\u00e9 Joe Bastianich?<\/strong><\/div>\n<div>\u00abLe persone che sta nominando sono tutte persone che hanno dimostrato di avere doti realizzative straordinarie, personalit\u00e0 forti e e grandi capacit\u00e0 comunicative. Inoltre sono persone che sono state in grado di interpretare al meglio il presente che stavano vivendo e i cambiamenti in atto creando una discontinuit\u00e0 e innovando\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>O forse \u00e8 anche leader chi \u00e8 pi\u00f9 tranquillo, almeno in apparenza? Come l&#8217;Avvocato e Luca di Montezemolo? Ma allora perch\u00e9 i banchieri che generalmente sono conservatori non fanno breccia in positivo nell&#8217;opinione pubblica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sempre infatti per essere dei leader bisogna &#8220;fare rumore&#8221;. L&#8217;Avvocato appariva poco ma si faceva sentire parecchio, aveva uno stile che ancora adesso sta facendo scuola. Luca di Montezemolo ha avuto risultati straordinari con la Ferrari e la capacit\u00e0 di scegliere Marchionne per la guida della rinascita della Fiat.\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I banchieri non fanno breccia perch\u00e9 rappresentano un mondo in grandissima crisi valoriale e senza valori non si pu\u00f2 essere dei leader<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 poco da fare. L&#8217;opinione pubblica compara le offerte politiche nello stesso modo in cui si sceglie un detersivo sugli scaffali di un supermarket. Non \u00e8 qualunquismo n\u00e9, tanto meno, una forma diversa di demagogia. Anzi, la contemporaneit\u00e0 ha costretto le classi dirigenti a orientarsi secondo i desideri dell&#8217;opinione pubblica (le ricerche di mercato, i sondaggi sono esemplificativi di questo orientamento) per cui oggi \u00e8 impossibile fare politica seguendo schemi paternalistici in base ai quali far accettare alla gente soluzioni poco condivise. Anzi, il politico contemporaneo deve essere in grado di offrire una risposta ai problemi, di disegnare un mondo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/02\/03\/berlusconi-e-renzi-lavano-piu-bianco\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36416],"tags":[12945,5739,18823,26275,6774,25077,40143,5709,64,15806,5751],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4940"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4940"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4940\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4966,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4940\/revisions\/4966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}