{"id":5051,"date":"2014-02-25T08:39:34","date_gmt":"2014-02-25T08:39:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5051"},"modified":"2014-02-25T18:52:14","modified_gmt":"2014-02-25T18:52:14","slug":"%c2%abcosi-la-fotografia-si-trasforma-in-un-business%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/02\/25\/%c2%abcosi-la-fotografia-si-trasforma-in-un-business%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abCos\u00ec la fotografia diventa un business\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Rinascimento.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5056\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Rinascimento-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"733\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Rinascimento-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Rinascimento-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Rinascimento.jpg 1063w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019immagine nasce prima di tutto nella mente, prende forma nell\u2019immaginario, tutto molto prima dello scatto vero e proprio. Esattamente come fa un pittore che, anche quando ritrae la realt\u00e0, che \u00e8 l\u00ec davanti ai suoi occhi, la trasforma comunque, perch\u00e9 \u00e8 un processo che passa attraverso l\u2019intuizione, il cuore e l\u2019anima\u00bb. Parola di <strong><a href=\"http:\/\/www.gattinaraluigi.eu\/index.html\" target=\"_blank\">Luigi Gattinara<\/a><\/strong>, fotografo professionista, al quale <em>Wall &amp; Street<\/em> hanno chiesto come questa forma d&#8217;arte possa trasformarsi in un business. Una passione che pu\u00f2 anche rappresentare un&#8217;opportunit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Gattinara2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5057\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Gattinara2-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Gattinara2-224x300.jpg 224w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/02\/Gattinara2.jpg 443w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>Signor Gattinara, la fotografia \u00e8 un&#8217;arte. Con quali occhi dovrebbe avvicinarsi al comparto un investitore-collezionista?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abCredo, senza ombra di dubbio, che anche la fotografia debba essere considerata una forma d&#8217;arte visiva in quanto espressione dell&#8217;anima e del pensiero dell&#8217; artista. Senza tralasciare che una bella foto non \u00e8 solo un piacere visivo, ma \u00e8 uno strumento per conoscere ed esplorare, comprensione e memoria. A mio parere un collezionista, che naturalmente voglia fare anche fare un buon investimento, dovrebbe avvicinarsi alla fotografia esattamente come farebbe con qualsiasi forma d\u2019arte, un\u2019 \u201cistantanea\u201d \u00e8 figlia anch\u2019essa dell\u2019Estetica, le emozioni che pu\u00f2 suscitare possono essere le stesse di chi guarda una qualunque opera d\u2019ingegno, come scriveva il critico cinematografico Ricciotto Canudo,<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> l\u2019arte non \u00e8 la rappresentazione dei fatti reali, \u00e8 l\u2019evocazione dei sentimenti che avvolgono i fatti<\/strong><\/span>. Senza dimenticare, comunque, che oggi la fotografia \u00e8 sicuramente un buon investimento, senza arrivare a casi limiti come per <span style=\"text-decoration: underline\">una fotografia pittorialista di <strong>Edward Steichen<\/strong>, che fu battuta nel 2006 per 3 milioni di dollar<\/span>i, o per le quotazioni di <strong>Man Ray<\/strong> e <strong>Irving Penn<\/strong> che si aggirano sui 400mila euro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le aste sono l\u2019unico modo per acquistare sicuri o ci sono anche altri mezzi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe grandi case d\u2019aste, e parliamo di Christie\u2019s e Sothebys, sono sicuramente un marchio di garanzia che spesso hanno anche la funzione di imporre tendenze o di determinare il successo di un artista. Chiaramente non sono budget alla portata di tutti e parliamo di cifre importanti. Fortunatamente oggi esistono Gallerie d\u2019Arte, serissime, che si occupano quasi esclusivamente di fotografia. In Italia \u00e8 un fenomeno che \u00e8 arrivato, in ritardo, dagli Stati Uniti, che vantano una lunga tradizione in materia, ma che sta dando ottimi frutti anche da noi. Senza dimenticare che manifestazioni prestigiose come la Biennale della Fotografia che si terr\u00e0 a Torino in concomitanza con l\u2019Expo nel 2015, curata da <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> e <strong>Giorgio Grasso<\/strong>, sono ottimi palcoscenici per chi ha occhio allenato e sensibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che valore (dal punto di vista qualitativo) hanno dipinti o altre opere d\u2019arte (ad esempio i collage o i decoupage) che hanno come base una o pi\u00f9 fotografie?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abParliamo sempre di arte, o meglio di chi riesce a trasformare ci\u00f2 che vede o sente in opera d\u2019arte. I mirabili collage pop di David Hockney ne sono un esempio, scompone, ricompone creando contrasti di luce e di materia in una narrazione continua. Senza dimenticare poi il Cubismo, il Futurismo e i grandi Maestri come <strong>Mimmo Rotella<\/strong> e <strong>Enrico Accatino<\/strong>. Qui la fotografia entra a grandi passi in un unico, immenso affresco dove la quotidianit\u00e0 delle cose esibite si trasforma in un\u2019opera d\u2019arte corale, dove la fotografia non \u00e8 attrice secondaria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma la fotografia \u2013 nell\u2019era digitale \u2013 \u00e8 anche il mezzo pi\u00f9 veloce per comunicare un evento. Come cambia il modo di fare foto nell\u2019epoca del selfie?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abStiamo appunto parlando di comunicazione, comunicare, informare qualcosa a qualcuno. La creazione di tanti social network come <strong>Facebook<\/strong>, Myspace, <strong>Instagram<\/strong>, <strong>Twitter<\/strong>, ha cambiato il modo di relazionarsi delle ultime generazioni e il loro background sociale. Tutto \u00e8 immediato, si \u201cposta\u201d in tempo reale e soprattutto foto, perch\u00e9 queste localizzano chi e dove sei, raccontano i tuoi gusti, cosa mangi, quanto e cosa, come vivi, immagini che hanno il ruolo di testimoniare. Anche se sono testimoni muti. Un affanno compulsivo che rincorre una vita a cui devi per forza allinearti. Ma stiamo parlando di un\u2019esigenza sociale, tra virgolette, dove il selfie \u00e8 un modo di comunicare nel gruppo, magari anche riducendo al minimo l\u2019uso delle parole. Non ha cambiato nulla per chi usa lo strumento fotografico nel senso classico del termine e anche il digitale pu\u00f2 benissimo avere un suo ruolo, velocissimo, per divulgare, diffondere un fatto o un evento in tempo reale. Questo \u00e8 un ruolo importantissimo nella nostra societ\u00e0. Basti pensare a chi ci trasmette immagini di conflitti, scenari lontani, senza di loro non leggeremmo la Storia, anche se un grande come <strong>Robert Capa<\/strong> la Storia ce l\u2019ha raccontata con la sua <strong>Leica<\/strong> chiaramente analogica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Reflex o digitale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEcco quello che ho appena detto su Robert Capa \u00e8 un esempio calzante. Non \u00e8 un problema di mezzo, reflex o digitale, \u00e8 un problema di cosa tu vedi e come lo vedi. E soprattutto come lo immagini, nella tua testa, prima del momento in cui scatterai. Se fai questo percorso, sei a buon punto. Il soggetto \u00e8 pronto per essere scattato solo quando ce l\u2019hai negli occhi, con il suo taglio, la sua inquadratura e le cose che ha da dirti. Questo e solo questo fa la differenza, la tecnologia pu\u00f2 solo aiutarti, in termini di tempo, di post produzione, di sistemazione cromatica e quant&#8217;altro. Velocizza il tuo lavoro, elimina i tempi morti, le attese. Ma se non sai fotografare, non saprai fotografare ne con il Reflex ne con il digitale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si trasforma la passione per la fotografia in qualcosa di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 difficile rispondere, perch\u00e9 \u00e8 un fatto squisitamente personale. Molto soggettivo. Dipende, credo, da quanto sia forte la tua passione e la voglia di trasformarla in parte fattiva della tua vita. Non esistono ricette o manuali di facile consultazione per mutare una passione in attivit\u00e0 produttiva o in qualcosa di diverso dal semplice hobby. Quindi non saprei, posso solo raccontare brevemente come \u00e8 capitato a me. Vengo da una famiglia molto tradizionale, con una visione del mondo ben concreta. Allora fare il fotografo era, se non proprio un\u2019occupazione disdicevole, sicuramente non gradita, ne incoraggiata. Restava quindi un mistero per i miei genitori questa passione che, gi\u00e0 da adolescente, mi portava a fotografare oggetti di casa, principalmente vecchi orologi, che posizionavo sui muretti del Lungotevere, a Roma. Passione che mi ha spinto poi a trasferirmi a Milano subito dopo il liceo, per cominciare quell\u2019avventura che non mi ha pi\u00f9 abbandonato. E che ancora oggi reputo una straordinaria ed entusiasmante avventura. Ecco, forse \u00e8 questo, innamorarsi di qualcosa che dopo trent\u2019anni trovi ancora cos\u00ec eccitante!\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa dovrebbero fare governo e Parlamento per sostenere il settore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCominciando dalla scuola, ad esempio. Partendo proprio dai giovani, che sono il miglior investimento per un Paese. Mi spiego: in Italia gli <strong>istituti tecnici<\/strong>\u00a0 e professionali vengono vissuti come qualcosa di serie B, una scorciatoia per approdare al mondo del lavoro. Non \u00e8 cos\u00ec, noi abbiamo una tradizione storica per tutto quello che pu\u00f2 essere \u201cmanuale\u201d, e che \u00e8 soprattutto, prima, fucina di idee. Siamo grandi in questo, e lo dimostriamo da sempre. Potenziarli, far s\u00ec che i nostri ragazzi amino quello che in futuro andranno a fare, una sorta di bottega rinascimentale dove l\u2019eccellenza abita. Anche il \u201cmestiere\u201d di fotografo potrebbe muovere l\u00ec i suoi primi passi. E poi, naturalmente, investire maggiormente nell\u2019Arte, potenziare i musei, accessi pi\u00f9 economici, alla portata di tutti. Ogni mostra che si fa in Italia richiama un pubblico incredibile, basti pensare alle file interminabili di queste settimane, a Bologna, per vedere il famoso dipinto di <strong>Vermeer<\/strong>, <em>La ragazza con l\u2019orecchino di perla<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia ha una grande tradizione artigianale, come si pu\u00f2 impiegare per farne un volano per favorire la ripresa economica.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPartendo proprio dal nostro Dna, quello che ci appartiene e che ci contraddistingue come unici. Abbiamo in noi un mondo fatto di arte, tradizioni, storia, cultura, genialit\u00e0; \u00e8 l\u2019unico grande bene che nessuno potr\u00e0 mai copiarci. Questo \u00e8 il nostro vero Made in Italy. Va salvaguardato, investendo proprio su chi ha fatto il benessere dell\u2019Italia, dalla piccola-media industria e dall\u2019artigianato, creando nuovi posti di lavoro e non azzerandoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019eccellenza italiana ha fatto la storia del nostro Paese ed \u00e8 stata esportata nel mondo, riconosciuta da tutti come il \u201cmiracolo italiano\u201d. Perch\u00e9 per \u201cprodurre\u201d le nostre idee \u00e8 necessario andare all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 uno strano Paese il nostro, l\u2019unico dove i talentuosi devono emigrare. D\u2019altronde con una classe dirigente mediocre ad essere premiati sono proprio i mediocri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un exploit del cucinare. Trasmissioni, corsi, libri, nuovi chef, stellati e non. E molto spesso al maschile. Qual \u00e8 la linea di demarcazione tra la riscoperta, e la rivalutazione, di un\u2019arte di artusiana memoria e il business modaiolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche la cucina, o meglio l\u2019arte del cucinare, \u00e8 nel nostro Dna. Non solo abbiamo eccelse materie prime ma sappiamo combinarle e trasformarle in piatti unici al mondo, persino con gli ingredienti pi\u00f9 modesti. Quindi, per noi italiani, \u00e8 abbastanza normale parlare di cibo, \u00e8 un consueto e piacevole argomento di conversazione. I libri di cucina, poi, sono quelli che risentono meno la crisi dell\u2019editoria, e forse sar\u00e0 anche per questo che l\u2019occhio attento dello show business ha ultimamente intensificato le sue produzioni televisive in tal senso. Fanno audience, sicuramente. Se poi a ci\u00f2 si aggiunge il nome di qualche Chef stellato, il gioco \u00e8 fatto. Quindi penso sia un sano mix tra business e vera passione italiana, o meglio&#8230; la seconda traina la prima. Se in televisione trasmettono un programma \u201cculinario\u201d, \u00e8 difficile riuscire a cambiare canale, qualche ricetta catalizza sempre la tua attenzione, almeno cos\u00ec succede a me. Poi magari non ne sperimento nessuna, finisco sempre per fare e rifare le mie, collaudate da anni e tutte capitoline. Orgogliosamente milanese d\u2019adozione, ma fedele romano ai fornelli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; \u00abUn\u2019immagine nasce prima di tutto nella mente, prende forma nell\u2019immaginario, tutto molto prima dello scatto vero e proprio. Esattamente come fa un pittore che, anche quando ritrae la realt\u00e0, che \u00e8 l\u00ec davanti ai suoi occhi, la trasforma comunque, perch\u00e9 \u00e8 un processo che passa attraverso l\u2019intuizione, il cuore e l\u2019anima\u00bb. 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