{"id":5186,"date":"2014-04-08T06:40:20","date_gmt":"2014-04-08T06:40:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5186"},"modified":"2014-04-08T06:40:20","modified_gmt":"2014-04-08T06:40:20","slug":"il-bluff-di-obama-sul-gas-di-putin-puo-costarci-caro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/04\/08\/il-bluff-di-obama-sul-gas-di-putin-puo-costarci-caro\/","title":{"rendered":"Il bluff di Obama sul gas di Putin pu\u00f2 costarci caro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/obamaputin.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5193\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/obamaputin.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/obamaputin.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/obamaputin-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La visita in Italia del presidente americano <strong>Barack Obama<\/strong> di due settimane fa \u00e8 servita anche per fare il punto sulla situazione in <strong>Ucraina<\/strong>. Una situazione che non accenna a migliorare giacch\u00e9<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2014\/04\/07\/news\/ucraina_timoshenko_va_a_donetsk_cuore_rivolta_filo_russa-82946842\/\" target=\"_blank\"> il governo provvisorio accusa la Russia di fomentare la secessione<\/a>. La linea attendista di Washington e, di conseguenza, della <strong>Nato<\/strong> potrebbe avere le ore contate.<\/p>\n<p>In quel caso lo scenario che <em>Wall &amp; Street<\/em> vi avevano descritto <a title=\"Il prezzo che Putin pagher\u00e0 per la crisi ucraina\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/03\/24\/il-prezzo-che-putin-paghera-per-la-crisi-ucraina\/\" target=\"_blank\">in un recente post<\/a> potrebbe avverarsi. E proprio da quelle considerazioni vogliamo partire per analizzare uno scenario molto complesso e che potrebbe vedere l&#8217;<strong>Italia<\/strong> pi\u00f9 svantaggiata rispetto agli altri attori in gioco. Come noto, gli accordi tra il nostro Paese e la <strong>Russia<\/strong> (relazioni rafforzatesi grazie all&#8217;ottimo rapporto personale tra <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> e <strong>Vladimir Putin<\/strong>) riguardano in primo luogo il comparto energetico. <strong>Eni<\/strong> e <strong>Gazprom<\/strong> sono partner non solo nella commercializzazione di gas ma anche nella realizzazione del gasdotto <strong>South Stream<\/strong> la cui realizzazione potrebbe essere bloccata da un&#8217;escalation in Ucraina se si stringessero ulteriormente le sanzioni nei confronti di <strong>Mosca<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/03\/ObamaRenzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5146\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/03\/ObamaRenzi.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"148\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/esteri\/shale-gas-pu-rivoluzionare-mercato-telefonata-renzi-obama-999944.html\" target=\"_blank\">Il presidente Usa, Barack Obama, ha proposto al premier <strong>Matteo Renz<\/strong>i di importare lo <strong>shale gas<\/strong> americano<\/a>. E, non a caso, l&#8217;altro colosso di casa nostra, <strong>Enel<\/strong>, ha da pochi giorni <a href=\"http:\/\/it.reuters.com\/article\/itEuroRpt\/idITL5N0MV4XO20140403?sp=true\" target=\"_blank\">siglato un&#8217;intesa per importare il gas di scisto<\/a> estratto negli Stati Uniti a partire dal 2019. Beninteso, diversificare le fonti di approvvigionamento energetico \u00e8 un dovere per un paese povero di risorse naturali come il nostro e, soprattutto, crocevia tra aree geopolitiche in forte tensione come <strong>Medio Oriente<\/strong>, <strong>Africa Settentrionale<\/strong> e <strong>Balcani<\/strong>. Il discorso da fare, per\u00f2, \u00e8 un altro: ci conviene tagliare i ponti con la Russia in materia di gas?<\/p>\n<h3>Shale gas, rischi e opportunit\u00e0<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/shale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5190\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/shale.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/shale.jpg 718w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/shale-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per shale gas si intende <span style=\"text-decoration: underline\">il gas intrappolato in rocce argillose a profondit\u00e0 comprese tra 2.000 e 4.000 metri<\/span>. <strong>L&#8217;estrazione \u00e8 molto pi\u00f9 complicata<\/strong> rispetto ai giacimenti tradizionali perch\u00e9 il flusso verso la superficie \u00e8 pi\u00f9 difficoltoso e, dunque, occorre spaccare le rocce e iniettare un fluido (generalmente acqua) che spinga il gas verso l&#8217;alto. Il procedimento, va da s\u00e9, \u00e8 pi\u00f9 costoso anche perch\u00e9 occorre operare su aree pi\u00f9 estese rispetto a un normale giacimento per ottenere una produttivit\u00e0 comparabile (generalmente si riesce a recuperare solo il 30% del gas intrappolato nelle rocce argillose). Gli Stati Uniti, che sono ricchi di giacimenti di shale gas (il 40% del totale stimato su base globale), hanno abbassato il costo della loro bolletta energetica grazie a questa scoperta.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;Europa ne sarebbe ricca: il gas non convenzonale \u00e8 stato indviduato in Norvegia, Gran Bretagna, Francia e Polonia. E <a href=\"http:\/\/www.rivistaeuropae.eu\/esteri\/esterni\/shale-gas-un-bonanza-ucraino-per-leuropa\/\" target=\"_blank\">anche in Ucraina vi sarebbero dei giacimenti<\/a> che i giganti americani sono in procinto di sfruttare. Il che conferisce alla contesa su Kiev tra Mosca e Washington tutta un&#8217;altra luce. Tuttavia per sfruttare un giacimento di shale gas occorrono le spalle larghe: perforare a elevate profondit\u00e0, spaccare le rocce con trivelle che funzionano anche in orizzontale e l&#8217;iniezione di grandi quantit\u00e0 di acqua (con conseguente sottrazione della risorsa idrica ad altri scopi) fanno storcere il naso ai soliti ambientalisti. Senza contare il terrorismo mediatico che stabilisce una correlazione tra le perforazioni a elevate profondit\u00e0 e il verificarsi di eventi sismici (si tratta di microfenomeni e i geologi non sono tutti concordi). L&#8217;Italia, che gi\u00e0 di per s\u00e9 non \u00e8 ricca di shale gas, ha deciso di rinunciare in partenza all&#8217;esplorazione per non aprire un altro fronte con i professionisti del \u00abno\u00bb.<\/p>\n<h3>Gli Usa non sono pronti a esportare<\/h3>\n<p>Il fatto che l&#8217;accordo siglato da Enel abbia validit\u00e0 a partire dal 2019 la dice lunga sulla possibilit\u00e0 attuale che gli Stati Uniti si privino di una risorsa energetica che per oltre il 90% viene sfruttata nei confini nazionali. A 650 miliardi di metri cubi di produzione corrispondono 700 miliardi circa di consumo. Quando i nuovi giacimenti entreranno in produzione anche i colossi Usa potranno pensare di esportare ma ci vorr\u00e0 ancora qualche anno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/gas-market.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5188\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/gas-market.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/gas-market.jpg 792w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/gas-market-300x231.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline\">La Russia<\/span><\/strong> ha una produzione solo leggermente inferiore a quella Usa, ma consuma molto meno e pertanto <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>rende disponibili circa 200 miliardi di metri cubi dei quali circa 130 vanno dritti dritti in Europa a un prezzo che supera di poco i 30 centesimi di dollaro al metro cubo<\/strong><\/span>. Lo shale gas negli Usa costa 10 centesimi ma per esportarlo va liquefatto, trasportato per nave e poi rigassificato. Il rischio concreto \u00e8 che il prezzo si avvicini ai 70 centesimi al metro cubo ai quali si acquista a oggi il gas liquefatto in Asia, anche se i buoni rapporti con Washington possono farci ottenere uno sconto. D&#8217;altronde, il gas russo conta solo per il 28% del fabbisogno italiano. Se lo si perde, per\u00f2, bisogna avere delle valide alternative, altrimenti il sistema industriale rischia un&#8217;ulteriore perdita di competitivit\u00e0. Anche se gi\u00e0 iniziano a profilarsi <a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-3\/politica\/come-vivere-senza-gazprom-cosa-succede-se-con-la-scusa-della-crimea-gli-amici-74791.htm\" target=\"_blank\">scenari improntati al risparmio<\/a> fatti di temperature pi\u00f9 basse in casa e di industria pesante (metallurgia e metalmeccanica) costretta ai sacrifici. Senza tener conto che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Pechino \u00e8 interessatissima ad acquistare a sconto il gas che Gazprom non dovesse pi\u00f9 piazzare a Occidente<\/strong><\/span>.<\/p>\n<h3>Le infrastrutture che mancano<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/IGN\/Sostenibilita\/Risorse\/Si-ai-rigassificatori-in-Italia-attivi-solo-a-Panigaglia-SP-e-Porto-Viro-RO_314256039831.html\" target=\"_blank\">In Italia abbiamo solo due <strong>rigassificatori<\/strong><\/a>: quello di <strong>Panigaglia<\/strong>, in Liguria, e quello di <strong>Porto Viro<\/strong> a Rovigo. I pasdaran ambientalisti hanno bloccato anche un&#8217;infrastrutturazione vitale per il nostro sistema economico. Pensate che il rigassificatore veneto \u00e8 in mare e questo aumenta i costi di gestione dell&#8217;impianto. A <strong>Brindisi<\/strong> la realizzazione di un impianto simile \u00e8 stata osteggiata dal governatore pugliese <strong>Nichi Vendola<\/strong> e alla fine <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/03\/06\/rigassificatore-brindisi-british-rinuncia-giorni-processo\/195909\/\" target=\"_blank\">gli inglesi di <strong>British Gas<\/strong> hanno fatto le valigie<\/a>.<\/p>\n<p>Anche gli Usa non sono messi meglio di noi. Il terminale di rigassificazione \u00e8 uno solo: in Alaska. Gli altri sull&#8217;Atlantico sono in via di ultimazione. Ecco perch\u00e9, oltre ad aspettare che i giacimenti entrino in funzione, bisogner\u00e0 pure attendere il rigassificatore giusto per importare dallo zio Sam.<\/p>\n<p>Visto questo scenario poco entusiasmante, non \u00e8 un caso che la Spagna &#8211; che non dipende dal gas russo &#8211; si sia offerta di convogliare l&#8217;eccesso di offerta verso i Paesi amici dell&#8217;Unione Europea. a proposito, in Spagna ci sono una decina di rigassificatori. A questo punto, <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2014\/03\/05\/ucraina-paolo-scaroni-scorte-di-gas-suffiicienti_n_4901405.html\" target=\"_blank\">come ha avvertito l&#8217;ad dell&#8217;Eni <strong>Paolo Scaroni<\/strong><\/a>, c&#8217;\u00e8 solo da sperare che s arrivi al 2015 senza ansie. Altrimenti non ci rester\u00e0 che confidare per una volta in <strong>Angela Merkel<\/strong>. La Germania importa il 40% del gas dalla Russia e non accetter\u00e0 a cuor leggero pressioni esterne su un argomento cos\u00ec fondamentale<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La visita in Italia del presidente americano Barack Obama di due settimane fa \u00e8 servita anche per fare il punto sulla situazione in Ucraina. Una situazione che non accenna a migliorare giacch\u00e9 il governo provvisorio accusa la Russia di fomentare la secessione. La linea attendista di Washington e, di conseguenza, della Nato potrebbe avere le ore contate. In quel caso lo scenario che Wall &amp; Street vi avevano descritto in un recente post potrebbe avverarsi. E proprio da quelle considerazioni vogliamo partire per analizzare uno scenario molto complesso e che potrebbe vedere l&#8217;Italia pi\u00f9 svantaggiata rispetto agli altri attori in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/04\/08\/il-bluff-di-obama-sul-gas-di-putin-puo-costarci-caro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[15745,12989,3726,3725,5709,46367,19,46365,5751,6469,85],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5186"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5186"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5186\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5197,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5186\/revisions\/5197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5186"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5186"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5186"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}