{"id":5243,"date":"2014-04-23T14:58:00","date_gmt":"2014-04-23T14:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5243"},"modified":"2014-04-23T15:15:11","modified_gmt":"2014-04-23T15:15:11","slug":"%c2%abrenzi-il-decreto-lavoro-e-gia-da-rottamare%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/04\/23\/%c2%abrenzi-il-decreto-lavoro-e-gia-da-rottamare%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abRenzi, il decreto lavoro \u00e8 gi\u00e0 da rottamare!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/lavoro-ansa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2345\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/lavoro-ansa-1024x681.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/lavoro-ansa-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/lavoro-ansa-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il Parlamento ha votato la fiducia sul <strong>decreto lavoro<\/strong> del ministro Giuliano Poletti. Il provvedimento, che doveva sbloccare i mille lacci e lacciuoli della <strong>Riforma Fornero<\/strong>, \u00a0\u00e8 stato pesantemente rimaneggiato in commissione Lavoro alla Camera e reso meno efficace dalla sinistra del Pd di matrice cigiellina. Per il premier Matteo Renzi si tratta del primo grosso stop dal suo insediamento a Palazzo Chigi e le mirabilie promesse col Jobs Act sono gi\u00e0 diventate un lontano ricordo. Ne abbiamo parlato con <strong>Roberto Lombardi<\/strong>,\u00a0amministratore delegato di Lacome Job Service, societ\u00e0 che opera nell\u2019ambito dell\u2019amministrazione del personale, consulente della Cna e docente universitario.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/Roberto-Lombardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5246\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/04\/Roberto-Lombardi-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dottor Lombardi, ridurre da 8 a 5 le possibilit\u00e0 di prorogare un contratto a tempo determinato nell\u2019arco di 36 mesi quanto disincentiver\u00e0 il ricorso a questa forma contrattuale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon penso che questo sia il vero punto della questione che riguarda sostanzialmente un mero problema di pesi e contrappesi di forze politiche all\u2019interno della maggioranza. Nel breve periodo, infatti, le misure contenute nel Dl Poletti possono dare una scossa positiva per riattivare il mondo del lavoro anche se mancano totalmente di quella visione di medio lungo periodo a sostegno di un lavoro di qualit\u00e0 e contro il precariato che era stato ampiamente annunciato. In tal senso s<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>embra che il governo abbia voluto aggirare il problema legato all\u2019art. 18 non introducendo fin da subito quella che doveva essere la vera novit\u00e0 cio\u00e8 il contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive<\/strong><\/span>. Di fatto ad oggi dopo la revisione della Commissione Lavoro anche questo intervento sembra depotenziato sia come si \u00e8 detto per la riduzione del numero delle proroghe sia per ci\u00f2 che concerne il mancato coordinamento del sistema di computo dell\u2019organico aziendale rispetto alla contrattazione collettiva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Inoltre si continua a escludere la somministrazione di manodopera. Non sarebbe stato meglio intervenire anche in questo senso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSicuramente s\u00ec. Ancora una volta con il DL Poletti non si individua nel contratto di somministrazione una fattispecie funzionalmente autonoma rispetto al contratto a tempo determinato. In sostanza il decreto non semplifica il sistema di regolamentazione attuale anzi svilisce ancora una volta questo modello contrattuale limitandone il suo sviluppo quale modello di strumento innovativo di gestione del personale e meccanismo di competitivit\u00e0 per le imprese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Commissione Lavoro\u00a0\u00e8 riuscita a difendere il mantenimento dell\u2019onere della prova per la causale che determina la prosecuzione del rapporto di lavoro. Quanto potrebbe pesare questo ostacolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMoltissimo. Credo che la cancellazione dell\u2019onere della prova circa la causale che giustifica la prosecuzione del rapporto di lavoro se mantenuta depotenzi completamente la liberalizzazione del contratto a termine. Insomma nella prospettiva di questa rivisitazione di tale tipologia contrattuale pare incomprensibile e anzi spunto per un potenziale contezioso la mancata cancellazione\u00a0 della prescrizione che poneva in capo al datore di lavoro l\u2019onere di provare le ragioni poste alla base della proroga del termine, pur essendo venuto meno l\u2019obbligo di allegazione di tali ragioni. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Su questo punto sono altres\u00ec convinto che verranno posti dei correttivi a questo punto necessari pena di fatto la completa inefficacia del provvedimento<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da non trascurare il limite quantitativo alla forza lavoro a tempo determinato: essa dovr\u00e0 rappresentare il 20% di quella a tempo indeterminato e non di quella totale. Si ristabilisce perci\u00f2 la primazia del contratto di lavoro a tempo indeterminato.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 un passo indietro<\/strong><\/span> non tanto in relazione al considerare il tempo indeterminato come forma contrattuale tipica che rimane tale ma soprattutto per la necessit\u00e0 di un chiarimento rispetto al coordinamento con la contrattazione collettiva che si differenzia rispetto ai computi numerici dell\u2019organico aziendale. Infatti rimane nel decreto il rinvio alla contrattazione collettiva di rilevanza nazionale la possibilit\u00e0 di confermare o modificare, in aumento o diminuzione il limite del 20%. In sede di conversione in legge dovranno essere necessariamente esplicitati in maniera inequivocabile dunque la nozione di organico tanto in relazione alle tipologie contrattuali, che all\u2019articolazione aziendale (sedi produttive, punti vendita etc) che la base temporale per il computo percentuale. Senza un intervento correttivo in tal senso la dichiarata finalit\u00e0 di riduzione del contezioso risulterebbe fortemente compromessa in termini operativi. Inoltre rimane il nodo del sistema sanzionatorio rispetto al superamento di tale soglia. Preferibile sarebbe l\u2019introduzione di una sanzione amministrativa e non alla trasformazione automatica e retroattiva in contratto a tempo indeterminato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per gli apprendisti si fissa l\u2019obbligo di assumerne una quota del 20% se l\u2019azienda ha pi\u00f9 di 30 dipendenti. \u00c8 un\u2019altra tegola per l\u2019apprendistato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa commissione Lavoro ha reintrodotto il cosiddetto vincolo di stabilizzazione cio\u00e8 la quota del 20% elemento sicuramente disincentivante per le imprese. Questa misura va dunque assolutamente contro con l\u2019idea di scommettere sull\u2019apprendistato quale canale privilegiato per l\u2019ingresso dei giovani nel mondo del lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Diventa obbligatoria l\u2019offerta formativa pubblica (salvo che la Regione non comunichi al datore di lavoro di non avere specifici canali attivi). Si salvano i soliti stipendifici?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIntanto va detto che la prima formulazione sull\u2019apprendistato che prevedeva una estrema semplificazione poneva una importante questione in termini di legittimit\u00e0 riproponendo il noto caso dei contratti di formazione lavoro giudicati dall\u2019Europa come aiuti di Stato perch\u00e9 privi di un robusto contenuto formativo costringendo le imprese che li avevano adottati a restituire gli sgravi contributivi operati. Sull\u2019apprendistato invece sarebbe necessaria una forte concertazione tra gli attori in campo al fine di individuare in questo strumento un sistema strategico di incontro vero tra domanda e offerta di lavoro nonch\u00e9 un valore aggiunto per le imprese che per vincere le loro sfide sempre pi\u00f9 globali hanno bisogno di investire sul valore delle competenze della forza lavoro di cui dispongono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Parlamento ha votato la fiducia sul decreto lavoro del ministro Giuliano Poletti. Il provvedimento, che doveva sbloccare i mille lacci e lacciuoli della Riforma Fornero, \u00a0\u00e8 stato pesantemente rimaneggiato in commissione Lavoro alla Camera e reso meno efficace dalla sinistra del Pd di matrice cigiellina. 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