{"id":5305,"date":"2014-09-04T14:14:30","date_gmt":"2014-09-04T14:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5305"},"modified":"2014-09-24T14:33:40","modified_gmt":"2014-09-24T14:33:40","slug":"basta-ufficio-gli-italiani-preferiscono-fare-i-contadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/09\/04\/basta-ufficio-gli-italiani-preferiscono-fare-i-contadini\/","title":{"rendered":"Vuoi lavorare in campagna? Ecco dove conviene comprare il casale"},"content":{"rendered":"<p>Dopo decenni di svuotamento delle campagne a favore dei grandi centri urbani, c\u2019\u00e8 una generazione di dottori in scienze agrarie, economia e commercio, marketing, architettura, farmacia e scienze dell&#8217;educazione che compie il percorso inverso, facendo ritorno alla terra per realizzare un progetto di vita e d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Secondo uno studio <em>Coldiretti\u00a0<\/em>\u00a0il 36,5% degli imprenditori agricoli \u00e8 laureato o laureando. Inoltre, secondo rilevazioni della <em>Confederazione Italiana Agricoltori<\/em> il 90% degli agricoltori sotto i 30 anni \u00e8 in possesso di un titolo di studio medio-alto.<\/p>\n<p>Si tratta, pertanto, di giovani colti e attivi che non temono l&#8217;isolamento, la scomodit\u00e0 degli spostamenti sulla rete viaria secondaria e il <em>digital divide<\/em> pur di trovare spazio e \u201creinventarsi una vita\u201d in campagna.<\/p>\n<p>Sorgono, a questo punto, due questioni eminentemente pratiche: <strong>quanto costa e dove conviene acquistare un fabbricato rurale<\/strong> (casale, cascina, masseria, rustico, baglio) <strong>in cui andare a vivere e iniziare un\u2019attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Disponibilit\u00e0 e prezzi variano da regione a regione, ma nel complesso la situazione di mercato \u00e8 favorevole a chi ha disponibilit\u00e0 economiche per effettuare un investimento.<\/p>\n<p>Rispetto al 2007, ultimo anno pre-crisi, i valori massimi per questa tipologia di immobili hanno subito una discesa che a maggio 2014 si \u00e8 attestata tra il -13,2% dell\u2019Umbria e il -22,4% della Toscana\u201d, calcola il portale Casa.it. Inoltre, la combinazione tra un\u2019offerta ricostituita e in crescita e una domanda debole offre l\u2019opportunit\u00e0 di concludere un acquisto di valore a prezzi ragionevoli.<\/p>\n<p>La <strong>Toscana<\/strong> resta la regione pi\u00f9 ambita, quella dove l\u2019offerta di fabbricati rurali \u00e8 pi\u00f9 ampia, ma anche dove i prezzi sono in linea con le possibilit\u00e0 degli investitori italiani ed esteri facoltosi: l&#8217;importo medio richiesto per un casale o un rustico non scende al di sotto dei 3.500 euro al metro quadro rilevato nei comuni di Cortona (AR) e Calci (PI).<\/p>\n<p>Andando alla ricerca delle quotazioni pi\u00f9 vantaggiose, spicca invece l\u2019<strong>Abruzzo<\/strong>: in Comuni come <strong>Castelli<\/strong> e<strong> Colledara<\/strong>, nel Teramano, e <strong>Carsoli<\/strong> nell\u2019Aquilano, il prezzo medio per un casale si aggira intorno ai <strong>1.200\/1.300 euro al metro quadro<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella mappatura di casa.it, tuttavia, \u00e8 necessario risalire la Penisola e raggiungere il <strong>Piemonte<\/strong> per localizzare il comune con il prezzo medio al metro quadro pi\u00f9 favorevole in assoluto: si tratta di Moncalvo (AT), uno dei principali centri del Monferrato. La quotazione media per una cascina o un casale nelle campagne di Moncalvo, infatti, \u00e8 di <strong>1.100 euro al metro quadro<\/strong>. All&#8217;opposto si colloca la Sicilia, con Pantelleria e Taormina, dove i prezzi medi di vendita al mq toccano rispettivamente 6.700 e 8.000.<\/p>\n<p>LA DISTRIBUZIONE DELL\u2019OFFERTA DI RUSTICI E CASALI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/05\/prima2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5309\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/05\/prima2-1024x644.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"310\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/05\/prima.png\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA DISTRIBUZIONE DELL\u2019OFFERTA SECONDO LO STATO DI FATTO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/05\/seconda.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/05\/seconda.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"310\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo decenni di svuotamento delle campagne a favore dei grandi centri urbani, c\u2019\u00e8 una generazione di dottori in scienze agrarie, economia e commercio, marketing, architettura, farmacia e scienze dell&#8217;educazione che compie il percorso inverso, facendo ritorno alla terra per realizzare un progetto di vita e d\u2019impresa. 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