{"id":5380,"date":"2014-06-12T07:49:24","date_gmt":"2014-06-12T07:49:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5380"},"modified":"2014-06-12T07:49:24","modified_gmt":"2014-06-12T07:49:24","slug":"%c2%abil-sindacato-non-capisce-piu-i-lavoratori%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/06\/12\/%c2%abil-sindacato-non-capisce-piu-i-lavoratori%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abIl sindacato non capisce pi\u00f9 i lavoratori\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/06\/Sindacati.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5383\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/06\/Sindacati.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/06\/Sindacati.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/06\/Sindacati-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il recente <strong>sciopero<\/strong> dei dipendenti e dei giornalisti della <strong>Rai<\/strong>, le agitazioni del trasporto pubblico locale, lo stallo nel rinnovo del <strong>contratto<\/strong> <strong>Fiat<\/strong> sono tutti sintomi di un malessere profondo delle relazioni industriali. \u00abColpa della <strong>crisi<\/strong>\u00bb, si potrebbe dire. Vero, ma fino a un certo punto. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>C&#8217;\u00e8 un&#8217;incomunicabilit\u00e0 profonda tra rappresentanti dei lavoratori e aziende, tra sindacato e politica<\/strong><\/span>. Un&#8217;incapacit\u00e0 di ascoltarsi e di comprendere che ha radici profonde e che abbiamo cercato di tratteggiare attraverso questo intervento di <strong>Angelo Pasquarella<\/strong>, amministratore delegato di <strong>Projectland<\/strong> ed esperto di sociologia del lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2850\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00abAtteggiamento sindacale contro atteggiamento antisindacale. Il tema \u00e8 di moda anche a seguito delle posizioni emerse nelle ultime elezioni europee e dell\u2019esito delle stesse. Penso che il problema non sia n\u00e9 politico n\u00e9 ideologico, semplicemente di natura sociale. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 cambiata la composizione sociale dei lavoratori e sembra che tutti noi facciamo finta di nulla<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La cultura sindacale classica (che ormai dovremmo definire vecchia) esprime ancora logiche basate sulla\u00a0 produzione di massa e su lavoratori caratterizzati da attivit\u00e0 di massa e di tipo esecutivo<\/strong><\/span>, da non elevata scolarizzazione che operano in ambienti rigidamente strutturati, come le fabbriche che conosciamo dalla seconda met\u00e0 del novecento o in uffici nei quali il modello organizzativo \u00e8 analogo. Questa realt\u00e0 certamente esiste, ma non \u00e8 ormai quella emergente.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le aziende manifatturiere di successo<\/strong><\/span> che sostengono oggi, attraverso le esportazioni, l\u2019economia italiana e che presumibilmente saranno l\u2019ossatura dell\u2019industria italiana di domani <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>hanno una configurazione molto diversa e le persone che vi lavorano non corrispondono a quelle che i vecchi sindacalisti si immaginano<\/strong><\/span>. Queste aziende non basano la loro forza sul basso prezzo di prodotti standard ma sulla realizzazione di oggetti ad alto valore aggiunto in modo che il maggior costo del personale sia compatibile con il prezzo praticato sfruttando cos\u00ec anche il valore del brand &#8220;made in Italy&#8221; e puntando sulla diversificazione tecnologica o estetica.<\/p>\n<p>Il valore aggiunto di questi prodotti di successo \u00e8 per\u00f2 determinato solo in parte ridotta dal lavoro collegato ai processi produttivi materiali. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il successo \u00e8 determinato e in misura assai maggiore dal lavoro degli operatori della conoscenza<\/strong><\/span> (design, marketing, ricerca e sviluppo tecnico, ricerca di mercato, tecnologie comunicative, investimenti in immagine e brand, innovativi modelli di vendita, processi produttivi sofisticati, brevetti, ecc.). Gli addetti a queste attivit\u00e0 sono spesso, a seguito dell\u2019automazione, pi\u00f9 numerosi delle persone con mansioni esecutive. Ce lo spiega l\u2019attuale composizione del <strong>Pil<\/strong> italiano.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> L\u2019industria in senso stretto \u00e8 confinata al di sotto di un 20%<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Non vi sono ancora studi rigorosi, ma si stima che siano (per la sola componente delle libere professioni non riconosciute) nell\u2019ordine di oltre 3 milioni e mezzo ai quali si debbono aggiungere coloro che svolgono lo stesso lavoro con la qualifica di lavoratori dipendenti. Il sociologo Federico Butera che, ogni 5 anni, effettua una importante ricerca sui <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>lavoratori della conoscenza<\/strong><\/span> in Europa, per l\u2019Italia, li indica nel <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>43% dei lavoratori occupati<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Domandiamoci ora se gli attuali esponenti sindacali siano funzionali a questo nuovo contesto. La risposta \u00e8 no.\u00a0 Questo spiega la disaffezione nei confronti del sindacato. Per questo non si tratta n\u00e9 di problema politico n\u00e9 ideologico: \u00e8 invece un problema di mutata composizione sociale che comporter\u00e0 cambiamenti in termini di cultura e di concezione del mondo del lavoro che solo oggi cominciamo a percepire nella loro reale portata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il recente sciopero dei dipendenti e dei giornalisti della Rai, le agitazioni del trasporto pubblico locale, lo stallo nel rinnovo del contratto Fiat sono tutti sintomi di un malessere profondo delle relazioni industriali. \u00abColpa della crisi\u00bb, si potrebbe dire. Vero, ma fino a un certo punto. C&#8217;\u00e8 un&#8217;incomunicabilit\u00e0 profonda tra rappresentanti dei lavoratori e aziende, tra sindacato e politica. 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