{"id":5462,"date":"2014-07-03T06:43:20","date_gmt":"2014-07-03T06:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5462"},"modified":"2014-07-03T06:43:20","modified_gmt":"2014-07-03T06:43:20","slug":"cari-comuni-basta-salumifici-e-agenzie-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/03\/cari-comuni-basta-salumifici-e-agenzie-di-viaggio\/","title":{"rendered":"Cari Comuni, basta salumifici e agenzie di viaggio!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/salame.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5465\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/salame.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/salame.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/salame-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo sapevate che il <strong>Comune di Roma<\/strong> possiede due <strong>aziende agricole<\/strong>? No? Ve lo diciamo noi: si chiamano <a href=\"http:\/\/www.comune.roma.it\/wps\/portal\/pcr?contentId=NEW236140&amp;jp_pagecode=newsview.wp&amp;ahew=contentId:jp_pagecode\" target=\"_blank\">Castel di Guido<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.comune.roma.it\/wps\/portal\/pcr?contentId=NEW236163&amp;jp_pagecode=newsview.wp&amp;ahew=contentId:jp_pagecode\" target=\"_blank\">Tenuta del Cavaliere<\/a>. Non si occupano solo di agricoltura, ma anche di allevamento di bestiame. I cittadini romani con le loro tasse pagano anche questo! Ma \u00e8 un altro discorso quello che vogliamo affrontare.<\/p>\n<p>Pochi giorni fa <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/carrozzone-delle-partecipate-brucia-26-miliardi-allanno-1033167.html\" target=\"_blank\">il Giornale si \u00e8 occupato del buco nero costituito dalle societ\u00e0 a partecipazione pubblica<\/a>: una voragine che nel 2013 ha inghiottito 26 miliardi di euro, secondo quanto rilevato dal procuratore generale della <strong>Corte dei Conti<\/strong>, Salvatore Nottola. Dati incontrovertbili, tutto nero su bianco, ma lo Stato &#8211; e in particolare il governo &#8211; che cosa stanno facendo per tamponare questa emorragia? C&#8217;\u00e8 un uomo al <strong>ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze<\/strong> che si sta occupando di come risparmiare il pi\u00f9 possibile e dare un taglio agli sprechi.\u00a0\u00c8 il commissario alla <strong>spending review<\/strong>, <strong>Carlo Cottarelli<\/strong>. Ma nel concreto che cosa sta facendo nelle quiete stanze di Via XX Settembre con il suo ristretto e selezionato team di lavoro di 6 persone? Ve lo spieghiamo noi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Carlo-Cottarelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5466\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Carlo-Cottarelli-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Fondamentalmente Cottarelli si sta occupando della stesura dei decreti attuativi delle norme contenute nel <strong>decreto Irpef<\/strong> (quello che ha elargito il <strong>bonus da 80 euro<\/strong> mensili ai lavoratori dipendenti con un reddito annuo inferiore a 26 mila euro lordi) e nel pi\u00f9 recente decreto di riforma della pubblica amministrazione. Non \u00e8 un impegno di poco conto perch\u00e9 \u00e8 su questi dettagli che si gettano le basi dell&#8217;ambizioso (anche troppo) programma del Def del governo Renzi: agliare le spese pubbliche di 17 miliardi l&#8217;anno prossimo e di 32 miliardi nel 2016.<\/p>\n<p>Ovvio che si parta dalle spese cui si pu\u00f2 e si deve rinunciare. Come quelle delle <strong>societ\u00e0 a partecipazione pubblica<\/strong>: entro il 31 luglio deve infatti arrivare la proposta per la loro riduzione. La Corte dei Conti ne ha contate 7.500 ma, secondo il ministero sono almeno 10mila. Ridurle significa gi\u00e0 risparmiare sui consigli di amministrazione che attualmente impegnano 20mila persone. E non sono rari i casi in cui il cda \u00e8 pi\u00f9 numeroso dei dipendenti della societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>Si potrebbe pensare che da qui alla completa <strong>privatizzazione<\/strong> delle <strong>utility<\/strong> ex municipalizzate come \u00a0<strong>A2A<\/strong> e <strong>Acea<\/strong>, il passo sia breve. E invece no (anche se i servizi pubblici il privato pu\u00f2 garantirli altrettanto bene). Innanzitutto, il trasporto, l&#8217;energia (elettricit\u00e0 e gas), l&#8217;acqua e la gestione dei rifiuti sono il core business del 20% delle societ\u00e0 statali anche se da loro proviene il 50% dell&#8217;intero fatturato. Negli anni vi \u00e8 stato un proliferare di<strong> societ\u00e0 strumentali<\/strong>, cio\u00e8 quelle cui vengono delegate alcune funzioni accessorie (gestione dei supporti informatici, consulenze tecniche) e gi\u00e0 questo \u00e8 uno spreco.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline;color: #ff0000\"><strong>sopravvivono, soprattutto a livello dei Comuni, oltre 320 societ\u00e0 che dovrebbero essere in totale controllo dei privati<\/strong><\/span>. E non ci riferiamo solo alle <strong>farmacie<\/strong> comunali che, tranne a Roma, sono una fonte di guadagno per i sindaci. Vi sono 320 imprese che con la cosa pubblica non hanno niente a che fare: non solo le aziende agricole della Capitale, non solo le ex centrali del latte che qualche Comune ha mantenuti, ma parliamo di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>salumifici, aziende vinicole, avicole e persino di un&#8217;agenzia di viaggi<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Il lavoro del commissario si intreccia, poi, con altri compiti. Innanzitutto quello di ridefinire uscite ed entrate delle finanze locali. Al ministero si sta creando una maxibanca dati che consenta di precisare i <strong>fabbisogni standard<\/strong> e la <strong>capacit\u00e0 fiscale standard<\/strong> dei Comuni in modo tale che i trasferimenti dal <strong>Fondo di perequazione<\/strong> (lo stanziamento statale che serve a non lasciare i sindaci in braghe di tela) siano commisurati alle reali necessit\u00e0 di ogni cittadina. Senza sprechi. Ci\u00f2 significa che si andr\u00e0 verso un coordinamento delle forze di polizia, delle spese per l&#8217;educazione e l&#8217;istruzione e anche verso un risparmio sull&#8217;illuminazione pubblica che \u00e8 una delle voci di costo pi\u00f9 pesanti : Comuni e Province spendono 2 miliardi ogni anno.<\/p>\n<p>L&#8217;altro grande tema \u00e8 quello della <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>trasparenza dei prezzi negli acquisti delle amministrazioni pubbliche<\/strong><\/span>. Si tratta della fonte di spreco principale dei soldi che lo Stato preleva con le tasse dalle nostre tasche: la possibilit\u00e0 di comprare quello che si vuole dove si vuole e da chi si vuole. La <strong>Legge di Stabilit\u00e0<\/strong> 2015, come detto, dovr\u00e0 tagliare 17 miliardi. Vediamo come si interverr\u00e0 su questo capitolo.<\/p>\n<p>Parliamo, in primo luogo, del modello che \u00e8 la <strong>Gran Bretagna<\/strong>. Un Paese tanto liberale quanto virtuoso. Le amministrazioni pubbliche britanniche, infatti, hanno a disposizione un librone di migliaia di pagine che elenca i prezzi praticati per i beni e i servizi necessari: si pu\u00f2 comprare a prezzi inferiori a quelli del catalogo, ma non si pu\u00f2 spendere un penny di pi\u00f9. \u00a0Ecco perch\u00e9 entro la met\u00e0 del mese verr\u00e0 emanato un Dpcm con i <strong>prezzi benchmark<\/strong> praticati dalla <strong>Consip<\/strong>, la centrale acquisti dello Stato, per alcuni beni. sar\u00e0 un catalogo qualitativo e quantitativo. Non si potranno spendere soldi inutilmente per comprare un telefono di colore diverso rispetto a quello fornito allo Stato.<\/p>\n<p>A ottobre, invece, saranno stilati i <strong>prezzi di riferimento<\/strong> dei beni e dei servizi che non sono nel catalogo Consip. La discrezionalit\u00e0 di presidenti di Regione e direttori delle Asl sar\u00e0 ulteriormente limitata. Infine entro la fine di luglio sar\u00e0 emanato un decreto per il tavolo tecnico che stabilir\u00e0 le <strong>centrali di acquisto aggregate<\/strong>: si passer\u00e0 da 35mila a 35. Una resta la Consip, poi ce ne sar\u00e0 una per Regione (Trento e Bolzano ne avranno una a testa) mentre restano da definire le altre.<\/p>\n<p>Intanto Cottarelli ha gi\u00e0 passato al setaccio i contratti stipulati per alcuni servizi (tra i quali gas, elettricit\u00e0, telefonia e riscaldamento) e 100 amministrazioni &#8211; ministeri inclusi &#8211; la prossima settimana riceveranno una lettera firmata anche dal commissario anticorruzione, <strong>Raffaele Cantone<\/strong>, con la quale li si invita a speigare perch\u00e9 non si siano rivolti alla Consip. Se non risponderanno, arriveranno i controlli della <strong>Guardia di Finanza<\/strong>.<\/p>\n<p>Insomma, il metodo appare molto serio (a dispetto del titolare della Presidenza del Consiglio) . Fosse per Cottarelli si sarebbe gi\u00e0 abolito il <strong>Cnel<\/strong>, l&#8217;organo costituzionale del quale nessuno sa a cosa serva, e la <strong>Rai<\/strong> avrebbe fatto gi\u00e0 una super-cura dimagrante. Per\u00f2 la seriet\u00e0 in questo campo non basta. Vi ricordate della promessa: solo 5 <strong>auto blu<\/strong> per ogni ministero? Beh, il decreto non \u00e8 stato ancora emanato! Il ministero dell&#8217;Economia le ha gi\u00e0 ridotte da 24 a 12 ma degli altri nulla si sa. Ecco perch\u00e9 &#8211; quando si parla di soldi pubblici &#8211; fidarsi \u00e8 bene e non fidarsi \u00e8 meglio.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo sapevate che il Comune di Roma possiede due aziende agricole? No? Ve lo diciamo noi: si chiamano Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere. Non si occupano solo di agricoltura, ma anche di allevamento di bestiame. 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