{"id":5482,"date":"2014-07-12T08:31:41","date_gmt":"2014-07-12T08:31:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5482"},"modified":"2014-07-12T08:31:41","modified_gmt":"2014-07-12T08:31:41","slug":"%c2%able-multinazionali-su-twitter-un-autogol%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/12\/%c2%able-multinazionali-su-twitter-un-autogol%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abLe multinazionali su Twitter? Un autogol\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/david-luiz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5483\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/david-luiz.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/david-luiz.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/david-luiz-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I <strong>Mondiali 2014<\/strong> saranno ricordati per l&#8217;ennesima figuraccia internazionele dell&#8217;<strong>Italia<\/strong>, per il <strong>Brasile<\/strong> \u00abasfaltato\u00bb dalla <strong>Germania<\/strong> e le conseguenti lacrime di <strong>David Luiz<\/strong>, per la furbata di <strong>Louis Van Gaal<\/strong> che nei quarti di finale ha cambiato il portiere dell&#8217;<strong>Olanda<\/strong> per vincere ai rigori (scelta non ripetuta, sfortunatamente contro l&#8217;<strong>Argentina<\/strong>). Ma i Mondiali 2014 saranno anche ricordati come la prima grande sperimentazione \u00aba tutto campo\u00bb del <strong>social media advertising<\/strong>. Tutte le grandi <strong>multinazionali<\/strong>, coinvolte dal business della palla rotonda, si stanno cimentando in annunci mirati nelle<strong> tweetline<\/strong> o nelle singole home page di <strong>Facebook<\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non sempre, per\u00f2, le major sembrano comprendere appieno lo spirito della nuova comunicazione.<\/strong><\/span> Ecco perch\u00e9 Wall (che \u00e8 molto pi\u00f9 appassionato di calcio rispetto a Street) ha pensato di farsi una chiacchierata con <strong>Giulio Ceppi<\/strong>,\u00a0<strong>\u00a0<\/strong>architetto\u00a0\u00a0fondatore di\u00a0<strong>Total Tool<\/strong>, societ\u00e0 di\u00a0<em>visioning<\/em>\u00a0e\u00a0<em>design strategy.<\/em><\/p>\n<p><strong>Wall<\/strong>:\u00a0\u00abRitengo che le grandi aziende non abbiano ancora capito che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i social media entrano in un ambito molto pi\u00f9 personale rispetto alla tradizionale pubblicit\u00e0, anche intesa come campagna istituzionale<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/Ceppi1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2573\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/05\/Ceppi1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>Ceppi<\/strong>:\u00a0\u00abConcordo pienamente nell&#8217;affermare che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;uso di social media da parte di una marca \u00e8 molto diverso dall&#8217;uso degli stessi da parte di un individuo<\/strong><\/span>. Chiaro che i brand si sono avidamente e rapidamente appropriati di social media come Facebook, <strong>Twitter<\/strong> o <strong>Instagram<\/strong>, ma non sono persone od individui, sono appunto marchi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Wall:\u00a0\u00abL\u2019ironia della <strong>Barilla<\/strong> dopo l\u2019<strong>eliminazione con l\u2019Uruguay<\/strong> mi ha molto irritato (poi i soliti strateghi della comunicazione hanno detto che \u00e8 una trovata geniale, a me non sembra). Lo stesso \u00e8 successo alla compagnia olandese <strong>KLM<\/strong> che ha preso in giro i messicani dopo la sconfitta: si \u00e8 beccata la risposta piccata di <strong>Aeromexico<\/strong>, il &#8220;vaffa&#8221; della popolare star <strong>Gael Garcia Bernal<\/strong> e ha cancellato il tweet. <strong>Nike<\/strong>, invece, \u00e8 rimasta \u2013 sempre secondo la mia personale opinione &#8211; indietro agli anni 80- 90: dopo ogni partita pubblica un post (e un tweet) nel quale celebra i risultati della squadra vincente sponsorizzata. Sicuramente funzionale, ma molto antico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Barilla-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5487\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Barilla-02-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Barilla-02-300x221.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Barilla-02.jpg 894w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/KLM-Mexico.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5488\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/KLM-Mexico-280x300.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/KLM-Mexico-280x300.jpg 280w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/KLM-Mexico-956x1024.jpg 956w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/KLM-Mexico.jpg 970w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Nike-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5489\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Nike-01-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Nike-01-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Nike-01.jpg 599w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ceppi: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il social \u00e8 il luogo del narcisismo, dell&#8217;ironia, dell&#8217;esagerazione, tutto in chiave molto personale e soggettiva. Per una marca \u00e8 difficile adattarsi a questo livello di comunicazione, se non a rischio di fare autogol mostruosi<\/strong><\/span>, divertendo \u00a0qualcuno, ma irritando altri. Infatti per quanto le marche tendano oggi a voler comportarsi come persone, a seguire criteri etici, stili di vita, atteggiamenti non da marketing, ma da psicologia e sociologia, restano tuttavia un insieme astratto di valori, un programma teorico. Non sono persone, anche se vorrebbero esserlo, esserti amiche e confidenti. Quindi l&#8217;uso dei social media (basterebbe la parola, appunto) per loro \u00e8 perdente, se cercano di comportarsi da &#8220;persone&#8221;, svelando appunto di non esserlo. Diverso se <strong>Giorgio Armani<\/strong> in persona usa Facebook o se <strong>Giovanni Rana<\/strong> twitta direttamente, anche se poi quanto dicono o fanno andrebbe ad impattare sulla loro azienda, inevitabilmente (<a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\/notizie\/lazanzara\/2013-09-26\/guido-barilla-spot-famiglia-122352.php\" target=\"_blank\">vedi la recente intervista di <strong>Guido Barilla<\/strong><\/a>, appunto). Quindi non mi sorprende che gli esempi citati \u00a0di KLM o Barilla siano stati, per stare a tema, degli autogol clamorosi\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Adidas-Cityrunners.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5490\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Adidas-Cityrunners-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Adidas-Cityrunners-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Adidas-Cityrunners.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Eataly.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Eataly-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"740\" \/><\/a><\/p>\n<p>Wall: \u00abInvece, mi \u00e8 piaciuta molto l\u2019iniziativa \u201c<strong>Cityrunners Milano<\/strong>\u201d di <strong>Adidas<\/strong>. Hanno spulciato i social cercando gente che si faceva i selfie facendo jogging o che utilizzava l\u2019app <strong>Runtastic<\/strong>. Li ha contattati via mail invitandoli a far parte di una squadra. Coloro che hanno accettato hanno avuto in omaggio delle scarpe personalizzate da running e sono stati inseriti in un programma di allenamento con personal trainer, dietologo-nutrizionista e mental coach per partecipare alla mezza maratona della Milano City Marathon in modo che potessero sostenere un percorso di 10 kilometri\u00bb.<\/p>\n<p>Ceppi: \u00abMi piace invece segnalare come qualcuno abbia approfittato in maniera assolutamente smart e virale, direi da social media, anche se passando sulla creta stampata, quando il <em>Washington Post<\/em> ha titolato a piena pagina &#8220;Eataly!&#8221; \u00a0a commento del morso di <strong>Suarez<\/strong> a <strong>Chiellini<\/strong> e molto astutamente quelli di <strong>Eataly<\/strong> hanno riportato la pagina sui quotidiani nazionali, aggiungendo il claim che\u00a0&#8220;Tutti mangiano carne italiana&#8221;. Questa \u00e8 ironia! E dimostrazione che nel Made in Italy (potremmo ribattezzarlo oggi come &#8220;Mad in Eataly&#8221; &#8211; ma Farinetti ci paga poi una royalties\u2026) <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>lo humor e l&#8217;ironia sono una parte importante, che non dobbiamo perdere e che forse altri non sono poi tanto bravi ad usare ed interpretare, quando si parla di grandi brand<\/strong><\/span>: forse i nostri <strong>Big Brand<\/strong> (da <strong>Armani<\/strong>, passando per <strong>Ferrari<\/strong> fino a <strong>Versace<\/strong>) a volte potrebbero anche prendersi un po meno sul serio e scendere dal piedistallo dove tanto amano collocarsi, spesso con un eccessivo autocompiacimento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I Mondiali 2014 saranno ricordati per l&#8217;ennesima figuraccia internazionele dell&#8217;Italia, per il Brasile \u00abasfaltato\u00bb dalla Germania e le conseguenti lacrime di David Luiz, per la furbata di Louis Van Gaal che nei quarti di finale ha cambiato il portiere dell&#8217;Olanda per vincere ai rigori (scelta non ripetuta, sfortunatamente contro l&#8217;Argentina). Ma i Mondiali 2014 saranno anche ricordati come la prima grande sperimentazione \u00aba tutto campo\u00bb del social media advertising. Tutte le grandi multinazionali, coinvolte dal business della palla rotonda, si stanno cimentando in annunci mirati nelle tweetline o nelle singole home page di Facebook. Non sempre, per\u00f2, le major sembrano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/12\/%c2%able-multinazionali-su-twitter-un-autogol%c2%bb\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36416],"tags":[25832,16978,34529,782,52810,52815,17583,773,35,31445,52813,52812,52816,17916,52817,8574,16862,23317,52807,52809,1996],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5482"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5482"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5503,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5482\/revisions\/5503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}