{"id":5611,"date":"2014-07-30T09:01:50","date_gmt":"2014-07-30T09:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5611"},"modified":"2014-07-30T09:01:50","modified_gmt":"2014-07-30T09:01:50","slug":"il-prestito-forzoso-non-risolve-la-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/30\/il-prestito-forzoso-non-risolve-la-crisi\/","title":{"rendered":"Il prestito forzoso non risolve la crisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Prestito-del-Littorio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5612\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Prestito-del-Littorio.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"753\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Prestito-del-Littorio.jpg 487w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/07\/Prestito-del-Littorio-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un nostro affezionato lettore ci ha inviato una mail (a proposito, quella di Wall \u00e8 gianmaria.defrancesco@ilgiornale.it, mentre quella di Street \u00e8 massimo.restelli@ilgiornale.it &#8211; scriveteci, appena il lavoro ce lo consente saremo felici di rispondervi) ponendoci un interessante quesito su un argomento che non abbiamo mai toccato direttamente, ma solo di sfuggita: il <strong>prestito forzoso<\/strong>. Si tratta di un&#8217;antica prassi: la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>sottoscrizione obbligatoria di titoli di Stato per fornire nuove risorse alla finanza pubblica e aiutare l&#8217;economia a uscire dall&#8217;impasse<\/strong><\/span>. Ma sar\u00e0 veramente cos\u00ec?<\/p>\n<p>\u00ab<em>Cortesemente vi chiedo per quali motivi lo Stato non possa emettere <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>titoli rappresentativi di un sottostante costituito da una percentuale del valore dei beni immobiliari posseduti dai cittadini<\/strong><\/span> che presteranno tale percentuale temporaneamente alla Stato in modo da creare <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>liquidit\u00e0 aggiuntiva senza sforare i parametri UE<\/strong><\/span>. Dopo l&#8217;emissione i cittadini riceveranno e faranno circolare nel solo Stato emittente i predetti titoli, come fossero banconote in euro, per un <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>prestito limitato temporaneamente (20-30 anni)<\/strong><\/span>. Cos\u00ec facendo lo Stato potrebbe disporre di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>paraliquidit\u00e0 gratis<\/strong><\/span> e avviare la ripresa con programmi di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ambiziosi tagli di tasse<\/strong><\/span> alle imprese sino a che si riesce ad avere partite correnti positive.<\/em><\/p>\n<p><em>Ringrazio per l&#8217;attenzione che mi\u00a0sar\u00e0 dedicata.<\/em><\/p>\n<p><em>Attendo gradita risposta<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Bruno Puricelli<\/p>\n<p>Aosta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Egregio Sig. Puricelli,<\/p>\n<p>quella che Lei propone \u00e8 una variante del prestito forzoso che, in teoria, \u00e8 attuabile. Rispetto alla pi\u00f9 comune <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>proposta, sostenuta soprattutto dal <a href=\"http:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/tagliadebito-avanti-201407261446244470\" target=\"_blank\">quotidiano MF<\/a>, di creare un fondo ad hoc con gli attivi immobiliari dello Stato<\/strong><strong> sulla base dei quali emettere obbligazioni<\/strong><\/span>, in questo caso sarebbero i privati a intervenire sottoscrivendo bond che avrebbero come collaterale la loro stessa propriet\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L\u2019aumento temporaneo della massa monetaria<\/strong><\/span> (<span style=\"text-decoration: underline\"><em>l&#8217;aggregato che somma sia il totale del denaro liquido emesso dall&#8217;istituto centrale che tutti gli altri titoli aventi le stesse funzioni come depositi, conti correnti e titoli a breve termine<\/em><\/span>) , sempre in teoria, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>dovrebbe apportare alcuni benefici<\/strong><\/span> al ciclo macroeconomico.<\/p>\n<p>Fin qui tutto bene ma, a nostro parere, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>si aprirebbero nuovi fronti<\/strong><\/span>. In primo luogo, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>le emissioni<\/strong><\/span> sulla base di una cessione parziale di asset allo Stato <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>farebbero <\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">te<\/span>mporaneamente aumentare il debito stesso dello Stato<\/strong><\/span>, che poi sarebbe tenuto a rimborsarle.\u00a0\u00c8 vero: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il prestito forzoso ha generalmente un rendimento pi\u00f9 basso di quello medio del debito pubblico e gli introiti servono appunto per riacquistare i titoli con la cedola pi\u00f9 alta e diminuire cos\u00ec la spesa per interessi<\/strong><\/span>\u00a0(nel caso del <strong>Prestito del Littorio<\/strong> del 1926, invece, si effettu\u00f2 un ripudio del debito allungandone la scadenza). Ma noi non metteremmo la mano sul fuoco. Anche gli <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>acconti Ires e Irap<\/strong><\/span> che le aziende versano annualmente <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>sono superiori all&#8217;imposta<\/strong><\/span> (per le banche si arriva al 128,5%!!!) e questo \u00e8 un prestito forzoso. Ma non ci risulta che lo Stato li utilizzi per tagliare il debito. Al contrario, finanziano la <strong>spesa corrente<\/strong>.<\/p>\n<p>In secondo luogo, intravediamo la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>creazione di alcune difficolt\u00e0<\/strong><\/span> al gi\u00e0 periclitante <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>mercato immobiliare<\/strong><\/span>. Come si fa, infatti, a cedere un immobile nella sua totalit\u00e0 se questo \u00e8 parzialmente di propriet\u00e0 di terzi e se quest\u2019ultimo lo ha posto a garanzia di un prestito? Bisognerebbe quantomeno prevedere una norma che consenta la cessione parziale degli immobili stessi. Oppure il venditore assieme all\u2019immobile dovrebbe cedere le obbligazioni ricevute in cambio della propria quota. In questo caso, la creazione di liquidit\u00e0 sarebbe leggermente inferiore a quella preventivabile, come quando si vende una casa gravata da un mutuo. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Questo tipo di prestito forzoso<\/strong><\/span>, infatti, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>altro non \u00e8 che<\/strong><strong> un <\/strong><\/span><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">m<\/span>utuo ipotecario<\/strong><\/span>. Il problema \u00e8 che il contratto di mutuo garantisce tanto il debitore quanto, soprattutto, il creditore. In questo caso <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>chi pagherebbe se l&#8217;immobile perde di valore<\/strong><\/span> (anche a causa di fenomeni naturali), se non viene manutenuto, se il mercato crolla? E, soprattutto, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>chi fornisce la garanzia assicurativa in caso di inadempienza?<\/strong><\/span> Per non parlare, poi, delle differenze metodologiche e finanziarie tra l&#8217;ammortamento di un mutuo ventennale o trentennale e il rimborso di un prestito obbligazionario.<\/p>\n<p>Ultimo, ma non meno importante: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il prestito forzoso \u00e8 una patrimoniale occulta<\/strong><\/span> che colpisce, in questo caso, il bene pi\u00f9 caro agli italiani, cio\u00e8 la casa. Anzich\u00e9 pagare un&#8217;imposta straordinaria (come se non bastassero <strong>Irpef<\/strong>, <strong>Imu<\/strong>, <strong>Tasi<\/strong> e <strong>Tari<\/strong>!!!) si sottoscrive un mutuo che verr\u00e0 rimborsato a babbo morto.<\/p>\n<p>Caro Signor Puricelli, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>con la propriet\u00e0 privata non si scherza e non la si pu\u00f2 utilizzare per socializzare il debito pubblico!<\/strong><\/span> Ecco perch\u00e9, personalmente, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a title=\"Centrodestra = Tagliare le tasse\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/23\/centrodestra-tagliare-le-tasse\/\" target=\"_blank\">riteniamo che non vi sia altra strada per tagliare le tasse che una riduzione decisa della spesa pubblica<\/a><\/strong><\/span> con tutte le conseguenze (positive e negative) che essa comporta. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Abbassando le tasse generalmente il gettito tende a restare invariato (se non ad aumentare) e, avendo minori spese, lo Stato potrebbe pi\u00f9 facilmente rimborsare il proprio debito<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Cordialmente<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un nostro affezionato lettore ci ha inviato una mail (a proposito, quella di Wall \u00e8 gianmaria.defrancesco@ilgiornale.it, mentre quella di Street \u00e8 massimo.restelli@ilgiornale.it &#8211; scriveteci, appena il lavoro ce lo consente saremo felici di rispondervi) ponendoci un interessante quesito su un argomento che non abbiamo mai toccato direttamente, ma solo di sfuggita: il prestito forzoso. Si tratta di un&#8217;antica prassi: la sottoscrizione obbligatoria di titoli di Stato per fornire nuove risorse alla finanza pubblica e aiutare l&#8217;economia a uscire dall&#8217;impasse. Ma sar\u00e0 veramente cos\u00ec? \u00abCortesemente vi chiedo per quali motivi lo Stato non possa emettere titoli rappresentativi di un sottostante costituito [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/30\/il-prestito-forzoso-non-risolve-la-crisi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[752,52856,9194,9550,26389,52857,23469,52855,3163,52858,23411,13278,11960,39690,39688,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5611"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5617,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611\/revisions\/5617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}