{"id":5620,"date":"2014-08-03T11:50:00","date_gmt":"2014-08-03T11:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5620"},"modified":"2014-08-03T11:50:00","modified_gmt":"2014-08-03T11:50:00","slug":"attenzione-alle-delusioni-da-start-up","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/08\/03\/attenzione-alle-delusioni-da-start-up\/","title":{"rendered":"Attenzione alle delusioni da start up!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Google.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5623\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Google.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"327\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non tutte le ciambelle si trasformano in <strong>Google<\/strong>, in <strong>Twitter<\/strong> oppure in <strong>Beats<\/strong>, la produttrice di cuffie acquistata da <strong>Apple<\/strong> per 3 miliardi di dollari. Insomma, <strong>avviare una start up<\/strong> non significa automaticamente essere <strong>Mark Zuckerberg<\/strong>, anzi \u00e8 molto pi\u00f9 elevata la probabilit\u00e0 di fallire che di ottenere successo. In <strong>Italia<\/strong> la legislazione ha sempre cercato di creare terreno fertile alle start up (e questa \u00e8 cosa buona e giusta), ma molto spesso dimenticando alcune peculiarit\u00e0, come il fatto che il trasferimento tecnologico (cio\u00e8 il passaggio dall&#8217;ambito della ricerca a quello della produzione in serie) \u00e8 un percorso molto complesso. Ce ne parla <strong>Giorgio Petroni<\/strong>, gi\u00e0 ordinario di Economia e organizzazione aziendale all&#8217;Universit\u00e0 di Padova e rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di San Marino, ex consigliere dell&#8217;Asi (si \u00e8 occupato delle missioni spaziale)dove ha diretto un gruppo di lavoro sul trasferimento tecnologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Giorgio-Petroni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5621\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Giorgio-Petroni-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00abCon la cosiddetta <strong>Legge Passera<\/strong> (la 221\/2012) si \u00e8 finalmente voluto, anche in Italia, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>incentivare la nascita di imprese ad elevata intensit\u00e0 tecnologica<\/strong><\/span>. La Legge si rivolge in particolare a giovani\u00a0 motivati a \u201cfare impresa\u201d ma che posseggano una solida preparazione scientifica e capaci di sviluppare\u00a0\u00a0 progetti\u00a0 di ricerca industriale. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 previsto infatti che almeno un terzo dell\u2019organico della nuova impresa sia costituito da ricercatori, dottori di ricerca o studenti di\u00a0 dottorato. Il loro sforzo imprenditoriale verr\u00e0 sostenuto da alcune\u00a0 agevolazioni fiscali, da una\u00a0 maggiore facilit\u00e0 di accesso al credito e da una certa flessibilit\u00e0 nell\u2019assunzione di collaboratori a\u00a0 tempo determinato<\/strong><\/span>. Il provvedimento in questione arriva dopo che\u00a0 nell\u2019ambito di varie Istituzioni pubbliche e private (Universit\u00e0, Fondazioni, Parchi scientifici e tecnologici, strutture di ricerca) si \u00e8 pi\u00f9 volte tentato, con risultati invero poco incoraggianti, di far nascere dall\u2019entusiasmo di giovani talenti delle piccole imprese high tech capaci, magari col tempo, di trasformarsi in forti strutture industriali.<\/p>\n<p>Nell\u2019affrontare questo problema non si \u00e8 voluto tenere conto, anche da parte di molte Autorit\u00e0 pubbliche, dei risultati di numerose ricerche condotte sull\u2019argomento e che da anni ci avvertono della complessit\u00e0 dei processi di trasferimento tecnologico. Non si \u00e8\u00a0 avuta considerazione, per esempio, del fatto che\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>anche da noi molti spin off universitari non hanno avuto successo e quando sono riusciti a stare sul mercato, non si sono quasi mai\u00a0 sviluppati<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Con il coraggio ma anche con l\u2019ingenuit\u00e0 dei dilettanti , solo raramente (soprattutto da parte di alcuni studiosi) \u00e8 stata fatta una analisi rigorosa delle condizioni di contesto economiche ed organizzative da cui sono nate le esperienze di successo realizzate in altri grandi Paesi industriali. Ci\u00f2 a cominciare\u00a0 dalle mitiche realizzazioni, negli anni cinquanta e sessanta, della <strong>Sylicon Valley<\/strong> e del <strong>Research Center<\/strong> costruito dal Governo della North Carolina. Tali esperienze suggeriscono l\u2019<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>adozione di un metodo rigoroso<\/strong><\/span> e molto articolato <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>nella scelta dei business<\/strong><\/span> verso i quali finalizzare i progetti di ricerca e raccomandano il <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>coinvolgimento di persone dotate di capacit\u00e0 e di esperienze\u00a0 imprenditoriali<\/strong><\/span> che in genere mancano nei ricercatori e studiosi universitari.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La Legge Passera non affronta in modo appropriato questi problemi<\/strong><\/span>. Resta pertanto fondato il timore che le declamate imprese start up innovative possano generare\u00a0 una forte delusione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non tutte le ciambelle si trasformano in Google, in Twitter oppure in Beats, la produttrice di cuffie acquistata da Apple per 3 miliardi di dollari. Insomma, avviare una start up non significa automaticamente essere Mark Zuckerberg, anzi \u00e8 molto pi\u00f9 elevata la probabilit\u00e0 di fallire che di ottenere successo. In Italia la legislazione ha sempre cercato di creare terreno fertile alle start up (e questa \u00e8 cosa buona e giusta), ma molto spesso dimenticando alcune peculiarit\u00e0, come il fatto che il trasferimento tecnologico (cio\u00e8 il passaggio dall&#8217;ambito della ricerca a quello della produzione in serie) \u00e8 un percorso molto complesso. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/08\/03\/attenzione-alle-delusioni-da-start-up\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36416],"tags":[17125,52866,52861,18594,52862,32114,52863,52869,52864,52868,52867,27476,1996,114],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5620"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5626,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5620\/revisions\/5626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}