{"id":5627,"date":"2014-08-05T08:25:03","date_gmt":"2014-08-05T08:25:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5627"},"modified":"2014-08-13T14:40:56","modified_gmt":"2014-08-13T14:40:56","slug":"una-manovra-anticrisi-tagliare-52-miliardi-di-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/08\/05\/una-manovra-anticrisi-tagliare-52-miliardi-di-tasse\/","title":{"rendered":"Una manovra anticrisi: tagliare 52 miliardi di tasse!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/meno-tasse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5629\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/meno-tasse.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/meno-tasse.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/meno-tasse-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a title=\"Centrodestra = Tagliare le tasse\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/23\/centrodestra-tagliare-le-tasse\/\" target=\"_blank\">Essere di centrodestra significa tagliare le tasse<\/a><\/strong><\/span>. Questo paradigma ve l&#8217;abbiamo gi\u00e0 raccontato in un recente post. Dalla teoria alla pratica, per\u00f2, il passo non \u00e8 breve. Soprattutto quando ci si riferisce alla situazione italiana perch\u00e9, come sappiamo, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la massa enorme del debito pubblico e i vincoli imposti dall&#8217;adesione all&#8217;unione monetaria europea non consentono margini di manovra<\/strong><\/span> sufficienti a tradurre principali liberali in determinazioni politiche. Oltretutto, e anche questo ve l&#8217;avevamo detto, una <strong>politica economica liberale<\/strong> si deve adottare riferendosi all&#8217;ambiente circostante. Poich\u00e9 i liberali sono amanti dell&#8217;equilibrio del bilancio e non del deficit \u00e8 chiaro che ai tagli si accompagnano i risparmi. L&#8217;immediato impulso alla crescita sconta la forza contraria degli effetti recessivi derivanti dal minor intervento dello Stato nell&#8217;economia (soprattutto in termini di stipendi pubblici e sussidi vari). In un contesto recessivo come quello attuale anche i tagli richiedono prudenza, anche perch\u00e9 allo Stato mancano le leve della politica monetaria che consentono di attutire i contraccolpi (<strong>Margareth Thatcher<\/strong> avrebbe avuto ancora pi\u00f9 difficolt\u00e0 nel chiudere le improduttive miniere statali del Cumberland se non avesse potuto remunerare i minatori licenziati con un incentivo all&#8217;esodo, un&#8217;analoga opzione oggi come oggi \u00e8 impensabile anche perch\u00e9 l&#8217;Italia non ha la <strong>Bank Of England<\/strong>).<\/p>\n<p>Tutto questo non significa che i liberali non possano avanzare proposte per \u00abcambiare verso\u00bb all&#8217;economia italiana, soprattutto dopo che <strong>Matteo Renzi<\/strong>, nonostante il grande successo elettorale, stia incontrando serie difficolt\u00e0 nel tenere i conti pubblici sotto controllo. D&#8217;altronde, ottenere il 40,8% dei voti significa avere precise responsabilit\u00e0 e vellicare il consenso affidato dagli elettori. Ma le scelte politiche liberali non sempre sono popolari: certo <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>pagare meno tasse piace a tutti, ma pochi sono disposti a sopportare il costo di un tale beneficio<\/strong><\/span>, cio\u00e8 i<span style=\"text-decoration: underline\">l dimagrimento di un <em>welfare state<\/em> che accompagna il cittadino dalla culla alla tomba, che (male che vada) offre sempre un posto da impiegato statale o, alla peggio, da usciere. Che tassa i giovani per garantire la pensione ai vecchi. Che non fa pagare direttamente scuola e sanit\u00e0 (nel marasma delle tasse nessun individuo \u00a0sa quanto devolve effettivamente a questi capitoli)<\/span>.<\/p>\n<p>Le idee, per\u00f2, ai liberali non mancano. E di recente il presidente della commissione Finanze della Camera, <strong>Daniele Capezzone<\/strong> (componente del comitato di presidenza di Forza Italia), le ha messe nero su bianco in un libro che si chiama <strong><a href=\"http:\/\/danielecapezzone.it\/prodotto\/per-la-rivincita-software-liberale-per-tornare-in-partita\/\" target=\"_blank\">\u00abPer la rivincita. Software liberale per tornare in partita\u00bb<\/a><\/strong>. Il titolo stesso allude a un chiaro intento politico (ridare al centrodestra italiano strumenti utili a riguadagnare i consensi perduti), ma quello che interessa a noi \u00e8 il profilo economico delle proposte che sono contenute e che occupano la parte finale del libro. Si tratta, infatti, di un chiaro esempio di riforma fiscale liberale con tutto ci\u00f2 che ne consegue. In queste pagine si pu\u00f2 toccare con mano la politica economica di centrodestra (a livello progettuale, ovviamente) ed avere una chiara dimostrazione pratica del teorema: \u00abUn liberale o taglia le tasse o non \u00e8\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Capezzone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/08\/Capezzone-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00abNel mio libro, tra le varie proposte che metto in campo, quella centrale \u00e8 lo sfondamento volontario del vincolo del 3%, per realizzare un poderoso taglio di tasse, accompagnato da corrispondenti tagli di spesa, e riforme strutturali (a partire da fisco e lavoro). Il piano prevede 40 miliardi di tasse in meno in 2 anni (e poi 12 nei successivi 3), con tre destinatari: le imprese, i lavoratori e il nucleo famiglia\/consumatori. Infine, suggerisco una visione strategica per evitare il rischio di un &#8220;Britannia 2&#8221; e quindi la definitiva spoliazione e colonizzazione dell\u2019Italia\u00bb, ha dichiarato Capezzone. Vediamo, quindi, come si articola la sua proposta.<\/p>\n<h3>Fiscal Compact da riscrivere<\/h3>\n<p>Il primo obiettivo del programma liberale proposto da Capezzone \u00e8 un <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00abPiano B nel rapporto con l\u2019Europa\u00bb<\/strong><\/span>. Lo dicono tutti, ne hanno fatto anche uno slogan da campagna elettorale, ma la verit\u00e0 \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>fino a quando l&#8217;Italia sar\u00e0 incatenata al Fiscal Compact non potr\u00e0 liberare autonomamente risorse per la crescita<\/strong><\/span>. Spieghiamoci meglio, non \u00e8 che l&#8217;Italia sia stata imbrogliata e imbrigliata da <strong>Angela Merkel<\/strong>. Il Trattato di Maastricht, quello di Lisbona e il successivo Fiscal Compact sono stati atti siglati dai governi italiani con piena consapevolezza. E nella bufera della crisi del 2012, il Parlamento a larghissima maggioranza ha inserito il pareggio di bilancio in Costituzione. Poiche <em>pacta sunt servanda<\/em> (nel 2012 l&#8217;Ue ha concesso una moratoria sui conti pubblici e il Paese, nel frattempo, \u00e8 uscito dalla procedura di deficit eccessivo a suon di tasse), all&#8217;Italia dal 2015 toccher\u00e0 sia garantire un pareggio di bilancio strutturale, cio\u00e8 corretto in base al ciclo economico. Insomma, non si tratta di azzerare il deficit annuale ma di farlo arrivare a zero correggendo il dato con gli effetti del ciclo economico (si sa, siamo in stagnazione e il Pil cresce pochissimo). \u00a0Analogamente, bisogna ridurre del 5% annuo il nostro debito pubblico in modo da avvicinare il rapporto debito\/Pil a quel 60% che da quota 137% dove siamo ora sembra pi\u00f9 irraggiungibile di un miraggio. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il costo di tutte queste correzioni \u00e8 di circa 60 miliardi<\/strong><\/span>. Ora l&#8217;Italia non \u00e8 che non possa approvare misure per la crescita, ma deve farlo salvaguardando i due obiettivi di cui sopra. Vi renderete conto che se gi\u00e0 il bonus di Renzi da 80 euro costa 10 miliardi e il governo non sa dove pescare le risorse, pensare a ulteriori incentivi o tagli \u00e8 molto fantasioso.<\/p>\n<p>Di qui la proposta di Capezzone per riscrivere il rapporto con l&#8217;Europa e che poggia su tre capisaldi a cui si aggiungono due ipotesi di lavoro.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Rinegoziazione del Fiscal Compact<\/strong>: le regole del gioco vanno cambiate perch\u00e9 limitano fortemente la possibilit\u00e0 di adottare politiche adeguate al ciclo macroeconomico negativo.<\/li>\n<li><strong>Sforamento del 3% per uno shock fiscale<\/strong>: se l&#8217;Italia deve attenersi pedissequamente ai parametri di Maastricht, non potr\u00e0 mai tagliare le tasse e invertire il ciclo.<\/li>\n<li><strong>La Bce come la Fed<\/strong>: il <strong>Tltro<\/strong> lanciato da <strong>Mario Draghi<\/strong> va in questa direzione (la Bce presta soldi alle banche affinch\u00e9 finanzino le imprese e, inoltre, compra asset come mutui e prestiti vari). Capezzone ne auspica un ulteriore potenziamento: acquisto di titoli di Stato e intervento sul mercato dei cambi in modo tale da evitare eccessive rivalutazioni della moneta unica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I primi due punti sono <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>liberali al 100%<\/strong><\/span>. Non nel senso dell&#8217;inosservanza della disciplina di bilancio, quanto nella ridiscussione di regole che bloccano il mercato e, dunque, il libero dispiegamento delle forze economiche. La terza proposta, invece, tratta un tema pi\u00f9 delicato. Sia ben chiaro: noi non siamo filo-tedeschi e le politiche anti-inflattive non sono la nostra bussola (soprattutto in un periodo di deflazione come quello attuale), ma &#8211; da un punto di vista liberale &#8211; <span style=\"text-decoration: underline\">tutto ci\u00f2 che crea artificiosamente inflazione induce necessariamente alla sospensione del giudizio<\/span>. Va detto che le politiche espansive della Fed hanno avuto successo nel tirare fuori gli Usa dalla crisi (senza liquidit\u00e0 gratis \u00e8 difficile pensare che <strong>Whirlpool<\/strong> avrebbe potuto comprare l&#8217;italiana <strong>Indesit<\/strong>), ma ora che <strong>Janet Yellen<\/strong> sta pensando di stringere i cordoni della Borsa perch\u00e9 l&#8217;economia \u00e8 ripartita, i mercati, precedentemente \u00abdrogati\u00bb, stanno scontando qualche calo. Tenete conto che la Fed ha buttato liquidit\u00e0 negli Usa al ritmo di 960 miliardi di dollari l&#8217;anno, tornare verso lo zero (anche se gradualmente) produrr\u00e0 scompensi. Inoltre, <span style=\"text-decoration: underline\">l&#8217;amministrazione Obama, non essendo liberale, non ha tagliato le tasse<\/span>. Unire il taglio delle tasse auspicato da Capezzone (che comunque crea liquidit\u00e0, anche perch\u00e9 se fosse tutto assorbito dal costo dei servizi da pagare perch\u00e9 non pi\u00f9 gratis sarebbe inutile) a una politica monetaria fortemente espansiva potrebbe rivelarsi un&#8217;eterogenesi dei fini.<\/p>\n<p>Veniamo ora alle due ipotesi di lavoro. Si tratta di <em>jolly<\/em> da giocare con la Commissione Ue \u00a0per vincere la trattativa.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Non conteggiare attivi Cdp nel debito pubblico<\/strong>. Se il debito italiano \u00e8 elevato, \u00e8 anche perch\u00e9 Eurostat computa nel dato anche i mutuii della Cassa Depositi e Prestiti. Alla Germania viene riservato ben altro trattamento: i prestiti della KfW, l&#8217;omologo della Cdp, non sono inclusi nel debito.<\/li>\n<li><strong>Sconto fiscale del 10% sul costo del lavoro<\/strong>. In realt\u00e0, si tratta della proposta dei <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ccf (certificati di credito fiscale)<\/strong><\/span>. L&#8217;idea \u00e8 scontare del 10% l\u2019imponibile sul lavoro (reddito lordo per il dipendente; costo del lavoro per l\u2019azienda) assegnando a contribuenti e imprese l&#8217;equivalente in Ccf da utilizzare nei due anni successivi per i pagamenti verso lo Stato. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non sono debito ma moneta: possono essere conservati o negoziati<\/strong><\/span>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Due proposte molto interessanti: la prima chiede <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>regole uguali per tutti<\/strong><\/span>, come \u00e8 giusto che sia. La seconda, invece, \u00e8 una creazione fittizia di moneta in quanto lo Stato non si vede indebitato, ma si vede costretto a minori incassi dopo due anni dall&#8217;emissione dei Ccf, periodo nel quale la ripresa economica dovrebbe aver compensato l&#8217;effetto negativo. Questa proposta non si pu\u00f2 giudicare negativamente, perch\u00e9 contiene un principio liberale per eccellenza, cio\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il recupero della leva monetaria<\/strong><\/span> (usata con prudenza, per\u00f2) assieme a quella fiscale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Lo shock fiscale<\/h3>\n<p>E veniamo ora alla parte clou del libro di Capezzone, analizzando punto per punto il suo programma che come detto prevede una spesa di 40 miliardi in tre anni e di 12 miliardi nei successivi tre, cio\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>52 miliardi di tasse in meno<\/strong><\/span>.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Dimezzamento Irap entro un anno e abolizione completa entro 2\u00a0anni<\/strong> (costo 24 miliardi nei due anni)<\/li>\n<li><strong>Ires dal 27,5 al 23% nei successivi 3 anni<\/strong> (costo 6 miliardi)<\/li>\n<li><strong>Meno tasse sui lavoratori per 10 miliardi in 5 anni<\/strong>. Da attuare a scelta tra rimodulazione dell&#8217;Irpef o aumento delle detrazioni da lavoro dipendente. Noi siamo per la prima ipotesi perch\u00e9 le tasse vanno abbassate, non restituite.<\/li>\n<li><strong>Iva al 20% in due anni<\/strong> (8 miliardi)<\/li>\n<li><strong>Abolizione tassazione sulla prima casa<\/strong> (4 miliardi)<\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Questa manovra shock costa precisamente costa 22 miliardi il primo anno, 18 miliardi il secondo e 4 miliardi per ciascuno dei tre anni successivi<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Le coperture progettate da Capezzone (non si tratta di un taglio di tasse in deficit strictu sensu) sono articolate come segue:<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0<strong>16 miliardi da spending review e centralizzazione acquisti<\/strong> (o tagli lineari del 5% come clausola di salvaguardia). <a title=\"Cari Comuni, basta salumifici e agenzie di viaggio!\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/07\/03\/cari-comuni-basta-salumifici-e-agenzie-di-viaggio\/\" target=\"_blank\">Si tratta dell&#8217;impresa che sta costando il posto al commissario <strong>Carlo Cottarelli<\/strong><\/a>. Ecco, inoltre, alcuni dettagli sulla spending review:\n<ul>\n<li>\u00a05 miliardi dall&#8217;applicazione dei costi standard alla sanit\u00e0 pubblica<\/li>\n<li>\u00a01 miliardo dal taglio dei costi della politica<\/li>\n<li>\u00a01 miliardo dal blocco dei rinnovi contrattuali nella pa, dalla definizione di esuberi e dal taglio degli stipendi dei dirigenti<\/li>\n<li>\u00a02,5 miliardi dall&#8217;abolizione secca delle Province e dall&#8217;accorpamento delle Regioni<\/li>\n<li>\u00a0Liberalizzazioni e privatizzazioni delle utilities.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Taglio degli incentivi alle imprese per 6 miliardi.\u00a0<\/strong><\/li>\n<li><strong>Tagli delle agevolazioni fiscali per 10 miliardi.\u00a0<\/strong><\/li>\n<li><strong>Taglio dell&#8217;Iva agevolata per 8 miliardi.\u00a0<\/strong><\/li>\n<li><strong>5 miliardi in meno di costo debito pubblico da 140-150 miliardi di dismissioni.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il taglio delle tasse viene prima di quello della spesa (le dismissioni, come si sa, non possono essere immediate al contrario del taglio delle tasse) e quindi, per questo motivo, si richiede lo sforamento \u00a0del 3% nel rapporto deficit\/Pil. Il totale delle coperture proposte da Capezzone \u00e8 di 45 miliardi contro i 52 miliardi di costo totale della manovra, ma pi\u00f9 che di creazione di deficit bisogna spiegare che<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> i 40 miliardi della manovra biennale sono coperti<\/strong><\/span>, mentre la parte residua deve giungere dalla dismissione di asset pubblici.<\/p>\n<p>A tutto questo si accompagna <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una vera riforma del mercato del lavoro<\/strong><\/span>, che segue <a title=\"\u00abRenzi, il decreto lavoro \u00e8 gi\u00e0 da rottamare!\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/04\/23\/%c2%abrenzi-il-decreto-lavoro-e-gia-da-rottamare%c2%bb\/\" target=\"_blank\">le linee guida che <em>Wall &amp; Street<\/em> gi\u00e0 in passato vi hanno proposto<\/a>:<\/p>\n<ul>\n<li>abolizione dell&#8217;articolo 18<\/li>\n<li>abolizione della limitazione contratti atipici prevista dalla controriforma Fornero<\/li>\n<li><a title=\"\u00abRenzi, ridai l\u2019apprendistato all\u2019Italia\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/02\/27\/renzi-restituisci-allitalia-lapprendistato\/\" target=\"_blank\">pi\u00f9 apprendistato<\/a><\/li>\n<li>mini-jobs alla tedesca<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>No alle svendite<\/h3>\n<p>Il proposito di Capezzone, per\u00f2, \u00e8 evitare un \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Britannia 2<\/strong><\/span>\u00bb, ossia evitare, come accaduto nel 1992 sul panfilo della Regina Elisabetta ancorato all&#8217;Argentario, che le grandi banche internazionali, appoggiate dal governo, possano mettere mano sugli asset strategici italiani<\/p>\n<p><strong>Gli asset strategici per l\u2019interesse nazionale non si toccano<\/strong>. Dentro <a title=\"Pensaci prima di svendere Eni ed Enel, Saccomanni!\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/07\/19\/pensaci-prima-di-svendere-eni-ed-enel-saccomanni\/\" target=\"_blank\"><strong>Eni<\/strong>, <strong>Enel<\/strong><\/a> e <strong><a title=\"Una bella scalata ostile e anche Finmeccanica \u00e8 perduta\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2013\/07\/04\/i-rischi-%c2%abstrategici%c2%bb-di-finmeccanica\/\" target=\"_blank\">Finmeccanica<\/a><\/strong> ci sono valori immensi.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, le proposte di Capezzone per recuperare risorse:<\/p>\n<ul>\n<li>Vendita di immobili e caserme per 15-20 miliardi l\u2019anno<\/li>\n<li>Vendita di asset e diritti dello Stato, a cominciare dalle utilities<\/li>\n<li>Valorizzazione delle concessioni demaniali<\/li>\n<li>Convenzione con la Svizzera per gli asset detenuti in quel Paese.<\/li>\n<li>Vendita eventuale di asset mobiliari<\/li>\n<\/ul>\n<p>A tutto questo si deve aggiungere <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una nuova disciplina della golden share<\/strong><\/span> per evitare attacchi agli asset strategici.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Essere di centrodestra significa tagliare le tasse. Questo paradigma ve l&#8217;abbiamo gi\u00e0 raccontato in un recente post. Dalla teoria alla pratica, per\u00f2, il passo non \u00e8 breve. Soprattutto quando ci si riferisce alla situazione italiana perch\u00e9, come sappiamo, la massa enorme del debito pubblico e i vincoli imposti dall&#8217;adesione all&#8217;unione monetaria europea non consentono margini di manovra sufficienti a tradurre principali liberali in determinazioni politiche. Oltretutto, e anche questo ve l&#8217;avevamo detto, una politica economica liberale si deve adottare riferendosi all&#8217;ambiente circostante. Poich\u00e9 i liberali sono amanti dell&#8217;equilibrio del bilancio e non del deficit \u00e8 chiaro che ai tagli si [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/08\/05\/una-manovra-anticrisi-tagliare-52-miliardi-di-tasse\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[52873,14463,52875,837,52792,15840,14516,52877,23035,48501,752,23360,18712,12989,3726,42,737,746,22860,34391,35,52876,22879,9550,26389,12998,16850,52878,13248,5709,17132,52870,12994,52882,11952,37,11960,102,52881],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5627"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5627"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5627\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5688,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5627\/revisions\/5688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}