{"id":5866,"date":"2014-11-07T10:22:02","date_gmt":"2014-11-07T10:22:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5866"},"modified":"2014-11-07T10:22:02","modified_gmt":"2014-11-07T10:22:02","slug":"%c2%abil-tfr-in-busta-paga-e-solo-un-gioco-delle-tre-carte%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/11\/07\/%c2%abil-tfr-in-busta-paga-e-solo-un-gioco-delle-tre-carte%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abIl Tfr in busta paga \u00e8 solo un gioco delle tre carte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gioco-delle-tre-carte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5870\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gioco-delle-tre-carte.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gioco-delle-tre-carte.jpg 650w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gioco-delle-tre-carte-300x138.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il Tfr in busta paga \u00e8 solo un \u00abgioco delle tre carte\u00bb<\/strong> che <strong>il governo Renzi<\/strong> sta tentando per cercare di convincere gli italiani a riprendere a consumare. Ma, senza certezze sul futuro, l&#8217;unico risultato di questa proposta contenuta nella Legge di Stabilit\u00e0 \u00e8 solo <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un danno incalcolabile alla previdenza integrativa<\/strong><\/span> che non sar\u00e0 compensato da una maggiore propensione agli acquisti. \u00c8 quanto spiega <strong>Marino D&#8217;Angelo<\/strong>, segretario generale del <strong>Snfia<\/strong> (sindacato nazionale dei funzionari delle imprese assicurative), \u00a0fortemente critico sul <strong>Jobs Act<\/strong>: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;eliminazione dell&#8217;articolo 18<\/strong><\/span> (la possibilit\u00e0 di licenziare senza giusta causa) <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00e8 una mossa \u00abstrumentale\u00bb<\/strong><\/span> perch\u00e9 la flessibilit\u00e0 in uscita \u00e8 gi\u00e0 garantita dalle attuali leggi. Analogamente,\u00a0<strong><span style=\"text-decoration: underline\">la possibilit\u00e0 di demansionare i lavoratori<\/span>,<\/strong> cio\u00e8 di ricollocarli a funzioni di qualifica e salario inferiori a seconda delle esigenze produttive, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00abuccide ogni certezza professionale\u00bb<\/strong><\/span>. Si tratta di una realt\u00e0 che D&#8217;Angelo conosce bene perch\u00e9 le imprese di assicurazione, rappresentate dall&#8217;<strong>Ania<\/strong>, in sede di rinnovo contrattuale dei dipendenti stanno cercando di spingere su questo tasto.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Marino-DAngelo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5871\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Marino-DAngelo-300x288.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Marino-DAngelo-300x288.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Marino-DAngelo.jpg 820w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Segretario D&#8217;Angelo, la proposta di inserire il Tfr in busta paga quanto pu\u00f2 pesare sul comparto assicurativo? Pu\u00f2 danneggiare la previdenza complementare e mettere a rischio posti di lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una vecchia storia, tra l\u2019altro iniziata negli anni \u201990, proprio in ambienti sindacali con una proposta di Trentin, poi ripresa da Cofferati e che ancora oggi incredibilmente trova una sponda nella <strong>Fiom<\/strong> di <strong>Landini<\/strong>. Va premessa la considerazione che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la ricetta per una ripresa dei consumi<\/strong><\/span>, e quindi del mercato interno, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>deve prevedere non solo pi\u00f9 possibilit\u00e0 di spesa per i lavoratori ma anche una\u00a0 sufficiente garanzia di poter spendere con tranquillit\u00e0<\/strong><\/span>. L\u2019incertezza del futuro non pu\u00f2 che spingere al risparmio e quindi al blocco della spesa. Che a sua volta, alimentando la crisi, genera incertezza. Quindi immettere, tra l\u2019altro con il gioco delle tre carte, liquidit\u00e0 nelle tasche degli italiani non baster\u00e0 a convincerli a spendere quelle somme che mettevano da parte per tentare di proteggersi dalla sciagura dichiarata di un welfare pensionistico ed assistenziale che getta fosche ombre sulla vecchiaia. \u00c8 facile prevedere che gli unici effetti certi del provvedimento potranno essere, da un lato, quello di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>compromettere seriamente un settore di business che attualmente vale in Italia circa 116 miliardi e una raccolta annua di circa 12 miliardi<\/strong><\/span>, con buona pace di vent\u2019anni di discorsi sulla necessit\u00e0 del secondo e terzo pilastro pensionistico e un&#8217;inevitabile ulteriore aggressione ai livelli occupazionali. Dall\u2019altro,\u00a0 quello di determinare un&#8217;ulteriore parcellizzazione del risparmio, con un evidente punto interrogativo sulla tipologia di reimpiego delle somme. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Meglio sarebbe lasciare il Tfr dove sta e invece ragionare sulla possibilit\u00e0 di indirizzare l\u2019impiego dei fondi pensione in maniera pi\u00f9 incisiva e coordinata in forme di investimento finanziario\u00a0 a favore dei settori produttivi ad alto valore aggiunto di ricerca ed innovazione<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La proposta di modifica dello Statuto dei Lavoratori contenuta nel Jobs Act con la possibilit\u00e0 di licenziamento senza giusta causa come potrebbe cambiare la contrattazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe ci riferiamo alla questione dell\u2019articolo 18 l\u2019incidenza \u00e8 praticamente nulla, avendo la <strong>riforma Fornero<\/strong> gi\u00e0 ampiamente soddisfatto il bisogno delle imprese, vero o presunto che sia, della flessibilit\u00e0 in uscita individuale. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L\u2019indice Eprc 2013 dell\u2019Ocse<\/strong><\/span>, che misura il grado di protezione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>dice chiaramente che <\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">il<\/span> licenziamento \u00e8 pi\u00f9 facile in Italia (2.79) che in Germania (2,98) o in Francia (2,82)<\/strong><\/span>. E questo a ulteriore dimostrazione che la questione posta dal governo \u00e8 meramente ideologica e strumentale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E, soprattutto, l\u2019ok al demansionamento contenuto nel ddl delega non apre la porta alla fungibilit\u00e0 richiesta dall\u2019Ania proprio in sede di rinnovo contrattuale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPensare che si potr\u00e0 giungere a riconoscere la possibilit\u00e0 di riportare un direttore alla mansione di usciere con conseguente abbassamento dello stipendio \u00e8 quantomeno inquietante. Una ricetta che uccide ogni certezza professionale e personale e trasforma la nostra vita in una tela di Penelope. Ci domandiamo come si possa coniugare una proposta del genere con l\u2019affermazione del governo che ogni riforma sar\u00e0 inutile se non accompagnata da una ripresa di fiducia da parte degli italiani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nella relazione all\u2019assemblea annuale Ania il presidente Minucci ha rilevato che \u00abappare difficile che rimangano spazi per la contrattazione collettiva\u00bb. La trattativa partir\u00e0 in salita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCertamente s\u00ec. E la salita sar\u00e0 tanto pi\u00f9 ripida quanto pi\u00f9 le imprese si sottrarranno da un confronto leale e responsabile con i lavoratori sulle linee di sviluppo industriale e di mercato da mettere in campo nei prossimi anni. Il prossimo contratto nazionale di lavoro assicurativo dovr\u00e0 essere un contratto di svolta. Le questioni sul tappeto sono tante, tutte di notevole rilievo e soprattutto non pi\u00f9 rinviabili. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ania chiede fungibilit\u00e0 delle mansioni, flessibilit\u00e0 degli orari, annullamento degli automatismi salariali.<\/strong><\/span>\u00a0 Le organizzazioni sindacali un allargamento dell\u2019area contrattuale a tutte le forme del lavoro assicurativo,\u00a0 tale da riconoscere pari dignit\u00e0 e opportunit\u00e0 a tutti i lavoratori del settore come condizione di rilancio della produttivit\u00e0, un allargamento dell\u2019area welfare, regole del gioco sui comportamenti aziendali condivise, un riconoscimento economico per i dipendenti del settore che ne riconosca concretamente il merito, considerata la brillante performance del settore, che si presenta nel 2013 con un utile complessivo di 5,2 miliardi e un Roe del 9,7 %\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel futuro delle assicurazioni ci saranno pi\u00f9 Internet e sportelli bancari e meno reti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sto ai fatti. E i fatti ci dicono che la distribuzione Internet e telefonica pesa per il 4,8% del mercato, che l\u2019esperienza bancassicurazione nei rami Danni \u00e8 stata un flop e che ci sono segnali di stanchezza anche nei rami Vita nei quali le <strong>Poste<\/strong> stanno emergendo con decisione. Certamente il futuro, che \u00e8 gi\u00e0 presente, sar\u00e0 all\u2019insegna di una multicanalit\u00e0 molto pi\u00f9 avanzata di quella attuale grazie alla continua automazione dei prodotti assicurativi, che apre il gioco a nuovi player a cominciare dalle grandi catene di distribuzione alimentare. E questa la dice lunga sulla necessit\u00e0 di ridefinizione dell\u2019area contrattuale del contratto nazionale assicurativo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Tfr in busta paga \u00e8 solo un \u00abgioco delle tre carte\u00bb che il governo Renzi sta tentando per cercare di convincere gli italiani a riprendere a consumare. 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