{"id":5887,"date":"2014-11-12T07:57:05","date_gmt":"2014-11-12T07:57:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=5887"},"modified":"2014-11-13T14:34:03","modified_gmt":"2014-11-13T14:34:03","slug":"i-radical-chic-anti-moncler-hanno-rotto-le-palle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/11\/12\/i-radical-chic-anti-moncler-hanno-rotto-le-palle\/","title":{"rendered":"I radical chic anti-Moncler hanno rotto le palle!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Paninari.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5927\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Paninari.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Paninari.jpg 599w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Paninari-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I consumatori finalmente \u00absanno e sono liberi di scegliere se comprare o meno un certo prodotto\u00bb, ha sentenziato ieri la neopaladina delle oche <strong>Milena Gabanelli,<\/strong> dopo essersi presa sostanzialmente della scema dal pap\u00e0 di <strong>Prada,<\/strong> <strong>Patrizio Bertelli<\/strong>, per aver fatto apparire la <strong>Moncler<\/strong> una sorta di sadomasochista che spenna le sorelline di Paperina, affama i suoi fornitori e buggera la clientela con prezzi che sanno di rapina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gabanelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5929\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gabanelli-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gabanelli-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/gabanelli.jpg 258w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Ora a lady Gabanelli dobbiamo diverse inchieste meritorie, ma questa volta ha sbagliato di grosso. Insomma, lasciateci dire che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i radical chic delle piume ci hanno proprio rotto le scatole<\/strong><\/span>. Perdonate lo sfogo poco politically correct in un blog nato paludato, ma non ce la facciamo pi\u00f9 ad assistere alla &#8220;<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>grande porcata<\/strong><\/span>&#8221; (il copyright \u00e8 di un banchiere d&#8217;affari milanese) consumata da<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> quegli italiani, che si sentono \u00abmoralmente e antropologicamente superiori\u00bb,<\/strong><\/span>\u00a0per cercare di <strong>distruggere<\/strong> uno dei marchi pi\u00f9 gettonati del \u00a0<strong>lusso made in Italy<\/strong>. Non ce la facciamo pi\u00f9, perch\u00e9 alla base c&#8217;\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un servizio andato in onda sulla \u00a0tv di Stato, e quindi reso possibile dai soldi di noi contribuenti,<\/strong><\/span>\u00a0visto che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>mamma Rai non avrebbe equilibrio economico \u00a0se non si mettesse in tasca il canone<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Prima di continuare in quella che alcuni tacceranno come una marchetta preferiamo \u00a0autodenunciarci: quando parliamo della Rai, possiamo essere accusati di un potenziale conflitto di interessi con la concorrente <strong>Mediaset<\/strong> (<strong>Fininvest<\/strong> possiede, infatti, sia la tv del biscione sia <strong>Mondadori<\/strong> che \u00e8 socia di minoranza del <strong>Giornale<\/strong>). Quanto a Moncler, sappiate che fa pubblicit\u00e0 sul Giornale (cos\u00ec come su quasi tutta la stampa nazionale) e che con questo gruppo <em>Wall &amp; Street<\/em> hanno un \u00a0&#8220;conflitto di simpatia&#8221; \u00a0perch\u00e9 i suoi piumini super-imbottiti ci ricordano la met\u00e0 degli <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00a0anni &#8217;80 \u00a0e le cotte adolescenziali tra gli stivali Durango, le borse della Naj Oleari e le Zundapp in sosta davanti alle vetrine di Burghy<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>A questo punto, liberata la coscienza, possiamo procedere. Sappiamo che perbenisti di ogni schiatta ci copriranno di insulti, ma non ce ne importa, perch\u00e9 \u00a0in gioco c&#8217;\u00e8 la reputazione della moda e del lusso, uno dei pochi rami industriali che ancora danno frutto in una Italia dal prodotto interno lordo in coma, come si \u00e8 visto anche di conti trimestrali delle \u00a0banche che iniziano a fluire in Piazza Affari. E questo un uomo intelligente come Bertelli lo sa benissimo.<\/p>\n<p>Cari criticoni radical chic, \u00a0prima di prima sbuffare come asini (con rispetto per i signori quadrupedi, casomai ci querelassero) in segno di disprezzo per come, secondo quanto ha mostrato Report, Moncler maltratterebbe gli animali e gestirebbe \u00a0la sua catena produttiva per \u00a0guadagnare aggirando le leggi e financo l&#8217;umana piet\u00e0, vi chiediamo di ricollegare il cervello con i fili della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Partiamo dal denaro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nell&#8217;Eurozona, ci piaccia o no, esiste il mercato unico del lavoro, e quindi non ha alcun senso criticare un&#8217;azienda che delocalizza alcuni passaggi produttivi in Paesi o si approvvigiona dove trova manodopera a basso costo, n\u00e9 ha senso fare la morale del guadagno per il ricarico che applica la Ferrari. la Kartell o un chi produce tondini a Brescia\u00a0<\/strong><\/span>: la brava Milena sa benissimo che il costo di un prodotto non si pu\u00f2 ridurre a quello necessario per produrlo. Al contrario, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>bisogna conteggiare gli investimenti in marketing e creativit\u00e0, quelli immobiliari, le spese d&#8217;esercizio degli uffici centrali e dei negozi, gli stipendi degli addetti<\/strong><\/span>. E poi, diciamocela tutta, se Mister <strong>Remo Ruffini<\/strong> riesce a vendere i giubbotti con \u00a0il gallo rosso-blu a\u00a0800, 1.000 anche 1.200 euro, fa bene a farlo (entrate nella boutique in via della Spiga e vedrete). Se non vi fidate di noi, ecco qui sotto i conti dei primi nove mesi di Moncler. Come vedete <strong>l&#8217;utile operativo<\/strong> (cio\u00e8 quello prima degli interessi passivi sul debito e delle tasse) \u00e8 di tutto rispetto poich\u00e9 <strong>si attesta a oltre un quarto del fatturato<\/strong>. Su ogni euro incassato, Ruffini e i suoi soci (tra i quali anche i piccoli azionisti) guadagnano 25 centesimi: \u00e8 molto se confrontato con altre realt\u00e0 industriali, non \u00e8 tantissimo se paragonato a realt\u00e0 finanziarie di primo piano (senza fare nomi e cognomi &#8211; altrimenti i concorrenti si arrabbiano per non essere stati citati e poi vai a spiegare che si trattava di un esempio &#8211; una banca d&#8217;investimento italiana che sappia gestire bene la forza lavoro guadagna molto di pi\u00f9 in proporzione).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Moncler-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5926\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Moncler-01.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Moncler-01.jpg 532w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/Moncler-01-300x192.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/enzo-braschi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5928\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/enzo-braschi-255x300.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/enzo-braschi-255x300.jpg 255w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/enzo-braschi.jpg 511w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>Piuttosto perch\u00e9 lady Gabanelli non fa i conti di quanti soldi ruba a tutta la moda italiana (e quindi a tutti i ragazzi in cerca di un impiego) la malavita organizzata con i prodotti contraffatti? O, se proprio volesse fare i conti della serva, perch\u00e9 non domanda come mai l&#8217;incremento di prezzo dei piumini sia superiore al tasso di inflazione cumulata?<\/strong><\/span>\u00a0Wall non ha mai avuto un piumino Moncler perch\u00e9 assomiglierebbe all&#8217;omino Michelin, Street lo ha acquistato solo l&#8217;anno scorso (e pu\u00f2 produrre lo scontrino) perch\u00e9 sotto sotto ha un&#8217;anima \u00abmod\u00bb e ritiene pi\u00f9 adatto il giaccone alle luci della city milanese (Wall sospetta che da qualche parte nasconda addirittura un paletot della Fay). Nel <strong>1987<\/strong> &#8211; quando avevano 14 anni e gli amici paninari facevano i fighi col piumino &#8211; il Moncler\u00a0<strong>costava 600mila lire che aggiornate ad oggi a valori invariati <\/strong>(un&#8217;ipotesi realistica alla luce dell&#8217;andamento del costo del lavoro e della materia prima, un po&#8217; meno se raffrontata al costo dell&#8217;energia e del marketing globale), equivalgono a <strong>circa 720 euro<\/strong>, pi\u00f9 o meno quello che chiede oggi Ruffini peri modelli \u00a0da uomo che si fermano alla cintura. In ogni caso noi siamo a favore del libero mercato e quindi non facciamo una questione neppure sui capi che costano 300-400 euro in pi\u00f9 e sono preferiti dalle donne per il vezzo del pelo che ne cinge il collo.<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/feathers.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5931\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/feathers-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/feathers-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2014\/11\/feathers.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Passiamo al tema pi\u00f9 discusso (e discutibile): \u00a0i diritti sociali delle oche. Ok, criticatici per il sarcasmo, ma ricordatevi che tutti noi, vegetariani e cacciatori a parte per ragioni opposte, viviamo maciullando sotto i denti e sciogliendo nello stomaco pezzi di animali, che non solo sono stati uccisi dall&#8217;uomo ma che non hanno neppure vissuto come Natura vorrebbe, che sono stati rinchiusi in gabbie e recinti dove i loro arti si atrofizzano e sono tenuti svegli dalla luce di un faro. Ora vi chiediamo: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>perch\u00e9 tanta indignazione per le oche spiumate vive e ferite, ma non per pulcini, caprette e vitelli smembrati?<\/strong><\/span>\u00a0 E&#8217; vero cibarsi \u00e8 indispensabile per vivere mentre il fashion \u00e8 un vezzo, ma \u00e8 altrettanto verso che per sostentarsi non \u00e8 obbligatorio mangiare cuccioli di animali (come i vitelli e maialini da latte) e ancor meno il \u00a0foie-gras: chiedetelo alle oche!<\/p>\n<p>Tralasciando il fatto che, come qualsiasi altro produttore, Moncler e i \u00a0suoi concorrenti si appoggiano a diversi fornitori e terzisti, di cui difficilmente controllano l&#8217;agire quotidiano, \u00e8 mai possibile che nessuno dei geni che su Facebook e Twitter si sono indignati per la sofferenze dei nostri amici piumati, abbia mai visto gli occhi di un animale prima che venga ucciso al macello? Nessuna di queste persone ha osservato, magari a distanza, il nonno sgozzare polli e tacchini da mettere in pentola a Natale con le patate arrosto o \u00a0scuoiare (usiamo termini duri ma veritieri) conigli che, pochi mesi prima, avevano tenuto in braccio e accarezzati? A <em>Wall &amp; Street<\/em> \u00e8 capitato, a volte siano stati tristi e il nonno ci \u00e8 parso crudele, ma in breve tempo abbiamo capito che questa \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>catena alimentare<\/strong><\/span>. E abbiamo sentito raccontare da persone care ormai scomparse che, quando loro erano ragazzi, appena finita la Grande Guerra, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>non c&#8217;erano lacrime pi\u00f9 vere di quando un contadino perdeva il suo cavallo o la sua mucca<\/strong><\/span>. Questo, per\u00f2, non perch\u00e9 le bestie fossero umanizzate ma perch\u00e9 <strong>erano compagni di lavoro<\/strong>. Importanti, importantissimi ma animali. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ora invece l&#8217;Italia cittadina li vede come dei peluche della Trudi, da coccolare e proteggere, da abbracciare nel letto durante il sonno<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Dovrebbe poi fare davvero riflettere il fatto che nessuno dei concorrenti di Moncler abbia immediatamente alzato la mano, urlando che i suoi piumini hanno appena vinto il \u00abPremio Bont\u00e0\u00bb del Wwf e della Lav<\/strong><\/span>, che hanno per l&#8217;occasione arruolato direttamente delle oche come giurate d&#8217;eccezione. \u00a0Se un gruppo potesse dire \u00able nostre oche non si accorgono nemmeno di essere spiumate e poi le mandiamo in viaggio premio nei mari caldi per ricambiare del maltolto\u00bb, se potesse dimostrare tutto questo, avrebbe a disposizione un messaggio pubblicitario efficacissimo e a poco costo. Cos\u00ec come non \u00e8 pensabile che tutti i piumini di ogni ordine e grado siano prodotti con piume tratte da oche allevate per uso alimentare: svegliamoci, macellerie e supermercati dovrebbero essere stracolmi di carne di oca in tutti i periodi dell&#8217;anno e non proporla, come prodotto di nicchia a Natale. La stessa Assopiuma ha peraltro risposto alla Lav, ricordando che \u00abin Europa esiste una legge (art. 3 Direttiva Comunitaria Europea n.9858\/C) che vieta lo spiumaggio da animali vivi con le modalit\u00e0 proposte dal filmato messo in onda\u00bb da Report. Certo la tecnologia si \u00e8 evoluta e molti tessuti sintetici (e tecnici) possono ampiamente sostituire quelli naturali, ma ognuno potr\u00e0 pur vestirsi e mangiare come vuole!<\/p>\n<p>Lasciateci aggiungere che, perlomeno, l&#8217;inchiesta di Report avrebbe dovuto essere allargata il pi\u00f9 possibile, per capire come funziona la filiera dei gruppi della moda o dell&#8217;abbigliamento invernale. Altrimenti \u00e8 lecito dubitare che nel mondo &#8220;tutto rosa&#8221; delle moda, ci sia qualche &#8220;sartina&#8221;, gelosa del rilancio che Ruffini (a dire il vero dal carattere un po&#8217; coriaceo) ha fatto di un&#8217;azienda dimenticata. \u00a0Ma preferiamo fermarci qua. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ieri, intanto, Moncler ha dichiarato nei primi 9 mesi dell&#8217;anno utili quasi raddoppiati a 70 milioni di euro e 450 milioni di ricavi. \u00a0Ne sar\u00e0 contento il fisco e chi \u00e8 alla ricerca di un posto di lavoro. Vedremo se al prossimo giro di bilanci, i radical chic \u00abde sinistra\u00bb\u00a0(ma soprattutto de noantri) saranno riusciti a fare del male a un pezzo dell&#8217;industria italiana<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I consumatori finalmente \u00absanno e sono liberi di scegliere se comprare o meno un certo prodotto\u00bb, ha sentenziato ieri la neopaladina delle oche Milena Gabanelli, dopo essersi presa sostanzialmente della scema dal pap\u00e0 di Prada, Patrizio Bertelli, per aver fatto apparire la Moncler una sorta di sadomasochista che spenna le sorelline di Paperina, affama i suoi fornitori e buggera la clientela con prezzi che sanno di rapina. Ora a lady Gabanelli dobbiamo diverse inchieste meritorie, ma questa volta ha sbagliato di grosso. Insomma, lasciateci dire che i radical chic delle piume ci hanno proprio rotto le scatole. Perdonate lo sfogo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/11\/12\/i-radical-chic-anti-moncler-hanno-rotto-le-palle\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[15706],"tags":[60187,60190,60193,31480,22758,2210,30044,53022,60191,53024,60189,60192,53026,15675,20873,60188,744],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5887"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5936,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5887\/revisions\/5936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}