{"id":6184,"date":"2015-02-27T20:28:57","date_gmt":"2015-02-27T20:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6184"},"modified":"2015-03-07T16:38:20","modified_gmt":"2015-03-07T16:38:20","slug":"rcs-ha-bruciato-i-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/02\/27\/rcs-ha-bruciato-i-libri\/","title":{"rendered":"Rcs ha bruciato i Libri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Fahrenheit451.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6187\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Fahrenheit451.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Fahrenheit451.jpg 568w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Fahrenheit451-300x182.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vi racconto una parte di me.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Piazza-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6188\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Piazza-Roma-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Piazza-Roma-300x202.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Piazza-Roma.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00ab<em>Quando ero bambino mi piaceva trascorrere i pomeriggi nell&#8217;ufficio di mio padre. Al piano ammezzato del numero 33 di <strong>Piazza Aldo Moro<\/strong> (che per i baresi veraci \u00e8 sempre rimasta Piazza Roma) . C&#8217;era una bella macchina per scrivere che la segretaria non utilizzava sempre e che, quando libera, potevo adoperare per le mie prime scorribande letterarie. In pi\u00f9, bastava mettere il naso fuori dalle finestre per respirare l&#8217;aria pi\u00f9 pesante del centro della citt\u00e0. Vita, gente che si muoveva, negozi, la stazione, la fontana con gli stemmi delle province pugliesi (che erano ancora cinque), i negozi di <strong>Via Sparano<\/strong>, il sole che cercava di farsi largo tra gli alti palazzi, l&#8217;ottimismo \u00a0degli anni &#8217;80, <strong>Corso Cavour<\/strong>\u00a0sempre felicemente incasinata. L&#8217;odore del mare, no. In centro non arriva, non fidatevi dei romanzieri che abbondano di questo inebriante effluvio mischiato a quell&#8217;odore di focaccia che deborda dai panifici. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Bari non \u00e8 lirismo metropolitano<\/strong><\/span>, non \u00e8 Napoli, \u00e8 tutto il contrario: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una meravigliosa enclave orientale (un po&#8217; bizantina un po&#8217; veneziana) in quel prolungamento europeo dell&#8217;Africa che \u00e8 il Sud dell&#8217;Italia<\/strong><\/span><\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Enciclopedia-Europea-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6190\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Enciclopedia-Europea-2-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Enciclopedia-Europea-2-300x240.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Enciclopedia-Europea-2.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>E poi, soprattutto, c&#8217;erano loro, i libri. Mio padre era il direttore dell&#8217;Agenzia <strong>Garzanti<\/strong> di Bari. Rete Due. Vendite a privati. In buona sostanza, tutto ci\u00f2 che era <strong>Grandi Opere<\/strong> della Aldo Garzanti Editore Via Senato 25 Milano era sotto la sua responsabilit\u00e0 per Bari e Provincia, che voleva dire anche un po&#8217; di Foggia e di Nord del Brindisino. Una pattuglia di collaboratori pronti a vendere <strong>Enciclopedia Europea<\/strong> \u00a0(il gioiello della Casa), la\u00a0<strong>Storia della Letteratura Italiana<\/strong>\u00a0(altrimenti nota come il\u00a0<strong>Cecchi-Sapegno<\/strong>), la\u00a0<strong>Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico<\/strong>\u00a0(diretta da\u00a0<strong>Ludovico Geymonat<\/strong>, torinese vagamente husserliano) e altre serie di volumi pregiati. I fortunati acquirenti non ricevevano in omaggio &#8211; \u00a0come usa oggid\u00ec &#8211; tablet patacca o stereo cinesi, bens\u00ec qualche strenna della Rete Uno. Vi ricordate le\u00a0<strong>Garzantine<\/strong>? Chi non ne possiede una? Le hanno offerte in abbinamento come add-on anche\u00a0<strong>il Giornale\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>TV Sorrisi &amp; Canzoni<\/strong>\u00a0una decina di anni fa. Un concentrato di scienza per tutte le tasche. La Letteratura andava via come il pane: pi\u00f9 di un bignami meno di un testo scolastico (i concetti giusti al posto giusto). Poi c&#8217;erano le monografie sui pittori che anche se uno non capisce nulla di <strong>Ingres<\/strong>, <strong>Monet<\/strong>, <strong>Goya<\/strong> o <strong>Picasso<\/strong> fanno tanto arredamento nella libreria buona del salotto<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Il-Rosso-e-Il-Nero.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6191\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Il-Rosso-e-Il-Nero.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Il-Rosso-e-Il-Nero.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Il-Rosso-e-Il-Nero-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>E poi c&#8217;erano loro, la mia piccola gioia di bambino un po&#8217; secchione: i <strong>libri<\/strong>. Quelli che puoi chiamare libri perch\u00e9 hanno il formato di un libro e il contenuto di un libro: classici, romanzi, saggi. Fiumi di parole che ti mettono in soggezione perch\u00e9 pensi che l&#8217;autore abbia vissuto pi\u00f9 di te e gli basteranno due figure retoriche per aprirti un mondo. Poi, quando cresci, scopri che se disponi di una mediocre conoscenza della lingua, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che cascher\u00e0 nel tuo trabocchetto. Beh, qualcosa da leggere si trovava sempre anche se non rappresentava certo il catalogo dei desiderata di un ragazzino curioso. Provate a leggere i classici Garzanti. Traduzioni che vanno oltre il comune sentire. \u00a0Ambizioni letterarie nella stessa prosa che di per s\u00e9 dovrebbe essere un adattamento fedele dell&#8217;originale. Basti pensare a <strong>Il Rosso e il Nero<\/strong> di <strong>Stendhal<\/strong> affidato a Mario Lavagetto. Le punte di diamante italiane non erano da meno: <strong>Pasolini<\/strong> e <strong>Gadda<\/strong> non erano quello che oggi si definirebbe user friendly. Prendere in mano un testo della Garzanti significava accettare una sfida che si pu\u00f2 rappresentare pi\u00f9 o meno come quella che accetta il bambino della scuola elementare confrontandosi con la propria maestra. Il pi\u00f9 delle volte soccomber\u00e0 e, se non lo soccorrer\u00e0 una buona dose di tenacia o di curiosit\u00e0, finir\u00e0 con il perdere qualsiasi entusiasmo.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/tiffany.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6192\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/tiffany.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/tiffany.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/tiffany-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>Poi, certo, anche il burbero <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/addio-livio-garzanti-editore-tutti-e-pochi-1093871.html\" target=\"_blank\"><strong>Livio Garzanti<\/strong><\/a> aveva ceduto (o lo avevano indotto a cedere) a qualche deriva commerciale. I gialli milanesi di <strong>Scerbanenco<\/strong>, i romanzi di <strong>Ian Fleming<\/strong>, i racconti presentati da <strong>Hitchcock<\/strong>, la fortuna di aver scoperto <strong>Truman Capote<\/strong> prima del successo di <strong>Audrey Hepburn<\/strong>. Fortunatamente sono una persona con un buon carattere e so accontentarmi (anche troppo a volte), per\u00f2 dentro di me pensavo che se Garzanti fosse stato pi\u00f9 mainstream, avrei potuto leggere qualcosa di pi\u00f9 digeribile come i romanzi della <strong>Mondadori<\/strong> o della <strong>Rizzoli<\/strong> che avevano in serbo sempre qualcosa per il grande pubblico. A quel tempo Mondadori per me era sinonimo di <strong>Topolino<\/strong> e di tutti i classici della <strong>Disney <\/strong>(Garzanti, invece, si divertiva a pubblicare fumetti della preistoria tipo <strong>Brick Bradford<\/strong>, una crudelt\u00e0, converrete con me), della spensierata leggerezza di <strong>Jerome Klapka Jerome<\/strong> con i suoi <strong>Tre uomini in barca<\/strong>. Ultimo ma non meno importante veniva\u00a0<strong>Marcovaldo<\/strong>, il primo romanzo non-Garzanti che abbia letto, stampato per i t<em>ipi della <strong>Einaudi<\/strong>.\u00a0<\/em>Rizzoli, invece, pubblicava tutto <strong>Fantozzi<\/strong> e un sacco di letteratura umoristica. Fu un sollievo per me quando Garzanti acquis\u00ec l&#8217;ultimo <strong>Italo Calvino<\/strong> che port\u00f2 con s\u00e9 la trilogia sugli antenati e una letteratura ricercata ma potabile (ottimo epigono ne \u00e8 <strong>Andrea De Carlo<\/strong>, non a caso prima con Mondadori e poi con Rizzoli).<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Pasolini1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6194\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/02\/Pasolini1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"442\" \/><\/a><em>Mio padre and\u00f2 in pensione prima che tutto crollasse. Con l&#8217;avanzata delle nuove tecnologie le Grandi Opere divennero meno appetibili. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Prima l&#8217;avvento dei CD-Rom poi quello di Internet hanno progressivamente reso meno necessario l&#8217;acquisto di un&#8217;enciclopedia<\/strong><\/span>. All&#8217;italiano medio basta comprare un computer da mettere in rete e illudersi che serva al bambino per studiare. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo delle rate sottoscritte perch\u00e9 &#8220;non voglio che mio figlio faccia il contadino come me&#8221;. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Con la cessione delle Grandi Opere a Utet (poi gruppo De Agostini) finirono anche i Libri, venduti al gruppo Gems che fece un po&#8217; di massa critica<\/strong><\/span>. Scoprii il trucco solo qualche anno pi\u00f9 tardi, alla <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Scuola di Giornalismo della Luiss<\/strong><\/span>. Corso di gestione delle aziende editoriali. Centri di costo. Ci interessa solo sapere che la carta, la stampa, la distribuzione, il marketing non ci mangino via tutti i ricavi. E i libri? Gli autori? La letteratura? Si pubblica quello che pu\u00f2 funzionare, che pu\u00f2 vendere, non \u00e8 beneficenza. Ecco, l&#8217;ho scoperto solo anni dopo. Finch\u00e9 \u00e8 stato in vita, come autore letterario, Pasolini avrebbe dovuto ringraziare la gente come mio padre e i suoi collaboratori&#8230;<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>E dopo questi prolegomeni a una futura biografia che voglia definirsi come di <strong>Gian Maria De Francesco<\/strong> (che per\u00f2 non \u00e8 nessuno tranne <strong>Wall<\/strong> e perci\u00f2 non scriver\u00e0 mai una biografia), vi parliamo del caso di Borsa della settimana prossima &#8211; dopo <strong>Ei Towers\/Rai Way<\/strong> naturalmente &#8211; e cio\u00e8 il cda straordinario di <strong>Rcs<\/strong> convocato luned\u00ec per decidere dell&#8217;offerta non vincolante di <strong>Mondadori<\/strong> per l&#8217;acquisizione della <strong>Divisione Libri<\/strong>. La stampa e i media ne parlano da un paio di settimane e sui media si moltiplicano gli appelli &#8211; i pi\u00f9 noti sono quelli del semiologo<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2015\/02\/24\/perche-e-pericoloso-che-la-mondadori-controlli-anche-rcs-libri48.html?ref=search\" target=\"_blank\"> <strong>Umberto Eco<\/strong><\/a> e del teologo <strong><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/02\/20\/mondadori-rcs-libri-gli-scrittori-contro-loperazione-adelphi-potrebbe-defilarsi\/1441749\/\" target=\"_blank\">Vito Mancuso<\/a><\/strong> &#8211; affinch\u00e9 una prestigiosa casa editrice non si concentri con un gruppo editoriale che fa capo al Babau dei benpensanti radical chic e radical snob del nostro Paese, cio\u00e8 <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Noi scriviamo per una testata che \u00e8 partecipata al 36,9% dalla Arnoldo Mondadori Editore<\/strong><\/span>. Prima di attaccare con la solita boiata del \u00abconflitto di interessi\u00bb e menate varie, sentite cosa ha dichiarato il nostro editorialista ed ex direttore <strong>Vittorio Feltri<\/strong>. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em>Non capisco che interesse abbia la Mondadori a spendere 120 milioni per una casa che forse non ne vale neanche la met\u00e0. Ma sono cose imperscrutabili se non hai interessi in gioco. Dopo di che scattano appelli contro un presunto monopolio, come se Berlusconi fosse lo stesso di vent\u2019anni fa. Ma lui non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso<\/em><\/span>\u00bb, ha detto a <strong><a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/feltri-cetriolo-intellighenzia-pi-meno-sinistra-se-passa-95430.htm\" target=\"_blank\">Dagospia<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Il nostro mestiere non \u00e8 quello di commentare (e poi non abbiamo la sua stessa verve), ma un paio di cose ve le possiamo dire. E poi, giudicate liberamente voi. Vi diciamo solo che questa volta non prenderemo nessuna posizione e faremo che siano solo i numeri a parlare. Speriamo solo che abbiate letto bene la storia recente della Aldo Garzanti Editore.<\/p>\n<p>Innanzitutto, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Rcs Libri \u00e8 in bilancio a 180 milioni di euro<\/strong><\/span>. Il valore di iscrizione \u00e8 nominale perch\u00e9 ovviamente al business librario sono connessi anche alcuni debiti che ne abbassano <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il prezzo di mercato che si pu\u00f2 stimare in una forchetta compresa tra i 120 e i 150 milioni di euro<\/strong><\/span>. La controllata, che oltre al marchio Rizzoli pu\u00f2 contare su corazzate come <strong>Bompiani<\/strong>, <strong>Adelphi<\/strong> e <strong>Fabbri<\/strong> (tanto per citarne qualcuna), non vede un risultato positivo dal 2011 quando l&#8217;Ebit fu di 10,6 milioni. Fu l&#8217;ultimo esercizio in cui \u00e8 stimabile che i Libri abbiano prodotto un utile assieme ai quotidiani <strong>Corriere della Sera<\/strong> e <strong>Gazzetta dello Sport<\/strong>. L&#8217;Ebit dell&#8217;anno scorso fu di 1,1 milioni ma sconta una progressiva riduzione del perimetro aziendale. Il fatturato 2013 \u00e8 stato di circa 250 milioni con un margine operativo lordo di 4,2 milioni. Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>sono oltre tre anni che i ricavi sono quasi tutti \u00abdivorati\u00bb dai costi<\/strong><\/span>. \u00c8 difficilmente ipotizzabile che l&#8217;ad di Rcs, <strong>Pietro Scott Jovane<\/strong>, che ha puntato tutto sul digitale, effettui investimenti su un business tradizionale come quello dei Libri, avendo gi\u00e0 speso molto danaro per il lancio del portale <strong>GazzaBet<\/strong> e per l&#8217;inaugurazione del canale televisivo <strong>GazzettaTv<\/strong>, afferenti all&#8217;universo della Rosea. Giusto? Sbagliato? Non sta a un giornalista affermarlo. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I numeri dicono che progressivamente Rizzoli ha bruciato il business dei suoi Libri cos\u00ec come ha fatto con i suoi periodici dismessi<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>In casa Mondadori, invece, il business dei libri ha continuato a produrre qualche profitto nonostante il calo dei ricavi<\/strong><\/span>. Nel 2013 il fatturato \u00e8 diminuito del 10% a 334 milioni, ma ha determinato un Ebit di 43,5 milioni, l&#8217;utile deve essersi avvicinato a qualche decina di milioni di euro ma \u00e8 stato annegato da svalutazioni che hanno portato il consolidato di gruppo a -185 milioni. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>A Segrate \u00e8 stata fatta pulizia in previsione di un cambiamento<\/strong><\/span>. E mentre Rizzoli \u00a0ha deciso di puntare sui nuovi media, Mondadori si \u00e8 tenuta stretta il suo core business cio\u00e8 i Libri (anche in formato digitale) e qualche periodico. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La parola d&#8217;ordine del 2015 \u00e8 la stessa della consorella editoriale del gruppo Fininvest: tagliare i costi per sostenere investimenti<\/strong><\/span>. Se <strong>Mediaset<\/strong> ha speso molto per i diritti tv della <strong>Champions League<\/strong>, Mondadori vuole aumentare la sua quota di mercato nei libri in Italia che, con Rizzoli, passerebbe dal 27 al 38,8 per cento.<\/p>\n<p>La concorrente francese <strong>Hachette<\/strong>, pur avendo una quota di mercato inferiore, produce molti pi\u00f9 ricavi. Lasciamo perdere la tedesca <strong>Springer<\/strong> che \u00e8 di un altro pianeta. Se l&#8217;integrazione Mondadori-Rizzoli sia fattibile <em>coeteris paribus<\/em>, lo stabilir\u00e0 l&#8217;<strong>Antitrust<\/strong>. Sappiate che difficilmente un altro editore italiano potrebbe avere la forza di acquisire Rizzoli. Le strade, se Scott Jovane decidesse ora o in futuro di vendere ad altri da Mondadori, sono perci\u00f2 due: uno spezzatino all&#8217;italiana o un grande big internazionale a cui Eco o Mancuso potrebbero anche non piacere&#8230;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vi racconto una parte di me. \u00abQuando ero bambino mi piaceva trascorrere i pomeriggi nell&#8217;ufficio di mio padre. Al piano ammezzato del numero 33 di Piazza Aldo Moro (che per i baresi veraci \u00e8 sempre rimasta Piazza Roma) . C&#8217;era una bella macchina per scrivere che la segretaria non utilizzava sempre e che, quando libera, potevo adoperare per le mie prime scorribande letterarie. In pi\u00f9, bastava mettere il naso fuori dalle finestre per respirare l&#8217;aria pi\u00f9 pesante del centro della citt\u00e0. Vita, gente che si muoveva, negozi, la stazione, la fontana con gli stemmi delle province pugliesi (che erano ancora [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/02\/27\/rcs-ha-bruciato-i-libri\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[15706],"tags":[13660,16584,60287,28827,43812,40288,60288,60298,4594,35890,60326,39014,11972,60294,60190,60285,7665,60318,22878,15830,60304,60303,60286,60314,60312,60313,40172,60331,59609,60295,60310,60332,13661,2699,60322,16902,7636,60328,47,60293,60307,60329,2210,51716,60305,60284,35237,44730,22982,60334,16855,60319,60320,60311,60315,60306,60327,60292,60321,54483,52982,60317,60309,2914,43779],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6184"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6184"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6228,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6184\/revisions\/6228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}